Smog: uccide 3, 7 mln persone all'anno con tumori, infarti e ictus

(AGI) - Milano, 25 nov. - In un anno muoiono nel mondo 3,7milioni di persone a causa dell'aria che respirano. Un numeroimpressionante ma non sorprendente, secondo gli esperti, vistoche gli studi scientifici non lasciano dubbi: gli inquinanti,le polveri sottili e in generale i contaminanti presentinell'atmosfera provocano ictus, infarti, tumori, asma,polmoniti, allergie e molte altre patologie. Il danno, oltreche sulla salute, e' anche economico: le morti per inquinamentosono aumentate del 7% in cinque anni nei Paesi Ocse, e il costolegato a questi decessi ha raggiunto 780 miliardi di euro nelsolo 2010.

(AGI) - Milano, 25 nov. - In un anno muoiono nel mondo 3,7milioni di persone a causa dell'aria che respirano. Un numeroimpressionante ma non sorprendente, secondo gli esperti, vistoche gli studi scientifici non lasciano dubbi: gli inquinanti,le polveri sottili e in generale i contaminanti presentinell'atmosfera provocano ictus, infarti, tumori, asma,polmoniti, allergie e molte altre patologie. Il danno, oltreche sulla salute, e' anche economico: le morti per inquinamentosono aumentate del 7% in cinque anni nei Paesi Ocse, e il costolegato a questi decessi ha raggiunto 780 miliardi di euro nelsolo 2010. Questi e altri dati sono al centro del convegno "Icosti dell'inquinamento atmosferico: un problema dimenticato",organizzato da Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano,IEFE - Universita' Bocconi e Associazione Peripato. Gli espertisi sono confrontati in Bocconi per approfondire il legame trasalute e inquinamento, capire l'impatto economico delle polverisottili sulla salute e per proporre delle strategie condivisecon cui abbattere il livello di inquinanti. "Secondo ilrapporto globale 2014 dell'Organizzazione mondiale dellasanita' - spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientificodel Policlinico - l'inquinamento ambientale e' ancheresponsabile di almeno 600mila morti premature, e incide suicosti per la salute fino a 940 miliardi di euro. Le direttiveeuropee fissano come soglia limite per il PM 2,5, che sonopolveri sottili capaci di arrivare fino in profondita' neipolmoni, 25 microgrammi per millimetro cubo d'aria: ma le lineeguida dell'Oms fissano un limite molto piu' basso, a 10microgrammi". L'Agenzia americana per la protezionedell'ambiente (Epa) raccomanda un limite di 12 microgrammi: unasoglia molto piu' simile a quella dell'Oms piuttosto che aquella europea, e che conferma "l'inadeguatezza dei limitifissati per l'Europa". Lo stesso vale per il PM 10, checolpisce le vie aeree superiori: in Europa la sogliatollerabile e' 40 microgrammi, per l'Oms deve essere la meta'."Se guardiamo le soglie europee, il 31% della popolazione e'esposta ai pericoli del PM 2,5; ma seguendo la soglia dell'Oms,la popolazione esposta e' pari al 96%". Analogamente, per il PM10 il pericolo riguarda il 33% secondo la soglia europea, mal'88% secondo i parametri Oms: "Per questo - aggiunge Mannucci- l'Europa dovrebbe abbassare i suoi attuali limiti, fermi dadiversi anni. Tra l'altro la Commissione Europea ha stimato chebasterebbe spendere 3,3 miliardi di euro nel mitigarel'inquinamento dell'aria perche' questo si traduca in unrisparmio annuale di almeno 40 miliardi, sia sociale chesanitario". "Non fare nulla costa piu' che fare: alle famiglie,ai governi locali e centrali - avverte Lidia Rota Vender,presidente dell'Associazione per la Lotta alla Trombosi e allemalattie cardiovascolari onlus (ALT) - ogni anno l'Europaspende 196 miliardi di euro per infarto, ictus cerebrale,embolia, trombosi venose e arteriose: il 54% per i costidiretti, legati alla cura di queste malattie, ai ricoveri inospedale, agli esami e ai farmaci. Il rimanente 46% per i costiindiretti, legati alla mancata produttivita' e alle spesesostenute dalle famiglie per l'assistenza ai malati colpiti damalattie che, quando non uccidono, lasciano una gravissimainvalidita', spesso permanente e troppo spesso prematura.Inoltre, ogni aumento di 10 punti percentuali dei casi diinfarto e ictus causa all'Italia un rallentamento dellacrescita economica valutabile intorno allo 0,5%. E leprevisioni per il 2020 sono catastrofiche e vanno ben oltre il10% in termini di aumento dei casi di ictus e infarto". SecondoSergio Harari, direttore dell'Unita' Operativa di Pneumologiadell'Ospedale San Giuseppe di Milano e presidentedell'Associazione Peripato, "importanti ricerche scientifiche,come gli studi Escape, hanno provato che l'inquinamento causail cancro al polmone e aumenta il rischio di quello allavescica, aumenta la mortalita' per scompenso cardiaco, riduceil peso alla nascita dei neonati. Sulla base proprio di questidati, l'Oms e l'Agenzia internazionale per la ricerca sulcancro hanno incluso per la prima volta l'inquinamentodell'aria, e soprattutto il particolato sottile, nel gruppo 1delle condizioni carcinogeniche, il piu' pericoloso". Inoltre,la crisi economica "non puo' essere una scusa per rinviareinterventi che non sono stati attuati neanche quando lasituazione finanziaria era ben diversa. Le politiche dell'ariahanno un costo, ma fanno risparmiare molto in costisocio-sanitari: un recente studio italiano ha dimostrato come aRoma una riduzione di soli 5 ?g/m3 di PM 2,5 comporterebbe unrisparmio di circa un milione di euro e salverebbe circa 600vite umane. I cittadini hanno diritto ad un ambiente sano esalubre - conclude Harari - percio' e' importante che simettano in atto tutte le misure utili per contenere al piu'presto l'inquinamento atmosferico, per il bene della nostrasalute ma anche dell'economia".(AGI).