Salute: da microbiologi allarme su rischio contagio virus MERS

(AGI) - Milano, 10 giu. - La comunita' dei microbiologi cliniciitaliani lancia un allarme sul rischio connesso al propagarsidel MERS-CoV, un virus appartenente alla grande famiglia deiCoronavirus che causano il raffreddore comune e altre lieviinfezioni delle vie respiratorie. La nuova variante, che e'apparsa per la prima volta nel 2012 in Arabia Saudita, si e'diffusa in vari Paesi del Medio Oriente e causa una severaforma di polmonite. Finora sono stati notificati ben 1.153 casidi infezione da MERS-CoV, di cui almeno 435 mortali. I casi diMERS-CoV documentati in numerosi altri Paesi sono tutti

(AGI) - Milano, 10 giu. - La comunita' dei microbiologi cliniciitaliani lancia un allarme sul rischio connesso al propagarsidel MERS-CoV, un virus appartenente alla grande famiglia deiCoronavirus che causano il raffreddore comune e altre lieviinfezioni delle vie respiratorie. La nuova variante, che e'apparsa per la prima volta nel 2012 in Arabia Saudita, si e'diffusa in vari Paesi del Medio Oriente e causa una severaforma di polmonite. Finora sono stati notificati ben 1.153 casidi infezione da MERS-CoV, di cui almeno 435 mortali. I casi diMERS-CoV documentati in numerosi altri Paesi sono tutticorrelati a viaggi in Medio Oriente o contatto diretto con casiconfermati o probabili che, a loro volta, avevano viaggiato inquelle zone. La sequenza genomica indica che MERS-CoV e'strettamente legato ad alcuni Coronavirus dei pipistrelli. Ilvirus e' stato anche trovato in camelidi e, in effetti, alcunipazienti hanno riportato contatti con questi animali. Sembrachiara quindi l'origine zoonotica, come peraltro dimostratoanche per il virus della SARS appartenente anch'esso aiCoronavirus. L'Amcli (Associazione microbiologi cliniciitaliani) ha dunque lanciato un monito alle autorita' dicontrollo, affinche' venga tenuto attentamente sotto controlloil diffondersi di questa variante. Il 20 maggio 2015 e' statonotificato dall'OMS il caso indice (di importazione dal medioOriente) di un focolaio del virus attualmente in rapidaevoluzione in Corea del Sud dove, al 9 giugno 2015, sono statiben confermati 96 casi (con 8 decessi). Al momento l'OMS non hariscontrato evidenza di una trasmissione sostenuta del virusnella popolazione generale ma l'allarme e' alto: 2.300 personesono attualmente in quarantena e 1.900 scuole sono statechiuse. Il genoma del virus che si sta diffondendo in Corea delSud e' stato sequenziato molto rapidamente e si e' dimostratouguale a quello che circola nei Paesi del medio Oriente. (AGI).