Salute: progetto Ippocrates, anche le parole curano

(AGI) - Milano, 1 ott. - Anche le parole curano. Lo dimostranoi risultati della ricerca realizzata dalla Fondazione GiancarloQuarta Onlus su oltre 4 mila pazienti dell'Istituto Nazionaledei Tumori di Milano e presentata oggi. Comunicando ai medici eai loro superiori gli apprezzamenti dei pazienti per icomportamenti relazionali positivi percepiti, la qualita' delrapporto e' migliorata di oltre il 54% nei due anni delprogetto-intervento Ippocrates, dimostrando di saper offrirerisposte giudicate buone o ottime dai pazienti stessi a tutti iloro bisogni: conoscenza e comprensione, fiducia, vicinanza,ascolto e apprezzamento, soluzioni di cura."Questo progetto aiuta

(AGI) - Milano, 1 ott. - Anche le parole curano. Lo dimostranoi risultati della ricerca realizzata dalla Fondazione GiancarloQuarta Onlus su oltre 4 mila pazienti dell'Istituto Nazionaledei Tumori di Milano e presentata oggi. Comunicando ai medici eai loro superiori gli apprezzamenti dei pazienti per icomportamenti relazionali positivi percepiti, la qualita' delrapporto e' migliorata di oltre il 54% nei due anni delprogetto-intervento Ippocrates, dimostrando di saper offrirerisposte giudicate buone o ottime dai pazienti stessi a tutti iloro bisogni: conoscenza e comprensione, fiducia, vicinanza,ascolto e apprezzamento, soluzioni di cura."Questo progetto aiuta i medici perche' possano con le loroparole aiutare i propri pazienti - afferma Lucia GiudettiQuarta, fondatrice e presidente della Fondazione GiancarloQuarta Onlus, costituita nel 2003 in memoria del marito - Ilmetodo utilizzato e' innovativo perche' non si basa sullaformazione in aula ma sul rinforzo positivo esercitatodall'apprezzamento dei pazienti verso i comportamenti deimedici che li hanno in cura". A conferma della validita' delmetodo adottato, sta anche il circolo virtuoso che si e'attivato all'interno dell'Istituto: "Dopo i primi dodici mesidi progetto-intervento - afferma Alan Pampallona, managingdirector della Fondazione - il miglioramento della relazione e'stato del 16,3%, dopo altri sei mesi e' cresciuto del 47,6%.L'ultima rilevazione, sei mesi dopo la conclusione delprogetto, ha visto salire ulteriormente la qualia'? dellarelazione fino al 54,4%". Alla base di una buona relazionemedico-paziente stanno la capacita' di trasmettere passione edempatia: lo ha sottolineato lo psicanalista e sociologo MicheleOldani. "Oggi la figura del luminare non esiste piu'. Percomunicare in modo efficace servono empatia e passione. Cosi'facendo il medico e' piu' gratificato e il paziente lo segue e,forse, guarisce di piu'". Non e' solo una questione dipsicologia sociale: anche i piu' recenti studi neurobiologicidimostrano che le parole possono curare, al pari dei farmaci. Aquesto il nuovo progetto a cui Fondazione Quarta sta lavorandoin collaborazione con l'universitA? degli studi di Torino,avendo quale focus i malati di Parkinson: "Le parole utilizzanogli stessi meccanismi biochimici dei farmaci. - ha affermatoFabrizio Benedetti, uno dei massimi esperti internazionali intema di placebo - e' stato dimostrato che le aspettativepositive agiscono sugli stessi enzimi che vengono attivati daimedicinali, favorendo quindi il processo di cura. Nel progettoavviato con Fondazione Quarta approfondiremo le modalita' concui questo avviene". .