Come prepararsi al 2050? Una startup no-profit prova a "insegnare il futuro"

Si chiama Impactscool e nasce dall'esperienza di due italiani in Silicon Valley: Cristina Pozzi e Andrea Dusi

Come prepararsi al 2050? Una startup no-profit prova a "insegnare il futuro"


Insegnare il futuro per come le tecnologie esponenziali ci permettono di immaginarlo. Per guidare i cambiamenti ed evitare le conseguenze nefaste di comportamenti sbagliati (come quelli che causano i cambiamenti climatici). E’ questa la mission di Impactscool, la startup no-profit fondata da Cristina Pozzi e Andrea Dusi nel 2017. Sono stati anche i co-founder di WishDays, l’azienda dei cofanetti Emozione3, ceduta nel 2016 a Smartbox (la cifra della exit ruota intorno ai 20 milioni).

Pozzi ha appena pubblicato per Impactscool un libro guida sul 2050, Dusi è impegnato anche con “Un’Italia 10 volte meglio”, progetto politico con cui si presenterà alle prossime elezioni insieme ad un gruppo di giovani imprenditori. Tecnologia e impatto sociale, questo sembra essere il filo rosso che lega le diverse esperienze imprenditoriali di Cristina Pozzi e Andrea Dusi. 
 

Progetto sociale 

“Io e Andrea - racconta Cristina Pozzi, 36 anni, originaria di Milano - già quando lavoravamo a WishDays pensavamo ad un progetto che avesse una rilevanza sociale”. Dopo aver deciso di vendere hanno iniziato a viaggiare. “Quando tornavamo dalla Silicon Valley ci accorgevamo di quanto in Italia non ci fosse consapevolezza di certi cambiamenti”. Questa la spinta che ha preparato la nascita a inizio 2017 di Impactscool. “A oggi abbiamo tenuto 90 workshop, il primo è stato alla fine di febbraio all'Università di Milano-Bicocca”, mentre sono stati 3600 gli studenti coinvolti. 
 

Lezioni itineranti

Le lezioni di Impactscool sono gratuite per studenti delle scuola secondarie di secondo grado e universitari. Si rivolgono anche alle aziende e c’è in progetto con il MIUR di estenderle ai docenti. “Prevediamo di solito un format di 4-6 lezioni di un paio di ore a settimana, ma facciamo anche giornate di formazione. Quando parliamo di tecnologia - spiega Pozzi - lo facciamo sempre in modo partecipativo. Con i ragazzi spesso facciamo giochi di ruolo sull’impatto che hanno le tecnologie. Lavoriamo anche con tecniche di future thinking”. Non solo si cerca di immaginare modelli di futuro “ma spingiamo i ragazzi ad utilizzare strumenti avanzati”.
 

Modelli di futuro

“Nessuno può prevedere il futuro - spiega Pozzi - noi facciamo proiezioni ed analisi in base ai dati che abbiamo a disposizione”. Solo un esercizio accademico? “Immaginare modelli di futuro permette anche di relazionarci ad una determinata situazione in modo diverso”, precisa con riferimento ai cambiamenti climatici. “Il futuro se lo immaginiamo possiamo anche guidarlo”. 
 

In politica

Nel frattempo, la nuova sfida in casa Impactscool, l’ha lanciata agli inizi di novembre Andrea Dusi e si chiama ‘Un’Italia 10 volte meglio’. “Sono attività parallele che condividono una visione e partono dagli stessi presupposti, che cercano di raggiungere lo stesso obiettivo con modalità diverse”. Per Cristina Pozzi “è stata proprio l’esperienza di Impactscool a dare la spinta forte” a questa iniziativa.

 
 


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