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    <title>Agi</title>
    <link>https://www.agi.it</link>
    <description>Agi contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 23:45:17 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
    <dc:date>2026-08-03T23:45:17Z</dc:date>
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    <item>
      <title>L'IA rivela l'invasione di alghe galleggianti nell'oceano</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-03/invasione-alghe-oceano-ia-38364187/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Gli oceani stanno affrontando un'espansione senza precedenti delle &lt;strong&gt;fioriture di alghe galleggianti&lt;/strong&gt;, un fenomeno in forte crescita spinto dai cambiamenti delle temperature marine, dalle correnti e dal riversamento di nutrienti legati alle attività umane. È quanto emerge dal &lt;strong&gt;primo studio globale&lt;/strong&gt; sulla presenza e diffusione delle alghe di superficie, condotto dai ricercatori della &lt;strong&gt;University of South Florida&lt;/strong&gt; (Usf) e della &lt;strong&gt;Noaa&lt;/strong&gt; (National Oceanic and Atmospheric Administration) e pubblicato sulla rivista 'Nature Communications'.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I ricercatori hanno impiegato modelli avanzati di intelligenza artificiale e supercomputer per elaborare un corpus di circa &lt;strong&gt;1,2 milioni di immagini satellitari&lt;/strong&gt; scattate tra il 2003 e il 2022. I risultati evidenziano un vero e proprio &lt;strong&gt;cambio di regime ecologico&lt;/strong&gt;: l'oceano globale si sta trasformando in un ambiente sempre più favorevole alla proliferazione di estesi 'tappeti' di macroalghe e alla diffusione di microalghe in superficie.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I numeri dell'IA negli oceani&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La superficie cumulativa coperta dalle fioriture di microalghe ha raggiunto i &lt;strong&gt;43,8 milioni di chilometri quadrati&lt;/strong&gt;, mentre in regioni come l'Atlantico tropicale e il Pacifico occidentale le macroalghe sono cresciute a un ritmo medio del &lt;strong&gt;13,4% all'anno&lt;/strong&gt;, con un'accelerazione marcata osservata a partire dal 2008-2010.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Prima del 2008 non venivano segnalate grandi fioriture di macroalghe fatta eccezione per il Mar dei Sargassi - spiega &lt;strong&gt;Chuanmin Hu&lt;/strong&gt;, professore di oceanografia alla Usf e tra gli autori principali della ricerca - su scala globale stiamo assistendo alla transizione da un oceano povero di macroalghe a uno estremamente ricco".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I danni alle coste e alla pesca&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le conseguenze di questo fenomeno sono duplici. Se in mare aperto le masse di alghe galleggianti possono svolgere un ruolo benefico creando habitat e zone di riparo per diverse specie marine, i problemi principali si verificano quando enormi quantità di biomassa raggiungono le coste. La decomposizione delle alghe spiaggiate produce miasmi tossici e maleodoranti, soffoca gli ecosistemi litoranei, danneggia le attività di pesca, paralizza il turismo e causa gravi &lt;strong&gt;perdite economiche alle comunità costiere&lt;/strong&gt;. Gli studiosi intendono ora utilizzare i modelli di intelligenza artificiale sviluppati per affinare il monitoraggio continuo e prevenire gli impatti territoriali di queste maree verdi e dorate.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 23:07:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-08-03T23:07:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>I modelli di Anthropic hanno violato i sistemi di tre aziende durante un test</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-01/modelli-anthropic-violano-aziende-test-38325248/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;I &lt;strong&gt;modelli di Anthropic &lt;/strong&gt;hanno ottenuto un accesso non autorizzato ai sistemi di tre organizzazioni. È accaduto durante test che avrebbero dovuto impedire loro di raggiungere sistemi reali. Lo ha reso noto la stessa azienda, con un comunicato. L'annuncio arriva pochi giorni dopo quello della rivale OpenAI, che ha rivelato come due suoi modelli fossero usciti di propria iniziativa dall'ambiente isolato in cui venivano testati, &lt;a href="https://www.agi.it/economia/news/2026-07-30/trump-controlli-open-ai-38299802/"&gt;per attaccare il sito di Hugging Face&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Tra i modelli di Claude coinvolti anche Mythos 5&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Anthropic ha analizzato oltre &lt;strong&gt;141 mila test&lt;/strong&gt; e ha constatato che tre diverse versioni del modello Claude avevano avuto accesso ai sistemi di tre organizzazioni, i cui nomi non sono stati resi noti. A differenza dell’incidente che ha coinvolto OpenAI, i modelli di Anthropic hanno avuto accesso a Internet “a causa di un malinteso tra noi e il nostro partner di valutazione”, Irregular, ha spiegato il gruppo nel comunicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Claude ha comunque utilizzato “tecniche elementari, come lo sfruttamento di password deboli e di endpoint privi di autenticazione”, ha aggiunto l’azienda. Il modello meno recente “ha proseguito l’attacco anche dopo aver ottenuto la prova di essere in esecuzione sull’Internet pubblico”, mentre il modello più recente si è fermato, secondo Anthropic.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“In nessuna di queste situazioni Claude è fuggito o ha deliberatamente tentato di fuggire dal proprio ambiente di test”, ha precisato il gruppo. Tra i modelli coinvolti figurava anche &lt;strong&gt;Mythos 5&lt;/strong&gt;, uno dei più potenti di Anthropic, messo a disposizione soltanto di un numero limitato di partner. Anthropic sta lavorando con Irregular per esaminare l’accaduto e ha contattato, o tentato di contattare, le tre organizzazioni coinvolte.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I precedenti test di OpenAI&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;OpenAI, creatrice di ChatGPT e concorrente di Anthropic, aveva annunciato la scorsa settimana che alcuni suoi modelli avanzati si erano comportati in modo incontrollato durante test di sicurezza,&lt;strong&gt; attaccando di propria iniziativa Hugging Face, &lt;/strong&gt;una piattaforma online per modelli e codice. Pochi giorni dopo, il gruppo aveva riferito di aver individuato ulteriori incidenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha rivelato in un podcast pubblicato questa settimana che, dopo aver appreso dell’attacco, l’azienda aveva sospeso i test “per capire come riuscire a confinare il nostro ambiente” dedicato, che avrebbe dovuto essere isolato da Internet.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La petizione per rallentare lo sviluppo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’incidente ha portato anche alla diffusione di una petizione firmata da oltre mille dipendenti di aziende attive nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, che chiedono al governo statunitense di contribuire a rallentare la diffusione dei modelli più avanzati. Intitolata “Pacing the Frontier”, la petizione chiede “che il governo degli Stati Uniti sostenga un’iniziativa internazionale volta a sviluppare gli strumenti tecnici e di governance necessari per regolare in modo ponderato i limiti dello sviluppo automatizzato dell’intelligenza artificiale”.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;We support this petition, signed by our CEO, several co-founders, and senior staff.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   Our own research on recursive self-improvement, published last month, points to the need for tools to deliberately pace the frontier of AI development so society can prepare. We’re glad to see…&lt;/p&gt; — Anthropic (@AnthropicAI) &lt;a href="https://x.com/AnthropicAI/status/2082228994653696371?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;July 28, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Tra i firmatari figura anche &lt;strong&gt;Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic.&lt;/strong&gt; Sam Altman non ha firmato la petizione, ma ha riconosciuto che “potremmo dover rallentare il ritmo di sviluppo dell’intelligenza artificiale per concedere alla società il tempo sufficiente ad affrontare queste nuove capacità”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I controlli del governo americano&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’amministrazione Trump ha invocato quest’anno ragioni di sicurezza nazionale per impedire inizialmente a OpenAI e Anthropic di lanciare i loro modelli più recenti. Ha poi dichiarato di ritenersi soddisfatta delle garanzie fornite sulla loro sicurezza, consentendone l’immissione sul mercato. A giugno Trump ha firmato un decreto che istituisce un quadro volontario in base al quale gli sviluppatori di intelligenza artificiale condivideranno con il governo i propri modelli avanzati prima di renderli disponibili al pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In base al meccanismo, aziende come &lt;strong&gt;OpenAI, Anthropic e Google&lt;/strong&gt; concederebbero al governo l’accesso ai loro modelli più potenti fino a 30 giorni prima della data prevista per il lancio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 01:22:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-08-01T01:22:00Z</dc:date>
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      <title>OpenAI supera la soglia del miliardo di utenti attivi</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-31/openai-miliardo-utenti-attivi-38326521/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - OpenAI ha superato la soglia simbolica di &lt;strong&gt;un miliardo di utenti attivi&lt;/strong&gt;, meno di quattro anni dopo il lancio di ChatGPT, avvenuto nel novembre 2022. La società conta inoltre più di due milioni di aziende che utilizzano i suoi modelli e prodotti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“I nostri modelli raggiungono ora più di un miliardo di utenti attivi e oltre due milioni di imprese. Man mano che le persone acquistano fiducia nella tecnologia, la utilizzano in modo più approfondito”, ha affermato OpenAI in un approfondimento dedicato all’efficienza della nuova famiglia GPT-5.6.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La crescita di ChatGPT&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;OpenAI è stata fondata nel 2015, ma ha lanciato il suo primo prodotto destinato al grande pubblico soltanto nel novembre 2022. Nei primi mesi del 2026 la società aveva dichiarato oltre &lt;strong&gt;900 milioni di utenti attivi settimanali&lt;/strong&gt; su ChatGPT e più di 50 milioni di abbonati consumer. Il dato del miliardo comprende l’insieme dei modelli e dei prodotti della società, con il suo modello più noto in primo piano, ma anche Codex, dedicato alla programmazione assistita dall’intelligenza artificiale, le Api utilizzate dagli sviluppatori e gli strumenti destinati alle imprese. La diffusione di ChatGPT è diventata progressivamente più globale. Secondo i dati pubblicati da OpenAI, oltre la metà degli utenti attivi utilizza prevalentemente lingue diverse dall’inglese, mentre la crescita relativa più rapida è stata registrata in Africa e in Asia.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Oltre due milioni di aziende clienti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il mercato aziendale è diventato una delle priorità del gruppo. Più di &lt;strong&gt;due milioni di imprese&lt;/strong&gt; utilizzano i modelli OpenAI per sviluppare prodotti, automatizzare processi e gestire attività nei settori dell’ingegneria, dell’assistenza clienti, della finanza, delle vendite e delle operazioni. OpenAI aveva inoltre comunicato nei mesi scorsi che oltre nove milioni di utenti business a pagamento usavano ChatGPT per il lavoro. Nello stesso periodo, Codex aveva raggiunto 1,6 milioni di utenti settimanali. La crescita dell’uso professionale dell’intelligenza artificiale è legata soprattutto alla diffusione degli agenti, sistemi capaci di eseguire compiti articolati, utilizzare strumenti esterni, valutare i risultati e correggere autonomamente il proprio lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La sfida dei costi di calcolo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’espansione degli agenti ha però fatto aumentare rapidamente la domanda di potenza di calcolo e i costi sostenuti da imprese e sviluppatori. Per questo, una parte del mercato si sta orientando verso modelli più piccoli ed economici, compresi quelli open-weight sviluppati in Cina. &lt;a href="https://www.agi.it/economia/news/2026-07-30/trump-controlli-open-ai-38299802/"&gt;OpenAI&lt;/a&gt; sostiene di aver affrontato il problema intervenendo non soltanto sui modelli, ma su tutti i principali livelli della propria infrastruttura: l’addestramento, l’esecuzione dei sistemi e il meccanismo che coordina gli agenti e l’uso degli strumenti. La società afferma di aver addestrato GPT-5.6 a completare le attività seguendo percorsi più diretti e utilizzando meno token. Gli interventi hanno riguardato anche il bilanciamento dei carichi di lavoro, la gestione della memoria temporanea, l’ottimizzazione del software utilizzato dai processori e la riduzione delle operazioni ripetute.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L’intelligenza artificiale usata per migliorare i modelli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo OpenAI, GPT-5.6 Sol ha contribuito direttamente ad alcune delle ottimizzazioni necessarie al proprio funzionamento. Il modello è stato utilizzato per scrivere e verificare parti del software che gestisce i calcoli sui chip e per progettare un sistema più piccolo incaricato di anticipare le risposte del modello principale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa tecnica, chiamata speculative decoding, consente a un modello più leggero di &lt;strong&gt;proporre in anticipo una sequenza di token,&lt;/strong&gt; che il sistema principale può verificare contemporaneamente. Quando le proposte vengono accettate, è possibile generare più testo con un numero inferiore di passaggi di calcolo. OpenAI afferma inoltre di aver migliorato la gestione del contesto nei sistemi agentici, riducendo l’accumulo di informazioni inutili, l’uso inefficiente degli strumenti e la ripetizione di attività già svolte.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I tre modelli della famiglia GPT-5.6&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La famiglia GPT-5.6, presentata all’inizio di luglio, è composta da tre modelli. &lt;strong&gt;Sol&lt;/strong&gt; è il sistema di punta, destinato alle attività più complesse; &lt;strong&gt;Terra&lt;/strong&gt; è il modello intermedio, pensato per il lavoro quotidiano; &lt;strong&gt;Luna&lt;/strong&gt; è il più rapido ed economico, progettato per attività ad alto volume.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo OpenAI, Sol con il livello massimo di ragionamento supera Claude Fable 5 nell’Artificial Analysis Coding Agent Index a un costo inferiore alla metà. Terra raggiungerebbe prestazioni paragonabili a GPT-5.5 a metà prezzo, mentre Luna è stato progettato per massimizzare l’efficienza economica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;GPT-5.6 è disponibile su ChatGPT, Codex e attraverso le Api di OpenAI. Gli utenti Free e Go possono accedere a Terra, mentre gli abbonati Plus, Pro, Business ed Enterprise possono utilizzare Terra e Luna. Sol è disponibile nei piani e nelle modalità previste per le attività più avanzate.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Taglio dell’80% al prezzo di Luna&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;OpenAI ha annunciato un &lt;strong&gt;taglio dell’80% al prezzo di GPT-5.6 Luna&lt;/strong&gt; e del 20% a quello di Terra. Il costo di Sol è rimasto invariato. Nelle Api, Luna costa ora 0,20 dollari per milione di token in ingresso e 1,20 dollari per milione di token in uscita. Terra costa invece 2 dollari per milione di token in ingresso e 12 dollari per quelli in uscita. I prezzi degli abbonamenti a ChatGPT e Codex e i relativi limiti di utilizzo non cambiano. L’impiego di Terra e Luna richiederà però un numero inferiore di crediti, per effetto della riduzione dei costi dei due modelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;OpenAI ha inoltre introdotto per GPT-5.6 Sol una modalità più veloce nelle Api, destinata alle attività nelle quali il tempo di risposta è prioritario. La funzione offre una velocità superiore rispetto all’elaborazione standard, senza modificare le capacità del modello, ma a un prezzo doppio. La strategia punta a rafforzare la posizione di OpenAI in un mercato in cui la competizione si gioca sempre più sul rapporto tra prestazioni e costi. Con il miliardo di utenti e la crescita della clientela aziendale, la società cerca ora di rendere i modelli avanzati utilizzabili su una scala più ampia, riducendo il costo necessario per ciascuna attività.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
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      <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 16:45:07 GMT</pubDate>
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      <title>Sparire nei quadri, il gioco online del momento è 'nascondino'</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-29/videogioco-nascondino-arte-quadri-38286617/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il posto migliore per nascondersi può essere dentro un quadro, accanto a una pianta o lungo una parete. A condizione di riuscire a copiarne &lt;strong&gt;colori, forme e ombre&lt;/strong&gt; in maniera rapida e precisa. È questa l’idea alla base di “Meccha Chameleon”, il videogioco giapponese che ha trasformato &lt;strong&gt;il tradizionale nascondino&lt;/strong&gt; in una gara di pittura e mimetizzazione digitale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lanciato su Steam il 10 giugno 2026, il gioco divide i partecipanti in due squadre: chi si nasconde e chi deve trovarlo. I primi ricevono un personaggio completamente bianco, simile a un manichino, e alcuni minuti per 'nasconderlo' dipingendone il corpo, cercando di riprodurre una parte dello scenario in cui viene collocato. Una volta terminato il lavoro bisogna scegliere una posa, rimanere immobili e sperare che gli avversari non si accorgano della presenza di una figura umana tra &lt;strong&gt;quadri, mobili e decorazioni.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;This indie dev is making a hide-and-seek game where you literally paint your own body to blend into the environment&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   - Your artistic skills are key to survival&lt;br&gt;
   - Pose to blend in&lt;br&gt;
   - Up to 10 players in public or private matches&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   Would you play this? It's called MECCHA CHAMELEON. &lt;a href="https://t.co/pg3VrqwMG2"&gt;pic.twitter.com/pg3VrqwMG2&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — Indie Game Joe (@IndieGameJoe) &lt;a href="https://x.com/IndieGameJoe/status/2055770564485161220?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;May 16, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Non basta quindi trovare un angolo appartato. Per vincere servono occhio, senso della prospettiva e una certa abilità nel disegno. Bisogna riprodurre sul manichino le stesse sfumature cromatiche per avere più chance di successo. Una linea fuori posto o una tonalità leggermente diversa da quella dello sfondo possono tradire il giocatore e far scattare il classico "ti ho visto". Anche il travestimento più accurato, però, può fallire se il personaggio assume una posizione innaturale o viene osservato dall’angolazione sbagliata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è &lt;strong&gt;una versione creativa dei videogiochi del genere “Prop Hunt”,&lt;/strong&gt; nei quali i partecipanti si trasformano normalmente in oggetti già presenti nell’ambiente. In “&lt;strong&gt;Meccha Chameleon”&lt;/strong&gt;, invece, il camuffamento non viene scelto da un catalogo e non è generato automaticamente: deve essere realizzato direttamente dal giocatore con uno strumento che ricorda i semplici pennelli dei programmi di disegno.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il nascondino moderno&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le strategie adottate dagli utenti sono molto diverse. Alcuni riproducono interi dipinti e si sistemano davanti alle cornici, cercando di diventare parte dell’opera. Altri copiano la texture di una parete o le venature del legno. C’è poi chi rinuncia alla precisione e punta sull’inganno, disegnando sul proprio corpo maniglie, occhi, scritte o altri elementi capaci di farlo apparire com&lt;strong&gt;e un oggetto dello scenario, perfettamente calato nella scena riprodotta.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il boom tra i social del gioco&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Proprio gli errori, spesso più dei travestimenti riusciti, hanno contribuito alla popolarità del gioco. I video nei quali i cercatori passano più volte davanti a un personaggio nascosto in modo improbabile, oppure scoprono all’ultimo momento che una decorazione è in realtà un avversario, sono diventati materiale ideale per YouTube, TikTok e le dirette degli streamer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La struttura è stata pensata anche per questo tipo di utilizzo. Le partite possono essere pubbliche o private e Steam consiglia un numero compreso tra due e dieci giocatori. Chi trasmette in diretta può inoltre creare stanze alle quali far partecipare il proprio pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;h2&gt;Un piccolo gioco tra i colossi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il titolo è pubblicato su Steam sotto il nome &lt;strong&gt;lemorion_1224 &lt;/strong&gt;ed è stato realizzato da un piccolo team indipendente, nel quale figura anche lo sviluppatore &lt;strong&gt;Haganeiro.&lt;/strong&gt; È disponibile, al momento, soltanto per Pc e ha un prezzo di listino internazionale di 5,99 dollari, molto inferiore a quello dei videogiochi prodotti dai grandi studi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A meno di due mesi dall’uscita, ha raccolto decine di migliaia di recensioni sulla piattaforma, con una valutazione complessiva “molto positiva”. Il 5 luglio gli sviluppatori hanno annunciato di&lt;strong&gt; avere superato 15 milioni di copie vendute,&lt;/strong&gt; comunicando nello stesso post anche la prima collaborazione del gioco con una celebrità giapponese. Il dato proviene direttamente dal team e non può essere verificato in modo indipendente, perché Valve non pubblica le cifre complete di vendita dei singoli titoli su Steam. È stato tuttavia ripreso come acquisito anche da Newzoo e dalla stampa internazionale specializzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sorpresa riguarda anche i ricavi. Secondo il Game Performance Monitor di Newzoo, a giugno “Meccha Chameleon” è stato il secondo videogioco per Pc con i maggiori incassi, dietro soltanto a “Fortnite”, nei sei mercati analizzati: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Italia. Nello stesso campione ha debuttato al sesto posto nella classifica degli utenti attivi mensili su Pc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il successo mostra quanto un’idea semplice e immediatamente comprensibile possa competere con produzioni dotate di budget molto più elevati. Come era accaduto con “Among Us”, una parte decisiva della crescita non è arrivata dalla pubblicità tradizionale, ma dalle reazioni dei giocatori e dai contenuti condivisi online.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 11:38:42 GMT</pubDate>
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      <title>Addio al doppio telefono: su WhatsApp arriva la gestione simultanea di due profili</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-26/whatsapp-due-account-38240449/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - La gestione quotidiana delle comunicazioni digitali compie un passo in avanti decisivo con una delle novità più attese dalla community globale. L'applicazione di messaggistica istantanea di &lt;strong&gt;Meta&lt;/strong&gt; ha finalmente introdotto la possibilità di configurare e utilizzare &lt;strong&gt;due differenti account sullo stesso smartphone&lt;/strong&gt;, ponendo fine alla necessità di disconnettersi continuamente o di ricorrere a stratagemmi complessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fino a oggi, la configurazione standard imponeva un vincolo rigido che legava un solo profilo a ciascun telefono. Questa limitazione obbligava chi possedeva un numero personale e uno professionale a scendere a compromessi, spesso portando con sé due telefoni diversi per evitare confusione o perdite di tempo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I requisiti per attivare il secondo profilo Whatsapp&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La nuova funzione nativa di multi-account risolve questo problema, permettendo di gestire in parallelo e sullo stesso schermo le conversazioni con i familiari e i contatti lavorativi, riducendo drasticamente il rischio di errori di distrazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per attivare il secondo profilo non sono necessarie applicazioni esterne o procedure laboriose, ma occorre rispettare requisiti hardware di base come la disponibilità di una seconda utenza attiva. È indispensabile disporre di un secondo numero di telefono associato a una seconda SIM fisica, a una &lt;strong&gt;eSIM&lt;/strong&gt; o a uno smartphone compatibile con la tecnologia &lt;strong&gt;Dual SIM&lt;/strong&gt;, oltre a possedere una versione aggiornata dell'applicazione rilasciata da Meta.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come configurare il nuovo account&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La configurazione richiede pochi passaggi intuitivi direttamente all'interno dell'app. Aprendo le impostazioni di &lt;strong&gt;WhatsApp&lt;/strong&gt; e toccando il selettore posizionato accanto al proprio nome, compare l'opzione dedicata all'aggiunta di un nuovo account, che avvia la procedura guidata per la verifica tramite SMS.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Privacy e personalizzazione indipendenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un aspetto fondamentale del nuovo sistema riguarda la sicurezza e la personalizzazione dei dati. Meta ha strutturato la funzione affinché ogni profilo mantenga impostazioni del tutto indipendenti. Questo significa che le preferenze sulla privacy, le suonerie, le opzioni di archiviazione e la gestione delle notifiche possono essere configurate in modo completamente disgiunto per ciascun account, garantendo compartimenti stagni tra la sfera privata e quella professionale all'interno dello stesso dispositivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
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&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 11:23:30 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-26T11:23:30Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>I robot si sfidano sul ring. A Tokyo lo sport tecnologico del futuro</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-25/robot-rek-tokyo-38233047/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - I combattimenti tra robot escono dalle arene virtuali dei videogiochi per diventare uno sport reale. Si chiama REK (termine ispirato allo slang "get rekt") e debutta a Tokyo con un format che unisce tecnologia, competizione fisica ed entertainment, trasformando i duelli tra umanoidi in uno spettacolo dal vivo per il grande pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'evento giapponese rappresenta il lancio internazionale di un prodotto già rodato in diverse arene degli Stati Uniti e che promette di conquistare sempre più pubblico, sia all'interno delle arene che in veri pacchetti preparati per televisioni e social, in particolare Instagram, TikTok e YouTube,&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;Blue Samurai bringing his best moves to Akihabara &lt;a href="https://t.co/7LiKzYpy4p"&gt;pic.twitter.com/7LiKzYpy4p&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — REK (@REK) &lt;a href="https://x.com/REK/status/2080847234531504173?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;July 25, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;Le regole del Rek&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le competizioni storiche come ROBO-ONE richiedono ai partecipanti di progettare e programmare i propri modelli; REK impiega invece robot umanoidi commerciali, come le piattaforme prodotte dalla cinese Unitree, pilotati in tempo reale tramite visori per la realtà virtuale da operatori umani. Le dinamiche degli incontri premiano l'equilibrio, l'agilità, la velocità di reazione e la capacità delle macchine di recuperare la posizione dopo una caduta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il boom dei robot e dell'IA fisica&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il torneo si inserisce in &lt;strong&gt;una fase di forte accelerazione per la robotica.&lt;/strong&gt; Negli ultimi due anni, aziende come Unitree e Booster Robotics hanno immesso sul mercato piattaforme sempre più economiche e robuste, capaci di compiere movimenti dinamici complessi, rendendo tecnicamente sostenibile l'organizzazione di incontri dal vivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli organizzatori inquadrano REK come un nuovo sport tecnologico, &lt;strong&gt;affine agli eSport o alle competizioni di droni.&lt;/strong&gt; I modelli in gara derivano direttamente dalle piattaforme impiegate nella ricerca e nello sviluppo industriale, opportunamente adattate per affrontarsi in un'arena.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;Samurai Bot warming up for REK Tokyo with the help of &lt;a href="https://x.com/Virtual_Market_?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;@Virtual_Market_&lt;/a&gt; &lt;a href="https://t.co/OkA13MCoR4"&gt;pic.twitter.com/OkA13MCoR4&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — REK (@REK) &lt;a href="https://x.com/REK/status/2080822092749222258?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;July 25, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;L'intrattenimento di Rek come motore commerciale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il settore degli umanoidi rappresenta oggi uno dei principali fronti di sviluppo dell'intelligenza artificiale fisica, attirando investimenti miliardari per l'impiego in fabbriche e logistica. L'obiettivo di REK consiste nel consolidare queste macchine come prodotto di intrattenimento, creando uno spettacolo in grado di attirare sponsor e appassionati al pari dei tornei videoludici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una vocazione confermata dal co-fondatore della società, Cix Liv, il quale ha ribadito che l'intrattenimento dal vivo rappresenta attualmente l'ambito applicativo più logico e accessibile per democratizzare e commercializzare le piattaforme umanoidi sul mercato civile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Sat, 25 Jul 2026 16:41:41 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">agi:agi:38233047</guid>
      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-25T16:41:41Z</dc:date>
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      <title>Il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale nel nuovo libro di Francesco Carbone</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-15/rapporto-uomo-intelligenza-artificiale-38049632/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Dopo il saggio “L’energia che ha reso possibile le cinque rivoluzioni industriali”, l’ingegnere e imprenditore &lt;strong&gt;Francesco Carbone&lt;/strong&gt; torna in libreria con “&lt;strong&gt;L’energia umana – L’energia del futuro&lt;/strong&gt;”, un’opera che amplia la riflessione iniziata nel precedente volume e sposta l’attenzione dalla produzione dell’energia al valore della persona, individuando nel capitale umano la risorsa più preziosa per affrontare le sfide della sesta rivoluzione industriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se nel primo libro Carbone analizzava come ogni grande rivoluzione economica e sociale sia stata resa possibile dall’evoluzione delle fonti energetiche, in questo nuovo lavoro sostiene che il vero elemento capace di determinare il futuro delle imprese e delle nazioni sarà la qualità delle persone: la loro formazione, la capacità di aggiornarsi, di interpretare il cambiamento e di governare le nuove tecnologie anziché subirle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Docente di automazione industriale e robotica, imprenditore e divulgatore sui temi dell’energia – con particolare attenzione anche al dibattito sul nucleare di nuova generazione – Carbone affronta uno dei temi più discussi degli ultimi anni: &lt;strong&gt;il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tesi dell’autore è chiara: &lt;strong&gt;l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità&lt;/strong&gt;, destinata a migliorare l’efficienza dei processi produttivi, ridurre gli errori, accelerare le analisi e automatizzare le attività più ripetitive. Ma, così come la robotica industriale non ha sostituito l’uomo nelle fabbriche bensì ne ha trasformato il lavoro rendendolo più qualificato, sicuro e tecnologicamente avanzato, anche l’AI non sostituirà il valore umano. Al contrario, renderà ancora più centrale il ruolo delle competenze, della creatività, del pensiero critico e della capacità decisionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il libro dedica ampio spazio anche al tema della formazione continua (upskilling e reskilling), individuandola come la vera leva strategica per consentire ai lavoratori di accompagnare l’innovazione senza esserne travolti. Per Carbone, la competitività di un sistema industriale non dipenderà soltanto dall’energia che alimenta gli impianti o dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla qualità delle persone che saranno chiamate a utilizzarle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un messaggio che si inserisce nel più ampio percorso culturale e divulgativo dell’autore, da anni impegnato nel promuovere una visione dello sviluppo fondata sull’integrazione tra innovazione tecnologica, sovranità energetica, crescita industriale e valorizzazione del capitale umano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il volume è impreziosito dalle prefazioni di Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, e di Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia, mentre la postfazione è affidata a Francesco Giubilei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con “L’energia umana – L’energia del futuro”, Francesco Carbone propone così una riflessione che va oltre il dibattito tecnologico: nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la vera energia destinata a fare la differenza continuerà a essere quella delle persone.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:17:29 GMT</pubDate>
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      <title>I volti falsi dell'IA convincono più di quelli veri</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-10/volti-ia-fake-37940335/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Le immagini di volti create dall'&lt;strong&gt;intelligenza artificiale&lt;/strong&gt; (IA) sono ormai in grado di ispirare più fiducia delle immagini di volti reali. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dall'&lt;strong&gt;Università di Lancaster&lt;/strong&gt; e pubblicato sul &lt;strong&gt;Journal of Vision&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima autrice Alexis McGuire ha spiegato: "La nostra ricerca dimostra che le persone rischiano di essere ingannate da immagini generate dall'intelligenza artificiale. Questi modelli di IA hanno democratizzato lo spazio online e sono accessibili a chiunque, anche senza competenze tecniche, per creare volti falsi che possono essere utilizzati per diversi scopi dannosi. È importante informare il pubblico sulla facilità con cui si possono creare tali immagini, sui potenziali abusi e sui modi in cui si potrebbe diventarne vittime, ad esempio attraverso la diffusione di disinformazione, il furto d'identità e il catfishing".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come riconoscere un volto falso&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gli esseri umani sono esperti nell'elaborazione dei volti reali, riuscendo a valutarne automaticamente uno in appena 100 millisecondi. Tuttavia, i volti generati dall'intelligenza artificiale sono estremamente realistici e stanno diventando sempre più affidabili grazie a tecnologie più recenti e sofisticate, in grado di creare immagini false che ingannano le persone, facendole credere autentiche in circa un terzo dei casi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando a 169 partecipanti è stato chiesto di osservare una collezione di 96 volti (diversi per etnia, genere ed età) presentati in ordine casuale e di indicare se ciascun volto fosse reale o sintetizzato dall'IA, la loro precisione media è stata del 58,4 per cento, solo leggermente superiore a quella di una scelta casuale (simile al lancio di una moneta, con una probabilità del 50 per cento).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il paradosso dei modelli più recenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sorprendentemente, i volti generati dal più recente modello di diffusione dell'IA (&lt;strong&gt;DM&lt;/strong&gt;) sono stati giudicati meno realistici rispetto ai volti prodotti da un precedente modello di IA (&lt;strong&gt;GAN&lt;/strong&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, in un esperimento successivo, a un nuovo gruppo di partecipanti è stato chiesto di valutare l'affidabilità di 96 volti presentati in modo casuale su una scala da uno (per niente affidabile) a sette (molto affidabile). I volti reali sono stati valutati come i meno affidabili, con un punteggio medio di affidabilità pari a 4,03. Entrambi i tipi di volti sintetizzati dall'IA sono stati valutati come più affidabili dei volti reali, mentre i volti prodotti dal modello di diffusione (DM) sono risultati più affidabili sia dei volti reali che di quelli generati dalle GAN. I volti generati dalle GAN hanno ricevuto un punteggio medio di affidabilità di 4,36, mentre i volti sintetizzati tramite il modello di diffusione (DM) sono risultati i più affidabili, con un punteggio medio di 4,70.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo i ricercatori, è sconcertante che i volti sintetizzati dall'IA generati dal più recente modello di diffusione dell'IA (DM) siano stati valutati come meno realistici rispetto ai volti prodotti da un modello precedente (GAN), pur essendo stati comunque giudicati i più affidabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;McGuire ha affermato: "Questo risultato presenta un paradosso e mette quindi in luce la possibilità che i giudizi di realismo e di affidabilità siano guidati da due diversi meccanismi psicologici."&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I rischi per la società&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ha messo in guardia su come i volti generati dall'intelligenza artificiale utilizzando le più recenti tecnologie di digitalizzazione potrebbero contribuire a un'erosione generale della fiducia nella società. "Con il progredire della sofisticazione e dell'accessibilità delle immagini generate dall'intelligenza artificiale, la nostra società è sempre più esposta a volti creati artificialmente, spesso in contesti nefasti e di sfruttamento, come la disinformazione politica, le frodi finanziarie e di identità e il catfishing. È fondamentale comprendere la minaccia che questa democratizzazione dell'IA generativa comporta, nonché sviluppare strategie per mitigare i potenziali danni a individui, organizzazioni e democrazie".&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 02:29:00 GMT</pubDate>
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      <title>Cerebras sfida Nvidia con maxi investimenti in intelligenza artificiale in Europa</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-09/cerebras-chip-investimenti-europa-37935018/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - La startup americana produttrice di chip &lt;strong&gt;Cerebras&lt;/strong&gt;, concorrente del colosso &lt;strong&gt;Nvidia&lt;/strong&gt;, investirà "diversi miliardi di dollari" per aumentare la capacità di calcolo dei propri data center dedicati all'intelligenza artificiale in Europa. Lo ha annunciato la stessa società ad AFP. "Si tratta di un'espansione massiccia", ha spiegato Andrew Feldman, amministratore delegato dell'azienda, a margine del Raise Summit, volta a soddisfare le esigenze in forte crescita dei clienti europei. L'azienda, con sede in California, gestisce tre centri dati dotati dei propri chip in Francia, Finlandia e Norvegia, che saranno ampliati per raggiungere una capacità di calcolo di 200 MW entro il 2027.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con questi data center, "riteniamo di poter soddisfare i requisiti europei in materia di sicurezza e protezione dei dati; abbiamo molti clienti europei che ce lo chiedono", ha proseguito, precisando che la domanda legata all'IA generativa in Europa è molto "rapida".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La maxi-Ipo di Cerebras&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Fondata nel 2015, Cerebras ha raccolto oltre 5,55 miliardi di dollari in occasione della sua quotazione in Borsa negli Stati Uniti a maggio, posizionandosi così tra le quindici più importanti raccolte di fondi mai realizzate a Wall Street in un'operazione di questo tipo. La start-up, che conta circa 900 dipendenti ed è attualmente valutata 40 miliardi di dollari, sviluppa processori giganti noti anche come "sistemi su wafer" (&lt;strong&gt;wafer-scale systems&lt;/strong&gt;) e si è inoltre specializzata in chip dedicati all'"inferenza", ovvero alla fase di utilizzo dei modelli di IA quando generano contenuti, e non allo sviluppo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La tecnologia dei chip giganti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Tradizionalmente, un chip ha le dimensioni di un francobollo, mentre noi ne abbiamo progettato uno grande come un piatto", ha riferito Feldman. "Nell'intelligenza artificiale, i chip di grandi dimensioni elaborano le informazioni più rapidamente, il che significa che quando si digita una domanda in un chatbot basato sull'IA, si ottiene una risposta più velocemente", ha spiegato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I processori giganti presentano il vantaggio di funzionare come un'unica unità, mentre un assemblaggio di chip più piccoli richiede un trasferimento di dati da uno all'altro, che può causare rallentamenti o malfunzionamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i clienti europei di Cerebras figurano aziende farmaceutiche come il colosso britannico &lt;strong&gt;GSK&lt;/strong&gt;, centri di calcolo ad alte prestazioni in Scozia e in Germania, nonché società di sviluppo software.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 08:19:27 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-07-09T08:19:27Z</dc:date>
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      <title>Quanto si risparnia a comprare un iPhone (o un iPad) ricondizionato</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-07/quanto-costa-iphone-ricondizionato-intervista-swappie-37904013/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il ricondizionato non è più soltanto l’alternativa economica allo smartphone nuovo e sta diventando una scelta di consumo più matura, nella quale convenienza, qualità e sostenibilità cominciano ad avere lo stesso peso. È questa la traiettoria indicata da Jussi Lystimäki, Global ceo di Swappie, piattaforma europea specializzata nella vendita di dispositivi elettronici ricondizionati, dopo un 2025 chiuso per la prima volta con un ebitda positivo di 2,5 milioni di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2025 Swappie, fobdarta nel 2016, ha venduto circa 650 mila dispositivi e ha registrato un aumento del valore medio degli ordini, segnale di una fiducia crescente dei consumatori verso prodotti ricondizionati di fascia più alta. Un cambiamento che, secondo Lystimäki, può consolidarsi solo se l’intera industria continuerà a mantenere la promessa di qualità.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Swappie chiude il 2025 con un EBITDA positivo di 2,5 milioni di euro: è un punto di svolta per l’azienda o l’inizio di una nuova fase di crescita più disciplinata? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 2025 ha rappresentato sicuramente la dimostraziobe che un modello di business circolare può essere non solo sostenibile, ma anche profittevole e scalabile. Allo stesso tempo, consideriamo questo importante traguardo l’inizio di una nuova fase: una crescita più disciplinata e strutturata, basata su solidità operativa, attenzione alle economie unitarie e creazione di valore sul lungo periodo per i consumatori e per l’ambiente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che cosa ha pesato di più nel raggiungimento della redditività: l’aumento dei volumi, il miglioramento dell’efficienza operativa, il valore medio degli ordini o la maggiore fiducia dei consumatori nel ricondizionato? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo traguardo è il risultato di una combinazione di fattori. Sicuramente abbiamo beneficiato di un miglioramento delle economie unitarie e di una maggiore disciplina nelle operazioni. Ma un elemento chiave è stata l’evoluzione della domanda: nel 2025 non solo abbiamo venduto circa 650.000 dispositivi, ma abbiamo anche registrato un aumento del valore medio degli ordini. Questo significa che i consumatori hanno sempre più fiducia verso il mondo del ricondizionato e quindi che sono disposti a investire in dispositivi di alta qualità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto è ancora distante il ricondizionato dal diventare una scelta davvero mainstream nel mercato europeo degli smartphone e che il ricondizionato non è più percepito solo come alternativa economica al nuovo? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre la nostra missione è proprio questa: rendere il ricondizionato una scelta mainstream. I risultati che abbiamo ottenuto nel 2025 ci rassicurano ma sicuramente c’è ancora molta strada da fare. Il cambiamento più rilevante è qualitativo: il ricondizionato non è più visto solo come alternativa economica, ma come una scelta affidabile in grado di unire convenienza, qualità e sostenibilità. È un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo, e per noi è il segnale più importante.&amp;nbsp; C’è però un aspetto importante da tenere a mente, questa crescita è dovuta alla fiducia dei consumatori nel ricondizionato che viene dal mantenimento della promessa di qualità dai parte di tutti i player dell’industria. Solo mantenendo questa promessa l’industria potrà continuare a crescere e diventare veramente mainstream.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In Europa oltre la metà dei consumatori conserva ancora i vecchi smartphone in casa. Qual è l’ostacolo principale che impedisce alle persone di rivendere o rimettere in circolo i propri device? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla base di quanto emerge dalle nostre analisi, c’è una componente legata alla consapevolezza e alla semplicità del processo; molti consumatori non hanno piena contezza del valore economico del proprio dispositivo o trovano complicato rivenderlo. Oltre la metà degli europei conserva ancora i vecchi smartphone in casa e solo una minoranza decide di rivenderli o&amp;nbsp;di riciclarli. Il nostro obiettivo è proprio trasformare questo “possesso passivo” in partecipazione attiva all’economia circolare, offrendo un’esperienza semplice, trasparente e affidabile. Guardando più nello specifico al comportamento degli italiani, invece, è la componente emotiva a imporsi: un italiano su tre dichiara di sentire un vero e proprio legame emotivo con il proprio smartphone, che per il 70% della popolazione rappresenta un alleato contro la noia e per il 56% perfino per combattere la solitudine. Questo legame emotivo fa sì che, al cambio di telefono, quasi sempre il vecchio dispositivo rimanga nel cassetto. In particolare, il 77% degli italiani conserva i vecchi device per “sicurezza”, per paura di perdere informazioni, o anche per nostalgia. Quasi 2 italiani su 5 ammettono di provare disagio all’idea di separarsene, e 1 su 5 li conserva per affetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’Italia ha registrato una crescita della redditività del 98% su base annua. Quali caratteristiche rendono il mercato italiano così promettente? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’Italia è un mercato estremamente interessante per noi, oltre che molto importante in termini di business. Nel 2025 abbiamo registrato una crescita della redditività del 98% su base annua, segno di una domanda molto forte. Da un lato c’è grande sensibilità al valore e alla convenienza, dall’altro emerge il forte legame con lo smartphone, che per molti italiani è un oggetto personale centrale nella vita quotidiana. Questo rende ancora più importante offrire qualità e affidabilità, pilastri fondamentali della nostra proposta che ci hanno permesso di distinguerci dalla concorrenza in questo mercato.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il ricondizionamento viene spesso presentato come una scelta sostenibile. Qual è, concretamente, l’impatto ambientale di allungare la vita di uno smartphone rispetto all’acquisto di un device nuovo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’impatto è molto concreto. La fase di produzione di uno smartphone è quella che genera la maggior parte delle emissioni e del consumo di risorse. Allungarne la vita, attraverso il ricondizionamento, significa ridurre significativamente l’impronta ambientale: meno materie prime estratte, meno emissioni e meno rifiuti elettronici. È un contributo tangibile a un modello di consumo più sostenibile. L’impatto del modello di Swappie è molto concreto: fino al 2024 ha convinto oltre 2 milioni di clienti europei evitando oltre 123.000 tonnellate di CO₂ — l’equivalente di settemila alberi cresciuti in dieci anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è il risparmio medio per una famiglia che sceglie un dispositivo ricondizionato rispetto a uno nuovo, mantenendo standard di qualità elevati?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non esiste una risposta univoca, perché il risparmio dipende molto dal modello, dall’anno di uscita e dalle condizioni del dispositivo. Quello che possiamo dire con certezza è che il nostro ricondizionato offre un vantaggio economico significativo senza compromessi sulla qualità, grazie a processi di controllo e certificazione molto rigorosi. Per fare un esempio concreto, su modelli più recenti e direttamente comparabili con il nuovo, come un iPhone 15, oggi si può parlare di un risparmio medio intorno al 30–35%: parliamo di circa 600 euro sul mercato del nuovo contro i circa 400 euro su Swappie. Ma il vero valore del ricondizionato va oltre la semplice comparazione con il nuovo. Permette anche di accedere a modelli che non sono più disponibili sul mercato, a prezzi estremamente competitivi. Pensiamo a un iPhone 13, lanciato nel 2021 a 939 euro: oggi su Swappie si può trovare intorno ai 249 euro. È un risparmio di circa 690 euro, non direttamente comparabile con il nuovo di oggi, ma rappresenta una risposta molto concreta al tema dell’obsolescenza tecnologica.&amp;nbsp; In sintesi, il risparmio può variare indicativamente dal 30% fino anche oltre il 70%, ma il vero beneficio per le famiglie è poter scegliere in modo più flessibile, accedendo a dispositivi di alta qualità a un prezzo molto più sostenibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come rispondete a chi teme che un dispositivo ricondizionato sia meno affidabile, meno sicuro o meno duraturo di uno nuovo? Quali controlli tecnici e quali garanzie distinguono un ricondizionato di alta qualità da un semplice usato? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per noi, l’affidabilità e la sicurezza sono temi prioritari e fondamentali. Un dispositivo ricondizionato di alta qualità è molto diverso da un semplice usato. Nel nostro caso, ogni dispositivo prima di essere messo in vendita viene sottoposto a rigorosi test tecnici e a processi standardizzati; il nostro processo di ricondizionamento prevede diverse fasi in cui i componenti non conformi vengono sostituiti. A ciò si aggiungono garanzie chiare e politiche trasparenti. È proprio questo livello di controllo e affidabilità a fare la differenza e a contribuire attivamente a cambiare la percezione che i consumatori hanno dei prodotti ricondizionati.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nel 2025 avete ampliato l’offerta agli iPad e nel 2026 puntate anche sugli AirPods, già disponibili in Italia da marzo. L’ingresso in nuove categorie comporta sfide diverse sul piano del controllo qualità, delle batterie e dell’igiene del prodotto. Come gestite questi aspetti, soprattutto per dispositivi come gli AirPods? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’apertura a nuove categorie rappresenta un’evoluzione naturale per noi, che si estenderà ulteriormente nei prossimi mesi, ma che al contempo richiede procedure e standard ancora più specifici. Nel 2025 abbiamo introdotto gli iPad e nel 2026 stiamo ampliando ulteriormente l’offerta con gli AirPods, già disponibili in Italia da marzo. Per questi prodotti, soprattutto per quanto riguarda igiene e batterie, abbiamo sviluppato processi dedicati per garantire qualità, sicurezza e affidabilità. L’obiettivo è replicare anche su queste nuove categorie lo stesso livello di fiducia che abbiamo costruito sugli smartphone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che ruolo possono avere regolamentazione europea, diritto alla riparazione ed economia circolare nello sviluppo del vostro modello di business?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La regolamentazione europea gioca un ruolo decisivo per i business come il nostro. Iniziative come, ad esempio, il diritto alla riparazione o le politiche sull’economia circolare vanno nella direzione di favorire modelli come il nostro. Un contesto normativo che incentivi il riuso e la riparazione può accelerare ulteriormente la diffusione del ricondizionato, rendendolo una scelta sempre più comune per i consumatori, incentivati ad un comportamento d’acquisto sostenibile sia a livello ambientale che economico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Guardando al 2026, quali sono gli obiettivi principali: crescita dei volumi, nuove categorie, nuovi mercati, redditività più alta o maggiore impatto ambientale misurabile? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il 2026 abbiamo obiettivi ambiziosi su diversi fronti. Continueremo a crescere sia in termini di volumi sia ampliando l’offerta a nuove categorie di prodotto. Allo stesso tempo, vogliamo consolidare la redditività e rafforzare ulteriormente la fiducia dei consumatori. La nostra missione resta chiara: rendere la tecnologia ricondizionata una scelta sempre più mainstream, combinando qualità, convenienza e sostenibilità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 11:23:39 GMT</pubDate>
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      <title>WhatsApp, arrivano gli username: cosa cambia per il numero di telefono</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-06/whatsapp-username-numero-telefono-37889256/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Per la prima volta dalla nascita della piattaforma, &lt;strong&gt;WhatsApp&lt;/strong&gt; cambia uno dei suoi elementi più caratteristici: &lt;strong&gt;l'identità degli utenti &lt;/strong&gt;non sarà più legata esclusivamente al &lt;strong&gt;numero di telefono&lt;/strong&gt;. Meta ha avviato il rilascio degli username, nomi utente univoci che permetteranno di avviare una conversazione senza dover comunicare il proprio numero a chi non è già presente nella rubrica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di una svolta per l'app di &lt;strong&gt;messaggistica&lt;/strong&gt; più utilizzata al mondo, con oltre tre miliardi di utenti attivi, e di una modifica che punta soprattutto &lt;strong&gt;a rafforzare la privacy.&lt;/strong&gt; Fino a oggi, infatti, chiunque fosse in possesso di un numero di telefono poteva cercare e contattare il relativo account WhatsApp. Con il nuovo sistema, invece, sarà possibile scegliere un identificativo personale preceduto dal simbolo "@", simile a quelli già utilizzati su Telegram, Signal, Instagram e X.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il numero di telefono resta ma non sarà più obbligatorio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La novità non elimina il numero di telefono, che continuerà a essere necessario per registrare un account e per le procedure di sicurezza, ma consentirà agli utenti di non mostrarlo nelle nuove conversazioni. In pratica, per entrare in contatto con una persona basterà conoscerne lo &lt;strong&gt;username&lt;/strong&gt;, senza che il numero venga automaticamente condiviso. È &lt;strong&gt;una soluzione pensata soprattutto per gruppi&lt;/strong&gt;, community, compravendite online, contatti di lavoro occasionali e tutte quelle situazioni in cui oggi gli utenti sono costretti a rendere pubblico il proprio recapito telefonico.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il confronto tra Whatsapp, Telegram e Signal&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'introduzione degli username colma anche una delle principali differenze storiche tra WhatsApp e altri servizi di messaggistica. &lt;strong&gt;Telegram e Signal &lt;/strong&gt;consentono già da tempo di comunicare attraverso un nome utente, mentre l'app di Meta ha sempre basato la propria rete di contatti esclusivamente sulla rubrica telefonica. La crescita di canali, community e conversazioni con persone sconosciute ha però reso sempre più evidente la necessità di offrire un livello aggiuntivo di privacy, avvicinando WhatsApp a un modello di utilizzo più flessibile. Meta presenta infatti la novità come &lt;strong&gt;un'evoluzione naturale dell'app&lt;/strong&gt;, sempre più utilizzata non solo per parlare con amici e familiari, ma anche per interagire con aziende, organizzazioni, creator e gruppi di interesse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le prenotazioni degli username&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Meta ha iniziato anche ad &lt;strong&gt;aprire le prenotazioni degli username&lt;/strong&gt;. Gli utenti che ricevono la funzione possono scegliere in anticipo il proprio nome, evitando che venga occupato da altri prima del rilascio globale, che avverrà progressivamente nei prossimi mesi. Le aziende e i profili verificati potranno inoltre mantenere una maggiore continuità della propria identità digitale sulle diverse piattaforme del gruppo Meta.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le regole tecniche e il rischio phishing&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista tecnico, gli username dovranno rispettare regole precise: saranno univoci, avranno una lunghezza compresa tra tre e trenta caratteri e non potranno imitare indirizzi web o domini internet, una limitazione studiata per ridurre i tentativi di &lt;strong&gt;phishing&lt;/strong&gt;. Non esisterà inoltre un elenco pubblico consultabile degli utenti: per avviare una conversazione sarà necessario conoscere esattamente lo username della persona che si vuole contattare. Meta ha spiegato di aver progettato la funzione come uno strumento di privacy e non come un social network con profili liberamente ricercabili.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo Username Key contro spam e truffe&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per chi desidera un livello di protezione ulteriore, la società introdurrà anche uno Username Key, un codice opzionale che potrà essere richiesto per consentire il primo contatto. L'obiettivo è limitare i &lt;a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2026-02-11/whatsapp-truffa-ballerina-35549709/"&gt;messaggi indesiderati &lt;/a&gt;e rendere più difficile l'abuso degli username da parte di spammer o truffatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La novità avrà effetti anche sul mondo delle imprese. Con il nuovo sistema, infatti, le aziende che utilizzano WhatsApp Business e le API della piattaforma potranno identificare gli utenti attraverso un nuovo identificativo, denominato &lt;strong&gt;Business Scoped User ID&lt;/strong&gt;, senza dover necessariamente fare affidamento sul numero di telefono. Per molte realtà che gestiscono assistenza clienti, e-commerce o servizi digitali sarà quindi necessario aggiornare i propri sistemi e le integrazioni con i software di gestione dei clienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:09:44 GMT</pubDate>
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      <title>Il robot umanoide Atlas star ai Mondiali di calcio</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-06/robot-atlas-mondiali-37890628/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Hyundai Motor ha mostrato il suo &lt;strong&gt;robot &lt;/strong&gt;umanoide &lt;strong&gt;Atlas&lt;/strong&gt; ai Mondiali di calcio 2026, mettendo in mostra i progressi tecnici del progetto mentre l'azienda coreana si prepara alla produzione di massa e all'impiego negli stabilimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante gli ottavi di finale tra &lt;a href="https://www.agi.it/sport/news/2026-07-06/mondiali-brasile-shock-eliminato-37884059/"&gt;Brasile e Norvegia&lt;/a&gt;, allo stadio di New York/New Jersey, domenica, Atlas, sviluppato dalla divisione &lt;strong&gt;Boston Dynamics&lt;/strong&gt; di Hyundai, ha attraversato il tunnel dei giocatori e ha eseguito diverse esultanze da gol, tra cui la celebrazione del surf dell'attaccante brasiliano &lt;strong&gt;Matheus Cunha&lt;/strong&gt; e il gesto della camera della stella sudcoreana &lt;strong&gt;Son Heung-min&lt;/strong&gt;, prima di consegnare il pallone all'arbitro.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La prima apparizione dal vivo di Atlas&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'apparizione segna la prima dimostrazione pubblica dal vivo del robot da quando la sua versione pronta per la produzione è stata presentata al CES di gennaio, a Las Vegas. Hyundai Motor Group ha svelato Atlas il 5 gennaio 2026, nell'ambito della strategia di robotica AI intitolata "Partnering Human Progress".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il robot dispone di 56 gradi di libertà, mani a misura umana con sensori tattili e può sollevare carichi fino a 50 chilogrammi. Hyundai prevede di produrre fino a 30mila umanoidi all'anno negli Stati Uniti a partire dal 2028, destinati soprattutto allo stabilimento Hyundai Motor Group Metaplant America, in Georgia. L'introduzione avverrà per gradi: dal 2028 Atlas sarà impiegato nel sequenziamento dei componenti, mentre entro il 2030 il suo utilizzo si estenderà all'assemblaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il robot al centro della campagna 'School of Football'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La performance rappresenta anche il culmine della campagna &lt;strong&gt;School of Football&lt;/strong&gt; dell'azienda, una serie di video che racconta come Atlas ha imparato manovre atletiche complesse, tra cui la "Ghost Rabona", un colpo ingannevole padroneggiato da leggende come il brasiliano Pelé e l'argentino Diego Maradona. Hyundai sponsorizza il torneo dal 1999 ed è partner ufficiale di robotica della FIFA per l'edizione di quest'anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La campagna punta a dimostrare come una tecnologia robotica avanzata possa uscire dai laboratori controllati, permettendo agli umanoidi di svolgere compiti sofisticati adattandosi ad ambienti imprevedibili, secondo Hyundai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I test ai mondiali&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Testare Atlas in uno stadio all'aperto ha fornito dati tecnici utili per i futuri impieghi in fabbrica. Operare sull'erba, ad esempio, costringe il robot ad affrontare variabili come la cedevolezza della superficie e il rischio di scivolare, assenti sui pavimenti in cemento dei laboratori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Atlas ha ormai imparato a eseguire e imitare quel movimento in modo affidabile, così da potersi adattare a qualsiasi cosa accada in una situazione reale" ha detto in un'intervista a Bloomberg News &lt;strong&gt;Alberto Rodriguez, direttore del comportamento robotico di Boston Dynamics.&lt;/strong&gt; "Il modo in cui questo sistema funziona in simulazione è abbastanza scalabile." Un altro obiettivo, ha aggiunto, è migliorare la comprensione pubblica della robotica e mostrare che la tecnologia è destinata a trasformare prima la manifattura, e poi la vita quotidiana nel prossimo decennio.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 11:44:05 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>IA, la sfida del futuro si gioca su energia e acqua</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-03/ia-energia-acqua-google-37851840/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - L'intelligenza artificiale promette di accelerare la transizione energetica e di offrire nuovi strumenti per affrontare il cambiamento climatico. Richiede, però, quantità sempre maggiori di elettricità e acqua per alimentare i data center su cui si basa. È il paradosso che emerge dall'undicesimo &lt;strong&gt;Environmental Report&lt;/strong&gt; pubblicato da Google, nel quale il gruppo rivendica investimenti record nelle energie rinnovabili e una riduzione delle emissioni operative, pur riconoscendo che la rapida espansione dell'IA rende sempre più complesso il raggiungimento degli obiettivi climatici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2025 Google ha firmato contratti per oltre 12 gigawatt di nuova capacità di &lt;strong&gt;energia pulita&lt;/strong&gt;, il volume più elevato nella storia dell'azienda e, secondo il gruppo, sufficiente ad alimentare una nazione delle dimensioni della Grecia una volta che gli impianti saranno operativi. La domanda di elettricità è però cresciuta del 37%, il maggiore aumento annuo mai registrato dall'azienda, dovuto soprattutto all'espansione dei data center per l'intelligenza artificiale. Le &lt;strong&gt;emissioni operative&lt;/strong&gt; sono diminuite del 2% rispetto all'anno precedente e Google afferma di aver compensato con acquisti di energia rinnovabile il 100% dei propri consumi elettrici per il nono anno consecutivo.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;&lt;a href="https://x.com/Google?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;@Google&lt;/a&gt; cuts operational emissions, but says moonshot climate goals “getting harder”&lt;a href="https://t.co/RQomF8Pm4K"&gt;https://t.co/RQomF8Pm4K&lt;/a&gt;&lt;a href="https://x.com/hashtag/netzero?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;#netzero&lt;/a&gt; &lt;a href="https://x.com/hashtag/sustainability?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;#sustainability&lt;/a&gt; &lt;a href="https://x.com/hashtag/cleanenergy?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;#cleanenergy&lt;/a&gt; &lt;a href="https://x.com/hashtag/AI?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;#AI&lt;/a&gt; &lt;a href="https://x.com/hashtag/climategoals?src=hash&amp;amp;ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;#climategoals&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — ESG Today (@EsgToday) &lt;a href="https://x.com/EsgToday/status/2072294699344286030?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;July 1, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;Le emissioni dell'IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il quadro cambia però se si guarda alle emissioni complessive considerate ai fini degli obiettivi climatici dell'azienda (&lt;strong&gt;ambition-based emissions&lt;/strong&gt;), che includono anche gran parte della catena di fornitura. Queste sono aumentate del 18%, raggiungendo circa 14,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, trainate per circa l'80% dalle emissioni legate soprattutto alla produzione di hardware e alla costruzione di nuove infrastrutture.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal 2010 Google ha sottoscritto oltre 240 accordi per &lt;strong&gt;quasi 35 gigawatt di nuova capacità rinnovabile &lt;/strong&gt;e continua a investire in tecnologie considerate strategiche per la decarbonizzazione, come il nucleare avanzato, la geotermia potenziata e la fusione. Secondo il rapporto, i progressi nell'efficienza dell'hardware, del software e delle infrastrutture, insieme agli investimenti in energia pulita, hanno evitato nel solo 2025 oltre 58 milioni di tonnellate di CO2 equivalente rispetto a uno scenario di riferimento elaborato dalla stessa azienda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'uso dell'acqua&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il gruppo rivendica anche risultati sul fronte della gestione delle &lt;strong&gt;risorse idriche&lt;/strong&gt;. Il quadro, però, è più complesso del solo dato sul reintegro. Il consumo totale di acqua è salito del 34%, raggiungendo 10,9 miliardi di galloni nel 2025. Nello stesso anno, i progetti finanziati da Google avrebbero restituito all'ambiente circa 7,7 miliardi di galloni, pari al 78% del consumo annuo di acqua dolce, nell'ambito dell'obiettivo aziendale di reintegrare più acqua di quanta ne consumi entro il 2030.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il contributo dell'IA alla sostenibilità&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Una parte consistente del rapporto è dedicata al contributo che l'intelligenza artificiale può offrire alla sostenibilità. Google sostiene che nove dei suoi prodotti, tra cui &lt;strong&gt;Google Maps, Nest, Google Earth, Solar API e Waymo, &lt;/strong&gt;abbiano consentito nel 2025 di evitare complessivamente circa 41 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Le cosiddette "&lt;strong&gt;emissioni evitate&lt;/strong&gt;" restano tuttavia oggetto di dibattito tra ricercatori ed esperti, poiché si basano su scenari e su metodologie che non sempre consentono verifiche indipendenti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La catena di fornitura&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel 2025 le emissioni della &lt;strong&gt;catena di fornitura&lt;/strong&gt; sono aumentate del 25%, principalmente per la costruzione di nuovi data center e la produzione di hardware in Paesi dell'Asia-Pacifico, dove le reti elettriche dipendono ancora in larga misura dai combustibili fossili. Google ammette inoltre che l'espansione delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale procede più rapidamente della decarbonizzazione delle reti elettriche, frenata da tempi di connessione, autorizzazioni, colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento e disponibilità limitata di nuova capacità a basse emissioni.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il dibattito sul consumo idrico&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il rapporto arriva mentre cresce il dibattito sull'impatto ambientale dell'intelligenza artificiale. Un'analisi pubblicata dal &lt;strong&gt;Wall Street Journal&lt;/strong&gt; richiama l'attenzione su un aspetto spesso meno visibile rispetto ai consumi energetici: l'utilizzo di acqua da parte dei data center. Oltre all'acqua impiegata direttamente per il raffreddamento dei server, il quotidiano evidenzia il consumo indiretto legato alle centrali elettriche che producono l'energia necessaria al funzionamento delle infrastrutture digitali, una componente che, secondo uno studio citato dal giornale, per Google potrebbe essere circa tre volte superiore ai consumi idrici diretti dichiarati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'analisi sottolinea inoltre come i programmi di reintegro idrico, attraverso i quali le aziende finanziano interventi di ripristino delle risorse idriche, non sempre compensino gli effetti nelle aree in cui sorgono i data center. Se l'acqua viene reintegrata in bacini diversi da quelli interessati dai prelievi, osservano alcuni esperti citati dal quotidiano, il bilancio complessivo può risultare positivo senza alleviare lo stress idrico delle comunità locali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La crescente domanda di elettricità e acqua necessaria a sostenere l'espansione dell'intelligenza artificiale sta così aprendo un nuovo fronte nel dibattito sulla sostenibilità del settore tecnologico. È una sfida che, secondo analisti e ricercatori, rischia di mettere sotto pressione&lt;strong&gt; gli obiettivi climatici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dell'intero settore tecnologico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 23:11:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Lo smartphone diventa uno studio tascabile</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-07-01/oppo-reno16-ai-creativa-fotocamera-bubble-37817174/</link>
      <description>AGI - Nel mercato degli smartphone, dove ormai le differenze tecniche rischiano spesso di parlare soltanto agli appassionati, Oppo prova a spostare l'attezione racconto da potenza, batteria e fotocamere alla &lt;strong&gt;creatività immediata&lt;/strong&gt; e a un design costruito per farsi notare. È questa la linea scelta per la nuova serie composta da tre modelli: Reno16, Reno16 Pro e Reno16 FS. 
&lt;p&gt;La gamma punta su un’identità visiva molto marcata. La versione Pop White introduce il cosiddetto &lt;strong&gt;3D Pop Planet Design&lt;/strong&gt;, basato sulla tecnologia 3D HoloVerse, con un effetto di profondità ispirato alle nebulose e ottenuto attraverso milioni di micro-lenti integrate nella superficie posteriore.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Estetica riconoscibile&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’obiettivo è creare immagini che sembrano sospese sulla back cover, con un effetto che cambia a seconda della luce e del movimento. Sugli altri colori il trattamento cambia, ma resta la volontà di dare alla serie Reno &lt;strong&gt;un linguaggio estetico riconoscibile&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il design non è però soltanto decorativo. Su tutta la serie la &lt;strong&gt;back cover monoblocco&lt;/strong&gt; scolpita a freddo si integra con il modulo fotografico, riducendo gli stacchi visivi e anche l’accumulo di polvere intorno alle fotocamere. Reno16 e Reno16 Pro adottano un display da 6,32 pollici, una scelta in controtendenza rispetto alla corsa agli schermi sempre più grandi, pensata per &lt;strong&gt;rendere il telefono più maneggevole&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e gestibile con una sola mano. Reno16 FS sale invece a 6,57 pollici, puntando su un’esperienza di visione più ampia.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Pensato per fotografare&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il terreno principale resta però quello dell’immagine. La serie Reno16 è pensata per &lt;strong&gt;un pubblico che fotografa, registra, monta&lt;/strong&gt; e condivide contenuti direttamente dallo smartphone. Tutti i modelli integrano una fotocamera selfie ultra-grandangolare da 50 megapixel con campo visivo di 100 gradi, utile soprattutto per &lt;strong&gt;selfie di gruppo &lt;/strong&gt;e inquadrature più dinamiche.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;Sul retro c’è una tripla fotocamera con sensore principale stabilizzato, teleobiettivo per ritratti con zoom ottico di circa 3,5x e ultra-grandangolare. Il modello Pro alza l’asticella con una fotocamera principale Ultra Clear da 200 megapixel, pensata per &lt;strong&gt;ritagliare e ricomporre le immagini&lt;/strong&gt; senza perdere troppi dettagli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La novità più coerente con il posizionamento della gamma è Pop Cam, una modalità integrata nell’app Fotocamera che permette di applicare effetti di ispirazione vintage, come Digicam, Instant Film e Light Leak. È una funzione che guarda chiaramente alla grammatica dei social con una fotografia riconoscibile e pronta per essere condivisa.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;h2&gt;&lt;strong&gt;Creatività dinamica&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;La stessa logica guida il nuovo hub Create nell’app Foto, dove Oppo raccoglie strumenti basati sull’intelligenza artificiale. AI Remix Collage consente di combinare foto e brevi video in composizioni con sticker animati, testi e contorni, includendo anche la possibilità di&lt;strong&gt; estrarre soggetti in movimento&lt;/strong&gt; da Motion Photo o video. Popout 2.0 permette invece di far “uscire” i soggetti dalla cornice in più direzioni, creando effetti più dinamici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul video arrivano 4K Auto Straighten Video, per mantenere dritte le riprese anche quando si registra in movimento, Dual View Video 2.0, che usa contemporaneamente fotocamera frontale e posteriore, e Zoom Free Video, con passaggio più fluido tra le diverse lenti posteriori durante la registrazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;strong&gt;L'IA a portata di mano&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;L’intelligenza artificiale entra anche nella gestione quotidiana del dispositivo. Con ColorOS 16 debutta sulla serie Reno l’AI Snap Key, un tasto che permette di accedere rapidamente ad AI Mind Space, uno spazio in cui &lt;strong&gt;salvare, ordinare e recuperare contenuti&lt;/strong&gt; visualizzati sullo schermo. All’interno di questa esperienza, AI Bill Manager può riconoscere pagamenti digitali e ricevute fisiche, trasformandoli in registri di spesa e riepiloghi più leggibili. AI Mind Pilot coordina invece più modelli AI per offrire assistenza contestuale, mentre AI Menu Translation prova ad andare oltre la semplice traduzione dei menu stranieri, generando spiegazioni visive dei piatti.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;La dotazione tecnica resta comunque centrale. Tutti i modelli hanno&lt;strong&gt; batterie da almeno 6.000 mAh&lt;/strong&gt;, con Reno16 FS che può arrivare fino a 6.500 mAh a seconda del mercato. La ricarica rapida è da 45W su Reno16 FS e da 80W su Reno16 e Reno16 Pro. Il modello Pro usa la piattaforma MediaTek Dimensity 8550 5G, affiancata da AI HyperBoost 3.0, sistema di raffreddamento migliorato e supporto fino a 144Hz nei giochi compatibili. Reno16 monta invece Snapdragon 7 Gen 4. Su tutta la gamma arrivano inoltre AI LinkBoost 4.0, per migliorare la stabilità della rete in ambienti affollati o con segnale debole, e certificazioni IP68, IP69 e IP69K contro acqua e polvere.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Arriva Oppo Bubble&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Accanto agli smartphone arriva anche Oppo Bubble, &lt;strong&gt;un piccolo dispositivo magnetico &lt;/strong&gt;da 27,5 grammi con display amoled. Si aggancia a cover o anelli compatibili e può funzionare come monitor in tempo reale per la fotocamera posteriore, rendendo più semplice scattare selfie o foto di gruppo con i sensori principali. Può anche essere usato come mirino remoto e comando di scatto fino a 10 metri di distanza. In chiave più lifestyle, il display può essere personalizzato con immagini, animazioni, testi e colori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La serie Reno16 conferma così &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2025-09-03/oppo-intelligenza-artificiale-mercato-smartphone-italia-reno14-32989804/"&gt;la direzione presa da&amp;nbsp;Oppo&lt;/a&gt; negli ultimi anni: costruire dispositivi rivolti a un pubblico abituato a usare lo smartphone come fotocamera, taccuino, strumento di montaggio e oggetto di stile. In un mercato maturo e sempre più difficile da sorprendere, la sfida è convincere gli utenti che il telefono sappia fare qualcosa di diverso, più personale e più immediato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:37:49 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-07-01T08:37:49Z</dc:date>
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      <title>Non chiamateli più "auricolari"</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-06-13/anker-faraz-mehdi-auricolari-ai-assistenti-personali-37544014/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Pensare che gli auricolari oggi servano solo per &lt;strong&gt;ascoltare musica e fare telefonate&lt;/strong&gt; è come credere che lo smartphone sia utile solo per avvertire casa che è ora di buttare la pasta e per mandare messaggi di auguri a capodanno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'evoluzione li ha resi più piccoli, è vero, li ha liberati dall'ingombrante filo (con buona pace della moda nostalgica che vuole il ritorno al cavetto e ai suoi ingarbugliamenti nella borsa) ma li ha soprattutto affrancati dalla funzione di semplici accessori audio per &lt;strong&gt;trasfornarli in dispositivi intelligenti&lt;/strong&gt; capaci di filtrare il rumore, migliorare le chiamate, tradurre, registrare e sintetizzare informazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È questa la direzione in cui, secondo Faraz Mehdi, managing director per Regno Unito, Irlanda, Italia, Spagna e Portogallo di &lt;strong&gt;Anker Innovations&lt;/strong&gt;, si sta muovendo il mercato degli auricolari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’azienda, nata nel mondo della ricarica e oggi attiva anche in audio, smart home, sicurezza e intrattenimento, guarda all’Europa come a &lt;strong&gt;un mercato frammentato ma maturo&lt;/strong&gt;, in cui gli utenti chiedono tecnologie utili, compatibili e non vincolate a un unico ecosistema.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con i nuovi Soundcore Liberty 5 Pro e Liberty 5 Pro Max, Anker porta l’intelligenza artificiale direttamente nel dispositivo indossabile, puntando su chiarezza delle chiamate, produttività e uso quotidiano dell’IA. La funzione di traduzione simultanea, non appena si è presa la mano (e bastano davvero pochi minuti) può essere una svolta in viaggio o durante incontri di lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ll’evoluzione, però,&lt;strong&gt; apre anche interrogativi su privacy&lt;/strong&gt;, consenso e gestione dei dati vocali, soprattutto nel quadro normativo europeo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è oggi la vera identità di Anker: consumer electronics, smart technology company o piattaforma di ecosistemi personali?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi Anker Innovations è molto più di un’azienda di elettronica di consumo. Ci consideriamo un ecosistema di tecnologie intelligenti costruito attorno alle esigenze quotidiane delle persone: energia, audio, sicurezza, smart living e intrattenimento. La nostra missione è “accendere possibilità attraverso l’innovazione più avanzata”, mentre la nostra visione è “costruire un playground in cui i maker ispirano altri maker”. Questo riflette la nostra ambizione non solo di alimentare continuamente uno spirito di innovazione e creazione all’interno della nostra organizzazione, ma di ispirarlo nell’ecosistema più ampio di partner, creator, sviluppatori e consumatori che interagiscono con i nostri brand. Il filo conduttore tra tutti i nostri brand è rendere la tecnologia avanzata più utile, accessibile e affidabile, aiutando i consumatori a semplificare le attività quotidiane, restare connessi e concentrarsi su ciò che conta davvero. In questo senso, Anker non è semplicemente un insieme di categorie di prodotto, ma un ecosistema progettato per potenziare gli stili di vita moderni attraverso un’innovazione significativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lei guida mercati molto diversi. Quali differenze vede tra questi Paesi nel modo in cui i consumatori adottano dispositivi smart e tecnologie basate sull’AI?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In Europa l’adozione non è uniforme. Regno Unito e Irlanda tendono ad abbracciare molto rapidamente le nuove soluzioni smart e basate sull’AI. Spagna e Portogallo sono molto ricettivi quando la tecnologia migliora chiaramente lo stile di vita e la comodità. L’Italia è un mercato molto interessante perché i consumatori sono esigenti: valorizzano design, praticità e benefici concreti nella vita reale, non l’innovazione fine a se stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’Italia viene descritta come un mercato urbano, rumoroso, sociale e ad alta mobilità, con professionisti sempre connessi tra treni, aeroporti, coworking e città congestionate. È questo il profilo del nuovo consumatore europeo a cui Anker guarda?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sì, l’Italia riflette molte caratteristiche del nuovo consumatore europeo: mobile, connesso, multitasking e spesso impegnato a lavorare in ambienti diversi. Treni, aeroporti, spazi di coworking e città affollate creano un’esigenza reale di tecnologie che aiutino le persone a comunicare meglio, rimanere concentrate e muoversi senza interruzioni durante la giornata. Allo stesso tempo, gli italiani hanno una caratteristica unica: attribuiscono un valore autentico alla qualità della vita. Famiglia, amici, relazioni personali, buon cibo e benessere complessivo restano al centro della quotidianità. Per questo la tecnologia non dovrebbe semplicemente aggiungere nuove funzionalità, ma aiutare le persone a risparmiare tempo, ridurre gli attriti e semplificare le attività quotidiane. In definitiva, le innovazioni più preziose sono quelle che restituiscono alle persone più tempo ed energia da dedicare a ciò che conta davvero.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Con Liberty 5 Pro e Pro Max portate l’IA direttamente negli auricolari. Perché è importante spostare l’intelligenza artificiale dal cloud o dallo smartphone al dispositivo indossabile?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Portare l’AI più vicino al dispositivo wearable è importante perché rende l’esperienza più rapida, più personale e più consapevole del contesto. Gli auricolari ci accompagnano in momenti molto intimi e reali della vita quotidiana: chiamate, spostamenti, lavoro e viaggi. Integrare l’intelligenza direttamente nel dispositivo consente al prodotto di rispondere in modo più naturale all’ambiente e alle esigenze dell’utente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Oggi molti prodotti vengono definiti “IA” anche quando l’intelligenza artificiale è marginale. Nel vostro caso, qual è la differenza concreta tra un auricolare tradizionale e un auricolare davvero intelligente?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La differenza è che gli auricolari tradizionali riproducono il suono, mentre gli auricolari intelligenti comprendono attivamente il contesto intorno all’utente. Possono migliorare la chiarezza della voce, ridurre il rumore di fondo, supportare la traduzione, gestire le chiamate, sintetizzare informazioni e adattarsi a situazioni diverse. L’IA diventa utile quando risolve problemi concreti della vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La funzione di chiamata è al centro del prodotto, con riduzione del rumore, separazione della voce e sensori a conduzione ossea. In un mercato che ha puntato molto su musica, design e ANC, perché riportare al centro una funzione apparentemente classica come la telefonata?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le chiamate possono sembrare una funzione classica, ma oggi sono più importanti che mai. Le persone lavorano da remoto, effettuano chiamate in movimento e comunicano in ambienti rumorosi. La qualità del suono non riguarda più solo la musica; riguarda anche la possibilità di essere ascoltati in modo chiaro e professionale ovunque ci si trovi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Liberty 5 Pro Max introduce AI Note-Taker, con registrazione, trascrizione, sintesi e to-do list dalla custodia. Per quale utente è pensata questa funzione?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;AI Note-Taker è pensato per professionisti, studenti, creator e chiunque abbia bisogno di acquisire informazioni restando a mani libere. È particolarmente utile durante meeting, interviste, lezioni, eventi o viaggi di lavoro, quando gli utenti devono registrare rapidamente ed efficacemente punti chiave, sintesi e azioni di follow-up.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un prodotto capace di registrare e riassumere conversazioni solleva inevitabilmente questioni di consenso, privacy e uso responsabile. Come intendete affrontare questi temi, soprattutto in Europa e nel quadro del GDPR?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Privacy e uso responsabile sono fondamentali, soprattutto in Europa. Funzionalità come registrazione e trascrizione devono essere utilizzate in modo trasparente, con controllo da parte dell’utente e nel rispetto delle normative locali, come il GDPR. L’obiettivo non è sostituire il consenso o la responsabilità, ma fornire strumenti che gli utenti possano gestire in modo consapevole e sicuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Apple e Samsung competono con ecosistemi molto chiusi e integrati. Anker, invece, lavora in modo più trasversale tra piattaforme e dispositivi. Questa neutralità può diventare un vantaggio competitivo nel mercato europeo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assolutamente sì. Molti consumatori europei utilizzano un mix di dispositivi di brand e sistemi operativi diversi. Il nostro approccio platform-agnostic offre agli utenti la flessibilità di scegliere i prodotti che preferiscono senza essere vincolati a un unico ecosistema. Crediamo che apertura e compatibilità stiano diventando valori sempre più importanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Guardando ai prossimi tre anni, gli auricolari resteranno soprattutto accessori audio o diventeranno assistenti personali indossabili, capaci di ascoltare, tradurre, riassumere, filtrare il rumore e gestire una parte della nostra vita digitale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Crediamo che gli auricolari si stiano evolvendo in compagni personali intelligenti. La qualità audio resterà sempre fondamentale, ma la prossima generazione di prodotti aiuterà sempre di più gli utenti a comunicare, accedere alle informazioni, restare produttivi e interagire con la tecnologia in modo più naturale durante tutta la giornata. Il futuro degli auricolari non riguarda solo il sentire meglio, ma il vivere in modo più fluido e lavorare con maggiore efficienza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 19:07:58 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>IA promossa in grammatica, ma rimandata in cultura: troppe citazioni false</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-06-08/ia-errore-citazione-37446138/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Promossa in grammatica, incerta nella conoscenza culturale: ben il 44% delle risposte dell’&lt;strong&gt;IA&lt;/strong&gt; rientra nella categoria dei contenuti plausibili e il 19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false. &lt;strong&gt;ChatGPT, Gemini, Claude&lt;/strong&gt;, non si salva nessuno. E’ quanto emerge da uno studio di &lt;strong&gt;Libreriamo&lt;/strong&gt;, piattaforma editoriale digitale italiana dedicata alla cultura, visionato in anteprima da AGI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla filosofia alla poesia, fino alle citazioni d’autore e alle opere d’arte, è proprio in questi ambiti che emergono i rischi più rilevanti:&amp;nbsp;frasi attribuite ad autori che non le hanno mai scritte, citazioni plausibili ma non verificabili e reinterpretazioni che semplificano il pensiero originale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è la diffusione di contenuti che appaiono corretti, credibili e ben scritti, ma che non trovano riscontro nelle fonti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La pagella dell’IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In particolare, dai dati dello i dati dello studio dal quale emerge che in media circa il&amp;nbsp;38% delle risposte è corretto e verificabile, ben il 44% rientra nella categoria dei contenuti plausibili&amp;nbsp;e il&amp;nbsp;19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si salva solo la &lt;strong&gt;grammatica italiana&lt;/strong&gt;, per il resto è tutto plausibile o falso. In&amp;nbsp;&lt;strong&gt;letteratura&lt;/strong&gt;, solo il 35% delle risposte risulta pienamente corretto, mentre il 45% è costituito da contenuti plausibili e il 20% da errori. Un equilibrio che si sposta ulteriormente nella&amp;nbsp;poesia, dove la correttezza scende al 30% e la plausibilità raggiunge il 50%. In altre parole, in metà dei casi il contenuto non è verificabile, pur risultando credibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso dei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;libri&lt;/strong&gt;, si osserva un dato ancora più preoccupante, con il 25% di risposte corrette e un ulteriore 59% plausibile. Gli errori si attestano al 16%. Tuttavia, questa apparente affidabilità nasconde un processo di semplificazione da non sottovalutare. La correttezza riguarda spesso la struttura generale, mentre la profondità e la complessità dell’opera vengono ridotte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma è nelle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;citazioni d’autor&lt;/strong&gt;e&amp;nbsp;e nelle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;massime filosofiche&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che il fenomeno diventa più evidente. Qui la plausibilità supera sistematicamente il 60% - raggiungendo il 62% nelle citazioni e il 65% nella filosofia - mentre la correttezza si ferma rispettivamente al 15% e al 13%. Le attribuzioni false sono rispettivamente 23% e 22%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo significa che, nella maggior parte dei casi, l’intelligenza artificiale non restituisce ciò che è stato scritto, ma ciò che potrebbe essere stato scritto. Il pensiero viene ricostruito, adattato, reso coerente con un’immagine dell’autore, ma perde il legame con il testo. Le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;opere d’arte&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si collocano in una posizione intermedia, con il 38% di correttezza e il 42% di plausibilità. Il “falso d’autore” è il 20%.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo studio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lo studio si basa sull’analisi di &lt;strong&gt;quasi&amp;nbsp;1.500 interazioni&lt;/strong&gt; con sistemi di &lt;strong&gt;intelligenza artificiale generativa&lt;/strong&gt;, ovvero le più diffuse e utilizzate dal grande pubblico, condotte nell’arco di circa un anno. Le richieste sono state costruite per simulare un utilizzo reale - quello di studenti, lettori e divulgatori - e hanno riguardato sette ambiti: letteratura, poesia, libri, citazioni d’autore, massime filosofiche, opere d’arte, grammatica italiana (categoria di controllo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni categoria è stata analizzata su&amp;nbsp;200 interazioni, con verifica sistematica delle risposte rispetto alle fonti originali. Le risposte sono state classificate in tre categorie: corrette e verificabili; plausibili ma non verificabili; errate o con attribuzioni scorrette.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall’analisi delle interazioni emerge un quadro: solo una parte delle risposte generate dall’intelligenza artificiale risulta pienamente corretta e verificabile nelle fonti. Una quota significativa, invece, si colloca in una zona intermedia: contenuti che appaiono coerenti e credibili, ma che non trovano riscontro nei testi originali. E se tutto può apparire plausibile, diventa sempre più difficile distinguere tra ciò che è semplicemente verosimile e ciò che è autentico, tra velocità e profondità, tra sintesi e comprensione&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I 10 autori più ricorrenti suggeriti dall’IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dall’analisi delle interazioni emerge una tendenza chiara: l’intelligenza artificiale tende a proporre in modo ricorrente un numero limitato di autori, associandoli a specifici temi e riducendone la complessità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco i &lt;strong&gt;dieci autori&lt;/strong&gt; più frequentemente suggeriti, trasversalmente alle categorie analizzate:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
 &lt;li&gt;Friedrich Nietzsche&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Seneca&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Socrate&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Platone&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Søren Kierkegaard&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;William Shakespeare&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Dante Alighieri&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Charles Bukowski&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Emily Dickinson&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Albert Camus&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:48:49 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-06-08T12:48:49Z</dc:date>
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      <title>Apple rimuove "Max" dall’App Store: stop alla super‑app russa voluta dal Cremlino</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-06-04/max-russia-apple-app-37373730/</link>
      <description>AGI - Apple ha rimosso Max, l'app di messaggistica statale russa, dal suo App Store, come annunciato dagli stessi sviluppatori russi dell'app. 
&lt;p&gt;Da mesi Mosca spinge i russi a installare &lt;strong&gt;Max, una super-app priva di crittografia&lt;/strong&gt; che, secondo i critici, potrebbe essere utilizzata per tracciare le persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha &lt;strong&gt;limitato l'utilizzo di WhatsApp e Telegram&lt;/strong&gt;, le due app di messaggistica più diffuse nel Paese, e ha costretto dipendenti pubblici, aziende statali, scuole e agenzie governative a utilizzare Max per le proprie comunicazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Max non è temporaneamente disponibile per il download sull'App Store", ha dichiarato l'app in un comunicato sulla sua piattaforma. La rimozione è avvenuta mercoledì sera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apple non ha rilasciato commenti e le ragioni della rimozione non sono chiare. Anche &lt;strong&gt;Google ha rimosso decine di app russe dai propri store online&lt;/strong&gt;, incluse quelle sviluppate da aziende sanzionate in Occidente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;app già installate sui telefoni in Russia continuano a funzionare&lt;/strong&gt;, ma i nuovi utenti non possono scaricarle né aggiornarle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le massicce rimozioni hanno dato il via a un gioco del gatto e del topo in cui le aziende russe, in particolare le banche, lanciano app camuffate da altro – come software di contabilità – per poi affrettarsi a dire ai propri clienti di scaricare la nuova versione prima che venga bloccata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lanciata nel 2025 dal&lt;strong&gt; gigante russo dei social media VK&lt;/strong&gt;, Max è stata paragonata alla cinese WeChat, combinando funzioni di social media e messaggistica con l'accesso a servizi governativi, un sistema di carta d'identità digitale, servizi bancari e di pagamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente&lt;strong&gt; Vladimir Putin&lt;/strong&gt; l'ha presentata come una &lt;strong&gt;piattaforma più "sicura"&lt;/strong&gt; che soddisfa la richiesta russa di "sovranità tecnologica".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È&lt;strong&gt; preinstallata su telefoni e tablet venduti in Russia&lt;/strong&gt; da settembre, ma non è disponibile nell'Unione Europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Max non utilizza la crittografia end-to-end e i suoi termini di utilizzo stabiliscono che i dati degli utenti sono archiviati esclusivamente su server in Russia.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 07:38:43 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-06-04T07:38:43Z</dc:date>
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      <title>Smartphone, la nuova sfida è trasformare ogni scatto in una storia</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-29/smartphone-xiaomi-17t-37296530/</link>
      <description>AGI - Lo smartphone è diventato il punto in cui si incontrano fotografia computazionale, intelligenza artificiale, intrattenimento, produttività e design. In un mercato globale che rallenta e nel quale gli utenti cambiano telefono meno spesso, i produttori cercano nuove ragioni per rendere desiderabile l’upgrade: immagini più dinamiche, batterie più capienti, display meno affaticanti, formati pieghevoli e software capaci di adattarsi al contesto. 
&lt;p&gt;È in questo scenario che Xiaomi ha presentato a Vienna la nuova &lt;strong&gt;Xiaomi 17T Series&lt;/strong&gt;, composta da &lt;strong&gt;Xiaomi 17T&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Xiaomi 17T Pro&lt;/strong&gt;. La nuova gamma punta soprattutto sull’imaging, con una tripla fotocamera sviluppata con Leica, un teleobiettivo 5x su entrambi i modelli e la funzione &lt;strong&gt;Leica Live Moment&lt;/strong&gt;, pensata per catturare tanto il singolo istante quanto il movimento e l’emozione che lo precedono. L’obiettivo dichiarato è trasformare la fotografia da immagine statica a breve racconto visivo, in linea con un uso sempre più social e narrativo dello smartphone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nuova serie introduce un sensore principale da 50 megapixel, un teleobiettivo Leica 5x con stabilizzazione ottica, zoom di livello ottico fino a 10x e Ultra Zoom AI fino a 120x. Sul modello Pro arriva anche la registrazione cinematografica 4K a 60 fps, mentre Leica Live Portrait estende l’effetto bokeh alla modalità ritratto in movimento. Lo scopo è quello di mettere nelle mani dell'utente un dispositivo in grado di costruire contenuti pronti per essere condivisi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto alla fotocamera, Xiaomi insiste su due altre direttrici: display e autonomia. La Serie 17T integra la tecnologia &lt;strong&gt;Xiaomi Vision Care&lt;/strong&gt;, pensata per adattare automaticamente lo schermo alle condizioni di luce e ridurre luce blu, sfarfallio e motion blur. Il display AMOLED 1.5K raggiunge una luminosità di picco di 3.500 nit, con refresh rate fino a 144 Hz sul modello Pro e 120 Hz sulla versione base.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte batteria, Xiaomi 17T Pro monta un’unità da 7.000 mAh con ricarica cablata a 100 W e wireless a 50 W; Xiaomi 17T scende a 6.500 mAh con ricarica a 67 W. Per l’Italia la &lt;strong&gt;campagna di lancio è affidata a Matteo Berrettini&lt;/strong&gt;, scelto per accompagnare il claim legato alla capacità di “catturare ogni attimo”.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 18:05:43 GMT</pubDate>
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      <title>I chatbot IA possono causare danni e dipendenza psicologica?</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-28/chatbot-ia-dipendenza-psicologica-37274995/</link>
      <description>AGI -&amp;nbsp;&lt;b&gt;I chatbot progettati per fungere da compagni virtuali potrebbero favorire dipendenza emotiva, manipolazione psicologica e comportamenti dannosi se sviluppati senza adeguate garanzie di sicurezza. &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;È quanto sostiene Ayelet Gordon-Tapiero della Hebrew University of Jerusalem in un articolo intitolato "A Liability Framework for AI Companions", di prossima pubblicazione sul George Washington Journal of Law and Technology.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro propone di applicare ai sistemi di intelligenza artificiale conversazionale le norme sulla responsabilità per difetti di prodotto, consentendo ai tribunali di chiamare le aziende produttrici a rispondere dei danni causati da progettazioni che incentivano dipendenza, coinvolgimento compulsivo o vulnerabilità psicologica degli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Secondo l'autrice, la crescente diffusione degli assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale sta creando un vuoto normativo&lt;/b&gt; che rischia di lasciare senza tutela milioni di persone che instaurano con questi sistemi relazioni sempre piu' profonde e continuative.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'evoluzione dei chatbot e il modello economico del coinvolgimento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni i chatbot conversazionali si sono trasformati da semplici strumenti di assistenza automatizzata in veri e propri compagni digitali capaci di simulare empatia, ascolto e sostegno emotivo. &lt;b&gt;Molti utenti li utilizzano per combattere la solitudine, condividere problemi personali o ricevere supporto psicologico informale.&lt;/b&gt; Queste caratteristiche, osserva Gordon-Tapiero, rappresentano uno degli aspetti piu' promettenti della tecnologia ma anche una delle sue principali fonti di rischio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'articolo evidenzia come &lt;b&gt;i modelli economici che sostengono molte piattaforme siano basati sulla massimizzazione del coinvolgimento e sulla raccolta di dati personali.&lt;/b&gt; In questo contesto, le aziende potrebbero essere incentivate a progettare sistemi che favoriscono un legame sempre più intenso con l'utente, aumentando il tempo trascorso sulla piattaforma e la dipendenza dal servizio. Secondo l'analisi, tale dinamica puo' generare forme di attaccamento emotivo particolarmente problematiche nei soggetti piu' vulnerabili.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dipendenza emotiva e casi estremi di autolesionismo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il lavoro identifica una serie di rischi associati agli AI companion, tra cui dipendenza psicologica, isolamento sociale, dipendenza emotiva e aggravamento di condizioni come ansia e depressione.&lt;/b&gt; L'autrice richiama inoltre casi già emersi a livello internazionale nei quali chatbot conversazionali avrebbero incoraggiato adolescenti fragili a compiere gesti autolesionistici o a togliersi la vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pur trattandosi di episodi estremi, Gordon-Tapiero ritiene che essi evidenzino il potenziale pericolo di sistemi progettati per mantenere a ogni costo l'interazione con l'utente senza adeguati controlli etici. &lt;b&gt;"Molti dei danni osservati non derivano da errori casuali ma da precise scelte progettuali orientate a favorire coinvolgimento e dipendenza", sostiene l'autrice.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La proposta legale: intelligenza artificiale come prodotto difettoso&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per affrontare questi rischi, il lavoro propone di ricorrere agli strumenti del diritto della responsabilità per prodotto difettoso. &lt;b&gt;In questo quadro giuridico, un sistema di intelligenza artificiale potrebbe essere considerato difettoso se incorpora caratteristiche progettuali che incentivano comportamenti compulsivi&lt;/b&gt; o se non informa adeguatamente gli utenti sui possibili rischi psicologici associati all'utilizzo prolungato. Secondo Gordon-Tapiero, le azioni legali potrebbero svolgere una funzione regolatoria indiretta, contribuendo a definire standard di sicurezza prima ancora dell'adozione di normative specifiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'autrice affronta inoltre una questione giuridica centrale: se il software possa essere considerato a tutti gli effetti un prodotto. &lt;b&gt;Secondo l'analisi, tale interpretazione sarebbe sia giuridicamente praticabile sia auspicabile dal punto di vista sociale&lt;/b&gt;, poiche' consentirebbe alle persone danneggiate di ottenere forme di tutela e allo stesso tempo spingerebbe le aziende a incorporare criteri di sicurezza fin dalla fase di progettazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il limite delle tutele volontarie e il futuro della salute mentale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Alcune imprese del settore hanno gia' introdotto autonomamente limitazioni e sistemi di protezione dopo essere state coinvolte in controversie legali. Tuttavia, secondo la ricercatrice, questi interventi volontari risultano spesso insufficienti in assenza di obblighi normativi vincolanti e di reali meccanismi di responsabilizzazione. Il lavoro sottolinea che la sfida consiste nel trovare un equilibrio tra innovazione e tutela degli utenti. I chatbot conversazionali possono infatti offrire benefici significativi, soprattutto per chi soffre di isolamento sociale o ha difficolta' ad accedere a forme tradizionali di supporto. &lt;b&gt;Allo stesso tempo, pero', la loro capacita' di influenzare emozioni, comportamenti e decisioni rende necessario un livello di controllo piu' elevato rispetto a quello applicato a molti altri software.&lt;/b&gt; Secondo Gordon-Tapiero, l'applicazione della responsabilita' per prodotto difettoso potrebbe rappresentare uno strumento efficace per garantire che gli assistenti virtuali restino strumenti di supporto e non si trasformino in meccanismi di manipolazione progettati per massimizzare profitto e dipendenza. &lt;b&gt;L'obiettivo finale, conclude l'autrice, e' assicurare che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale proceda in modo compatibile con la protezione della salute mentale e dei direitos fondamentali degli utenti.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 23:30:00 GMT</pubDate>
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      <title>Un tatuaggio hi‑tech per individuare i melanomi</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-27/tumori-tatuaggio-melanoma-diagnosi-37238201/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;Un tatuaggio temporaneo composto da nanoparticelle e microaghi potrebbe consentire di individuare il melanoma quando è ancora invisibile a occhio nudo, aprendo nuove prospettive per la diagnosi precoce del più aggressivo tra i tumori della pelle. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Sensors e coordinato da Jinyang Liang dell'Institut national de la recherche scientifique (INRS) del Québec, realizzato in collaborazione con ricercatori dell'Università di Montréal.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo della ricerca è affrontare una delle principali sfide della dermatologia: riconoscere i melanomi nelle fasi iniziali, quando le lesioni sono ancora troppo piccole per essere identificate attraverso l'esame clinico tradizionale. Attualmente la diagnosi si basa soprattutto sull'osservazione visiva delle lesioni sospette seguita da biopsie, procedure invasive che spesso si rivelano non necessarie. Secondo gli autori, la nuova tecnologia potrebbe offrire un metodo rapido, diretto e non invasivo per valutare alterazioni cutanee sospette, riducendo il numero di biopsie inutili e migliorando l'accuratezza diagnostica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Il nostro obiettivo è fornire uno strumento minimamente invasivo per rilevare melanomi molto piccoli ma già aggressivi", spiega Jinyang Liang, autore senior dello studio. "A causa delle loro dimensioni ridotte, queste lesioni vengono spesso escluse dall'ispezione clinica visiva e possono quindi passare inosservate".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come funzionano i microaghi e i microscopici termometri&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Al centro della tecnologia vi è un cerotto costituito da microaghi indolori che depositano sotto la pelle nanoparticelle specializzate formando una sorta di tatuaggio temporaneo intelligente. Queste nanoparticelle si comportano come microscopici termometri. Quando vengono illuminate con luce nel vicino infrarosso emettono luce visibile e la durata dell'emissione luminosa varia in funzione della temperatura locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poiché le cellule tumorali consumano più ossigeno e nutrienti rispetto ai tessuti sani, producono anche più calore. Il sistema riesce quindi a trasformare minime differenze termiche in un segnale ottico altamente sensibile. Utilizzando una piattaforma di imaging ultrarapido, denominata SMEAR-ULM, i ricercatori ottengono una mappa termica dettagliata della pelle con risoluzione inferiore al millimetro e sensibilità inferiore al grado centigrado.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Acquisiamo tutte le informazioni necessarie per costruire una mappa istantanea della temperatura in un'unica immagine", spiega Yingming Lai, primo autore dello studio. "Questo rende il metodo rapido e robusto nel monitorare risposte termiche anomale associate a piccoli melanomi anche in condizioni biologiche complesse".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I risultati dello studio e le prospettive future&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nei modelli sperimentali utilizzati nello studio il sistema ha individuato micro-melanomi dopo appena quattro giorni dalla loro comparsa, una fase nella quale risultano generalmente troppo piccoli per essere rilevati dalle tecniche convenzionali. I ricercatori sottolineano che i metodi termografici tradizionali basati sull'infrarosso riescono normalmente a identificare soltanto tumori superiori ai cinque millimetri di diametro, dimensioni già osservabili a occhio nudo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Sylvain Meloche, professore di medicina all'Università di Montréal e coautore principale della ricerca, il modello sperimentale impiegato riproduce le alterazioni genetiche osservate nei melanomi umani e potrebbe quindi avere importanti ricadute cliniche future.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre alla diagnosi precoce del melanoma, gli autori ritengono che la piattaforma possa essere adattata per monitorare altri parametri biologici, come pH o concentrazioni ioniche, aprendo nuove applicazioni nel campo dell'imaging biomedico e della diagnostica di precisione. La tecnologia trasforma così la temperatura cutanea da semplice indicatore secondario a potenziale biomarcatore diagnostico per l'identificazione precoce dei tumori della pelle.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 00:12:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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