Sanita': la sfida 'Stakeholder engagement', convegno alla Luiss

(AGI) - Roma, 13 ott. - Il termine 'Stakeholder engagement' e'ormai entrato nel vocabolario di chi si occupa di politichepubbliche. Cio' che esprime e' 'un processo attraverso il qualeun'organizzazione coinvolge soggetti che potrebbero essereinteressati dalle decisioni che si e' chiamati a prendere oinfluenzarne l'esecuzione". E' proprio di questo concetto edella sua concreta applicazione nel lavoro che ogni giornosvolge il decisore pubblico nel nostro Paese si e' parlatopochi giorni fa a Roma in occasione della presentazione dellostudio realizzato da Elisa Pintus - professore associato diEconomia delle aziende e amministrazioni pubbliche, Universita'

(AGI) - Roma, 13 ott. - Il termine 'Stakeholder engagement' e'ormai entrato nel vocabolario di chi si occupa di politichepubbliche. Cio' che esprime e' 'un processo attraverso il qualeun'organizzazione coinvolge soggetti che potrebbero essereinteressati dalle decisioni che si e' chiamati a prendere oinfluenzarne l'esecuzione". E' proprio di questo concetto edella sua concreta applicazione nel lavoro che ogni giornosvolge il decisore pubblico nel nostro Paese si e' parlatopochi giorni fa a Roma in occasione della presentazione dellostudio realizzato da Elisa Pintus - professore associato diEconomia delle aziende e amministrazioni pubbliche, Universita'della Valle d'Aosta - che illustra un case study supportatodall'azienda farmaceutica Ipsen. Un principio fondamentale distakeholder engagement e' che le parti interessate abbiano lapossibilita' di influenzare il processo decisionale, pertantoquesto procedimento deve svolgersi prima che una decisionevenga presa. Ma come puo' questo concetto essere praticato nelnostro paese senza urtare alcuni punti cardine del nostroordimento, come l'imparzialita' della pubblica amministrazionee svilupparsi senza scontrarsi con un modo di pensare cheancora troppo spesso vede l'interesse pubblico e quello privatocome due cose contrapposte e inconciliabili? E soprattutto, e'possibile applicare questo metodo di confronto e condivisionedelle scelte in un momento in cui tanto le istituzioni quantole aziende hanno un basso livello di reputazione tra icittadini? E puo' lo stakeholder engagement essere applicatoanche in un settore tanto cruciale e delicato quanto quellodelle politiche sanitarie e in particolar modo nelle politichedel farmaco? A queste domande si e' cercato di dare dellerisposte in occasione dell'articolato dibattito svoltosi pressola LUISS. A partecipare, portando opinioni ed esempi concretiil prof. Cesare Pozzi della Luiss, il dott. Luigi Fiorentino,della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il prof. PaoloMarchetti direttore dell'UOC oncologica dell'AziendaOspedaliera Sant'Andrea, il dott. Vincenzo Panella DirettoreGenerale Asl Roma D e Relazioni Istituzionali di Federsanita'ANCI, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi eFilippo Bucella in rappresentanza di EUPATI - EuropeanPatient's Academy on Therapeutic Innovation Secondo laprofessoressa Pintus lo Stakeholder Engagement rappresenta "unasfida, piu' che una realta' consolidata, alla quale il nostroPaese pero' puo' e deve rispondere facendo leva su due puntifondamentali: il concetto della responsabilita' sociale delleimprese da una parte e quello della sostenibilita' delle sceltepubbliche dall'altro. Due fondamenti che se perseguiti erealizzati attraverso procedure ben definite e trasparentiportano a risultati di maggiore benessere per l'interacollettivita'. Lo stakeholder engagement si presenta dunquecome una scelta ineluttabile in questo periodo storico in cui,fra crisi economica e globalizzazione, Stato, imprese esocieta' sono parti di un insieme intrinsecamente connesso. Ilfuturo delle politiche pubbliche passa attraverso laconsapevolezza della necessita' di puntare sullasostenibilita', sulla responsabilizzazione delle imprese e sulcoinvolgimento dei portatori di interesse. La teoria degliStakeholder, in sintesi, consiste nel massimizzare ilsoddisfacimento degli interessi convergenti". (AGI) .