Si potranno guardare serie tv e film in streaming anche all'estero

Fino a ora era impossibile sfruttare il proprio abbonamento fuori dall'Italia, ma le regole stanno per cambiare

Si potranno guardare serie tv e film in streaming anche all'estero

Siete in vacanza a Lisbona. O state facendo l'Erasmus a Strasburgo. O siete in viaggio di lavoro a Londra e volete rilassarvi guardando una puntata della serie tv che avete lasciato in sospeso prima di partire dall'Italia. Nessun problema: avete il vostro tablet, o un meraviglioso schermo HD sullo smartphone e magari una bella connessione wi-fi ad alta velocità. E Netflix. O Amazon Prime. O qualunque altro sistema di streaming per il quale pagate un abbonamento. Vi mettete comodi, vi collegate e...

Non succede niente.

Perché attualmente, i cittadini che visitano un altro Paese UE spesso non possono accedere a servizi e contenuti online, come film, serie TV, musica, videogiochi ed eventi sportivi, anche se pagano un abbonamento nel loro Paese d’origine. Ma da oggi, 18 maggio, le cose cambiano: e i cittadini UE con sottoscrizioni a pagamento online per film, eventi sportivi, musica e serie tv potranno accedere a questi contenuti durante un soggiorno all’estero in un altro Paese Ue.

Le nuove regole, adottate con 586 voti favorevoli, 34 contrari e 8 astensioni in via definitiva dal Parlamento, erano state già concordate con il Consiglio a febbraio 2017, e rimuovono le restrizioni esistenti in modo che sia possibile accedere a servizi come Netflix, HBO Go, Amazon Prime, Spotify, Deezer si è sono in un altro Paese UE per vacanze, studio o lavoro.

Controlli sulla residenza e protezione dati

I fornitori di servizi con contenuti online potranno prendere misure “efficaci e ragionevoli” per verificare che l’abbonato non si sia trasferito definitivamente in un altro paese Ue, poiché le licenze sui diritti d’autore possono essere diverse da un Paese all’altro. Tra i metodi di verifica consentiti ci sono il controllo della carta d’identità, dei dettagli di pagamento, delle informazioni fiscali pubbliche, delle informazioni postali o dell’indirizzo IP. Gli operatori devono garantire tuttavia che qualsiasi trattamento di dati personali sia proporzionato allo scopo e devono introdurre delle tutele, specialmente per i controlli degli indirizzi IP.

Le nuove norme riguarderanno solo i servizi a pagamento online, ma i fornitori di servizi gratuiti avranno la possibilità di rendere i propri contenuti disponibili in tutta l’Ue, a condizione che soddisfino i requisiti relativi ai controlli di residenza.

"I cittadini europei attendevano queste nuove norme, che rappresentano un passo verso un mercato digitale comune. Queste nuove norme aumentano la mobilità e garantiscono la portabilità agli utenti dei contenuti online europei, senza pregiudicare il diritto d'autore", ha dichiarato il relatore Jean-Marie Cavada.

Che succede ora

La legislazione deve essere ancora approvata formalmente dal Consiglio dei Ministri UE, dopodiché gli Stati membri avranno nove mesi di tempo per approvare le nuove regole.

Secondo un sondaggio della Commissione nel 2016 il 64% degli europei ha usato internet per accedere o scaricare videogiochi, immagini, film o musica (in Italia il 54,7%). Molti si aspettano di poterlo fare anche mentre viaggiano nell’UE. Questi numeri dovrebbero crescere visto che gli europei pagheranno di meno per accedere a internet sui loro dispositivi mobili negli altri stati UE a partire dal 15 giugno 2017, quando finiranno i costi del roaming internazionale nell’UE.