Si chiama Kronos la stella che si è mangiata i suoi pianeti

Dista dalla Terra 350 anni luce e due anni luce da una sua stella gemella. Uno studio

Si chiama Kronos la stella che si è mangiata i suoi pianeti

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Princeton ha scoperto una coppia di stelle gemelle e trovato prove del fatto che una di queste ha ‘mangiato’ più di una decina dei suoi pianeti rocciosi. La scoperta ha convinto gli studiosi a chiamare le stelle (HD 240430 e HD 240429) con i nomi di Krios e Kronos, in onore dei Titani che precedono gli dei dell’Olimpo nella mitologia greca. Secondo la leggenda Kronos, dio del tempo, ha mangiato i figli Istie, Demetra, Era, Ade e Poseidone per impedire loro di spodestare.

Le due stelle distano dalla Terra 350 anni luce e due anni luce l’una dall’altra (la Terra dista dalla nostra stella 8,33 minuti luce, che equivalgono a 149.597.870,691 km). Si pensa che le due stelle possano avere circa 4 miliardi di anni.


Secondo i ricercatori Kronos dovrebbe aver inglobato circa 15 pianeti dalla massa simile a quella della Terra. A farlo pensare è la composizione chimica insolita di Kronos, la cui superficie risulta comprendere elementi come il cromo, alluminio, ferro, silicio, magnesio e Ittrio e allo spettrometro e consistentemente diversa da quella della sua gemella Krios. Secondo gli studiosi non è mai stata registrata finora una simile differenza tra due stelle gemelle.

"Nella maggior parte delle stelle che sono ricche di metallo come Kronos si registrano livelli alti di tutti gli altri elementi, mentre Kronos ha soppresso quelli più volatili, il che rende la rende molto strana rispetto alla norma", ha dichiarato Semyeong Oh, prima firmataria della ricerca. "Tutti gli elementi che costituirebbero un pianeta roccioso sono esattamente gli elementi che si registrano maggiormente su Kronos e gli elementi volatili sono meno presenti, cosa che rafforza l’idea di un affollamento di pianeti", ha detto, come riportato dall’International Business Times.

La ricerca accademica che descrive le nuove stelle e la particolarità di una di queste è stata pubblicata a settembre e firmata da Semyeong Oh, Adrian Price-Whelan, John Brewer, David Hogg, David Spergel e Justin Myles.

 

 



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