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    <title>Agi</title>
    <link>https://www.agi.it</link>
    <description>Agi contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 18:45:09 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
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    <item>
      <title>Dalla Ue via libera ad aiuti di Stato italiani per chip fotonici al grafene</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-10/ue-fondi-chip-grafene-36526799/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Via libera della &lt;strong&gt;Commissione europea&lt;/strong&gt; a un sostegno da &lt;strong&gt;211 milioni di euro&lt;/strong&gt; dello Stato italiano per lo sviluppo di &lt;strong&gt;ricetrasmettitori ottici fotonici&lt;/strong&gt; basati sul &lt;strong&gt;grafene&lt;/strong&gt; da parte di &lt;strong&gt;CamGraPhIC&lt;/strong&gt;, pmi italiana attiva nelle tecnologie per i chip. L'aiuto, approvato nell'ambito delle regole Ue sugli aiuti di Stato, sarà erogato sotto forma di sovvenzione diretta e servirà a rafforzare un progetto industriale che sarà sviluppato tra &lt;strong&gt;Pisa&lt;/strong&gt;, in Toscana, e &lt;strong&gt;Bergamo&lt;/strong&gt;, in Lombardia, con il coinvolgimento di università e organizzazioni di ricerca e tecnologia.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I ricetrasmettitori ottici sono componenti che consentono di trasmettere e ricevere dati attraverso la luce, invece che con elettroni, all'interno dei chip. Secondo Bruxelles, la sostituzione del silicio con il grafene è destinata a migliorare in modo significativo prestazioni ed efficienza dei dispositivi, con applicazioni che spaziano dall'&lt;strong&gt;automotive&lt;/strong&gt; alle &lt;strong&gt;telecomunicazioni&lt;/strong&gt;, fino all'&lt;strong&gt;aerospazio&lt;/strong&gt; e alla &lt;strong&gt;difesa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La valutazione della commissione e l'effetto di incentivazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La Commissione ha valutato la misura concludendo che l'intervento è necessario, appropriato e proporzionato e che non produrrà effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi nel mercato interno. Bruxelles ha inoltre rilevato il cosiddetto "&lt;strong&gt;effetto di incentivazione&lt;/strong&gt;", ossia che senza sostegno pubblico il beneficiario non realizzerebbe l'investimento. La misura contribuisce anche agli obiettivi strategici dell'Unione in materia di ricerca e sviluppo nel settore dei &lt;strong&gt;chip&lt;/strong&gt;, ambito sensibile per la competitività industriale europea.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La storia di CamGraPhIC e i round di investimento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CamGraPhIC&lt;/strong&gt; è stata fondata nel 2018 da &lt;strong&gt;Andrea Ferrari&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Marco Romagnoli&lt;/strong&gt; con il supporto di Frontier IP. Nel marzo 2025 la società ha raccolto 25 milioni di euro in un round guidato da &lt;strong&gt;CDP Venture Capital&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Nato Innovation Fund&lt;/strong&gt;, Sony Innovation Fund e Join Capital, con la partecipazione di Bosch Ventures e Indaco Ventures. Quell'investimento era destinato a rafforzare la capacità di ricerca e ad avviare una &lt;strong&gt;linea pilota di produzione&lt;/strong&gt; scalabile e compatibile con le fonderie commerciali di semiconduttori.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il grafene come alternativa alla fotonica tradizionale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La scommessa industriale ruota attorno al &lt;strong&gt;grafene&lt;/strong&gt; come alternativa alla fotonica integrata basata sul silicio. Secondo la società, i dispositivi sviluppati offrono una maggiore densità di banda, migliori prestazioni di latenza e &lt;strong&gt;consumi energetici inferiori dell'80%&lt;/strong&gt; rispetto ai tradizionali ricetrasmettitori per data center. La tecnologia punta a rispondere alla crescita della domanda di traffico dati e ai colli di bottiglia nell'hardware per l'&lt;strong&gt;intelligenza artificiale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Produzione di nuovi dispositivi a basso consumo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Questo investimento servirà a realizzare una &lt;strong&gt;facility per la produzione&lt;/strong&gt; dei nuovi dispositivi a basso consumo energetico, che saranno alla base di applicazioni in comunicazioni ad alta banda, nei data centre e nell'hardware per l'Ai", ha spiegato &lt;strong&gt;Andrea Ferrari&lt;/strong&gt; all'AGI. Un passaggio che rafforza il profilo di una tecnologia nata tra ricerca accademica e impresa, ora candidata a diventare una delle scommesse italiane ed europee nella corsa ai &lt;strong&gt;chip di nuova generazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 18:28:29 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>La sfida della tv: diventare l'hub intelligente della casa connessa</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-08/samsung-tv-ai-premium-casa-connessa-36486199/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Vent’anni da leader globale nel mercato dei televisori non bastano, da soli, a garantire il futuro in un settore sempre più affollato, competitivo e segnato dal rallentamento della domanda. Per Samsung la sfida, oggi, è un’altra: &lt;strong&gt;trasformare il tv &lt;/strong&gt;da semplice schermo domestico a centro intelligente dell’esperienza connessa, capace di integrare qualità visiva, audio, intelligenza artificiale, sicurezza e dialogo con l’ecosistema digitale della casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un'intervista ad AGI, &lt;strong&gt;Alessio Cazzaniga&lt;/strong&gt;, Head of Marketing &amp;amp; Retail Audio Video di Samsung Electronics Italia, spiega come il gruppo sudcoreano intenda difendere la propria leadership puntando su fascia premium, grandi schermi, aggiornamenti software di lungo periodo e su una tecnologia sempre più “invisibile”, pensata per semplificare la vita dell’utente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sullo sfondo, la convinzione che la prossima partita del mercato non si giocherà su una singola innovazione, ma sulla capacità di offrire un’esperienza completa, personalizzata e coerente.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Samsung rivendica 20 anni consecutivi da leader globale nei TV: qual è oggi il vero vantaggio competitivo che vi difende dalla pressione crescente dei concorrenti asiatici e dal raffreddamento della domanda?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Essere leader per 20 anni consecutivi è un risultato importante, ma non lo consideriamo un punto di arrivo. Oggi il mercato è molto più competitivo e in continua evoluzione; quindi, la vera sfida è restare rilevanti nel tempo. Il nostro vantaggio nasce da un approccio costante: investire in innovazione, ma sempre con un impatto concreto sull’esperienza delle persone. Penso alla qualità dell’immagine, all’evoluzione dei pannelli e sempre di più all’intelligenza artificiale, che lavora in modo silenzioso per migliorare ciò che si vede e si ascolta. Con Vision AI companion non solo il TV ottimizza la resa dei contenuti, adatta automaticamente le immagini alle condizioni di luce della stanza, migliora la percezione dei dettagli e arricchisce l’esperienza audio-visiva, ma dialoga con l’utente, impara dalle sue abitudini e diventa un vero e proprio “assistente”. &amp;nbsp;Alla nostra continua innovazione si aggiunge un elemento fondamentale: la fiducia. Il TV è un prodotto che accompagna le persone per anni, e questo rende la relazione con il brand particolarmente importante, la fiducia è un capitale che si costruisce nel tempo, e noi lo abbiamo fatto offrendo a chi ci sceglie tecnologie all’avanguardia, prodotti di design ma anche piena sicurezza dei dati grazie al nostro sistema Samsung Knox, e aggiornamenti garantiti del nostro sistema operativo Tizen per sette anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nel 2025 avete consolidato la leadership soprattutto nel segmento premium e nei grandi schermi: è una scelta strategica precisa puntare sulla fascia alta, anche a costo di lasciare più spazio ai competitor sul mercato di volume?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il segmento premium rappresenta naturalmente un’area strategica, perché è lì che si definiscono le direzioni del mercato e dove l’innovazione riesce a esprimersi in modo più completo. È anche il contesto in cui il consumatore è più attento alla qualità complessiva dell’esperienza, non solo alle specifiche tecniche. Detto questo, non lo vediamo come un ambito isolato o separato dal resto dell’offerta. Storicamente, il nostro approccio è stato quello di sviluppare nuove tecnologie nei modelli di punta e poi estenderle progressivamente ad altre fasce di prezzo. Lo abbiamo fatto più recentemente anche con Vision AI Companion, o con servizi come l’Art Store, nato inizialmente per The Frame e ora disponibile su tutta la gamma.&amp;nbsp; Questo permette non solo di valorizzare l’innovazione, ma anche di renderla accessibile a un pubblico più ampio nel tempo. Quindi sì, il premium è un riferimento importante, ma l’obiettivo resta mantenere coerenza su tutto il portfolio. Più che presidiare una fascia, cerchiamo di costruire un’offerta completa, in cui ogni prodotto, indipendentemente dal prezzo, rifletta gli stessi principi di qualità, semplicità e affidabilità nel tempo. In questo contesto, un ruolo sempre più importante lo gioca l’ecosistema Samsung: i nostri TV, integrandosi con smartphone, tablet, dispositivi audio e elettrodomestici connessi, creano un’esperienza completa, coerente e senza soluzione di continuità per l’utente, indipendentemente dalla fascia di prezzo.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da Bordeaux a QLED, fino a Micro LED e AI, Samsung ha spesso guidato i cambiamenti del settore: quale sarà il prossimo salto vero, quello che secondo voi cambierà di nuovo il mercato e non solo il marketing del prodotto?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se guardiamo a questi vent’anni, abbiamo associato traguardi di innovazione a momenti specifici: il passaggio agli schermi piatti, l’alta definizione, il 4K, fino alle nuove tecnologie di pannello. Oggi stiamo entrando in una fase meno legata a un singolo ‘salto’ e più a un’evoluzione continua e stratificata. In questo scenario, l’intelligenza artificiale è il fattore che sta cambiando davvero il paradigma. Non è più una funzione accessoria, ma un’infrastruttura che attraversa tutta l’esperienza: dall’upscaling dei contenuti alla gestione del colore, dal miglioramento dell’audio fino alla personalizzazione della visione. Dal punto di vista dell’esperienza di utilizzo, inoltre, vedremo sempre più un passaggio dal “comando” alla “conversazione” con i nostri dispositivi. Grazie all’AI l’interazione con i TV diventerà sempre più fluida e naturale e il TV diventerà sempre più un compagno proattivo che personalizza l’intrattenimento in tempo reale, rendendo la tecnologia invisibile ma onnipresente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Parlate di una tecnologia che deve diventare “invisibile”: in termini concreti, cosa significa per il consumatore e quanto sarà l’intelligenza artificiale a decidere sempre più al posto dell’utente come vedere e ascoltare i contenuti?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando parliamo di tecnologia ‘invisibile’ non intendiamo qualcosa di astratto, ma un’evoluzione molto concreta dell’esperienza d’uso. Negli anni abbiamo integrato molte funzionalità ai televisori, ma oggi la vera sfida è fare in modo che questa complessità non ricada sull’utente. In pratica, significa che il TV è in grado di analizzare automaticamente il contenuto che si sta guardando, le condizioni di luce della stanza e anche alcune abitudini di visione, per regolare in tempo reale parametri come luminosità, contrasto, colore e audio. Tutto questo avviene senza interventi manuali, riducendo la necessità di impostazioni o regolazioni. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale in questo processo, ma sempre in modo discreto. L’obiettivo non è sostituire l’utente o prendere decisioni al suo posto, ma semplificare l’interazione e migliorare il risultato finale. Quando la tecnologia è davvero efficace, smette di essere percepita come tale e diventa parte naturale dell’esperienza di visione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In un ecosistema dominato da smartphone, tablet e dispositivi personali, perché il televisore dovrebbe restare centrale nella casa connessa e quale ruolo strategico gli attribuite dentro l’universo Samsung e SmartThings?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni abbiamo assistito a una forte crescita degli schermi personali, che hanno reso l’esperienza digitale sempre più individuale. In questo contesto, il televisore mantiene però una caratteristica distintiva: è l’unico dispositivo che continua a essere condiviso. È il luogo in cui si costruiscono momenti collettivi, che si tratti di intrattenimento, sport, gaming o semplicemente tempo trascorso insieme. Questa dimensione sociale resta molto rilevante e rappresenta un valore difficilmente replicabile su altri dispositivi. Allo stesso tempo, il TV sta evolvendo anche all’interno dell’ecosistema della casa connessa. Può diventare un punto di accesso semplice e immediato per interagire con altri dispositivi grazie alla piattaforma SmartThings, ma senza perdere la sua funzione principale. Il suo ruolo centrale deriva proprio da questa doppia natura: da un lato hub tecnologico, dall’altro spazio di esperienza condivisa.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La fiducia del consumatore, dite, si costruisce nel tempo: quanto pesano oggi affidabilità, aggiornamenti software e durata del prodotto rispetto alla sola qualità dell’immagine, soprattutto in una fascia di prezzo alta?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi questi aspetti hanno assunto un peso più rilevante, soprattutto nel segmento premium. La qualità dell’immagine e dell’audio restano un elemento fondamentale e spesso il primo driver di scelta, ma i consumatori sono sempre più attenti anche alla durabilità del prodotto, alla stabilità nel tempo e alla possibilità di ricevere aggiornamenti che mantengano il dispositivo attuale anche a distanza di anni. Per questo motivo, il valore di un TV viene sempre più valutato lungo tutto il suo ciclo di vita. Questo implica un impegno costante su test, affidabilità e supporto software. In questo senso, la fiducia si costruisce nel tempo: non solo con la performance iniziale, ma con la capacità di garantire un’esperienza coerente e soddisfacente anche negli anni successivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Guardando ai prossimi anni, dove metterete davvero le risorse: qualità visiva, AI, design, sostenibilità o integrazione con l’ecosistema domestico? E su quale terreno pensate si giocherà la partita decisiva della prossima generazione di TV?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guardando ai prossimi anni, continueremo a investire su più direttrici, sviluppandole in modo sempre integrato. In linea con il nostro claim “Your Companion to AI Living”, l’intelligenza artificiale rappresenta uno degli elementi chiave: una presenza sempre più concreta e utile nella vita quotidiana, capace di migliorare in modo continuo e trasversale l’esperienza d’uso. Allo stesso tempo, continueremo a lavorare sull’evoluzione delle tecnologie di display e sulla qualità visiva, che resta centrale: lo testimonia una gamma che vede la nostra nuova tecnologia Micro RGB in un ruolo centrale accanto all’offerta di TV OLED e Neo QLED. Accanto a questi elementi, design e integrazione con l’ecosistema domestico incideranno in modo crescente nelle scelte dei consumatori, contribuendo a definire il valore complessivo del prodotto. La sfida sarà proprio questa: evitare approcci frammentati e continuare a combinare tutti questi elementi in modo coerente. Più che una competizione su una singola caratteristica, pensiamo che la differenza si giocherà sulla capacità di offrire un’esperienza completa, semplice e realmente rilevante nella vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 12:39:26 GMT</pubDate>
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      <title>Il lavoro ibrido cambia l’audio professionale: la sfida tra mobilità, call e IA</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-24/cuffie-premium-lavoro-ibrido-jabra-evolve-36280692/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Per anni le cuffie da lavoro sono state strumenti quasi invisibili: indispensabili, certo, ma confinati a una funzione precisa, quella di accompagnare telefonate, riunioni e giornate in ufficio senza troppe pretese sul piano del design, del comfort o della qualità dell’ascolto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi &lt;strong&gt;il lavoro ha cambiato forma&lt;/strong&gt;. Si è fatto ibrido, mobile, frammentato tra casa, azienda, aeroporti, treni e spazi condivisi. E in questo nuovo scenario anche un oggetto apparentemente semplice come una cuffia ha smesso di essere un accessorio secondario, trasformandosi in un punto di contatto sempre più centrale tra produttività, comunicazione e vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È da qui che parte la sfida di Jabra con la nuova &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-01-23/jabra-evolve3-cuffie-lavoro-ibrido-intrattenimento-2026-35242253/"&gt;Evolve3 85&lt;/a&gt;, modello premium con cui il gruppo prova a superare una distinzione ormai sempre più labile: quella tra cuffie professionali e cuffie consumer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’ambizione è quella di &lt;strong&gt;offrire un prodotto più evoluto&lt;/strong&gt; della generazione precedente, ma anche di interpretare un cambio di paradigma. Una cuffia professionale di alta gamma deve oggi riunire mondi che fino a poco tempo fa restavano separati: qualità Hi-Fi, cancellazione attiva del rumore, portabilità, certificazioni per le piattaforme di collaborazione, sicurezza enterprise e una resa vocale capace di restare efficace anche in ambienti rumorosi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dietro questo posizionamento c’è anche una scommessa più ampia, che riguarda &lt;strong&gt;il futuro dell’interazione uomo-macchina&lt;/strong&gt;. Con tecnologie come ClearVoice e una visione che mette la voce al centro dell’esperienza professionale, Jabra guarda a un contesto in cui parlare a piattaforme, colleghi e agenti di intelligenza artificiale sarà sempre più naturale e frequente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se davvero il lavoro contemporaneo chiede &lt;strong&gt;strumenti capaci di seguire persone sempre in movimento&lt;/strong&gt;, sempre connesse e sempre più dipendenti dalla qualità della comunicazione, allora Evolve3 85 vuole proporsi non solo come una cuffia di fascia alta, ma come un tassello della nuova infrastruttura personale del lavoro. Ne parliamo con Luca Barbarossa, Jabra Business Development Manager EMEA South.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Con Evolve3 parlate delle prime vere cuffie “crossover”, pensate insieme per lavoro e uso personale: state dicendo che il confine tra prodotto professionale e consumer ormai non esista più?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro ibrido, e in particolare la possibilità di lavorare da qualunque luogo, ha quasi azzerato la separazione tra cuffie consumer e professionali. Le cuffie professionali si sono evolute in entrambe le direzioni: oggi offrono prestazioni sempre più avanzate per il lavoro, ma hanno anche colmato quei limiti che le penalizzavano nell’uso personale. Una cuffia professionale di alto livello, grazie ai progressi nell’audio Hi-Fi, nell’ANC e nel design, non ha più nulla da invidiare ai modelli consumer. Il percorso inverso è invece stato meno marcato: molte cuffie consumer non offrono ancora microfoni all’altezza, né certificazioni professionali, lasciando un evidente divario nelle applicazioni lavorative.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le Evolve3 85 arrivano a 569 euro: perché un professionista dovrebbe spendere questa cifra per una cuffia invece di orientarsi su modelli premium consumer ormai molto affermati?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il prezzo può sembrare elevato, ma ciò che va considerato è l'esperienza complessiva e il valore professionale che ne derivano. Una cuffia come Evolve3 85 permette livelli di produttività impossibili da raggiungere con modelli consumer. Le certificazioni con le piattaforme di collaborazione garantiscono affidabilità e continuità operativa; l’ampia compatibilità con hardware e sistemi operativi offre una flessibilità concreta. La resa dei microfoni — anche in contesti molto rumorosi — consente un’interazione efficace con gli agenti AI e con i colleghi ovunque ci si trovi. A tutto questo si aggiungono i vantaggi tipicamente consumer: audio Hi‑Fi, ANC di fascia alta, design moderno e grande portabilità. In sintesi: affidereste davvero i vostri obiettivi professionali quotidiani a un laptop consumer solo perché costa meno? &lt;img&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Avete eliminato il classico braccetto microfonico, che per anni è stato quasi un simbolo delle cuffie da ufficio: quanto è stata una scelta di design e quanto invece una scommessa tecnologica sulla maturità di ClearVoice e dell'IA?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scelta nasce da una combinazione di esigenze estetiche e progresso tecnologico. Sempre più utenti chiedevano cuffie professionali senza braccetto, perché quel dettaglio influiva fortemente sulla percezione del design, soprattutto per le nuove generazioni. Molti preferivano modelli consumer più “socialmente accettati”, accettando però tutti gli svantaggi in termini di qualità del lavoro e complessità per l’IT. Con lo sviluppo della nostra tecnologia ClearVoice abbiamo finalmente potuto unire entrambe le esigenze: un design moderno e pulito, senza alcun compromesso sulle prestazioni professionali. &lt;img&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il sistema è addestrato su oltre 60 milioni di frasi e arriva al 96% di accuratezza vocale, fino al 99% negli open space: volete che le cuffie diventino una nuova interfaccia di accesso all’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sempre più ricerche indicano che entro i prossimi 2-3 anni la voce diventerà la modalità principale per interagire con l’Intelligenza Artificiale, superando l’uso della tastiera. In Jabra abbiamo chiaro il nostro ruolo: essere il punto di contatto tra l’essere umano e l’AI. Per farlo, dobbiamo raggiungere livelli di accuratezza nella cattura della voce mai ottenuti prima, anche in situazioni difficili, come parlare in mezzo al traffico o camminando per strada. Le Evolve3 nascono esattamente per questo. &lt;img&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto conta oggi l’ANC non solo per ascoltare meglio, ma per lavorare meglio?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo riprogettato completamente l’architettura dell’ANC: nuovi microfoni, algoritmi aggiornati, materiali di isolamento più efficaci e l’introduzione di un ANC adattativo che modula l’intensità in base al contesto, offrendo un’esperienza meno invasiva e più naturale. Vediamo l’ANC come uno strumento di produttività: se posso lavorare da qualunque luogo, devo potermi concentrare ovunque. Che sia per scrivere email o analizzare un’offerta complessa, la cancellazione del rumore diventa un alleato indispensabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto sta crescendo la domanda di cuffie professionali pensate davvero per la mobilità e non solo per la scrivania?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come accennato, il lavoro Moderno — l’evoluzione naturale del lavoro ibrido — offre una flessibilità prima impensabile, e tutti stiamo diventando più consapevoli dei benefici del poter lavorare da dove preferiamo. Questa libertà, però richiede strumenti adeguati: una cuffia leggera, comoda, con grande autonomia, ricarica wireless e un design pieghevole che occupa poco spazio nello zaino. Ciò che all’inizio sembra un piccolo comfort diventa presto un requisito fondamentale per mantenere davvero la propria produttività in mobilità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tra gestione remota via Jabra Plus, sicurezza di livello enterprise e diritto alla riparazione, sembra che il prodotto guardi tanto ai reparti IT quanto all’utente finale: il futuro dell’audio professionale sarà sempre più una partita tra esperienza d’uso, sostenibilità e governabilità aziendale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel progettare Evolve3 abbiamo considerato l’intera catena di utilizzo e tutti i profili coinvolti. Comodità, design e flessibilità parlano agli utenti finali; allo stesso tempo, le cuffie devono integrarsi perfettamente con sistemi aziendali complessi, rispettare standard di sicurezza elevatissimi e poter essere gestite da remoto dai reparti IT. Anche la sostenibilità è diventata un requisito imprescindibile. Una cuffia professionale moderna deve rispondere a tutte queste esigenze contemporaneamente, ampliando le proprie capacità per rendere più semplice la vita lavorativa a persone e organizzazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 19:09:21 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Nasce l’atlante digitale del corpo umano, organi esplorabili in 3D come Google Earth</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-12/salute-online-atlante-digitale-degli-organi-umani-36051812/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;Un nuovo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;atlante digitale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;consente di esplorare gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;organi umani in tre dimensioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con un livello di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dettaglio senza precedenti&lt;/strong&gt;, permettendo di passare dalla visione dell'organo completo fino alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;singole cellule&lt;/strong&gt;. Il progetto, chiamato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Human Organ Atlas&lt;/strong&gt;, è stato presentato su&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Science Advances&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;da un team internazionale guidato da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;University College London&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e dallo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;European Synchrotron Radiation Facility (ESRF)&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Grenoble. La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;piattaforma open access&lt;/strong&gt;, accessibile tramite un normale&amp;nbsp;&lt;strong&gt;browser web&lt;/strong&gt;, offre un'esperienza simile a quella di Google Earth ma applicata all'&lt;strong&gt;anatomia umana&lt;/strong&gt;. Gli utenti possono "navigare" all'interno di organi come&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cervello&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cuore&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;polmoni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fegato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reni&lt;/strong&gt;, esplorando le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;strutture interne&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;precisione mai raggiunta prima&lt;/strong&gt;. Il progetto utilizza una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tecnologia di imaging avanzata&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;chiamata&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Hierarchical Phase-Contrast Tomography (HiP-CT)&lt;/strong&gt;, sviluppata al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sincrotrone europeo ESRF&lt;/strong&gt;. Grazie a una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sorgente di luce estremamente brillante&lt;/strong&gt;, fino a 100 miliardi di volte più intensa rispetto alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;TAC ospedaliere tradizionali&lt;/strong&gt;, i ricercatori possono scansionare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;organi umani intatti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;senza distruggerli e poi ingrandire le immagini fino a una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risoluzione quasi cellulare&lt;/strong&gt;, inferiore al micron. Questa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tecnologia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;colma una lacuna storica nella medicina tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;radiologia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;istologia&lt;/strong&gt;, permettendo per la prima volta di osservare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;strutture anatomiche su più scale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nello stesso campione. "Per creare lo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Human Organ Atlas&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;abbiamo riunito&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scienziati e medici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di nove istituti in tutto il mondo", spiega Peter Lee, professore di ingegneria meccanica all'UCL e responsabile scientifico del progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Questo consorzio continuerà a crescere e permetterà nuove scoperte su&amp;nbsp;&lt;strong&gt;malattie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che vanno dall'&lt;strong&gt;osteoartrite&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;patologie cardiache&lt;/strong&gt;". Il progetto è nato durante la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pandemia di COVID-19&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e ha già contribuito a importanti&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scoperte scientifiche&lt;/strong&gt;, tra cui la rivelazione di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;danni microscopici ai vasi sanguigni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;polmoni di pazienti morti per COVID-19&lt;/strong&gt;. La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tecnologia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è stata applicata anche allo studio del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cuore&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e di diverse&amp;nbsp;&lt;strong&gt;patologie ginecologiche&lt;/strong&gt;, offrendo nuove informazioni sui&amp;nbsp;&lt;strong&gt;meccanismi delle malattie&lt;/strong&gt;. Attualmente l'atlante include decine di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;organi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;provenienti da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;25 donatori&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e centinaia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dataset tridimensionali&lt;/strong&gt;. Le scansioni coprono&amp;nbsp;&lt;strong&gt;11 tipi di organi diversi&lt;/strong&gt;, tra cui&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cervello&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cuore&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;polmoni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fegato&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;colon&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;milza&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;placenta&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;utero&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;prostata&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;testicoli&lt;/strong&gt;. Le immagini permettono di passare dalla scala dell'&lt;strong&gt;organo intero&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;fino a dettagli inferiori a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;due micrometri&lt;/strong&gt;, e in alcuni casi fino a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;0,65 micrometri&lt;/strong&gt;. Per rendere accessibili&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dataset&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che possono raggiungere dimensioni di centinaia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gigabyte&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;o addirittura&amp;nbsp;&lt;strong&gt;terabyte&lt;/strong&gt;, la piattaforma offre&amp;nbsp;&lt;strong&gt;visualizzazione interattiva&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;direttamente nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;browser&lt;/strong&gt;, possibilità di scaricare i dati a diverse&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risoluzioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;strumenti software per l'analisi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Implicazioni future e intelligenza artificiale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo i ricercatori, questo tipo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dati tridimensionali ad altissima risoluzione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;potrebbe diventare una risorsa fondamentale anche per l'&lt;strong&gt;intelligenza artificiale&lt;/strong&gt;, che necessita di grandi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dataset anatomici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per addestrare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;algoritmi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in grado di individuare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;malattie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;o analizzare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;strutture biologiche complesse&lt;/strong&gt;. Oltre alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricerca scientifica&lt;/strong&gt;, l'atlante potrebbe trasformare anche l'&lt;strong&gt;insegnamento dell'anatomia&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Studenti e docenti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;possono esplorare gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;organi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in modo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;interattivo&lt;/strong&gt;, scorrendo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sezioni anatomiche&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e ingrandendo le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;strutture interne&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;invece di affidarsi esclusivamente a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;immagini statiche&lt;/strong&gt;. Secondo Paul Tafforeau, scienziato dell'ESRF e tra i pionieri della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tecnologia utilizzata&lt;/strong&gt;, il progetto rappresenta solo l'inizio. "Stiamo aprendo una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;nuova finestra sull'architettura interna del corpo umano&lt;/strong&gt;", afferma. "In futuro potremmo arrivare a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;immagini dell'intero corpo umano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risoluzione da dieci a venti volte superiore&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;rispetto a quella attuale".&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 01:35:00 GMT</pubDate>
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      <title>I bambini su WhatsApp solo se 'accompagnati' da mamma o papà</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-11/whatsapp-account-genitori-under13-36059491/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - &lt;strong&gt;WhatsApp&lt;/strong&gt; introduce gli &lt;strong&gt;account gestiti da un genitore&lt;/strong&gt;, una nuova &lt;strong&gt;modalità&lt;/strong&gt; pensata per consentire a &lt;strong&gt;genitori e tutori&lt;/strong&gt; di accompagnare i &lt;strong&gt;preadolescenti&lt;/strong&gt; nelle prime esperienze sulla piattaforma con &lt;strong&gt;impostazioni più restrittive&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;controlli dedicati&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La novità, annunciata dall'azienda, è rivolta ai &lt;strong&gt;minori di 13 anni&lt;/strong&gt; e punta a limitare l'utilizzo del servizio alla &lt;strong&gt;messaggistica e alle chiamate&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Restrizioni con i nuovi account&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo WhatsApp, i &lt;strong&gt;nuovi account&lt;/strong&gt; nascono in risposta alle richieste di molti &lt;strong&gt;genitori&lt;/strong&gt;, interessati a far usare l'app ai &lt;strong&gt;figli più piccoli&lt;/strong&gt; in un &lt;strong&gt;ambiente più controllato&lt;/strong&gt; e con maggiori garanzie. Gli account dovranno essere creati e &lt;strong&gt;gestiti attivamente da un genitore o da un tutore&lt;/strong&gt; e resteranno collegati al loro &lt;strong&gt;profilo WhatsApp&lt;/strong&gt;. Tra le principali caratteristiche, la &lt;strong&gt;possibilità&lt;/strong&gt; per i ragazzi di usare esclusivamente &lt;strong&gt;chat e chiamate&lt;/strong&gt;, mentre ai genitori sarà affidata la &lt;strong&gt;gestione dei contatti&lt;/strong&gt; che possono comunicare con i figli, dei &lt;strong&gt;gruppi&lt;/strong&gt; ai quali potranno accedere e delle &lt;strong&gt;impostazioni relative alla privacy&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Esperienza protetta per gli under 13&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo, spiega la società, è offrire un'&lt;strong&gt;esperienza più protetta&lt;/strong&gt; per gli &lt;strong&gt;under 13&lt;/strong&gt;, introducendo &lt;strong&gt;impostazioni predefinite più rigorose&lt;/strong&gt; e nuovi &lt;strong&gt;strumenti di supervisione parentale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 15:23:04 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-11T15:23:04Z</dc:date>
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      <title>Dai robot di compagnia ai display intelligenti, cose nuove viste al MWC</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-08/mwc-2026-barcellona-novita-ai-pieghevoli-smartphone-36001183/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;Al Mobile World Congress 2026 di Barcellona lo smartphone resta il centro della scena, ma &lt;strong&gt;non è più l’unico protagonista&lt;/strong&gt;. Dalla fiera catalana emerge un mercato che prova a superare il telefono come oggetto isolato per trasformarlo nel nodo di un ecosistema più ampio, fatto di intelligenza artificiale, wearable, pc, tablet, auricolari, auto connesse e dispositivi domestici intelligenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il filo rosso dell’edizione 2026 è proprio questo: l’IA non viene più raccontata soltanto come una funzione aggiuntiva, ma come&lt;strong&gt; il motore che collega prodotti&lt;/strong&gt;, servizi e scenari d’uso diversi. A Barcellona si è vista una tecnologia che punta a diventare più concreta, meno da demo e più integrata nella vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo schermo che fa riposare gli occhi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra i temi più forti del MWC c’è stato quello dei display. TCL ha presentato la nuova generazione di Nxtpaper, portando per la prima volta la sua tecnologia eye-care su pannelli amoled. L’obiettivo è combinare l’impatto visivo dei display premium con &lt;strong&gt;un’esperienza più confortevole per gli occhi&lt;/strong&gt;, grazie a trattamento antiriflesso, lettura adattiva, riduzione della luce blu e una resa che richiama quella della carta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un mercato in cui l’utente passa &lt;strong&gt;sempre più ore davanti allo schermo&lt;/strong&gt;, il comfort visivo prova così a diventare un elemento competitivo tanto quanto la brillantezza o la risoluzione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo smartphone diventa professionale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte della creatività, invece, i produttori insistono sempre più sulla trasformazione dello smartphone in &lt;strong&gt;uno strumento quasi professionale&lt;/strong&gt;. Vivo ha messo al centro il nuovo X300 Ultra, spingendo soprattutto sul versante video: riprese 4K a 120 fps su più focali, registrazione log, controlli ispirati alle cineprese e un ecosistema di accessori pensato per i creator. La partita della fotografia mobile si gioca anche sulla capacità di fare video di livello cinematografico.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Una strategia simile si vede in Oppo, che al MWC ha annunciato il debutto globale del Find X9 Ultra, per la prima volta con l’Europa inclusa nella prima fase di lancio. L’azienda punta apertamente sull’imaging, presentando &lt;strong&gt;il dispositivo come il sistema fotografico più avanzato mai realizzato&lt;/strong&gt; dalla casa cinese per uno smartphone e rafforzando così la sfida nella fascia più alta del mercato&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Casa, auto e smartphone tutti connessi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’intelligenza artificiale, però, è stata il vero lessico comune della fiera. Xiaomi ha mostrato &lt;strong&gt;la sua visione di ecosistema &lt;/strong&gt;“Human × Car × Home”, in cui l’IA collega smartphone, casa intelligente, grandi elettrodomestici e mobilità elettrica. L’idea è portare l’intelligenza artificiale fuori dallo schermo, facendola lavorare in modo trasversale tra dispositivi e ambienti reali.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Anche Huawei si è mossa nella stessa direzione, puntando su&lt;strong&gt; uno smart living interconnesso&lt;/strong&gt;. A Barcellona ha esposto un portafoglio che mette insieme smartphone, pc, tablet, smartwatch e auricolari, tenuti insieme dall’idea di un’esperienza fluida tra produttività, creatività, salute e intrattenimento. Nei messaggi del gruppo cinese torna forte il concetto di multi-device con il valore che risiede nel modo in cui i vari dispositivi dialogano tra loro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul versante dell’IA “nativa” si è fatta notare Zte con nubia M153, smartphone progettato per integrare in profondità l’assistente Doubao AI, con la promessa di &lt;strong&gt;eseguire comandi complessi in linguaggio naturale&lt;/strong&gt; e di gestire attività che attraversano più applicazioni.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il robot coccoloso per tenere compagnia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Accanto a lui c’era iMoochi, una sorta di &lt;strong&gt;compagno IA interattivo&lt;/strong&gt; che mostra come i produttori stiano sperimentando anche nuovi formati di relazione affettiva tra utente e tecnologia. Il pensiero è soprattutto rivolto agli anziani, sempre più soli, sempre più bisognosi di assistenza nella gestione delle piccole incombenze quotidiane e sempre meno disposti a imparare l'uso di nuove app.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Sempre da Nubia/Zte è arrivato anche Neo 5 GT, rivolto in particolare al pubblico gaming. Il tratto distintivo è molto concreto: è presentato come l’unico nella sua categoria a &lt;strong&gt;integrare una ventola di raffreddamento attiva&lt;/strong&gt;, insieme a trigger dedicati, funzioni IA per il gioco e un display ad alto refresh rate. È un esempio utile per capire lo stato del mercato: mentre tutti parlano di IA, resta centrale anche la corsa a prestazioni, dissipazione termica e autonomia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Motorola ha invece spinto su più piani. Da una parte ha ampliato il proprio portafoglio con il nuovo &lt;strong&gt;razr fold&lt;/strong&gt;, pieghevole a libro che segna un ulteriore passo nell’evoluzione del brand sul terreno dei form factor flessibili. Dall’altra ha affiancato ai telefoni accessori audio, servizi enterprise, funzioni di sicurezza e un racconto sempre più orientato alla dimensione lifestyle, anche attraverso la nuova identità cromatica House of Moto Indigo e il legame con la FIFA World Cup 2026.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La questione pieghevoli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il tema dei pieghevoli, del resto, &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-06/smartphone-pieghevoli-mercato-strategie-samsung-honor-huawei-motorola-35980802/"&gt;continua a essere uno dei grandi dossier del settore&lt;/a&gt;. Dalle interviste raccolte da AGI emerge una convinzione ormai condivisa dai principali produttori: il foldable non è più percepito come un esperimento, ma come un segmento che si sta consolidando nel premium.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Samsung parla apertamente di categoria stabile e in rapida crescita, sottolineando come i pieghevoli stiano uscendo dalla fase di novità per diventare una scelta concreta per utenti esigenti.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Honor descrive &lt;strong&gt;i foldable come il ponte naturale tra smartphone e tablet&lt;/strong&gt;, sempre più apprezzati da professionisti e creator per multitasking e produttività&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Motorola, dal canto suo, sostiene che il pieghevole abbia il potenziale per diventare il nuovo standard della fascia alta nel giro di pochi anni, man mano che prezzo, durata percepita e qualità complessiva continueranno a migliorare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche Lenovo ha usato il MWC per &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-08/intelligenza-artificiale-smartphone-prospettive-samsung-honor-huawei-motorola-36000980/"&gt;spingere questa idea di tecnologia adattiva e diffusa&lt;/a&gt;. Accanto ai pc tradizionali ha mostrato concept modulari, laptop 3D senza occhiali, un dispositivo gaming pieghevole e soprattutto Lenovo Qira, una piattaforma di intelligenza ambientale personale pensata per lavorare attraverso pc, tablet, smartphone e wearable. L'idea è che l’era dell’AI non sarà definita da un singolo device, ma da sistemi intelligenti capaci di accompagnare l’utente in modo continuo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La buona notizia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Messo tutto insieme, il MWC 2026 racconta dunque una fase nuova per l’elettronica di consumo. Il settore continua a cercare il prossimo smartphone di successo, ma sempre più spesso quel telefono serve soprattutto a raccontare &lt;strong&gt;il passaggio verso ecosistemi integrati&lt;/strong&gt;, la maturazione dei pieghevoli, la corsa a foto e video professionali, il ritorno del design come leva competitiva e soprattutto la volontà di rendere l’intelligenza artificiale meno astratta e più utile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è una fiera in cui la novità non è solo il dispositivo più potente, ma il tentativo di cambiare il modo in cui le persone convivono con la tecnologia. Un ambiente connesso, intelligente e sempre più personalizzato. È questa, più di ogni singolo lancio, la vera notizia uscita da Barcellona.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 04:30:59 GMT</pubDate>
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      <title>L’IA nello smartphone cambia fase: da gadget ad assistente personale</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-08/intelligenza-artificiale-smartphone-prospettive-samsung-honor-huawei-motorola-36000980/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Per anni l’intelligenza artificiale sugli smartphone è stata usata soprattutto per correggere le foto tagliando soggetti 'sgraditi', mettendo filtri e rivconoscendo l'ambiente per ottimizzare il risultato.&lt;strong&gt; Piccoli automatismi&lt;/strong&gt;, quasi dei gadget.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, secondo i principali produttori, &lt;strong&gt;sta cambiando la natura stessa dell’esperienza mobile&lt;/strong&gt;: da funzione “in più” as assistente integrato, capace di agire su tante micro-attività quotidiane, con un impatto che si misura più in tempo risparmiato che in effetti speciali.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Da gadget ad assistente personale&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Giorgia Bulgarella, direttrice marketing di Motorola racconta il &lt;strong&gt;passaggio culturale&lt;/strong&gt;: all’inizio l’IA è stata “percepita ma anche comunicata come un gadget”, utile a differenziare un mercato poco distinto. Ora, invece, “si sta evolvendo” ed è “più percepita come un assistente, ma anche utilizzata come un assistente”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso Motorola, cita l’uso crescente di “Moto AI” come segnale che le persone “iniziano a interagire”. E guarda oltre: &lt;strong&gt;il salto più grande&lt;/strong&gt; sarà verso “un’intelligenza artificiale agentica”, in cui l’ecosistema conta più del singolo device: molti dispositivi interconnessi, “al centro l’individuo e l’agente” in grado di imparare proattivamente abitudini e bisogni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Samsung spinge sullo stesso concetto in chiave pratica. Nicolò Bellorini, vicepresidente della casa sudcoreana in Italia, insiste che l’IA deve servire davvero: “L’importante è erogare dei servizi che servono, che siano utili, non semplicemente che aiutano a dare dei titoli sui giornali”. E spiega l’effetto reale: un aumento di produttività che nasce “dalla somma di piccolissimi aumenti” su operazioni quotidiane, dal browsing di documenti lunghi al ritocco foto, miglioramento video e traduzioni “con linguaggio naturale”, senza costringere l’utente a imparare nuove app o procedure.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;On-device o cloud? La risposta è ibrida&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il grande dibattito è dove “vive” l’IA: &lt;strong&gt;sul dispositivo o nel cloud?&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Huawei, con Andreas Zimmer (Head of Product per l'Europa), difende una filosofia storica: “Abbiamo cercato di mettere il più possibile sul dispositivo”, cioè IA “sull’edge”. E indica due vantaggi: non solo privacy, ma anche velocità (“latenza praticamente zero”). Il cloud resta necessario quando serve “informazione da fonti esterne” o conoscenza ampia, ma “quando possibile, la soluzione dovrebbe essere” on-device.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Samsung converge sul modello ibrido ma mette al centro &lt;strong&gt;la governance del dato&lt;/strong&gt;: “ci saranno entrambi. La cosa importante è dare la possibilità di scegliere, cioè di poter decidere dove il dato deve stare”. E collega questa promessa a strumenti di sicurezza e trasparenza: piattaforma Knox e controlli privacy nell’interfaccia, per decidere “in ogni momento” se i dati restano sul device o possono essere condivisi in cloud e per gestire e revocare i permessi delle app. Non vince solo l’AI più potente, ma quella che dà più fiducia all’utente e alle aziende su dove vanno a finire i dati.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L’AI come “motore” di nuove forme di interazione, anche sui pieghevoli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dove l’A diventa più visibile è nei nuovi form factor. Samsung, &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-06/smartphone-pieghevoli-mercato-strategie-samsung-honor-huawei-motorola-35980802/"&gt;parlando dei pieghevoli&lt;/a&gt;, descrive dispositivi che “ridefiniscono l’esperienza mobile” come strumenti per produttività e creatività, grazie a funzioni avanzate. E cita esempi concreti, come il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;multitasking più spinto&lt;/strong&gt; e nuove modalità di interazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Honor, dal canto suo, ha dato al MWC &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-01/honor-mwc-2026-robot-phone-honor-share-apple-magic-v6-35876486/"&gt;dimostrazioni di “IA fisica”&lt;/a&gt;. Pier Giorgio Furcas, direttore commerciale della casa cinese, introduce un’idea interessante: la fotocamera non più “passiva” ma “attiva”, capace di “esplorare il mondo circostante” e dialogare con il contesto, avvicinandosi al concetto di assistente “tout court”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il vincolo “invisibile”: chip e memoria&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’altra faccia dell’IA è l’hardware: più intelligenza artificiale significa &lt;strong&gt;più bisogno di calcolo e memoria&lt;/strong&gt;. Furcas lo dice in modo diretto: “per l’intelligenza artificiale ci sono due elementi: un chipset e la memoria”. E avverte che la domanda crescente “&lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-05/chip-memorie-carenza-rincari-strategie-samsung-huawei-honor-motorola-35963629/"&gt;sta facendo lievitare i costi&lt;/a&gt;”, soprattutto lato memoria, motivo per cui Honor punta su una “partnership molto forte” con i fornitori con una strategia: se i costi aumentano bisogna aggiungere feature per giustificare il valore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche Motorola lega l’evoluzione dell'IA alla pressione sulla filiera. L'intelligenza artificiale è ormai “embedded” anche sulla fascia media, quindi da tema di costo per il consumatore si è trasformato in un problema di componenti e di pianificazione, perché quando la domanda corre più veloce delle previsioni “mancano le materie prime”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dimon hu Xin (CMO Honor Europa) inquadra il problema come sistemico e lo collega alla “sfida comune per tutta l’industria” rappresentata dalla “rapida impennata della domanda di IA”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Servizi a pagamento e abbonamenti: prospettiva reale o ancora prematura?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A questo punto il problema per le aziende è come &lt;strong&gt;continuare a guadagnare anche dopo aver venduto lo smartphone&lt;/strong&gt;. Pagheremo abbonamenti per funzioni “smart”? I colloqui al Mobile World Congress di Barcellona suggeriscono prudenza. Bellorini insiste sul controllo e sull’integrazione nell’esperienza. Furcas osserva che oggi l’utente tende a pagare più volentieri intrattenimento che feature di telefono, e che l’eventuale ruolo di monetizzazione potrebbe essere più degli operatori con offerte integrate che dei brand con paywall aggressivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Honor, con Dimon, sposta il focus sul valore complessivo e sull’ecosistema: “Portare valore al consumatore non solo attraverso lo smartphone, ma attraverso l’intero ecosistema”, con una strategia che include PC, tablet, wearable e AIoT.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La promessa è che l’IA diventerà meno da dimostrazione e più da quotidiano. Una funzione che permea lo smartphone e lo rende più personale, più veloce e – se i produttori manterranno la parola – più controllabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 03:20:06 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-08T03:20:06Z</dc:date>
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      <title>I pieghevoli costano troppo e sono fragili? I brand provano a sbloccare il mercato</title>
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      <description>&lt;p&gt;AGI - Il mercato degli smartphone pieghevoli in Europa sta uscendo dalla fase 'curiosità' per nerd e prova a consolidarsi come scelta premium. Non è ancora un prodotto di massa, ma i produttori descrivono &lt;strong&gt;una categoria che cresce e si differenzia&lt;/strong&gt; (dai Fold che si piegano a libro ai Flip che ricordano il meccanismo dei vecchi cellulari).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Puntano su tre leve: affidabilità, software ottimizzato per il formato e&amp;nbsp;valore d’uso quotidiano&amp;nbsp;in termini di&lt;strong&gt; produttività, creatività e intrattenimento&lt;/strong&gt;. Il freno principale resta il prezzo, insieme a una percezione di fragilità che, secondo i brand, è sempre meno giustificata.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Samsung: “Non siamo più in fase sperimentale”&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Samsung sostiene che la categoria abbia ormai superato la fase di test: con “sette generazioni di Galaxy Z Fold e Z Flip”, Nicolò Bellorini, vicepresidente della compagnia sudcoreana, afferma che “&lt;strong&gt;non siamo più in una fase sperimentale&lt;/strong&gt;" e assicura che "i pieghevoli sono diventati una categoria stabile e in rapida crescita nel segmento premium”, con una previsione di oltre 20 milioni di unità nel 2025.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La direzione è anche software: “stiamo ripensando il software in funzione del form factor”, con One UI progettata per schermi pieghevoli e un’integrazione AI che punta a rendere l’esperienza “multimodale” e più proattiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul concetto “smartphone-tablet”, Bellorini risponde che “i pieghevoli rappresentano già oggi quel ponte”, citando Fold come esempio di &lt;strong&gt;versatilità “da tablet” con portabilità da smartphone&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;“Ci crediamo ancora, è un mercato che si espande" aggiunge, "io penso che vedremo la categoria che crescerà molto ancora nel futuro”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Honor: resistenza e batteria per superare la paura&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per&amp;nbsp;Honor il tema è anche culturale. Secondo Pier Giorgio Furcas, capo de marketing dell'azienda cinese, &lt;strong&gt;una resistenza diffusa&lt;/strong&gt; nasce dall’idea che “si possa rompere molto facilmente”, con costi di manutenzione percepiti più alti perché “non si ha un solo schermo da riparare, ma due”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;“Abbiamo lavorato tantissimo sulla resistenza del prodotto, oltre che spingere ancora di più sulla batteria” assicura Furcas citando l’evoluzione verso al silicio-carbonio. Oggi il segmento “si sta consolidando in modo maturo” e &lt;strong&gt;molte sfide iniziali su cerniere e schermi sono state superate&lt;/strong&gt;, ma restano centrali i tempi di “percezione del pubblico e costi”. La visione è ambiziosa: i pieghevoli “hanno il potenziale per diventare il riferimento della fascia alta”, senza necessariamente sostituire del tutto gli smartphone tradizionali.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Huawei: il tri-fold resta (per ora) limitato dal costo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Huawei, attraverso Andreas Zimmer (Head of product for Europe), inquadra i pieghevoli in un mercato complessivamente “relativamente stabile” (con qualche lieve calo), e spiega che i foldable crescono all’interno di questa stabilità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La domanda europea, dice Zimmer, “sta crescendo lentamente”: le prime generazioni avevano prezzi molto alti, quindi un mercato più piccolo. Ora, aggiunge, “si vedono sempre più pieghevoli arrivare su più fasce di prezzo”. Restano tuttavia prodotti costosi e la diffusione può dipendere anche “dai&lt;strong&gt; sussidi dell’operatore&lt;/strong&gt;” che variano da Paese a Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il segnale positivo, nella sua lettura, è che “sempre più persone sono almeno interessate attivamente ad acquistare un pieghevole” e che “per strada se ne vedono di più”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul tri-fold, Zimmer frena l’idea che possa diventare presto lo standard: “prima di arrivare a quel punto ci vorrà molto tempo”, perché “costruire dispositivi tri-fold è molto costoso”, la produzione è complessa e quindi “&lt;strong&gt;l’offerta resterà in qualche modo limitata&lt;/strong&gt;” così come la domanda. E ricorda che la difficoltà principale dei pieghevoli è la cerniera, un componente dedicato che fa sì che “siano molto più difficili da realizzare di quanto sembri quando si ha un foldable in mano”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Motorola: dal razr “apripista” ai foldable senza compromessi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Motorola descrive il segmento come ormai più maturo: “da curiosità tecnologica” a “segmento sempre più rilevante”, con cerniere più robuste, display più resistenti e prestazioni in linea con i top tradizionali. Ma riconosce che restano due freni: prezzo e &lt;strong&gt;percezione di durabilità &lt;/strong&gt;su cui lavora con test e comunicazione, oltre che con scalabilità produttiva per “democratizzare” l’offerta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giorgia Bulgarella, capo del marketing di Motorola aggiunge la prospettiva dell'azienda: finora il foldable è stato “un mercato di nicchia” (attorno all’1% circa, variabile per Paese), ma il salto tecnologico è netto e oggi “&lt;strong&gt;non ci sono più compromessi&lt;/strong&gt;”. E prevede che nei prossimi “12-24 mesi” il mercato “crescerà”, pur senza diventare il form factor dominante nel breve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La strategia dichiarata è anche di allargamento: “abbiamo già provato a lanciare &lt;strong&gt;diversi prodotti su diverse fasce di prezzo&lt;/strong&gt; per allargare il mercato” e “anno su anno raddoppiamo le vendite di questo mercato” in&amp;nbsp;particolare sul fronte gaming e professionisti, con partnership legate all’entertainment.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;
  &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:18:39 GMT</pubDate>
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      <title>Chip e memorie, il rischio di una nuova “tassa” sugli smartphone</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-05/chip-memorie-carenza-rincari-strategie-samsung-huawei-honor-motorola-35963629/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - La domanda di intelligenza artificiale, dentro e fuori dagli smartphone, sta aumentando la pressione su chip e memorie, con &lt;strong&gt;il rischio concreto di nuovi rincari&lt;/strong&gt; e di una disponibilità meno prevedibile dei componenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalle interviste raccolte al Mobile World Congress di Barcellona emergono strategie diverse ma un punto comune: &lt;strong&gt;non basta tagliare i prezzi&lt;/strong&gt;, bisogna proteggere la filiera e, soprattutto, dare più valore ai dispositivi per reggere l’urto dei costi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Motorola: niente scorte, conta chi riesce ad avere i pezzi (e a produrre)&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Giorgia Bulgarella, Direttore Marketing di Motorola, smentisce l’idea che le aziende possano &lt;strong&gt;mettersi al riparo facendo magazzino&lt;/strong&gt;. “Quello degli smartphone non è un mercato dove puoi fare magazzino” dice, “e il motivo è semplice: la logica just-in-time e l’obsolescenza velocissima dei modelli rendono rischioso immobilizzare componenti”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il vero spartiacque, secondo Bulgarella, è un altro: “la differenza tra chi riuscirà a produrre gli smartphone e chi no”, anzi, più precisamente, “riuscirà a produrre le quantità” richiesta dal mercato.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte prezzi, Motorola richiama le stime degli analisti. “Canalys stima &lt;strong&gt;un aumento intorno al 17%&lt;/strong&gt; più o meno” di incremento, con impatti diversi per fascia. E una conseguenza potrebbe essere un’ulteriore compressione dell’entry-level: se le memorie costano di più, “tutta la fascia entry non ha più senso di esistere”, perché significherebbe “sprecare una memoria per vendere un telefono sotto i 100 euro”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per reggere la pressione, Motorola rivendica il vantaggio di &lt;strong&gt;'giocare di gruppo' con Lenovo&lt;/strong&gt;: “Trattando come global company questo ci permette una negoziazione molto più importante”, anche perché Lenovo è un player forte nel PC, dove la supply chain è un tema storico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E &lt;strong&gt;la stagione degli sconti infiniti potrebbe ridimensionarsi&lt;/strong&gt;: “i Black Friday che da due giorni sono diventati due mesi hanno portato un settore allo stremo”, dice Bulgarella, quindi sono più probabili bundle e servizi che tagli ai prezzi aggressivi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Honor: partnership sulle memorie e “più feature” per giustificare il prezzo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Pier Giorgio Furcas, capo del commerciale di Honor, il punto più delicato è la memoria. “La domanda crescente sta facendo lievitare i costi” e per questo “abbiamo una partnership molto forte con i nostri fornitori di memorie”. Se i costi dovessero salire “più del normale”, la contromossa è &lt;strong&gt;spostare l’asticella del valore&lt;/strong&gt;: “non possiamo fare altro che aggiungere feature al telefono per giustificare ancora di più il valore di un prodotto che aumenta di prezzo”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Una strategia rafforzata anche da Dimon hu Xin, Honor Western Europe cmo, che definisce la tensione sulla supply chain “una situazione che riguarda tutta l’industria” e “una sfida comune per l’intero settore”. E sul possibile “cambio di prezzo” aggiunge un punto chiave: “non sarà solo per il costo dei componenti, ma anche perché &lt;strong&gt;porteremo più valore&lt;/strong&gt; ai consumatori: AI, imaging e durata nel tempo”. L’obiettivo dichiarato è “offrire la migliore esperienza e valore, a ogni fascia di prezzo”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Per Huawei l’AI “sul dispositivo” resta la scelta preferita&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per Andreas Zimmer, Head of Product di Huawei, &lt;strong&gt;la sfida dell’IA si combatte sul device&lt;/strong&gt;, &amp;nbsp;con una conseguente necessità di maggiore potenza di calcolo e di memoria già sullo smartphone o sul tablet. “Storicamente abbiamo cercato di mettere il più possibile sul dispositivo” dice, “il vantaggio non è solo la privacy, ma anche la velocità grazie a una latenza praticamente &amp;nbsp;pari a zero”. Il cloud resta utile quando servono informazioni esterne o modelli più ampi, ma “quando possibile, la soluzione” dovrebbe essere on-device.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Samsung: filiera integrata e focus su innovazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nicolò Bellorini, vicepresidente di Samsung, mette sul tavolo il principale “scudo” del gruppo: “Il grande vantaggio di Samsung è quello di &lt;strong&gt;avere una filiera integrata&lt;/strong&gt; end-to-end”, che consente di “pianificare bene il futuro, le linee di produzione e gli approvvigionamenti” per “soddisfare sempre la domanda dei nostri consumatori”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Sul prezzo, però, frena l’idea di un &lt;strong&gt;rapporto meccanico con il costo&lt;/strong&gt; dei componenti: “Il prezzo è una variabile complessa, non dipende solo dal costo di un materiale” ma “in particolare dall’innovazione che si porta sui prodotti”, cioè ciò che interessa davvero al consumatore.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Meno “super low cost”, più valore e più controllo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Letta nel complesso, la reazione dei produttori alla possibile carenza (e al caro-componenti) si muove su tre assi: proteggere la filiera, difendere i prezzi aumentando il valore percepito e spostare parte dell’IA sul device e dare più controllo su privacy e dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se chip e memorie diventano il nuovo collo di bottiglia,&lt;strong&gt; non si torna indietro con gli sconti&lt;/strong&gt;: si prova ad assorbire il contraccolpo rendendo lo smartphone più utile, più longevo e più difendibile sul prezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 18:42:16 GMT</pubDate>
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      <title>Wi-Fi 7 e 5G di riserva: la rete di casa diventa più affidabile</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-05/wifi7-5g-backup-rete-casa-35947002/</link>
      <description>AGI - Tra le novità più “vicine” alla vita quotidiana e quindi più facili da tradurre per il pubblico non tecnico spicca la presenza del marchio europeo Fritz!, che al MWC porta una strategia centrata su tre parole chiave: prestazioni, affidabilità e continuità del servizio. 
&lt;h2&gt;Più Wi-Fi 7, per case piene di dispositivi&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'azienda amplia il portafoglio Wi-Fi 7 e presenta in anteprima prodotti come un nuovo repeater Mesh “quad-band” e dispositivi pensati per rendere più stabile la copertura domestica quando &lt;strong&gt;aumentano device e applicazioni&lt;/strong&gt; (streaming, lavoro da remoto, gaming, smart home).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si tratta solo di “andare più veloci”, ma di &lt;strong&gt;reggere meglio la complessità delle case connesse&lt;/strong&gt;, dove più persone fanno cose diverse nello stesso momento.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Internet dove la fibra non arriva (o quando si interrompe)&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Un altro tassello è il rafforzamento dell’offerta 5G/4G per FWA (Fixed Wireless Access): soluzioni utili per&lt;strong&gt; portare connettività veloce in aree poco servite&lt;/strong&gt;, ma anche come alternativa “mobile” temporanea. Qui&amp;nbsp;Fritz! insiste molto sul tema della continuità: l’idea di avere una linea di riserva pronta a subentrare quando la connessione principale (fibra, DSL o cavo) ha problemi. È un punto che parla direttamente a &lt;strong&gt;famiglie e piccoli uffici&lt;/strong&gt;: oggi un’interruzione può bloccare lavoro, didattica, pagamenti, sicurezza domestica.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Preparare la casa alle reti che crescono&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'azienda tedesca mette in evidenza anche la propria gamma per la fibra ottica, con &lt;strong&gt;modelli compatibili con diversi standard&lt;/strong&gt; e orientati a velocità multi-gigabit. Tradotto: prodotti pensati per restare “agganciati” all’evoluzione delle reti, man mano che gli operatori aggiornano le infrastrutture.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gestione da remoto e assistenza più semplice&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un tema meno appariscente ma molto concreto riguarda la gestione del Wi-Fi e il supporto: Fritz! porta demo su strumenti che consentono agli operatori di aiutare i clienti da remoto a ottimizzare la rete domestica. Per il pubblico, questo significa idealmente meno telefonate infinite e più soluzioni rapide: &lt;strong&gt;diagnosi, configurazioni e intervent&lt;/strong&gt;i senza dover necessariamente mandare un tecnico.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Uno sguardo al Wi-Fi 8&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Infine l'azienda accenna al futuro: il Wi-Fi 8 viene presentato come evoluzione orientata a connessioni più robuste e reattive, soprattutto nelle zone “difficili” della casa, con attenzione anche ai dispositivi a basso consumo tipici dell’IoT. È un modo per ribadire che la partita si gioca sia sulla velocità massima teorica che su stabilità, tempi di risposta e qualità dell’esperienza in scenari reali.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 07:44:57 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Al MWC nasce la nuova rete: più automatica e più affidabile</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-05/mwc-2026-nuova-rete-edge-automazione-wifi7-35946660/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - A Barcellona, al Mobile World Congress 2026, le “reti” tornano al centro del dibattito. Il filo conduttore delle novità presentate da telco e fornitori è chiaro: con &lt;strong&gt;l’espansione dell’intelligenza artificiale&lt;/strong&gt; e dei dispositivi connessi, la connettività deve diventare più reattiva, più gestibile e più affidabile. Non basta aumentare la banda: servono tempi di risposta ridotti, capacità di adattarsi ai diversi usi e strumenti che semplifichino la vita a operatori e utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mettendo insieme le novità, il MWC 2026 racconta una rete che cambia ruolo: diventa più “vicina” ai dati, più automatizzata, &lt;strong&gt;più aperta grazie a standard e interoperabilità&lt;/strong&gt; e più orientata alla continuità del servizio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se le grandi architetture telco puntano a sostenere l’A e l’industria con&lt;strong&gt; tempi di risposta ridotti&lt;/strong&gt;, il mondo del networking domestico prova a portare gli stessi concetti dentro le case: copertura più stabile, gestione più semplice e connessioni che non si fermano al primo imprevisto.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;FiberCop: il cloud si avvicina al territorio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In questa direzione va la sperimentazione annunciata da FiberCop con Microsoft, Dell Technologies e 6WIND. L’idea, raccontata con parole semplici, è &lt;strong&gt;accorciare la strada&lt;/strong&gt; che i dati devono fare: spostare una parte dell’elaborazione più vicino al punto in cui nasce il traffico. In questo modo applicazioni come robotica, automazione industriale, logistica avanzata e digital twin, che devono reagire quasi in tempo reale, possono funzionare meglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prova sul campo ruota attorno a un nodo Edge Cloud installato con tecnologia Microsoft Azure Local e supporto infrastrutturale Dell, con funzioni di rete virtualizzate 6WIND integrate direttamente nella rete di accesso. Un elemento chiave è la Selective Local Breakout: la rete sceglie di gestire localmente solo &lt;strong&gt;il traffico che richiede prestazioni elevate&lt;/strong&gt;, mentre il resto resta nella gestione centralizzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato, secondo l’azienda, è un’architettura più efficiente e flessibile, con &lt;strong&gt;latenze tipicamente tra 1 e 5 millisecondi&lt;/strong&gt;. Un aspetto rilevante è la possibilità di implementare questa architettura anche in centrali di piccole dimensioni, valorizzando la capillarità della rete sul territorio come base per servizi digitali di nuova generazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Ericsson: dal 5G Standalone al 6G AI-native&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un altro grande tema del congresso è l’evoluzione delle reti mobili verso architetture sempre più “cloud-based” e pronte per l’A. Ericsson insiste sul &lt;strong&gt;passaggio al 5G Standalone&lt;/strong&gt;, considerato cruciale per abilitare funzioni avanzate e una rete più “programmabile”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;In parallelo, l’azienda guarda oltre: con Intel annuncia una collaborazione per accelerare la costruzione di un ecosistema capace di &lt;strong&gt;accompagnare la transizione al 6G AI-native&lt;/strong&gt;, cioè reti concepite fin dall’inizio per distribuire intelligenza artificiale tra dispositivi, edge e cloud. L’obiettivo dichiarato è portare più rapidamente la ricerca verso soluzioni implementabili e commerciali, lavorando su connettività, cloud e computing e rafforzando l’allineamento dell’ecosistema sugli standard.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Standard aperti e reti più autonome: l’intesa Ericsson–Nokia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per rendere le reti più automatiche serve anche un linguaggio comune tra piattaforme e fornitori. Qui si inserisce &lt;strong&gt;la collaborazione tra Ericsson e Nokia&lt;/strong&gt;: le due aziende puntano a promuovere compatibilità e standard aperti per le rAPP (applicazioni software che aiutano a gestire e ottimizzare la rete radio) e per gli ambienti di Service Management and Orchestration (SMO).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In concreto, l’obiettivo è facilitare ecosistemi multi-vendor – quindi più scelta per gli operatori – e accelerare&lt;strong&gt; l’evoluzione verso reti autonome&lt;/strong&gt;, in cui molte operazioni di ottimizzazione e gestione avvengono con minore intervento manuale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Samsung e AMD: reti più software, più flessibili&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Anche Samsung spinge sulla trasformazione “software-first” delle infrastrutture di rete. Con AMD annuncia progressi su 5G Core, vRAN e reti private, e soprattutto il passaggio dalla fase di verifica alle implementazioni commerciali. L’attenzione è su una vRAN potenziata dall’AI e su test multi-cella che nelle intenzioni rendono l’adozione più scalabile e&lt;strong&gt; meno dipendente da componenti hardware specializzati&lt;/strong&gt;. In fiera viene mostrata anche “Network in a Server”, proposta come soluzione edge-AI virtualizzata, con casi d’uso che includono analisi video e servizi basati su sensori.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;TP-Link la connettività come “servizio”&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte provider, TP-Link con Aginet prova a spostare l’attenzione dalla sola connettività ai servizi: una piattaforma che richiama il concetto di “app store” per i router, con funzioni distribuibili più rapidamente e strumenti che, grazie a modelli AI, promettono diagnosi e&lt;strong&gt; risoluzione proattiva dei problemi di rete&lt;/strong&gt;. L’obiettivo, dal punto di vista degli operatori, è ridurre complessità e costi operativi, migliorando l’esperienza degli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fritz! presenta invece &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-05/wifi7-5g-backup-rete-casa-35947002/"&gt;nuove soluzioni Wi-Fi 7&lt;/a&gt;, modelli 5G/4G per il fixed wireless access e anticipazioni sul Wi-Fi 8, con un focus su gestione da remoto e &lt;strong&gt;continuità del servizio&lt;/strong&gt; anche in caso di guasti della linea principale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 07:24:05 GMT</pubDate>
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      <title>Lo smartphone che diventa robot e segue l’utente</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-01/honor-mwc-2026-robot-phone-honor-share-apple-magic-v6-35876486/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;Honor alza l’asticella della sfida nel campo dell’intelligenza artificiale applicata agli smartphone e compie il salto dalle funzioni smart a un’idea più radicale, che prova a portare &lt;strong&gt;l’IA fuori dallo schermo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo fa con Honor Robot Phone, una anteprima concettuale che l’azienda definisce come “un nuovo genere di smartphone” e che ha presentato al &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-02-28/mwc-2026-barcellona-cosa-aspettarsi-35862048/"&gt;Mobile World Congress di Barcellona&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capace di unire movimento robotico, percezione spaziale e riprese pensate per la creazione di contenuti è uno smartphone con “mani e piedi”. L’ambizione, in sostanza, è trasformare il telefono in un oggetto &lt;strong&gt;meno statico e più presente&lt;/strong&gt; nel mondo fisico.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo smartphone che 'sente' l'ambiente&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il Robot Phone può riconoscere suoni, seguire movimenti e mantenere una &lt;strong&gt;consapevolezza visiva &lt;/strong&gt;dell’ambiente, regolando la propria prospettiva in tempo reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato promesso è un’interazione più naturale, “sensoriale”, quasi espressiva.Il lato più immediato – e più facile da immaginare – riguarda la fotocamera: il concept supporta videochiamate IA con inquadratura a 360 gradi che &lt;strong&gt;seguono l’utente&lt;/strong&gt;, e sfrutta funzioni come AI Object Tracking (tracciamento intelligente del soggetto) e AI SpinShot (movimenti rotatori intelligenti a 90 e 180 gradi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;La promessa è avvicinare i video da smartphone a una funzione più “professionale”, grazie a stabilizzazione e movimenti controllati. Per arrivarci è stato necessario ripensare ingombri e resistenza a livello “micro”, miniaturizzando i componenti e inserendo &lt;strong&gt;un sistema gimbal ultracompatto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;come base hardware del controllo del movimento. Il robot-phone di Honior sarà disponibile sul mercato nella seconda metà del 2026.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Non solo concept: Magic V6 e l’ecosistema IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Accanto alla vetrina futuristica, Honor porta anche prodotti concreti: il nuovo pieghevole Magic V6, insieme a MagicPad 4 e MagicBook Pro 14, per dare sostanza all’idea di un ecosistema IA integrato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Magic V6 è stato presentato a Bercellona come &lt;strong&gt;un punto alto dell’innovazione nei foldable&lt;/strong&gt;, con focus su design, autonomia e produttività potenziata dall’intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Un modello di fascia alta pensato per unire &lt;strong&gt;sottigliezza, robustezza e produttività intelligente&lt;/strong&gt;. Da chiuso misura &lt;strong&gt;8,75 mm&lt;/strong&gt;, ma punta sull’affidabilità grazie a una &lt;strong&gt;struttura rinforzata&lt;/strong&gt; e a una &lt;strong&gt;nuova architettura delle cerniere&lt;/strong&gt;; in più, le certificazioni &lt;strong&gt;IP68 e IP69&lt;/strong&gt; per resistenza ad acqua e polvere ne rafforzano l’uso quotidiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dentro un design così compatto, Honor spinge sulla batteria a tecnologia &lt;strong&gt;silicio-carbonio di quinta generazione&lt;/strong&gt; che aiuta a bilanciare densità energetica e spessore. Il risultato dichiarato è una batteria da &lt;strong&gt;6.660 mAh&lt;/strong&gt; in uno dei foldable più sottili sul mercato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul capitolo schermi, Magic V6 adotta due pannelli &lt;strong&gt;LTPO 2.0&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;6,52 pollici&lt;/strong&gt; esterno e &lt;strong&gt;7,95 pollici&lt;/strong&gt; interno, con refresh adattivo &lt;strong&gt;1–120 Hz&lt;/strong&gt; e picchi di luminosità molto elevati per i contenuti HDR e un display interno più “piatto”, con &lt;strong&gt;piega ridotta&lt;/strong&gt; e materiali pensati per migliorare resistenza e comfort visivo, affiancati da tecnologie per limitare riflessi e affaticamento durante l’uso prolungato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’ampio display aperto è anche la base per le funzioni di &lt;strong&gt;produttività potenziate dall’AI&lt;/strong&gt; (multitasking, creazione di contenuti, comunicazione) e per strumenti che rafforzano la logica “cross-ecosistema”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A completare il quadro, la piattaforma &lt;strong&gt;Snapdragon 8 Elite Gen 5&lt;/strong&gt; e un sistema di raffreddamento a camera di vapore pensato per prestazioni sostenute, dal gaming ai carichi più impegnativi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Abbattere il muro dei trasferimenti tra Android e Apple&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;C’è poi un messaggio che tocca un problema quotidiano: far dialogare dispositivi diversi senza complicazioni. L’azienda cinese punta sulla collaborazione tra device e tra sistemi operativi, spingendo sull’&lt;strong&gt;integrazione con l’ecosistema Apple&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In pratica da Magic V6 è possibile trasferimento file OneTap con iPhone e Mac (foto, video e altri contenuti). Su MagicPad 4 il &lt;strong&gt;trasferimento di foto e video da iPhone&lt;/strong&gt; e la possibilità di usarlo come schermo esteso per Mac per lavorare e vedere l’anteprima in tempo reale. Su MagicBook Pro 14, grazie a Honor Share, invio rapido di immagini e documenti verso iPhone o iPad.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Il messaggio è chiaro: i nuovi flagship non vogliono essere isole, ma&lt;strong&gt; ponti tra ecosistemi&lt;/strong&gt;, facendo leva su una sinergia multipiattaforma che – nelle intenzioni – riduce attriti e tempi morti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul calendario, Honor indica Magic V6 in arrivo nella seconda metà del 2026. MagicPad 4 è annunciato nei negozi dal 2 marzo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Sun, 01 Mar 2026 14:43:21 GMT</pubDate>
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      <title>IA, reti e nuovi device, cosa aspettarsi dal MWC 2026</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-02-28/mwc-2026-barcellona-cosa-aspettarsi-35862048/</link>
      <description>AGI - Il Mobile World Congress (MWC) di Barcellona torna dal 2&amp;nbsp;al 5 marzo 2026 alla Fira Gran Via di L’Hospitalet e lo fa con un’edizione “anniversario”:&lt;strong&gt;&amp;nbsp;vent’anni&lt;/strong&gt; da quando la GSMA ha portato l’evento stabilmente in Catalogna. 
&lt;p&gt;La sensazione, guardando programma e tendenze, è che il MWC 2026 sarà meno “fiera di smartphone” e più &lt;strong&gt;cabina di regia su tre dossier&lt;/strong&gt;: intelligenza artificiale (e regole), infrastrutture di connettività (dal 5G al satellite), e autonomia tecnologica in un mercato globale sotto pressione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Numeri e “peso” politico: perché il 2026 conta&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gli organizzatori si attendono di eguagliare o superare la soglia dei 109.000 partecipanti e di confermare un MWC sempre più orientato a profili decisionali (executive, investitori, regolatori), più che al semplice conteggio dei badge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È un’impostazione coerente con l’obiettivo dichiarato: fare del congresso un luogo dove si fanno affari, ma anche dove &lt;strong&gt;si discute di standard e regolamentazione&lt;/strong&gt;. Sul fronte economico, la stima di impatto locale resta nell’ordine di centinaia di milioni e si inserisce nel bilancio di lungo periodo del MWC a Barcellona.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L’IA diventa “infrastruttura”: regole, etica e sovranità&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se c’è una parola che attraverserà padiglioni e keynote è IA. Non sia come funzione nei prodotti che come tema industriale e regolatorio: si parlerà di etica, di responsabilità e di come &lt;strong&gt;conciliare innovazione e governance&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui entra in gioco un concetto che sta diventando centrale soprattutto in Europa: la “sovranità dell’IA” applicata alle telecomunicazioni e ai servizi digitali. In pratica: &lt;strong&gt;chi controlla dati, modelli, cloud, chip e reti &lt;/strong&gt;su cui girano applicazioni e servizi basati su IA? È il cuore del dibattito tra operatori, big tech e decisori pubblici, perché l’IA “mangia” dati e richiede banda, latenza bassa, affidabilità e sicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In concreto ci sono da aspettarsi &lt;strong&gt;più annunci su IA per le reti&lt;/strong&gt; (automazione, manutenzione predittiva, ottimizzazione energetica), discussioni su compliance e risk management dell’IA in settori regolati (sanità, trasporti, PA); un’attenzione crescente al rapporto tra IA e cloud/edge, cioè dove “vive” e dove viene eseguita l’intelligenza (nei data center, vicino all’utente, o in architetture ibride).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dalla rete terrestre allo spazio: satelliti e connettività “ubiqua”&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un secondo grande asse è la connettività satellitare integrata con le reti mobili: un tema sempre più concreto (anche per ragioni geopolitiche e di resilienza) e al centro delle agende europee su autonomia strategica digitale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non a caso, tra i nomi di richiamo spiccano figure legate all’&lt;strong&gt;ecosistema spaziale e satellitare&lt;/strong&gt;, come Gwynne Shotwell (SpaceX), citata tra gli speaker più attesi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il punto non è se prevarrà il satellite o il 5G, ma l’idea di reti ibride: copertura in aree remote, continuità del servizio in caso di crisi, servizi per trasporti e logistica (dall’aviazione alle rotte marittime), e &lt;strong&gt;nuove opportunità per gli operatori&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 5G resta un cantiere aperto: non solo copertura, ma soprattutto monetizzazione (reti private industriali, servizi a bassa latenza, slicing, applicazioni mission-critical). Accanto, si comincia a parlare delle “fondazioni” per il 6G, più come roadmap industriale che come prodotto imminente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tutto avviene mentre &lt;strong&gt;la filiera hardware vive una fase delicata&lt;/strong&gt;: domanda legata all’IA, pressione sui costi (anche su componenti come la memoria), e incertezza macroeconomica e commerciale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2025-03-04/mwc-barcellona-fiera-telefonia-mobile-30272242/"&gt;mercato smartphone&lt;/a&gt;, però, mostra segnali di ripresa e “resilienza” dopo anni più difficili. (Nella tua base testi citi numeri IDC e quote di mercato 2025; sono un buon contesto per spiegare perché i brand arrivano a Barcellona con maggiore aggressività di prodotto.)&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Pieghevoli, robot-phone e AI on device&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il MWC resta una vetrina di hardware, ma con un baricentro diverso: i telefoni diventano piattaforme per servizi IA e nuove interfacce.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il caso foldable: da curiosità a segmento premium stabile&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Nel racconto dei produttori, gli smartphone pieghevoli stanno &lt;strong&gt;uscendo dalla fase sperimentale&lt;/strong&gt; e consolidano una nicchia premium che punta a crescere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Samsung sottolinea la &lt;strong&gt;maturità della categoria&lt;/strong&gt; dopo più generazioni e investimenti in R&amp;amp;D, con focus su durabilità (cerniere, display), miniaturizzazione e funzioni AI sempre più integrate nell’esperienza d’uso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Honor descrive un mercato più maturo, dove le barriere si spostano da problemi tecnici “puri” a percezione e prezzo, con l’idea del pieghevole come &lt;strong&gt;“ponte” tra smartphone e tablet per professionisti&lt;/strong&gt; e creator.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Motorola insiste sul flip come scelta di design/portabilità e sul ruolo del display esterno e delle&lt;strong&gt; modalità “hands free”&lt;/strong&gt;, notando che le resistenze rimangono soprattutto su prezzo e timori (spesso percettivi) di fragilità.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;“Telefono robot” e nuove interfacce&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Tra le curiosità più chiacchierate, viene dato per atteso a Barcellona un primo concept di telefono pensato per &lt;strong&gt;unire IA e robotica personale&lt;/strong&gt; in un oggetto dimostrativo ad alto impatto mediatico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Big tech sì, Apple no: l’ecosistema in fiera&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il MWC mette insieme telco e big tech: operatori, vendor di retephone e grandi piattaforme software/cloud. Anche nel 2026 lo schema dovrebbe ripetersi, con la differenza che &lt;strong&gt;la conversazione si sposta sempre più su IA&lt;/strong&gt;, cloud, sicurezza, dati, oltre che su device e reti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apple, come spesso accade, gioca la partita altrove con eventi proprietari e lanci fuori dal perimetro della fiera (un dettaglio utile per inquadrare perché a Barcellona l’attenzione si distribuisce su più marchi e più categorie).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ruolo di MWCapital e il fattore talent&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Due decenni di MWC hanno contribuito a trasformare Barcellona in un hub europeo della tecnologia e dell’innovazione, anche grazie a un lavoro di “ponte” con il tessuto locale e con il mondo accademico. Su questo asse si innesta &lt;strong&gt;la strategia della Mobile World Capital&lt;/strong&gt;: trattenere valore sul territorio non solo con l’indotto turistico, ma con attrazione di imprese, progetti e capitale umano.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Talent Arena 2026: la scommessa sulle competenze digitali&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il “satellite” più rilevante è il Talent Arena 2026, in programma dal 2 al 4 marzo (in concomitanza con MWC e 4YFN), costruito come grande appuntamento europeo per developer e professionisti digitali: oltre 200 sessioni tra conferenze, workshop e hackathon, con ospiti come Tim Berners-Lee e Kate Darling.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dietro le quinte: logistica, sostenibilità e infrastrutture della fiera&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il MWC è anche una&lt;strong&gt; macchina logistica enorme&lt;/strong&gt; (montaggi, catering, trasporti) e un banco di prova per l’infrastruttura digitale del quartiere fieristico. La Fira Gran Via è un asset strategico della città: 240.000 mq e un percorso di espansione che guarda ai prossimi anni.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 15:51:25 GMT</pubDate>
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      <title>Samsung presenta Galaxy S26: l’IA diventa più intuitiva e proattiva</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-02-25/samsung-galaxy-s26-prezzi-disponibilita-35801805/</link>
      <description>AGI - Con la serie Galaxy S26 Samsung prova a far compiere un salto di qualità all’idea di “elefono con funzioni smart con &lt;strong&gt;un’intelligenza artificiale che lavora in sottofondo&lt;/strong&gt;, capace di ridurre passaggi, click e micro-frizioni quotidiane. L’obiettivo dichiarato è rendere l’IA più naturale e meno “da smanettoni”, al punto che l’utente si accorge del risultato più che del meccanismo.&amp;nbsp; 
&lt;h2&gt;L’IA come “regia” delle attività quotidiane&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il punto chiave di Galaxy S26 è l’idea di un’IA proattiva e contestuale: lo smartphone capisce cosa si sta facendo e prova ad aiutare nel momento in cui serve, senza costringere ad aprire tre app diverse. Tra le novità ci sono funzioni come Now Nudge, che propone &lt;strong&gt;suggerimenti “al volo”&lt;/strong&gt; (per esempio: se servono le foto di un viaggio, può portare direttamente agli scatti pertinenti senza dare la caccia all’album giusto), e Now Brief&amp;nbsp;che diventa più personalizzato e punta a funzionare come un riassunto intelligente della giornata: viaggi, appuntamenti, promemoria legati al contesto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Multi-agente: Bixby cambia ruolo, entrano Gemini e Perplexity&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In parallelo, la serie integra una logica “multi-agente”, con la &lt;strong&gt;possibilità di usare Gemini e anche Perplexity&lt;/strong&gt; per svolgere compiti e ricerche, inclusi flussi in più fasi tra app (l’esempio tipico: chiedere un taxi, controllare i dettagli e confermare).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 &lt;div&gt;
  
 &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;h2&gt;Foto e contenuti: dalla “modalità wow” a quella utile&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Samsung insiste su un concetto: foto, editing e condivisione devono diventare un flusso unico ed è qui l’IA entra in modo molto pratico. L'assistente foto apporta modifiche descrivendo a parole cosa si vuole cambiare (ricostruire parti mancanti, correggere dettagli, persino cambiare outfit). Creative Studio è&amp;nbsp;uno spazio unico per &lt;strong&gt;trasformare schizzi, foto o prompt in contenuti&lt;/strong&gt; finiti, che siano sticker o sfondi. La scansione dei documenti potenziata elimina le distorsioni costituite ad esempio dalle pieghe e crea PDF automaticamente da più immagini. In sostanza, l’AI non è presentata come un giocattolo creativo, ma come un “coltellino svizzero” per lavoro, studio e social.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;“Cerchia e Cerca” si evolve: più oggetti in una sola ricerca&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Samsung aggiorna anche l’integrazione con Circle to Search di Google: sulla serie S26 viene evidenziato un &lt;strong&gt;riconoscimento multi-oggetto&amp;nbsp;in un’unica passata&lt;/strong&gt;. È una di quelle funzioni che, una volta entrate nell’abitudine, diventano difficili da mollare: meno screenshot, meno copia-incolla e quindi meno ricerca manuale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Più potenza per far girare l’IA (senza scaldare)&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per rendere credibile un’IA “always-on”, serve potenza di calcolo. Samsung punta su chipset diversi a seconda del modello: su S26 Ultra viene montato lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, con incrementi su CPU/GPU/NPU e una camera di vapore per &lt;strong&gt;sostenere carichi pesanti come multitasking e video&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Privacy e IA: la risposta di Samsung&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Più l’AI diventa personale, più cresce la domanda: dove finiscono i miei dati? Qui Samsung&amp;nbsp;muove in due direzioni. Privacy Display (solo su S26 Ultra) è una modalità integrata a livello di schermo che &lt;strong&gt;limita la visibilità laterale&lt;/strong&gt;, pensata per contesti quotidiani come mezzi pubblici e spazi condivisi. La seconda è legata a Knox Vault&amp;nbsp;per la protezione hardware di dati sensibili&amp;nbsp; isolare e cifrando meglio i dati usati dalle funzioni IA.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;A completare il lancio della serie Galaxy S26, Samsung affianca i nuovi auricolari Galaxy Buds4 Pro e Galaxy Buds4, pensati per estendere l’esperienza “Galaxy AI” anche all’ascolto e alle chiamate. La casa coreana mette l’accento su un &lt;strong&gt;audio hi-fi più fedele all’originale &lt;/strong&gt;e su controlli adattivi intelligenti: i Buds4 Pro integrano per la prima volta un woofer più ampio (con un’area effettiva aumentata di quasi il 20% rispetto alla generazione precedente) insieme a ANC migliorata e Adaptive EQ di ultima generazione, per adattare il suono alle condizioni reali e alla forma dell’orecchio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ottica ecosistema, gli auricolari consentono di attivare agenti AI (tra cui Bixby, Gemini e Perplexity) anche senza prendere in mano lo smartphone, con comandi vocali e modalità hands-free; sui Buds4 Pro arrivano anche controlli tramite movimenti della testa per gestire le chiamate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 25 Feb 2026 21:35:23 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-25T21:35:23Z</dc:date>
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      <title>“Game design all’italiana”, cinque incontri sul videogioco made in Italy</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-02-10/game-design-all-italiana-roma-incontri-videogiochi-made-in-italy-35542878/</link>
      <description>AGI - “Game design all’italiana”: cinque incontri per scoprire se esiste una via italiana al videogioco, tra mercato, arte e ricerca. È l’obiettivo del nuovo ciclo di appuntamenti organizzato da &lt;strong&gt;Ex Machina&lt;/strong&gt;, associazione impegnata nella diffusione della cultura videoludica come strumento sociale e politico e “specchio del mondo”, non solo per come è ma anche per come potrebbe essere. 
&lt;p&gt;Il programma, in forma di dialogo e confronto aperto, mette al centro il “DNA” dei videogiochi made in Italy: dalla satira al linguaggio, dalla divulgazione alla filiera produttiva. Gli incontri, gratuiti e aperti a tutti, non sono conferenze né talk tradizionali, ma spazi senza barriere d’ingresso per discutere di videogiochi e, attraverso di essi, di politica, società e cultura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si parte &lt;strong&gt;il 12 febbraio&lt;/strong&gt; al &lt;strong&gt;circolo Arci Sparwasser&lt;/strong&gt; (via del Pigneto 215, Roma) con &lt;strong&gt;Giochi Penosi&lt;/strong&gt;, studio perugino che ha costruito la propria identità su satira e kitsch, con richiami a un’estetica anni ’80 “tutta italiana”, nell’appuntamento dal titolo “Anarchia estetica tra kitsch e sovversione”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 &lt;span&gt;&lt;img&gt;&lt;span&gt;&lt;img height="15" title="Fare clic e trascinare per spostare" width="15"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
 Il 17 marzo, sempre allo Sparwasser, è previsto l’incontro “Il videoludico italiano: pop o cultura elitaria?” con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Arcadia Café&lt;/strong&gt;, duo di giovani divulgatori attivi sui social, per ragionare su cosa significhi parlare di videogiochi in un Paese che ancora spesso li guarda con diffidenza.
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Il 14 aprile sarà la volta di &lt;strong&gt;IVIPRO&lt;/strong&gt;, la più grande associazione italiana dedicata alla cultura videoludica, con il dialogo “Tradizione e mito, un’origine unica per il design italiano”: al centro, il nodo se l’unicità del “made in Italy” nel gaming sia necessariamente legata al patrimonio culturale nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 12 maggio, allo Sparwasser, il focus si sposta su lingue e adattamento con membri degli studi di traduzione &lt;strong&gt;Porcaloc&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Wabbit&lt;/strong&gt; nel confronto “La lingua come barriera, la traduzione e l’adattamento come parte del gioco”, anche per capire perché sempre meno titoli vengono tradotti in italiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiusura a giugno con &lt;strong&gt;RomaGameDev&lt;/strong&gt;, comunità di riferimento per gli sviluppatori del Lazio, ospitata alla Fondazione Di Vittorio (via Donizetti 7B, Roma), per approfondire le complessità di chi oggi prova a “fare videogiochi” nel Belpaese, nell’incontro “Cosa significa sviluppare italiano?”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’intero ciclo punta a rispondere a una domanda di fondo: esiste davvero una cifra riconoscibile del videogioco italiano, un modello capace di coniugare linguaggio, immaginario e industria, come accadde al Neorealismo per il cinema? Ex Machina prova a farlo mettendo intorno allo stesso tavolo autori, divulgatori, associazioni e professionisti della filiera.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 18:12:19 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-10T18:12:19Z</dc:date>
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      <title>Reno15, il “travel camera phone” per raccontare i viaggi</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-02-01/reno15-travel-camera-phone-creator-italia-35382740/</link>
      <description>AGI - Uno smartphone pensato per viaggiare, non solo per scattare. È questo il posizionamento con cui OPPO presenta in Italia Reno15 Series, definendola un “&lt;strong&gt;travel camera phone&lt;/strong&gt;” costruito attorno a fotografia, video e strumenti di editing. 
&lt;p&gt;“In Italia viaggiare è più che semplicemente spostarsi: è un vero e proprio rituale culturale”, spiega Jessica Chuang, capo del marketing dell’azienda cinese in Italia. L’insight è che sempre più persone usano la foto come linguaggio personale: “Vogliono&lt;strong&gt; raccontare i loro viaggi&lt;/strong&gt; in modo autentico, spontaneo e significativo”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Cogliere l'attimo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Da qui l’idea di un dispositivo che “non si limita a scattare foto, ma viaggia con te”, capace di catturare “l’essenza di un luogo, di un volto, di un istante in movimento senza interromperlo”. A supporto, editing integrato, batteria a lunga durata e ricarica rapida, per continuare a esplorare senza perdere un tramonto o un incontro inatteso.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;A chi parla Reno15? “A chi vive il momento, creando e condividendo mentre fa esperienza nel mondo”, spiega Chuang. Il target principale sono i content creator: utenti che “non si limitano a catturare ciò che li circonda, ma costruiscono storie in tempo reale”, e cercano &lt;strong&gt;strumenti semplici e versatili&lt;/strong&gt;, dal selfie spontaneo al video dinamico fino al vlog personale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il taglio “travel” è pensato anche per chi si muove nella quotidianità: uno smartphone progettato per “accompagnare il movimento”, adattandosi a “ritmi e contesti diversi”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'intelligenza artificiale facile&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Capitolo intelligenza artificiale: la promessa è evitare tecnicismi. “Il nostro approccio è molto semplice: AI deve essere sinonimo di semplicità”, dice Chuang. L’IA, spiegano, lavora “in modo discreto e naturale”, adattandosi a luce e ambiente in tempo reale per bilanciare esposizione, contrasti e preservare colori naturali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le funzioni su cui si punta di più c’è AI Motion Popout: “permette di &lt;strong&gt;dare vita alle foto&lt;/strong&gt; facendo letteralmente ‘uscire’ gli elementi principali dall’inquadratura”, per un risultato più dinamico e interattivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul comparto fotografico, due pilastri: selfie ultra-wide e tele per ritratti. La scelta, qui, è non scegliere: “&lt;strong&gt;Gli italiani amano i selfie&lt;/strong&gt; ma anche i ritratti: sono due facce della stessa medaglia” dice Chuang.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il selfie come gesto sociale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il grandangolo frontale risponde al bisogno di includere amici e contesto, perché il selfie di gruppo resta “&lt;strong&gt;un gesto sociale, quasi un rituale&lt;/strong&gt;”. Il tele, invece, punta su ritratti dall’aspetto più professionale e naturale, isolando il soggetto “con chiarezza e precisione”, anche in movimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un mercato affollato, la scommessa per il 2026 è identitaria: “Vogliamo essere riconosciuti come &lt;strong&gt;il brand che trasforma la tecnologia&lt;/strong&gt; in espressione personale”. Non solo prestazioni, dunque, ma “innovazione significativa” che “mette l’esperienza umana al centro” e usa la tecnologia per amplificarla.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 01 Feb 2026 14:45:04 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-01T14:45:04Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Rodeo FX, dal seminterrato in Canada al sottomondo di Stranger Things</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-02-01/rodeo-fx-effetti-visivi-stranger-things-demogorgone-35372821/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Creato 20 anni fa in un seminterrato buio del Vieux-Montréal, lo studio&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rodeo FX&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si è ritagliato uno spazio tra i grandi nomi dell'industria degli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;effetti speciali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e ha curato quelli dell'ultima stagione di '&lt;strong&gt;Stranger Things'&lt;/strong&gt;. "Col tempo siamo cresciuti", racconta all'AFP Ara Khanikian, supervisore esecutivo degli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;effetti visivi&lt;/strong&gt;, dagli uffici con pareti in mattoni e boiserie eleganti nel quartiere del &lt;strong&gt;Vieux-Port di Montréal&lt;/strong&gt;. "All'inizio, però, è partito davvero tutto nel seminterrato dell'edificio accanto", aggiunge sorridendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi lo studio, nato in&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Québec&lt;/strong&gt;, ha sedi a Toronto, Los Angeles e Parigi e si fa largo in un settore dominato da società legate ai grandi conglomerati come&lt;strong&gt; Disney, Warner Bros., Universal e Paramount&lt;/strong&gt;. L'ultima impresa sono le stagioni 4 e 5 della serie&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Netflix 'Stranger Things'&lt;/strong&gt;. Lanciata nel 2016, racconta la storia di adolescenti di una piccola città americana alle prese con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;creature soprannaturali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e un universo parallelo, sullo sfondo della nostalgia per gli anni Ottanta.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La creazione del Demogorgone per 'Stranger Things'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per un anno Philip Harris-Genois ha lavorato a rifinire la creatura del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Demogorgone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con l'obiettivo di renderla "ancora più imponente": un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mostro agile&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;il cui volto si apre come un fiore e lascia intravedere file di denti grondanti saliva. Il modellatore 3D spiega di averlo costruito tratto dopo tratto, come se "stesse scolpendo della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;plastilina&lt;/strong&gt;", e di essersi ispirato all'anatomia del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;leone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per ottenere una postura più minacciosa, in punta di piedi, pronta a scattare.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La ricerca ambientale per 'Dune: Prophecy'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per '&lt;strong&gt;Dune: Prophecy'&lt;/strong&gt;, Rodeo FX ha guardato alla geografia della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;costa mediterranea&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per costruire l'ambiente del palazzo imperiale della prima stagione, uscita nel 2024. "Abbiamo fatto ricerche sulla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;vegetazione&lt;/strong&gt;, su quali tipi di alberi esistono vicino alle coste, su che tipo di rocce", dice, per rendere credibile l'ambientazione e far sì che il pubblico ci creda.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il processo di produzione degli effetti visivi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dopo la fase di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;concept&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;arrivano modellazione, animazione, simulazione, illuminazione e infine la composizione delle immagini nelle sequenze già girate: un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;processo lungo&lt;/strong&gt;. Per esempio, la scena dello scontro tra il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Demogorgone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e Jim Hopper, interpretato da David Harbour, in una prigione nella stagione 4 ha richiesto "da sei mesi a un anno" dall'ideazione al montaggio, per meno di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sette minuti di video&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il lunghissimo piano sequenza in 'Birdman'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Al lavoro di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rodeo FX&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si devono, tra le altre cose, le transizioni che hanno trasformato '&lt;strong&gt;Birdman'&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(Oscar come miglior film nel 2014) in un lunghissimo straordinario&amp;nbsp;&lt;strong&gt;piano-sequenza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e parte del mondo onirico di '&lt;strong&gt;Dune: Part Two'&lt;/strong&gt;, premiato con l'Oscar per i &lt;strong&gt;migliori effetti visivi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il progetto di 'Marvel Avengers: Doomsday'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Più di recente, lo studio ha ottenuto quattro nomination ai&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Visual Effects Society Awards&lt;/strong&gt;, i cui vincitori saranno annunciati il 25 febbraio. "Ci sono molti progetti che non possiamo davvero svelare", aggiungono, ma tra quelli già noti ci sono la superproduzione '&lt;strong&gt;Marvel Avengers: Doomsday'&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e la seconda stagione di '&lt;strong&gt;Monarch'&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Sun, 01 Feb 2026 04:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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    <item>
      <title>Le cuffie 'ibride' che uniscono lavoro e intrattenimento</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-01-23/jabra-evolve3-cuffie-lavoro-ibrido-intrattenimento-2026-35242253/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Nel lavoro ibrido la distinzione tra &lt;strong&gt;cuffie 'da ufficio'&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e modelli pensati per la musica si sta assottigliando: da un lato servono microfoni affidabili e compatibilità con le piattaforme di videoriunione, dall’altro comfort, autonomia e qualità d’ascolto per l’uso quotidiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa direzione si muove Jabra con &lt;strong&gt;la nuova serie Evolve3&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;pensata esplicitamente per un utilizzo “cross-over”, cioè sia professionale sia per l’intrattenimento.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gamma comprende &lt;strong&gt;due modelli&lt;/strong&gt;: Evolve3 85, cuffie over-ear (padiglioni che avvolgono l’orecchio) orientate a un maggiore isolamento, ed Evolve3 75, on-ear (appoggiano sull’orecchio) pensate per una vestibilità più leggera e una maggiore consapevolezza di ciò che accade intorno.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Microfono “senza archetto” e voce più leggibile in ambienti difficili&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’elemento più caratterizzante è la scelta di un &lt;strong&gt;design senza asta microfonica:&lt;/strong&gt; la voce viene catturata attraverso una combinazione di più microfoni e algoritmi, con la tecnologia Jabra ClearVoice basata su reti neurali (DNN). L’obiettivo dichiarato è migliorare la chiarezza in chiamata anche in contesti rumorosi senza ricorrere al tradizionale boom mic visibile, tipico delle cuffie da call e office.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto a questo, Jabra indica una&lt;strong&gt; cancellazione attiva del rumore adattiva&lt;/strong&gt; (ANC) che si regola in tempo reale in base all’ambiente e alla calzata. Un punto sottolineato dall’azienda è che l’ANC continuerebbe a lavorare anche durante le chiamate, non solo tra un contenuto e l’altro: un approccio pensato per ridurre le distrazioni quando si passa da riunioni, spostamenti e lavoro in spazi condivisi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;“Pronte” per comandi vocali e strumenti AI&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un altro filone su cui puntano diversi produttori riguarda l’uso della voce per&lt;strong&gt; interagire con strumenti digitali e assistenti&lt;/strong&gt;. Evolve3, secondo Jabra, offre accesso one-touch a funzioni di interazione vocale e trascrizione ad alta accuratezza: la società parla di un sistema addestrato su oltre 60 milioni di frasi e di una precisione fino al 96% delle parole in vari ambienti (dato che sale al 99% in open space), valori che restano comunque dichiarazioni del produttore e che, come sempre, dipendono da contesto e piattaforme usate.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Autonomia estesa, ricarica rapida e batterie sostituibili&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte pratico, l’autonomia è uno dei punti su cui l’azienda insiste: fino a 25 ore di chiamate e fino a 120 ore di ascolto. È prevista anche la&lt;strong&gt; ricarica rapida&lt;/strong&gt;, con l’indicazione di 10 ore di utilizzo in 10 minuti di carica, oltre alla ricarica wireless.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In chiave di durata nel tempo, Jabra evidenzia inoltre &lt;strong&gt;batterie sostituibili&lt;/strong&gt;, collegandole alle normative e al tema del “diritto alla riparazione”: una scelta che può interessare soprattutto il segmento business, dove le cuffie vengono spesso gestite su cicli pluriennali.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gestione IT e app di controllo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per l’uso in azienda, la serie è indicata come certificata per le principali piattaforme di Unified Communications, con connessioni Bluetooth sicure e un adattatore pre-associato per una configurazione rapida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gestione può passare da Jabra Plus Management (per IT) e dall’app Jabra Plus per gli utenti, con opzioni come &lt;strong&gt;equalizzatore e aggiornamenti firmware&lt;/strong&gt;. Una versione desktop dell’app è indicata “più avanti nel 2026”.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel complesso, il lancio di Evolve3 fotografa &lt;strong&gt;una tendenza chiara&lt;/strong&gt;: cuffie pensate per la produttività che cercano di essere più “indossabili” e versatili, così da passare senza soluzione di continuità da call e riunioni a musica, podcast e contenuti nel tempo libero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Fri, 23 Jan 2026 12:02:32 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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    <item>
      <title>Open-ear, la scommessa degli auricolari: le mosse di Huawei e Sony</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-01-23/auricolari-open-ear-huawei-freeclip-2-sony-linkbuds-clip-35241539/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Gli auricolari open-ear,&amp;nbsp;che non sigillano il condotto uditivo e lasciano passare parte dei suoni esterni, stanno guadagnando spazio accanto ai classici in-ear con gommini. L’idea è &lt;strong&gt;rispondere a un’esigenza precisa&lt;/strong&gt;: ascoltare musica o gestire chiamate senza “staccarsi” dall’ambiente, utile per chi si muove in città e lavora in uffici condivisi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due marchi come Huawei e Sony hanno presentato nuove proposte a clip che puntano proprio su questo approccio.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Huawei FreeClip 2: clip open-ear e autonomia fino a 38 ore&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Huawei ha annunciato i FreeClip 2, auricolari true wireless con struttura a clip basata sull’architettura “C-bridge”, pensata per&lt;strong&gt; stare agganciata all’orecchio &lt;/strong&gt;senza entrare nel canale uditivo. Il peso dichiarato è di 5,1 grammi per auricolare e la certificazione è IP57 (resistenza a polvere e immersioni temporanee: utile per pioggia e sudore, con le cautele del caso).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte delle funzioni, Huawei indica l’uso di un processore con NPU per feature come volume adattivo e&lt;strong&gt; miglioramento della voce&lt;/strong&gt;, oltre a un sistema di cancellazione del rumore in chiamata basato su tre microfoni e algoritmi di elaborazione.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Gli auricolari sono inoltre intercambiabili (&lt;strong&gt;si possono indossare a destra o a sinistra&lt;/strong&gt;, con canali audio autoadattativi) e l’autonomia dichiarata arriva a 9 ore con una carica e fino a 38 ore con la custodia.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Sony LinkBuds Clip: tre modalità e sensore a conduzione ossea per le chiamate&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sony ha presentato i LinkBuds Clip, anche in questo caso un modello open-ear “a clip” pensato per ascolto quotidiano senza isolarsi dall’esterno. L’azienda sottolinea la possibilità di sentire musica e suoni ambientali insieme e indica &lt;strong&gt;tre modalità&lt;/strong&gt; (Standard, Voice Boost e una modalità per ridurre la dispersione sonora).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la personalizzazione, Sony cita la tecnologia di upscaling DSEE e un equalizzatore a 10 bande tramite app Sound Connect.&amp;nbsp; Per le chiamate, il pacchetto include una &lt;strong&gt;combinazione di AI e sensore a conduzione ossea&lt;/strong&gt; per migliorare la cattura della voce in ambienti rumorosi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 &lt;div&gt;
  
 &lt;/div&gt;
 &lt;p&gt;L’autonomia dichiarata arriva a 37 ore complessive (circa 9 ore dagli auricolari più il contributo della custodia) con ricarica rapida: pochi minuti per circa un’ora di utilizzo. La resistenza all’acqua indicata è IPX4.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Perché le aziende puntano sull’open-ear&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Al di là dei singoli modelli, la direzione è chiara: gli open-ear cercano un equilibrio tra comfort (niente pressione nel condotto e maggiore ventilazione) e consapevolezza dell’ambiente, un aspetto importante quando si cammina, si pedala o si deve interagire spesso con altre persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di contro, proprio perché non sigillano l’orecchio, in genere &lt;strong&gt;offrono meno isolamento dai rumori esterni&lt;/strong&gt; e possono essere più esposti al tema della dispersione del suono, che i produttori provano a contenere con profili audio e modalità dedicate.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per chi sta valutando questa categoria, la domanda pratica è: in &lt;strong&gt;quali momenti d’uso serve davvero&lt;/strong&gt; sentire ciò che succede intorno? Se la risposta è “spesso”, i modelli open-ear diventano un’alternativa concreta ai classici auricolari in-ear, soprattutto nell’ascolto quotidiano e nelle chiamate in mobilità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Fri, 23 Jan 2026 11:37:37 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Robot da compagnia e schermi trasformisti: le stranezze del CES 2026</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-01-17/ces-2026-novita-curiose-robot-companion-schermi-rollable-35144974/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Al CES 2026 di Las Vegas non sono mancati i grandi annunci su chip e intelligenza artificiale, ma a rubare la scena – come da tradizione – sono state &lt;strong&gt;le idee più curiose&lt;/strong&gt;: prototipi, ibridi e oggetti “quasi inutili” che però raccontano bene dove sta andando la tecnologia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra robot domestici con ambizioni (e qualche eccesso), schermi che cambiano forma e gadget pensati per far parlare di sé, la fiera ha messo in vetrina &lt;strong&gt;un futuro a tratti pratico e a tratti surreale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Quando l'IA incontra i giocattoli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La categoria più “CES” di tutte resta quella dei &lt;strong&gt;robot-companion&lt;/strong&gt;: non proprio elettrodomestici, non proprio giocattoli, ma presenze da casa o da scrivania. Engadget ha raccontato l’ondata di piccoli “cyber pet” che rispondono alla voce e puntano sulla relazione più che sulla funzione, come OlloBot. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella stessa direzione si muove anche TCL, che nel suo stand ha mostrato un concept di &lt;strong&gt;Robot Companion (Ai Me)&lt;/strong&gt; come tassello dello “smart living” basato sull’AI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;h2&gt;Il robot per le pulizie sfida le scale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se i robot da compagnia potrebbero aprire nuove prospettive alla lotta alla solitudine, quelli per la pulizia provano a&lt;strong&gt; risolvere un limite storico&lt;/strong&gt;: le scale. Quest’anno è spuntata la generazione dei robot aspirapolvere “con le gambe”: Roborock ha presentato &lt;strong&gt;Saros Rover&lt;/strong&gt;, capace di salire e pulire gradini grazie a un’architettura wheel-leg (ruote + arti), in una demo che ha fatto il giro del web.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;E Dreame ha rilanciato con un concept dotato di “zampe”/supporti per affrontare una rampa completa, idea affascinante e&lt;strong&gt; leggermente inquietante&lt;/strong&gt;, perché cambia la percezione di cosa possa muoversi autonomamente in casa.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'anima gemella 'da scrivania'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra gli oggetti che oscillano tra “geniale” e “creepy” c’è poi l’AI come relazione personale. Quartz ha citato il caso di &lt;strong&gt;un “soulmate” da scrivania&lt;/strong&gt;: un piccolo schermo OLED che promette empatia e dialogo, più vicino a una compagnia digitale che a un assistente vocale. E il tema torna anche in annunci e materiali di prodotto dedicati a device da tavolo con display curvi e interazioni “emotive”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte “wow” puro, impossibile non notare &lt;strong&gt;la corsa agli schermi fuori scala&lt;/strong&gt;. Samsung ha portato al CES il suo&lt;strong&gt; Micro RGB da 130 pollici&lt;/strong&gt;, trattandolo quasi come un oggetto d’arredo: cornice “Timeless Frame”, audio integrato nella struttura e un pacchetto di ottimizzazione AI per colori e contrasto. È il tipo di prodotto che nasce per stupire, ma dice molto sul posizionamento: display come “installazione” e non più solo televisore.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il computer cambia forma&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’altra grande categoria di curiosità è quella dei dispositivi che &lt;strong&gt;cambiano forma&lt;/strong&gt;. Lenovo ha mostrato concept rollable in versione business e gaming: il &lt;strong&gt;ThinkPad Rollable XD&lt;/strong&gt; e un &lt;strong&gt;Legion Pro Rollable&lt;/strong&gt; pensato per passare da un portatile “normale” a un ultrawide, senza monitor esterni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul palco del suo evento al Sphere, l’azienda ha insistito anche sugli “agent” personali (Qira) e su wearable concettuali “agentic-native”: idee ancora in fase sperimentale, ma utili a capire la direzione verso dispositivi che orchestrano azioni tra più schermi e servizi.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;Non mancano, infine, le stranezze che prendono un oggetto familiare e lo piegano (letteralmente) al racconto dell’AI. HP, ad esempio, ha puntato su un form factor insolito come &lt;strong&gt;EliteBoard G1a&lt;/strong&gt;, una “tastiera che è anche PC”, pensata per rendere la postazione più modulare e trasportabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;E, sul versante ufficio, ha fatto parlare l’idea di portare &lt;strong&gt;Copilot dentro le stampanti&lt;/strong&gt; per riassumere, tradurre e organizzare documenti “dal device”, quasi fosse un collega in più sul multifunzione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Piccoli ma memorabili&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A completare il quadro, ci sono i gadget piccoli ma memorabili: come la lampada da scrivania di SwitchBot che richiama la &lt;strong&gt;Sphere di Las Vegas in miniatura&lt;/strong&gt; con migliaia di LED e animazioni pixel-art. &amp;nbsp;E, tra le tendenze trasversali, anche la sostenibilità “materiale” si fa curiosa: TCL ha presentato &lt;strong&gt;ECORA&lt;/strong&gt;, un composito che riutilizza scarti di porcellana e plastica per dare una finitura premium a dispositivi elettronici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Sat, 17 Jan 2026 19:23:30 GMT</pubDate>
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