Trenta under 30 aiuteranno le aziende italiane a reinventarsi sul digitale

Completato il Samsung Camp per formare gli Innovation Designer. Più di metà dice che l'università non basta

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L'Italia ha i suoi primi 30 Innovation Designer. È una nuova figura professionale che fonde competenze di marketing, comunicazione e tecnologia, con il compito di portare la trasformazione digitale nelle aziende. Il percorso formativo, battezzato Innovation Camp, era aperto a laureati, laureandi, diplomati e disoccupati che non avessero ancora compiuto 30 anni. È iniziato ad aprile e si è concluso oggi, 15 novembre. A promuoverlo è stata Samsung Italia, in collaborazione con Randstad e Università Cattolica di Milano.

Come funziona l'Innovation Camp

Il progetto è composto da corsi online e da 23 ore di sessioni in aula, all’Università Cattolica di Milano e Roma, e all’Università di Foggia. In tutta Italia, la piattaforma online ha ricevuto 4.450 iscrizioni, quasi la metà (il 46%) provenienti dal Sud.

Tra tutti i partecipanti ai corsi online, 220 studenti hanno ricevuto la certificazione finale del corso (un titolo di alta formazione data ai ragazzi che hanno superato il test finale con almeno l’80% delle risposte corrette). Ne sono poi stati selezionati 77 per partecipare alle lezioni frontali.

I migliori 30, giudicati sulla base della qualità dei progetti sviluppati, hanno partecipato a una giornata di selezione di fronte ai manager di Samsung e Randstad. I primi 4 hanno ottenuto uno stage formativi (2 in Samsung, uno in Randstad e Accenture). Gli altri 26 ragazzi prenderanno parte a un percorso curato da Randstad per verificare le loro competenze e proporli ad aziende interessate a un Innovation Designer.

Gli studenti e i progetti premiati

Fabio Della Sala, di Volturara Irpina (AV), nato nel 1994 e proveniente dalla Facoltà di Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Salerno, selezionato in Samsung Italia. Ha ideato il progetto Smartbag, una borsa che unisce le funzionalità delle tecnologie IoT (gps, bluetooth, NFC, con display touchscreen) a quelle di un design elegante. 

Gabriele Curvietto, di Sesto Fiorentino (FI). Nato nel 1988, ha un Master in Economia e Management del Turismo, con laurea in Scienze Turistiche presso l’Università degli Studi di Firenze. Il suo progetto è Get On, un'app che si integra con i propri documenti d'identità per semplificare e digitalizzare i processi di acquisto e fruizione dei titoli di viaggio. Selezionato in Samsung Italia

Francesco Di Domenico. Napoletano di Giugliano, nato nel 1994, ha una laurea in disegno industriale e comunicazione visiva presso Università degli Studi Luigi Vanvitelli di Napoli. Ha ideato Dheris, un servizio che digitalizza gli store fisici attraverso tecnologica in cloud, che comunica con un’app al servizio degli utenti. Selezionato da Randstad.

Francesca Baldisseri di San Pietro in Gù (PD). Classe 1994, laurea in Comunicazione presso l’Università degli Studi di Padova, ha progettato THYMBLE, un anello che permette a chi lo indossa di comunicare con qualunque dispositivo fornendo informazioni utili a personalizzare l'esperienza dell'utente. Selezionata da Accenture

L'Italia digitale vista dagli under 30

 

Gli studenti sono stati anche i protagonisti di una ricerca pensata per capire la visione che gli under 30 hanno dell'Italia digitale. Tre ragazzi su quattro pensano che le competenze digitali siano fondamentali in colloquio di lavoro. Ma solo il 46% considera la propria formazione universitaria non adeguata per una carriera professionale in un mondo del lavoro sempre più digitalizzato. Molti sperano che la propria occupazione consenta di rimanere in Italia: solo il 17% punta ad una carriera all'estero.

C'è un po' di indecisione sull'evoluzione tecnologica del Paese. Il campione intervistato è spaccato tra un 53% che considera l'Italia “poco o per niente competitiva in ambito digitale” e un 46,5% che ritiene il livello di innovazione adeguato.

Idee chiare, invece, sull'avvenire: il 38% degli intervistati aspira ad essere assunto in una grande azienda “nativa digitale” (come una piattaforma di e-commerce o un social network), il 27,5% punta alle aziende legate ai settori di business più “tradizionali” e il 14% è pronto a scommettere sul potenziale di una delle tante startup presenti oggi sul mercato. Minoritaria (con il 14,5%), come da tradizione, è la quota di chi preferirebbe aprire un proprio business.



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