Salute: a Roma presentato progetto 'Diabete sport training'

(AGI) - Roma, 19 set. - "L'attivita' fisica, se praticata insicurezza, assicura non solo un maggiore stabilita' delleglicemie, ma anche una migliore gestione della malattia (ildiabete di tipo I, ndr), grazie all'adozione di uno stile divita piu' sano e ad una maggiore integrazione dei giovanidiabetici a livello sociale". Sono questi i principi di baseche il progetto "Diabete sport training" ha voluto diffonderetra bambini e ragazzi affetti da diabete di tipo I, al fine diconsentire loro di scoprire quali siano le loro attitudinisportive e che la loro malattia non e' incompatibile con

(AGI) - Roma, 19 set. - "L'attivita' fisica, se praticata insicurezza, assicura non solo un maggiore stabilita' delleglicemie, ma anche una migliore gestione della malattia (ildiabete di tipo I, ndr), grazie all'adozione di uno stile divita piu' sano e ad una maggiore integrazione dei giovanidiabetici a livello sociale". Sono questi i principi di baseche il progetto "Diabete sport training" ha voluto diffonderetra bambini e ragazzi affetti da diabete di tipo I, al fine diconsentire loro di scoprire quali siano le loro attitudinisportive e che la loro malattia non e' incompatibile con losport ma, anzi, che quest'ultimo puo' aiutarli a stare meglio ea vivere meglio nella societa'. Il progetto, che ha gia' toccato sei citta' e ne tocchera'altre due entro la fine del mese di settembre, e' statopromosso e realizzato dal Coordinamento delle Associazioniitaliane giovani diabetici (A.G.D. Italia), sostenuto dallaFondazione Vodafone Italia e dal Coni, che ha messo adisposizione le proprie strutture per la realizzazione deicamping, ognuno della durata di tre giorni. In occasionedell'inaugurazione del camping di Roma, questa mattina, AlexZanardi, presidente della Fondazione Vodafone Italia, eGiovanni Malago', presidente del Coni, hanno presentatol'iniziativa alla stampa presso l'aula magna del Centro Coni"Giulio Onesti" dell'Acqua Acetosa, affollata di ragazzi cheparteciperanno alla tre giorni di sport. "Ad oggi - ha spiegatoZanardi - sono stati quasi mille i ragazzi, tra i 6 e i 30anni, che hanno partecipato ai camping, costantemente seguitisul campo da un'equipe medica formata da circa 200 operatori,tra diabetologi, nutrizionisti, psicologi, infermieri, medicidello sport e preparatori atletici". Divisi in gruppi in baseall'eta', i ragazzi sono stati coinvolti in diverse attivita' etest volti a valutare le capacita' motorie dei ragazzi, a farscoprire loro le relazioni tra attivita' fisica, consumienergetici, dosaggio di insulina e autocontrolo e a metterlialla prova nella gestione dell'alimentazione. Al termine dei camping, i ragazzi hanno ottenuto il passaportosportivo che non solo indica le predisposizione e le attitudinisportive ma, soprattutto, attesta la condizione fisica e lecapacita' di coordinamento dei giovani sportivi. Il presidentedel Coni, Giovanni Malago', ha tenuto a sottolinearel'importanza di iniziative come queste che avvicinano allosport fasce di popolazione, in questo caso i ragazzi malati didiabete di tipo I, che altrimenti rischiano di non scoprire maidi avere le stesse possibilita' degli sportivi sani. "Tengo aprecisare - ha concluso - che lo sport e' anche un potentemezzo di prevenzione delle malattie, questo significa che fabene non solo ai cittadini, ma anche alle casse dello Statoperche' consente risparmi". (AGI).