Salute: Alzheimer, l'importanza della diagnosi precoce

(AGI) - Roma, 17 set. - A oggi non esiste una terapiadefinitiva per combattere l'Alzheimer, ma "a rivestire un ruolocruciale e' una diagnosi corretta e tempestiva". E' il monitolanciato dalla Sin, Societa' italiana di Neurologia, inoccasione della giornata mondiale dell'Alzheimer. In una nota,la Sin evidenzia l'importanza dei risultati conseguiti dallaricerca scientifica nello sviluppo di nuove terapie e nelladiagnosi precoce. "Tecniche di imaging, quali la risonanzamagnetica o la pet - dichiara Carlo Ferrarese, direttorescientifico del centro di neuroscienze dell'universita' diMilano-Bicocca - sono strumenti potentissimi in grado dieffettuare una diagnosi precoce

(AGI) - Roma, 17 set. - A oggi non esiste una terapiadefinitiva per combattere l'Alzheimer, ma "a rivestire un ruolocruciale e' una diagnosi corretta e tempestiva". E' il monitolanciato dalla Sin, Societa' italiana di Neurologia, inoccasione della giornata mondiale dell'Alzheimer. In una nota,la Sin evidenzia l'importanza dei risultati conseguiti dallaricerca scientifica nello sviluppo di nuove terapie e nelladiagnosi precoce. "Tecniche di imaging, quali la risonanzamagnetica o la pet - dichiara Carlo Ferrarese, direttorescientifico del centro di neuroscienze dell'universita' diMilano-Bicocca - sono strumenti potentissimi in grado dieffettuare una diagnosi precoce o addirittura preclinica dellamalattia di Alzheimer, ossia prima che si sia dimostrataclinicamente la demenza". "Effettuare la diagnosi precoce della malattia - continuaFerrarese - risulta fondamentale per alcune strategieterapeutiche, attualmente in fase avanzata di sperimentazione,che solo se attuate in fase precoce potrebbero modificare ildecorso della malattia". Inoltre, "individuare con largoanticipo i soggetti che possono essere colpiti da Alzheimersignifica poter prendere in carico il paziente sin dalle primefasi e garantire un maggior livello di assistenza". Purtropponon sono ancora note le cause alla base della malattia diAlzheimer, ma la ricerca scientifica ha fatto enormi passiavanti nell'identificazione di fattori che incrementano ilrischio di sviluppare la patologia: specifiche mutazionigenetiche ed eta', nonche' la conduzione di uno stile vita noncorretto ed equilibrato, conferiscono infatti un rischiomaggiore di contrarre la malattia. Studi recenti, inoltre,hanno dimostrato come l'esercizio fisico, la pratica di hobbiese i rapporti sociali agiscano da fattore protettivo nonsoltanto nei confronti dell'Alzheimer, ma piu' in generaledelle varie forme di demenza esistenti. (AGI).