Salute: identificato marker precoce per Alzheimer

(AGI) - Milano, 3 giu. - La degenerazione della sostanza biancacerebrale potrebbe rappresentare un marker precoce per lamalattia di Alzheimer. Lo suggeriscono i risultati di unostudio italiano finanziato dal Ministero della Salute, firmatoda un gruppo di ricercatori dell'IRCCS Ospedale San Raffaele diMilano, appena pubblicato su Radiology. "L'Alzheimer - spiegaFederica Agosta, ricercatrice presso l'Unita' di NeuroimagingQuantitativo dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, diretta dalProf. Massimo Filippi, e co-autrice dello studio - e' unamalattia della sostanza grigia, tuttavia il danno alla sostanzabianca gioca un ruolo centrale nel determinare le modalita' dicomparsa e di

(AGI) - Milano, 3 giu. - La degenerazione della sostanza biancacerebrale potrebbe rappresentare un marker precoce per lamalattia di Alzheimer. Lo suggeriscono i risultati di unostudio italiano finanziato dal Ministero della Salute, firmatoda un gruppo di ricercatori dell'IRCCS Ospedale San Raffaele diMilano, appena pubblicato su Radiology. "L'Alzheimer - spiegaFederica Agosta, ricercatrice presso l'Unita' di NeuroimagingQuantitativo dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, diretta dalProf. Massimo Filippi, e co-autrice dello studio - e' unamalattia della sostanza grigia, tuttavia il danno alla sostanzabianca gioca un ruolo centrale nel determinare le modalita' dicomparsa e di progressione della malattia". La malattia diAlzheimer e' una patologia neurologica progressiva eirreversibile che altera la memoria e le funzioni cognitive; sicaratterizza anatomicamente per la presenza di depositi anomalidi placche amiloidi e proteina tau a livello del cervello e peruna progressiva perdita di tessuto cerebrale. Non e' ancorachiaro pero' quale sia il meccanismo in grado di innescare lamalattia. Nello studio pubblicato oggi, il team del SanRaffaele ha utilizzato uno strumento di imaging avanzato, dettoDTI (Diffusion Tensor Imaging) per studiare la sostanza biancadi 53 pazienti affetti da tre tipi diversi di Alzheimer: quelload esordio precoce e due varieta' atipiche di Alzheimergiovanile dette 'sindromi focali' che colpiscono soltantoalcune parti del cervello. La DTI e' una tecnica di risonanzamagnetica avanzata che sfrutta il movimento delle molecole diacqua per caratterizzare la microstruttura dei tessutibiologici ed e' estremamente sensibile alle alterazioni dellasostanza bianca. "Nel nostro studio - spiegano Federica Agostae Francesca Caso, prima autrice del lavoro - abbiamo utilizzatola DTI per individuare analogie e differenze nel danno dellasostanza bianca nell'ambito di tutto lo spettro della malattiadi Alzheimer ad esordio giovanile e in rapporto ai quadri diatrofia corticale." Dall'analisi emerge che tutti i pazientiavevano un esteso danno alla sostanza bianca (corpo calloso,fornice e fasci principali antero-posteriori) e presentavanodanni regionali a carico della sostanza grigia. "Ma il danno alla sostanza bianca nei pazienti con sindromifocali - prosegue Agosta - era molto piu' grave e diffuso delprevisto e non spiegabile solo attraverso l'atrofia dellasostanza grigia, che era piu' localizzata." La DTI ha lepotenzialita' di svelare l'estesa disorganizzazione deicircuiti cerebrali nelle forme focali, persino prima dellacomparsa di deficit cognitivi conclamati. Si tratta diun'opportunita' diagnostica importante perche' nelle prime fasidell'Alzheimer focale potrebbe non esserci un grave dannostrutturale e dunque i pazienti rischiano di sfuggire alladiagnosi e di essere esclusi cosi' dai trial clinici".(AGI)red/Cre .