Salute: esperti, inserire Scienza Nutrizione in Facolta' Medicina

(AGI) - Roma, 14 ott. - Introdurre l'obbligo dell'insegnamentodi Scienza della Nutrizione nei corsi di laurea in Medicina eChirurgia, integrandolo nei programmi di Endocrinologia, pervalorizzare il tema della nutrizione e le sue interazioni conla salute dell'individuo: e' la proposta emersa nel corso di unincontro all'EXPO tra i rappresentanti delle principaliSocieta' Scientifiche italiane che si occupano di questi temi eaccolta favorevolmente dalla Conferenza annuale dei Presidentidei Corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. L'esigenza ditrasmettere ai giovani medici il valore della nutrizionerispetto alla salute e l'importanza di una corretta condottaalimentare

(AGI) - Roma, 14 ott. - Introdurre l'obbligo dell'insegnamentodi Scienza della Nutrizione nei corsi di laurea in Medicina eChirurgia, integrandolo nei programmi di Endocrinologia, pervalorizzare il tema della nutrizione e le sue interazioni conla salute dell'individuo: e' la proposta emersa nel corso di unincontro all'EXPO tra i rappresentanti delle principaliSocieta' Scientifiche italiane che si occupano di questi temi eaccolta favorevolmente dalla Conferenza annuale dei Presidentidei Corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. L'esigenza ditrasmettere ai giovani medici il valore della nutrizionerispetto alla salute e l'importanza di una corretta condottaalimentare si basa anche sulla conoscenza sempre piu'approfondita delle interazioni tra il cibo e sistema endocrino,in particolare nell'eta' della crescita. Apprendere le buoneabitudini alimentari sin dall'eta' pediatrica e' la premessaper una buona salute da adulti. "Il cibo puo' essere definito un para-ormone - afferma ilprofessor Andrea Lenzi, Coordinatore dei Presidenti dei Corsidi laurea in Medicina e Chirurgia e Presidente della Societa'Italiana di Endocrinologia - infatti le sostanze contenutenegli alimenti lavorano in sinergia con gli ormoni che regolanotutti i meccanismi biologici del nostro corpo. Tanto per fareun esempio, l'aumento del tessuto adiposo, soprattutto seaccumulato a livello dell'addome, e' in grado di indurre unacondizione di insulino-resistenza per cui il pancreas deveprodurre maggiore quantita' di insulina per mantenere sottocontrollo i livelli di glicemia nel sangue". Il modello diriferimento resta la dieta mediterranea riconosciuta patrimoniodell'umanita'. Eppure questo modello, basato su alimentisemplici e freschi come olio d'oliva extravergine, pesceazzurro, legumi, verdura e frutta di stagione, oggi e'utilizzato in maniera scorretta, soprattutto dalle giovanigenerazioni. "La dieta mediterranea ha conservato tutta la suavalidita' nutrizionale, ma anche culturale ed e' proprio perquesto motivo che e' stata definita nel 2010 patrimonioculturale immateriale dell'umanita' dall'UNESCO, purtropposiamo noi che ne facciamo un cattivo uso non rispettando piu'le scelte alimentari indicate - afferma Andrea Lenzi - leporzioni sono diventate troppo abbondanti, con eccesso dizuccheri a rapido assorbimento e grassi, limitiamo l'apporto dilegumi e cereali che sono pure fonte di proteine oltre che difibre, prediligendo cibi conservati, lavorati e salatiadottando comportamenti tarati sulla sedentarieta' piuttostoche sull'attivita' fisica". Anche alla luce del cattivo usodella dieta mediterranea, la cultura dell'alimentazione el'influenza che essa ha sulla salute di tutto l'organismodovrebbe necessariamente far parte del bagaglio formativo delmedico. In tale contesto l'endocrinologo e' la figura centralein quanto fa da "ponte" con molteplici figure specialistichecome il dietologo, il nutrizionista, l'internista, lopsicologo, il chirurgo ed altri ancora, alle quali indirizzareil paziente a seconda del tipo di diagnosi. Per questo laproposta prevede di inserire obbligatoriamente il nuovoinsegnamento Scienza della Nutrizione nei programmi diEndocrinologia. (AGI) Red/Pgi .