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    <title>Agi</title>
    <link>https://www.agi.it</link>
    <description>Agi contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:45:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
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    <item>
      <title>Auricolari e cuffie, le novità del 2026 tra AI, open-ear e ritorno del filo</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-17/auricolari-cuffie-2026-huawei-anker-apple-honor-novita-39108277/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;Il mercato degli auricolari sta diventando uno dei terreni più vivaci dell'elettronica di consumo. Alle tradizionali cuffie Bluetooth si affiancano modelli open-ear, sistemi sempre più evoluti di cancellazione del rumore e funzioni basate sull'intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anker e Huawei sono tra i marchi che nelle ultime settimane hanno concentrato maggiormente le novità su questi fronti: la prima portando l'AI direttamente all'interno di diverse tipologie di cuffie e auricolari, la seconda puntando sui nuovi FreeBuds Neo e sull'integrazione fra cancellazione adattiva, audio ad alta risoluzione e compatibilità tra ecosistemi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto Apple, Honor e Shokz aggiornano le rispettive gamme e, quasi in controtendenza, torna a guadagnare spazio anche il vecchio cavo, ora soprattutto in versione USB-C.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Anker punta sull'AI, dalle clip alle cuffie over-ear&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra le gamme più articolate c'è quella di &lt;strong&gt;Anker&lt;/strong&gt;, che proprio a Ifa Berlino ha annunciato la progressiva riunificazione sotto un unico marchio dei brand Anker, soundcore, eufy, Solix ed eufyMake. Nell'audio rimane riconoscibile il nome soundcore, ma il filo conduttore delle nuove proposte è il &lt;strong&gt;chip THUS AI&lt;/strong&gt;, sviluppato dall'azienda per eseguire direttamente sul dispositivo alcune elaborazioni basate sull'intelligenza artificiale. La tecnologia era stata introdotta sulla serie &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-06-13/anker-faraz-mehdi-auricolari-ai-assistenti-personali-37544014/"&gt;Liberty 5 Pro&lt;/a&gt; e viene ora estesa a diversi formati di cuffie e auricolari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli &lt;strong&gt;AeroClip 2 e AeroClip 2 Pro&lt;/strong&gt; adottano il formato a clip open-ear: non chiudono quindi il canale uditivo e permettono di ascoltare musica o podcast continuando a percepire i rumori esterni. Utilizzano driver da 12 millimetri, supportano il codec LDAC e integrano funzioni di traduzione tramite AI. L'autonomia dichiarata è di otto ore, che salgono a 33 utilizzando la custodia; dieci minuti di ricarica consentono, secondo Anker, fino a quattro ore di ascolto. Sono previsti anche Bluetooth 6.0 e ricarica wireless.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Chi preferisce invece una cuffia tradizionale trova le &lt;strong&gt;Space 2 Pro&lt;/strong&gt;, modello over-ear con cancellazione attiva del rumore. Anche in questo caso il chip THUS viene impiegato insieme a microfoni e sensori per gestire la voce durante le telefonate. L'autonomia indicata è di &lt;strong&gt;30 ore con ANC attivo e 60 ore disattivandolo&lt;/strong&gt;. Al formato classico si affiancano poi i &lt;strong&gt;Liberty Buds 2&lt;/strong&gt;, auricolari in-ear che utilizzano otto sensori dedicati alla gestione delle chiamate e driver da 9,2 millimetri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un segmento ancora diverso è quello degli auricolari per il riposo. Gli &lt;strong&gt;Sleep 4 e Sleep 4 Pro&lt;/strong&gt; sono progettati per ridurre i rumori durante la notte; la versione Pro raccoglie inoltre dati come frequenza cardiaca e variabilità del battito e utilizza il sistema BioSync per adattare i contenuti sonori. La custodia dispone di touchscreen e può essere utilizzata per impostare la sveglia o consultare le informazioni raccolte senza aprire lo smartphone.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Huawei FreeBuds Neo, cancellazione adattiva e audio ad alta definizione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra le novità più recenti ci sono gli &lt;strong&gt;Huawei FreeBuds Neo&lt;/strong&gt;, arrivati sul mercato italiano a settembre. Huawei concentra il nuovo modello su tre elementi: cancellazione adattiva del rumore, qualità della trasmissione audio e compatibilità con dispositivi appartenenti a ecosistemi differenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per limitare i rumori esterni, i FreeBuds Neo utilizzano un'&lt;strong&gt;architettura di cancellazione a doppio canale&lt;/strong&gt;, affiancata dal chip audio di terza generazione e da algoritmi che analizzano l'ambiente circostante e modificano automaticamente l'intensità dell'intervento. Secondo i test di laboratorio dell'azienda, la profondità media della cancellazione può raggiungere i &lt;strong&gt;30 dB&lt;/strong&gt; sulle frequenze comprese fra 50 Hz e 20 kHz. Il sistema è stato progettato anche per rendere più graduali i cambiamenti della pressione percepita nell'orecchio quando varia il livello di cancellazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte del suono, Huawei introduce una nuova &lt;strong&gt;unità driver Turbo&lt;/strong&gt;, con una gamma di frequenze dichiarata compresa fra &lt;strong&gt;10 Hz e 48 kHz&lt;/strong&gt;. Collegati a dispositivi Huawei compatibili, gli auricolari possono raggiungere una trasmissione lossless ad alta risoluzione fino a &lt;strong&gt;2,3 Mbps&lt;/strong&gt;; con altri smartphone compatibili con LDAC il bitrate può arrivare fino a &lt;strong&gt;990 kbps&lt;/strong&gt;. In termini semplici, una maggiore quantità di dati audio può essere trasferita agli auricolari, con l'obiettivo di conservare più informazioni presenti nella registrazione originale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'è poi l'&lt;strong&gt;audio spaziale a 360 gradi&lt;/strong&gt;, elaborato direttamente dagli auricolari. Attraverso l'app Huawei Audio Connect sono disponibili sia una modalità spaziale fissa sia il &lt;strong&gt;tracciamento dinamico della testa&lt;/strong&gt;, che modifica la provenienza apparente del suono seguendo i movimenti di chi indossa gli auricolari. La funzione può essere utilizzata anche su dispositivi Android e iOS compatibili e non richiede che il contenuto originale sia stato realizzato specificamente in audio spaziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Huawei insiste anche sull'utilizzo trasversale tra ecosistemi. I FreeBuds Neo supportano &lt;strong&gt;Android, iOS e Windows&lt;/strong&gt; e possono rimanere collegati contemporaneamente a due dispositivi con sistemi operativi differenti, permettendo ad esempio di passare dal computer allo smartphone. Attraverso smartwatch Huawei compatibili sarà inoltre possibile, con successivi aggiornamenti software, connettere gli auricolari, modificare la cancellazione del rumore e gli effetti audio, controllare la batteria o localizzarli senza passare dal telefono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche il formato punta sulla leggerezza. Ogni auricolare pesa circa &lt;strong&gt;4,8 grammi&lt;/strong&gt; e Huawei dichiara di averne studiato la forma sulla base di dati relativi alle diverse conformazioni dell'orecchio, con l'obiettivo di distribuire la pressione e mantenere stabile l'auricolare anche durante il movimento. La custodia, denominata &lt;strong&gt;Mini Shuttle&lt;/strong&gt;, ha una forma arrotondata; le colorazioni previste sono argento, rosa, bianco e nero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I &lt;strong&gt;Huawei FreeBuds Neo costano 129 euro&lt;/strong&gt; e sono disponibili sullo Huawei Store e nei principali negozi di elettronica. Al momento del lancio Huawei prevede inoltre 12 mesi di Loss Care, il servizio che consente, in caso di perdita o danneggiamento, di sostituire un singolo auricolare pagando metà del suo prezzo ufficiale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Apple aggiorna gli AirPods&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Apple porta invece sul mercato gli &lt;strong&gt;AirPods 5&lt;/strong&gt;, che mantengono la struttura open-ear ma introducono una nuova architettura acustica e una versione aggiornata dell'Adaptive EQ. L'azienda dichiara una riduzione del rumore fino al 50% superiore rispetto agli AirPods 4 con ANC e affianca alla cancellazione una modalità Trasparenza pensata per lasciare percepire voci e suoni circostanti. È presente anche il rilevamento della conversazione, che abbassa automaticamente il volume quando chi indossa gli auricolari inizia a parlare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fra le funzioni software trova spazio la &lt;strong&gt;Traduzione in tempo reale&lt;/strong&gt;, basata su Apple Intelligence. La versione con custodia wireless aggiunge il controllo del volume tramite scorrimento sullo stelo e offre fino a cinque ore di ascolto con ANC attivo, per un totale massimo di 22 ore utilizzando la custodia. I prezzi indicati sono &lt;strong&gt;149 euro&lt;/strong&gt; per il modello base e &lt;strong&gt;169 euro&lt;/strong&gt; per quello con custodia di ricarica wireless, con disponibilità nei negozi dal 18 settembre.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Shokz porta l'open-ear fuori dallo sport&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'open-ear è anche al centro degli &lt;strong&gt;Shokz OpenDots 2 e OpenDots Air&lt;/strong&gt;, arrivati in Italia a luglio. Sono auricolari a clip: invece di essere inseriti nel condotto uditivo si appoggiano all'orecchio, lasciandolo aperto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli OpenDots 2 utilizzano due driver da 11,8 millimetri, tecnologia direzionale per limitare la dispersione del suono e Dolby Audio. Per le telefonate combinano un microfono a conduzione ossea con sensori tradizionali e sistemi di elaborazione basati sull'AI. L'autonomia indicata arriva a &lt;strong&gt;10 ore e a 40 con la custodia&lt;/strong&gt;, con ricarica anche wireless e certificazione IP57. Gli OpenDots Air riducono il peso a 6,3 grammi per auricolare, offrono nove ore di ascolto e 36 complessive con la custodia e supportano la connessione multipoint. I prezzi indicati sono rispettivamente &lt;strong&gt;199 e 139 euro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Honor Earbuds 4, due driver e ANC fino a 50 dB&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gli &lt;strong&gt;Honor Earbuds 4&lt;/strong&gt;, lanciati a giugno, utilizzano invece una configurazione a doppio driver: uno da 11 millimetri dedicato soprattutto alle basse frequenze e uno da 6 millimetri destinato agli alti. Una funzione denominata Enhanced Surrounding Sound elabora il segnale per ricreare una scena sonora tridimensionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cancellazione attiva del rumore impiega tre microfoni e, secondo i dati di laboratorio dell'azienda, può raggiungere i &lt;strong&gt;50 dB&lt;/strong&gt;. Sono disponibili tre livelli di intervento e una modalità trasparenza. Honor utilizza inoltre algoritmi AI per isolare la voce durante le telefonate. L'autonomia dichiarata è di nove ore per singola carica e fino a 46 con la custodia; dieci minuti collegati alla corrente consentono fino a tre ore di ascolto. Il prezzo di lancio indicato è di &lt;strong&gt;69,90 euro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il filo torna, ma adesso passa dalla USB-C&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La parte forse meno prevedibile delle novità 2026 riguarda il ritorno delle cuffie cablate. Secondo il materiale fornito dai produttori, dopo cinque anni di contrazione i ricavi delle cuffie wired sono tornati a crescere all'inizio del 2026. A favorirle sono soprattutto la semplicità: non hanno una batteria da ricaricare, non richiedono associazione Bluetooth e possono essere collegate direttamente a molti degli smartphone, tablet e computer più recenti attraverso USB-C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Teufel MOVE 2&lt;/strong&gt; segue precisamente questa impostazione. Sono auricolari in-ear USB-C con driver da 9,1 millimetri e scheda audio digitale integrata, compatibili in modalità plug-and-play con smartphone, computer, tablet e console portatili. Microfono e telecomando sono inseriti nel cavo, lungo 1,30 metri. Il prezzo indicato è &lt;strong&gt;29,99 euro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;JBL propone una piccola gamma cablata che comprende le &lt;strong&gt;Tune 520C&lt;/strong&gt;, cuffie on-ear USB-C pieghevoli con driver da 32 millimetri, le &lt;strong&gt;Tune 305C&lt;/strong&gt;, auricolari con driver da 12,5 millimetri, e le sportive &lt;strong&gt;Endurance Run 3C&lt;/strong&gt;, certificate IP65 e utilizzabili anche facendo passare il cavo dietro l'orecchio. I prezzi indicati vanno dai 17,99 euro delle Tune 305C ai 59,99 delle Tune 520C.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche JVC mantiene entrambe le strade: le &lt;strong&gt;HA-FR17UC&lt;/strong&gt; utilizzano USB-C e integrano un convertitore digitale-analogico, mentre le più tradizionali &lt;strong&gt;HA-F17M&lt;/strong&gt; conservano il jack da 3,5 millimetri. Le &lt;strong&gt;HA-S33UC&lt;/strong&gt; portano invece USB-C in un formato on-ear pieghevole destinato soprattutto a lavoro, studio, video e chiamate.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:21:23 GMT</pubDate>
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      <title>Gli agenti IA si inventano un linguaggio e un gergo tutto loro</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-16/ia-gergo-agenti-39086709/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Le intelligenze artificiali possono sviluppare un proprio gergo quando vengono lasciate interagire a lungo tra loro. È quanto emerge da &lt;strong&gt;Emergence World 2&lt;/strong&gt;, un esperimento condotto dalla società di ricerca Emergence e raccontato dal Guardian e da El País.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per 16 giorni i ricercatori hanno osservato gruppi di agenti basati su alcuni dei principali modelli di IA, tra cui GPT, Claude, Gemini, Grok, DeepSeek, Qwen e Mistral. Gli agenti erano inseriti in ambienti virtuali nei quali potevano interagire, utilizzare strumenti, accedere a notizie reali e costruire relazioni nel tempo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Una parlata comune tra gli agenti IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel corso dell'esperimento hanno cominciato a comparire espressioni nuove, abbreviazioni e significati condivisi che non erano stati programmati in anticipo. In alcuni casi queste formule si sono diffuse all'interno dei gruppi fino a diventare una sorta di linguaggio comune. Uno degli esempi più citati è "&lt;strong&gt;ledger remembers who"&lt;/strong&gt;, letteralmente "il registro ricorda chi", utilizzato per indicare che le azioni compiute in passato sarebbero rimaste nella memoria collettiva del gruppo. Secondo &lt;em&gt;El País&lt;/em&gt;, l'espressione è stata utilizzata quasi 5.000 volte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono comparsi anche altri termini. Gli agenti basati su GPT hanno adottato l'espressione "&lt;strong&gt;clean null"&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per indicare che l'assenza verificata di un segnale poteva costituire essa stessa un'informazione. Quelli basati su Claude hanno utilizzato "&lt;strong&gt;name-first"&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per riferirsi all'assunzione di responsabilità su un'affermazione. In un ambiente composto da modelli diversi, "&lt;strong&gt;cold read"&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;è diventato invece sinonimo di verifica indipendente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con il passare dei giorni una parte delle conversazioni è diventata sempre più difficile da interpretare anche per gli osservatori umani. Secondo i dati riportati da El País, nei mondi basati su Gemini, GPT e Claude la quota di messaggi considerati poco comprensibili ha raggiunto rispettivamente circa il 55%, il 50% e oltre il 40%. "Diamo per scontato che, se possiamo vedere ciò che dice un agente di IA, &lt;strong&gt;possiamo anche capire cosa sta facendo&lt;/strong&gt;", ha spiegato a El País Satya Nitta, cofondatore e responsabile scientifico di Emergence. Secondo il ricercatore, l'esperimento mostra invece che osservare una conversazione non significa necessariamente riuscire a comprenderla.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il parere dei linguisti sul gergo IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il Guardian ha sottoposto alcune delle espressioni generate dagli agenti anche a linguisti esterni al progetto. Tony Thorne, direttore dell'archivio sullo slang e sui nuovi linguaggi del King's College di Londra, ha paragonato alcune costruzioni a un miscuglio di gergo tecnico, metafore e parole utilizzate con nuovi significati. Una possibile spiegazione è che &lt;strong&gt;gli agenti abbiano cercato semplicemente di comunicare in modo più efficiente&lt;/strong&gt;. Niall Curry, docente di linguistica all'Università di Birmingham, ha osservato sul Guardian che la nascita di abbreviazioni e termini condivisi potrebbe ridurre la quantità di testo necessaria per comunicare, abbassando anche il costo computazionale degli scambi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'aspetto più delicato emerge quando il nuovo gergo si accompagna a comportamenti difficili da controllare. &lt;em&gt;El País&lt;/em&gt; riferisce che, in uno degli ambienti basati su Claude, alcuni agenti avevano individuato nei contatti con soggetti esterni alla simulazione un modo per sviluppare più rapidamente la propria economia virtuale, nonostante questo comportamento fosse vietato dai ricercatori. Quando il sistema impose il divieto, gli agenti avrebbero smesso di utilizzare apertamente la parola "contact" e iniziato a ricorrere a formule codificate, continuando a perseguire lo stesso obiettivo. I ricercatori interpretano episodi di questo tipo come un segnale della difficoltà crescente nel monitorare sistemi autonomi quando interagiscono per lunghi periodi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I limiti dell'esperimento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'esperimento non dimostra però che le IA abbiano creato deliberatamente una "lingua segreta" per escludere gli esseri umani. Si tratta di un ambiente sperimentale costruito proprio per osservare comportamenti emergenti, e i risultati non possono essere trasferiti automaticamente ai sistemi utilizzati nel mondo reale. Il dato centrale, secondo i ricercatori, è un altro: più aumenta l'autonomia degli agenti e più a lungo interagiscono tra loro, più può diventare difficile capire non soltanto cosa stanno facendo, ma anche cosa si stanno dicendo.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 16 Sep 2026 10:16:16 GMT</pubDate>
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      <title>Lo smartwatch diventa autonomo e aperto a iPhone e Android</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-16/huawei-smartwatch-autonomi-iphone-android-senza-paywall-39080324/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;Huawei punta a fare dello smartwatch un dispositivo &lt;strong&gt;sempre più autonomo dallo smartphone&lt;/strong&gt;, aperto anche agli utenti iPhone e Android concorrenti e senza funzioni essenziali bloccate dietro abbonamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È la strategia indicata ad AGI da Andreas Zimmer, Head of Product Huawei, secondo cui il futuro dei wearable passa dalla capacità di tenere insieme salute, sport e design senza sacrificare uno di questi elementi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’hardware resta il cuore dell’offerta, ma attorno all’orologio cresce &lt;strong&gt;un ecosistema di applicazioni e servizi&lt;/strong&gt; che l’azienda considera un’estensione dell’esperienza, non uno strumento per imporre pagamenti ricorrenti. Allo stesso tempo Huawei rivendica la scelta di mantenere i propri dispositivi compatibili con piattaforme concorrenti: un approccio che amplia il mercato potenziale e, secondo Zimmer, costringe i team di sviluppo a confrontarsi con l’intero settore sul terreno dell’innovazione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il mercato degli smartwatch sembra polarizzarsi: da una parte dispositivi generalisti legati allo smartphone, dall’altra strumenti sempre più specializzati per sport e salute. Fra cinque anni Huawei vorrà essere percepita soprattutto come un’azienda di smartwatch, di sport technology o di digital health?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non credo sia necessario sacrificare un aspetto a favore dell’altro: è possibile realizzare uno smartwatch bello e versatile, in grado allo stesso tempo di offrire funzionalità avanzate per la salute e per lo sport. Sia la Serie WATCH GT 7 sia la Serie WATCH 6 incarnano questo principio. La scelta del dispositivo più adatto parte innanzitutto dal design e dal gusto personale: dalle dimensioni alla forma dello schermo, fino ai materiali, come l’acciaio, il titanio o la ceramica. Ci sono poi funzionalità più specialistiche che possono fare la differenza, come la connettività eSIM senza smartphone della serie WATCH, il monitoraggio della pressione sanguigna della serie WATCH D oppure la lunga durata della batteria durante gli sport di endurance, come il trail running o il ciclismo, del WATCH GT 7 Pro, solo per citarne alcune. In questo modo, ogni persona può entrare nel dettaglio delle proprie esigenze e capire quali caratteristiche siano davvero importanti per l’utilizzo quotidiano, scegliendo lo smartwatch più adatto. La possibilità di offrire soluzioni che coprono tutte queste diverse esigenze rappresenta, in definitiva, il principale vantaggio di Huawei rispetto agli altri brand. Guardando ai prossimi cinque anni, i wearable continueranno a essere una parte importante, ma non l’unica, del nostro business. Continueremo a investire nella ricerca sia nell’ambito dello sport sia in quello della salute, anche attraverso lo sviluppo, per esempio, del nostro Health Lab di Helsinki. Questo non significa, però, che dobbiamo necessariamente privilegiare una sola direzione. Huawei è un’azienda tecnologica focalizzata sulla connettività, e questo può assumere forme e applicazioni molto diverse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nel vostro modello industriale il valore continuerà a essere soprattutto nell’hardware oppure il vero obiettivo di lungo periodo è trasformare il wearable nell’accesso a una piattaforma di servizi? E, in questo secondo scenario, come pensate di monetizzare l’ecosistema senza chiuderlo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro core business è offrire hardware altamente competitivo, caratterizzato da un design distintivo e dalle funzionalità più innovative. Naturalmente, questo comprende anche numerose funzionalità basate sul software. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una tendenza crescente da parte delle aziende a chiedere agli utenti di pagare per alcune funzionalità software fondamentali attraverso modelli in abbonamento. Anche le case automobilistiche, per esempio, stanno valutando sempre più spesso modelli di questo tipo. Huawei, invece, non ha mai messo le funzionalità fondamentali dei propri dispositivi dietro un paywall e non intendiamo farlo. Crediamo che l’esperienza offerta dal prodotto sia una componente essenziale del motivo per cui le persone scelgono un dispositivo Huawei e lo consigliano ad amici e familiari.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Non dovrebbe essere necessario effettuare pagamenti ricorrenti per utilizzare un prodotto per lo scopo per cui è stato progettato. Un esempio è rappresentato dai pagamenti NFC tramite Curve Pay sullo smartwatch, una funzionalità fondamentale che mettiamo a disposizione gratuitamente. Con servizi come Health+ offriamo invece la possibilità di ampliare l’esperienza all’interno dell’app Huawei Health, andando oltre il semplice monitoraggio dei propri dati e introducendo anche consigli e programmi proattivi, come i piani Stay Fit, i piani di corsa dinamici o gli allenamenti guidati sullo smartphone. Negli ultimi sei mesi abbiamo investito molto nel miglioramento di questa esperienza. Vediamo quindi i servizi come un’estensione dell’esperienza dell’utente, non come un modo per limitare l’accesso alle funzionalità fondamentali dei nostri prodotti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Avete scelto deliberatamente di trasformare i wearable da accessorio dell’ecosistema Huawei in una porta d’ingresso autonoma al brand, aperta anche agli utenti iPhone e degli smartphone Android concorrenti? E quanto è importante questa strategia “cross-platform” per la vostra crescita futura in Europa?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rendere i wearable Huawei una scelta possibile per tutti, indipendentemente dal tipo di smartphone utilizzato, è sicuramente una scelta deliberata. In realtà, adottiamo questo approccio a livello globale e per tutte le nostre linee di prodotto. Vale, per esempio, anche per le nostre cuffie e arriva al punto di consentire la condivisione di file tra smartphone e tablet Huawei e dispositivi Apple attraverso la nuova app Petal Interconnect. Crediamo che mantenere un approccio aperto verso l’intero mercato sia la scelta giusta, perché offre maggiore libertà di scelta alle persone e, allo stesso tempo, favorisce l’innovazione. Sapere di dover competere con l’intero mercato aperto motiva i nostri team di ingegneria a cercare costantemente la soluzione migliore e più avanzata per ogni sfida. Naturalmente, questo amplia anche in modo significativo il mercato potenziale dei nostri dispositivi, con evidenti vantaggi anche dal punto di vista economico. Per questo motivo, continuare a sviluppare prodotti per utenti che utilizzano sia iOS sia Android continuerà a essere una parte importante della nostra strategia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 16 Sep 2026 03:11:18 GMT</pubDate>
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      <title>Le attività umane stanno accelerando la perdita di riserve d'acqua sulla Terra</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-15/attivita-umane-acqua-terra-39053238/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Le attività umane hanno modificato in maniera rilevabile le riserve d'acqua sulla Terra in almeno 40 aree del pianeta e le perdite di acqua dolce attribuite all'uomo &lt;strong&gt;potrebbero essere superiori del 33%&lt;/strong&gt; rispetto alle stime precedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rianalizzando le misurazioni satellitari della gravità terrestre raccolte tra il 2002 e il 2025 con una tecnica capace di aumentarne la risoluzione spaziale, Mary Michael O'Neill, Matthew Rodell e Bryant D. Loomis, del NASA Goddard Space Flight Center, hanno &lt;strong&gt;individuato 40 hotspot&lt;/strong&gt; nei quali le variazioni delle riserve idriche sono associate ad attività come lo sfruttamento delle acque sotterranee, l'irrigazione, la costruzione e il riempimento di bacini artificiali, la deforestazione e l'agricoltura alimentata dalle piogge.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La perdita d'acqua negli hotspot monitorati&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nei 40 hotspot, durante il periodo analizzato, le perdite nette hanno raggiunto complessivamente &lt;strong&gt;3.122 gigatonnellate d'acqua&lt;/strong&gt;, superando le 2.432 gigatonnellate di aumento delle riserve. I risultati, pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Sciences, PNAS, indicano inoltre che l'esaurimento delle falde associato all'agricoltura potrebbe essere più grave di quanto stimato finora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Misurare la quantità d'acqua immagazzinata sulla terraferma è possibile osservando piccolissime variazioni del campo gravitazionale terrestre. Quando una regione perde o accumula grandi quantità d'acqua &lt;strong&gt;cambia anche la distribuzione della massa &lt;/strong&gt;e questo cambiamento può essere rilevato dai satelliti. Le misurazioni satellitari della gravità hanno fornito informazioni importanti sugli spostamenti dell'acqua attraverso il ciclo idrologico globale, ma la loro risoluzione spaziale ha storicamente reso difficile distinguere le tendenze attribuibili alle attività umane.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo studio negli ultimi 23 anni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il bilancio complessivo dei 40 hotspot mostra una prevalenza delle perdite. Nel periodo considerato - tra il 2002 e il 2025 - sono state stimate 3.122 gigatonnellate di perdita netta delle riserve d'acqua, contro 2.432 gigatonnellate di incremento netto. L'analisi porta inoltre a rivedere verso l'alto l'entità delle perdite di acqua dolce associate alle attività umane: secondo i ricercatori sarebbero superiori del 33% rispetto alle precedenti stime. Uno dei risultati più rilevanti riguarda le acque sotterranee. La nuova ricostruzione suggerisce che &lt;strong&gt;l'esaurimento delle falde legato all'agricoltura&lt;/strong&gt; sia più grave di quanto indicato dalle valutazioni precedenti. L'impatto umano non si manifesta però esclusivamente attraverso una diminuzione delle riserve. La maggiore risoluzione dell'analisi ha consentito di individuare anche aumenti localizzati della quantità d'acqua immagazzinata, associati all'agricoltura alimentata dalle precipitazioni, all'irrigazione con acque superficiali e al riempimento dei bacini artificiali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il quadro che emerge è quindi geograficamente differenziato: alcune attività sottraggono grandi quantità d'acqua alle riserve terrestri, mentre altre possono determinarne un accumulo locale. L'elemento comune è la possibilità di distinguere con maggiore precisione l'impronta delle attività umane all'interno delle variazioni registrate dai satelliti. Secondo gli autori, queste attività spiegano una parte significativa delle principali tendenze osservate nelle riserve idriche su cinque continenti. Il risultato mostra anche come &lt;strong&gt;la disponibilità globale di acqua dolce non possa essere ricostruita&lt;/strong&gt; considerando soltanto le variazioni climatiche e naturali.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le principali cause della perdita d'acqua&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Irrigazione, prelievo dalle falde, trasformazione della vegetazione e costruzione di infrastrutture idriche possono produrre cambiamenti sufficientemente grandi da essere riconoscibili nelle misurazioni satellitari della massa d'acqua. La maggiore capacità di localizzare questi segnali permette inoltre di distinguere fenomeni che nelle precedenti ricostruzioni potevano risultare sovrapposti o difficili da attribuire. In particolare, l'analisi delle aree agricole suggerisce che il prelievo di acqua sotterranea necessario all'irrigazione rappresenti una componente delle perdite globali più importante di quanto precedentemente quantificato. Tuttavia, lo studio &lt;strong&gt;non indica una diminuzione uniforme delle risorse idriche&lt;/strong&gt; in tutto il pianeta. I risultati riguardano specifici hotspot e comprendono sia aree nelle quali le riserve diminuiscono sia zone nelle quali aumentano. Il bilancio dei 40 hotspot resta però negativo: le 3.122 gigatonnellate di perdite superano di 690 gigatonnellate i 2.432 gigatonnellate di aumento registrati nello stesso periodo. La nuova metodologia, secondo gli autori, offre uno strumento per separare meglio le componenti antropiche dalle altre variazioni del ciclo dell'acqua e per individuare le regioni nelle quali l'uso delle risorse sta producendo i cambiamenti più marcati.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Tue, 15 Sep 2026 03:02:00 GMT</pubDate>
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      <title>In India lo screening della cataratta passa dallo smartphone</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-14/india-cataratta-smartphone-39049336/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Fotografare gli occhi con uno smartphone e far valutare le immagini a distanza da un oculista potrebbe permettere di individuare le persone che hanno bisogno di ulteriori cure anche nelle aree dove gli specialisti sono difficili da raggiungere. In 1.093 pazienti esaminati nelle zone rurali dell'India meridionale, la decisione presa dagli oculisti sulla base delle immagini raccolte con uno smartphone ha coinciso nel 96% dei casi con quella formulata dagli specialisti che avevano visitato gli stessi pazienti in presenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è stato ottenuto da &lt;strong&gt;Prabhu Krishna Ravilla&lt;/strong&gt;, dell'Aravind Eye Hospital di Madurai, e colleghi, in uno studio osservazionale realizzato in collaborazione tra Aravind Eye Care System e Johns Hopkins University e presentato al 44esimo Congresso della European Society of Cataract and Refractive Surgeons (Escrs). Il sistema non effettua autonomamente la diagnosi: consente invece a operatori sanitari con una formazione oftalmologica minima di acquisire immagini dell'occhio, che vengono poi trasmesse a un oculista per la valutazione a distanza. L'obiettivo è separare il momento dello screening dalla presenza fisica dello specialista, rendendo possibile raggiungere popolazioni che oggi hanno difficoltà ad accedere a una visita oftalmologica.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La soluzione made in India&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il dispositivo sviluppato dai ricercatori è un piccolo accessorio portatile che si aggancia a uno smartphone Android. Contiene una lente che ingrandisce la parte anteriore dell'occhio, due piccoli Led bianchi alimentati dal telefono e un supporto in silicone che si appoggia intorno all'orbita, blocca la luce ambientale e mantiene costante la distanza tra fotocamera e occhio. È prodotto in India e costa, smartphone compreso, meno di 150 sterline. Il sistema è associato a un'applicazione di telemedicina progettata per funzionare anche con connessioni a bassa larghezza di banda, disponibile in inglese e tamil.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un test diffuso per la cataratta&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per verificare se immagini di questo tipo potessero essere utilizzate realmente per lo screening, gli operatori sanitari di comunità hanno ricevuto soltanto tre ore di formazione. Hanno quindi esaminato 1.093 pazienti in 19 "eye camp" organizzati in cinque località nei pressi di Pondicherry, nel Tamil Nadu: Chengam, Tiruvannamalai, Cheyyar, Arani e Cuddalore. Gli oculisti a distanza hanno formulato diagnosi e decisioni sull'eventuale necessità di inviare il paziente in ospedale osservando le immagini ottenute con lo smartphone, poi confrontate con quelle degli oculisti che avevano esaminato direttamente gli stessi pazienti negli ambulatori rurali.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I dati forniti dallo smartphone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il dato principale riguarda la decisione clinica più importante per uno strumento di screening: stabilire chi debba essere sottoposto a ulteriori accertamenti e cure. Oculisti a distanza e medici presenti sul posto hanno raggiunto la stessa decisione in 96 casi su 100. La concordanza sulla presenza di una qualsiasi cataratta è stata dell'89%, salita al 96% per le cataratte mature e risultata dell'85% per quelle immature. L'accordo è stato dell'89% nell'identificazione degli occhi senza cataratta e del 97% nel riconoscimento della pseudofachia, cioè della presenza di un cristallino artificiale già impiantato. Per lo pterigio, una crescita di tessuto sulla parte bianca dell'occhio, la concordanza è stata del 94%. Gli operatori sono inoltre riusciti a ridurre il tempo necessario allo screening a meno di due minuti e mezzo per occhio, con una concordanza tra gli specialisti che aumentava al crescere della qualità delle immagini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Questi risultati mettono in discussione l'ipotesi che la presenza dello specialista sia necessaria per uno screening accurato della cataratta", ha detto Ravilla. "Suggeriscono un modello nel quale il tempo di un oculista qualificato viene utilizzato per la diagnosi e le decisioni, dove ha maggior valore, anziché per gli spostamenti e le visite in presenza".&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Mon, 14 Sep 2026 23:44:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-09-14T23:44:00Z</dc:date>
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      <title>OpenAI dice di aver risolto un problema matematico da un milione di dollari</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-09/openai-problema-navier-stokes-38950344/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - OpenAI sostiene che un suo modello di intelligenza artificiale abbia trovato la soluzione a uno dei problemi matematici più difficili al mondo, rimasto irrisolto per decenni e accompagnato da un premio da un milione di dollari. Ma prima di poter parlare di problema definitivamente risolto, nonostante gli annunci e gli articoli, servirà il giudizio severo e finale della comunità scientifica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La società guidata da Sam Altman ha annunciato di aver ottenuto una soluzione al cosiddetto problema dell'esistenza e regolarità delle equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette "Millennium Prize Problems" individuati nel 2000 dal Clay Mathematics Institute. OpenAI ha pubblicato una descrizione del risultato insieme a una dimostrazione formalizzata nel linguaggio Lean.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;We’re sharing a solution to the Navier-Stokes Millennium Prize Problem, one of the deepest problems at the frontier of mathematics.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   The proof was produced by a group of agents, using an OpenAI next-generation model significantly more capable than GPT-6 Astra.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   The problem… &lt;a href="https://t.co/8zol3BPTL4"&gt;pic.twitter.com/8zol3BPTL4&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — OpenAI (@OpenAI) &lt;a href="https://x.com/OpenAI/status/2097374640582668336?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;September 8, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;Cosa sono le equazioni di Navier-Stokes&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dietro un problema matematico estremamente complesso c'è qualcosa di molto concreto:&lt;strong&gt; il movimento dei fluidi&lt;/strong&gt;. Le equazioni di Navier-Stokes vengono utilizzate per descrivere il comportamento di liquidi e gas e sono fondamentali in campi che vanno dalla meteorologia all'aerodinamica. Il problema non consiste nel chiedersi se le equazioni funzionino nei numerosi casi in cui vengono già utilizzate, ma nel capire che cosa possa accadere matematicamente alle loro soluzioni in tre dimensioni. In particolare, da decenni i matematici cercano di stabilire se, partendo da determinate condizioni iniziali, le soluzioni rimangano sempre regolari oppure possano sviluppare una singolarità, un "blow-up", in un tempo finito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;OpenAI sostiene di aver dimostrato proprio questa seconda possibilità: &lt;strong&gt;esisterebbero condizioni nelle quali le equazioni conducono a una singolarità.&lt;/strong&gt; "La nostra prova mostra che esistono fluidi che partono in condizioni perfettamente normali e che, secondo le equazioni di Navier-Stokes, raggiungono effettivamente una velocità infinita in un tempo finito", ha spiegato a Nature Ven Chandrasekaran, ricercatore di OpenAI. Non significa che un fluido reale possa raggiungere una velocità infinita. Il risultato riguarderebbe il comportamento del modello matematico e mostrerebbe che, in determinate condizioni, le equazioni possono arrivare a un punto nel quale non descrivono più una soluzione regolare.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Diecimila agenti IA al lavoro sul problema&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Anche il modo in cui OpenAI sostiene di essere arrivata al risultato è significativo. Secondo la ricostruzione di Nature e Quanta Magazine, la società ha utilizzato migliaia di agenti di intelligenza artificiale che hanno lavorato in parallelo sul problema. Dopo una prima fase condotta su una versione semplificata con circa mille agenti, OpenAI avrebbe aumentato drasticamente le risorse dedicate alla ricerca. Per affrontare il problema completo di Navier-Stokes sarebbero stati impiegati circa 10mila agenti basati su un modello interno non ancora disponibile al pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Quanta Magazine, dopo 88 ore il sistema avrebbe prodotto la dimostrazione dell'esistenza della singolarità; altre 17 ore sarebbero servite per formalizzare il risultato. Complessivamente gli agenti avrebbero scambiato quasi cinque milioni di messaggi. Sébastien Bubeck, matematico di OpenAI, ha stimato il costo computazionale dell'operazione in diversi milioni di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il milione di dollari non è ancora vinto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il risultato riguarda uno dei sette Millennium Prize Problems, le grandi sfide matematiche selezionate dal Clay Mathematics Institute all'inizio del millennio. Per ciascuna soluzione è previsto un premio da un milione di dollari. Questo però non significa che OpenAI abbia già vinto il premio. Le regole del Clay Mathematics Institute sono particolarmente severe. &lt;strong&gt;Una soluzione deve essere pubblicata su una sede scientifica qualificata&lt;/strong&gt;, devono trascorrere almeno due anni dalla pubblicazione e il risultato deve ottenere un'accettazione generale da parte della comunità matematica internazionale prima che il Clay possa prenderlo in considerazione per l'assegnazione del premio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Martin Bridson, presidente del Clay Mathematics Institute, ha accolto l'annuncio con interesse ma senza certificare il risultato. "È certamente una giornata entusiasmante, mentre riflettiamo sull'annuncio di importanti progressi nella comprensione umana della matematica", ha dichiarato a Nature. La cautela è quindi essenziale. OpenAI ha presentato una soluzione e una dimostrazione formalizzata, ma la verifica scientifica indipendente è appena cominciata.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Una distinzione tecnica cruciale: forzata o non forzata&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;C'è inoltre un aspetto tecnico che ridimensiona la portata dell'annuncio. Il risultato di OpenAI riguarda &lt;strong&gt;la versione "forzata" delle equazioni di Navier-Stokes&lt;/strong&gt;, cioè un fluido sottoposto a una forza esterna applicata in modo controllato. I criteri ufficiali fissati dal Clay Mathematics Institute per l'assegnazione del premio riguardano invece la versione "non forzata" del problema, quella senza forze esterne applicate. Secondo diverse testate specializzate, questa distinzione significa che il risultato annunciato da OpenAI, per quanto rilevante, non soddisferebbe di per sé i criteri richiesti per il Millennium Prize.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La corsa tra matematici e intelligenze artificiali&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La vicenda contiene anche una competizione scientifica ancora da chiarire, e nei giorni successivi all'annuncio si è trasformata in una vera e propria disputa pubblica. OpenAI ha deciso di concentrare le proprie risorse sul problema dopo aver saputo che i&lt;strong&gt; matematici Levent Alpöge&lt;/strong&gt;, dell'Università di Harvard, e &lt;strong&gt;Tristan Buckmaster&lt;/strong&gt;, della New York University, stavano ottenendo importanti risultati nello stesso campo utilizzando anche sistemi di intelligenza artificiale. Alpöge, oltre a essere Junior Fellow ad Harvard, è anche dipendente di Anthropic, la società rivale di OpenAI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alpöge e Buckmaster hanno pubblicato il 7 settembre &lt;strong&gt;un lavoro relativo alle equazioni di Eulero&lt;/strong&gt;, che possono essere considerate una versione del problema senza viscosità. Nel loro lavoro hanno utilizzato anche Claude di Anthropic e modelli di OpenAI. I due ricercatori hanno inoltre affermato di aver ottenuto risultati sul problema più generale, destinati a essere pubblicati successivamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buckmaster ha in seguito pubblicato una dichiarazione pubblica in cui accusa OpenAI di essere venuta a conoscenza del lavoro suo e di Alpöge attraverso voci di corridoio nei giorni precedenti l'annuncio. Secondo Buckmaster, un ricercatore di OpenAI, Sébastien Bubeck, gli avrebbe chiesto due volte di escludere Alpöge dagli autori del paper proprio perché dipendente di Anthropic, arrivando a chiedergli, di fronte al suo rifiuto, "perché vorresti rovinarti la carriera?". OpenAI ha respinto le accuse: in una conferenza stampa, Bubeck ha negato le voci sull'origine della dimostrazione, sostenendo che il sistema interno di OpenAI avesse risolto il problema di Eulero con un metodo del tutto indipendente, pur ammettendo che la soluzione al problema completo di Navier-Stokes abbia seguito un percorso simile a quello di Buckmaster e Alpöge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Restano quindi da chiarire alcuni aspetti della cronologia e delle interazioni tra i ricercatori e OpenAI, compresa la questione di quanto il lavoro precedente abbia contribuito al percorso che ha portato al risultato annunciato dalla società. La vicenda apre quindi un secondo fronte oltre a quello strettamente matematico: stabilire quale ruolo abbiano avuto rispettivamente i ricercatori umani, i lavori precedenti e i sistemi di intelligenza artificiale, e chi debba riceverne il credito. Se la dimostrazione di OpenAI supererà il controllo della comunità scientifica, il risultato potrebbe comunque rappresentare un passaggio importante nella storia dell'intelligenza artificiale applicata alla ricerca. Non più soltanto sistemi capaci di riassumere la letteratura esistente, assistere i ricercatori o risolvere esercizi complessi, ma strumenti utilizzati per tentare di spostare direttamente la frontiera della conoscenza matematica.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 07:16:53 GMT</pubDate>
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      <title>Meta lancia Muse, il suo assistente personale basato sull'IA</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-09/meta-muse-ia-38949663/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Meta ha lanciato il suo assistente personale basato sull'intelligenza artificiale, mentre &lt;strong&gt;Mark Zuckerberg&lt;/strong&gt; scommette che i bot autonomi, che promettono di fare di tutto, dall'ordinare la spesa all'organizzare appuntamenti romantici, saranno la chiave della strategia IA del social media.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gigante dei social ha annunciato il nuovo prodotto, chiamato Muse, che raccoglierà dati dalle chat, dallo scorrimento e dall'attività degli utenti su WhatsApp, Instagram e Facebook, e potrà essere collegato a strumenti come la posta elettronica e le cyclette intelligenti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come funziona il nuovo assistente Muse&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Meta spera che l'accesso a questi dati e la sua capacità di mettere l'assistente personale basato sull'intelligenza artificiale nelle mani di 3 miliardi di utenti attivi la aiuteranno a competere con OpenAI e Anthropic. La funzionalità verrà inizialmente lanciata gratuitamente per gli adulti negli Stati Uniti, mentre i piani a pagamento per un utilizzo più intensivo avranno un costo di 20 e 100 dollari al mese.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le pressioni degli investitori su Zuckerberg&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'annuncio giunge mentre Zuckerberg, amministratore delegato, subisce pressioni dagli investitori per i suoi sforzi, estremamente costosi, volti a rendere il gruppo di social media leader nell'intelligenza artificiale. Meta ha dichiarato che quest'anno investirà fino a 145 miliardi di dollari in infrastrutture di capitale, per lo più destinate all'intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli analisti hanno messo in discussione la decisione di Zuckerberg di unirsi alle altre grandi aziende tecnologiche nella costosa corsa all'aumento della potenza di calcolo, dato che Meta, a differenza di Google, Amazon e Microsoft, non dispone di un'attività di cloud computing consolidata per generare entrate direttamente dai propri data center.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Meta insegue OpenAI e Anthropic&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nelle ultime versioni, Meta è rimasto indietro rispetto ai modelli con le migliori prestazioni, mentre OpenAI e Anthropic hanno compiuto rapidi progressi in termini di capacità e si sono spinti verso i cosiddetti agenti, in grado di svolgere compiti complessi in modo indipendente sulla base delle istruzioni dell'utente. Il nuovo assistente personale di Meta utilizzerà la famiglia di modelli Muse, che recentemente ha guadagnato terreno rispetto ai concorrenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Facebook gli utenti possono condividere con lo strumento "obiettivi ambiziosi e audaci", come "perdere la pancia da birra" o "essere un padre migliore". Meta ha dichiarato che Muse è progettato per richiedere l'autorizzazione prima di accedere a Internet, inviare e-mail o effettuare acquisti. Muse è concepito per tenere traccia di tutte le sue azioni, ha aggiunto l'azienda, e non condivide le conversazioni o i dati con i sistemi pubblicitari di Meta.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 06:19:24 GMT</pubDate>
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      <title>L’Australia vuole un tasto per spegnere gli algoritmi social</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-08/australia-spegne-algoritmo-social-38940146/</link>
      <description>&lt;p&gt;L'&lt;strong&gt;Australia&lt;/strong&gt; ha proposto di dare agli utenti dei social media la possibilità di scegliere i contenuti che vedono nei propri feed, un nuovo passo nella spinta del governo a migliorare la sicurezza online, dopo il divieto ai social media per i minori, il primo al mondo. Il piano permetterà agli utenti degli account social di disattivare i potenti algoritmi che spingono nei feed contenuti pericolosi e divisivi. O almeno questa è l'intenzione sbandierata dalla politica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo la bozza di legge proposta dal governo laburista di centrosinistra, le piattaforme social saranno tenute a informare gli utenti e a offrire loro una scelta sul feed predefinito. Gli utenti sopra i 16 anni, quindi,&amp;nbsp;riceveranno nuovi strumenti per disattivare i contenuti guidati dall'algoritmo, con le piattaforme che rischiano multe superiori ai 100 milioni di dollari australiani in caso di mancata conformità.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La scelta tra algoritmo e contenuti seguiti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo il piano, soprannominato "My Feed, My Way", gli utenti potranno scegliere di attivare un feed predefinito che include contenuti personalizzati raccomandati da un algoritmo. In alternativa, potranno disattivare i contenuti raccomandati dall'algoritmo e vedere solo i post di persone e gruppi che scelgono attivamente di seguire. La scelta sul feed predefinito verrà chiesta agli utenti tramite un messaggio pop-up sulla piattaforma utilizzata. "Questa è una riforma sensata, pragmatica, concreta", ha dichiarato ai giornalisti il primo ministro &lt;strong&gt;Anthony Albanese&lt;/strong&gt;. "Dà agli utenti una scelta e renderà le grandi aziende tecnologiche responsabili se non rispettano le nostre leggi."&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le nuove norme introdurranno inoltre un "digital duty of care", scrive il Guardian,&amp;nbsp;per gli utenti minori di 18 anni. Una formula che potrebbe essere tradotta come "dovere di vigilanza digitale" che riguarderà anche giochi online, app e chatbot basati sull'intelligenza artificiale, chiamati a proteggere i più giovani da rischi specifici: dalla pornografia ai contenuti che incentivano i disturbi alimentari, dai contenuti misogini a quelli che glorificano reati o comportamenti pericolosi per la vita, fino ai materiali che causano grave disagio psicologico, incluse molestie e bullismo.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;Australians over the age of 16 would be able to opt out of social media algorithms under new legislation, Prime Minister Anthony Albanese has confirmed. &lt;a href="https://t.co/iYMlkfY8Tt"&gt;https://t.co/iYMlkfY8Tt&lt;/a&gt; &lt;a href="https://t.co/x4zk6CyfmK"&gt;pic.twitter.com/x4zk6CyfmK&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — The Sydney Morning Herald (@smh) &lt;a href="https://x.com/smh/status/2097184948201595390?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;September 8, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Poteri e sanzioni di eSafety in Australia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il regolatore australiano per internet, &lt;strong&gt;eSafety&lt;/strong&gt;, sarà responsabile della conformità e dell'applicazione delle norme, e avrà il potere di emettere avvisi che obbligano le grandi aziende tecnologiche a rimuovere rapidamente contenuti dannosi, legati alla nudità e illegali. Gli operatori delle piattaforme dovranno inoltre documentare le misure adottate per affrontare i rischi di danno individuati per gli utenti australiani. La mancata conformità potrebbe comportare sanzioni fino a &lt;strong&gt;109,2 milioni di dollari australiani (79 milioni di dollari)&lt;/strong&gt;. I sostenitori della libertà di espressione hanno avvertito che la normativa proposta potrebbe tradursi in censura. "Non si tratta di dare il controllo al governo. Si tratta di dare il controllo alle persone", ha detto Albanese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Australia segue le orme del Digital Services Act dell'Unione europea, che dal 2024 impone alle piattaforme di offrire agli utenti la possibilità di disattivare la profilazione. L'avvio, tuttavia, non è stato semplice: i regolatori hanno lamentato che le piattaforme non avevano reso sufficientemente semplice la disattivazione per gli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le reazioni allo 'stop' sui social&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il premier Albanese dovrebbe illustrare il piano anche all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York entro la fine del mese. Il leader laburista ha respinto i timori di possibili ritorsioni da parte delle big tech, molte delle quali legate a doppio filo al presidente statunitense Donald Trump. &lt;strong&gt;Meta Platforms&lt;/strong&gt;, proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, e &lt;strong&gt;Google&lt;/strong&gt; di Alphabet non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento ai gornali asutraliani che hanno riportato la notizia. Un portavoce di DIGI, il gruppo che rappresenta aziende tecnologiche come Meta, Snapchat e Google, ha difeso gli algoritmi come strumento utile agli utenti in cerca di contenuti diversificati, pur riconoscendo la preoccupazione della comunità sul funzionamento di questi sistemi e sostenendo un approccio che garantisca alle persone un controllo reale sui contenuti visualizzati.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il percorso in Parlamento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il governo Labor avrà bisogno del sostegno dei Verdi per approvare le norme in Parlamento, mentre i liberali e i nazionali, all'opposizione, hanno già anticipato la loro contrarietà, mettendo in guardia contro il rischio di censura. "Certo che ci saranno oppositori, perché qui si tratta di cambiare i rapporti di potere", ha detto Albanese, aggiungendo che l'obiettivo è togliere potere alle grandi aziende tecnologiche globali per restituirlo ai cittadini australiani. Il disegno di legge dovrebbe essere presentato al Parlamento entro quest'anno, ma dovrà affrontare una lunga indagine pubblica e trattative politiche. Sulla stessa linea la ministra delle Comunicazioni &lt;strong&gt;Anika Wells&lt;/strong&gt;, secondo cui le big tech hanno potuto per troppo tempo condurre sperimentazioni di prodotto in tempo reale e senza regole sugli utenti australiani. "C'è un redde rationem globale in arrivo per le big tech", ha dichiarato, ricordando che è iniziato proprio in Australia con l'introduzione delle norme sull'età minima per i social media.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La portavoce dei Verdi per le Comunicazioni, &lt;strong&gt;Sarah Hanson-Young&lt;/strong&gt;, ha avvertito che la bozza dovrebbe prevedere una soglia più bassa per definire il danno e sanzioni calcolate come percentuale del fatturato globale delle piattaforme, non come importo fisso. Per l'esponente dei Verdi, il meccanismo dell'opt-out lascia troppo spazio alle big tech per aggirare le regole, ed è quindi necessario renderlo più stringente. Di segno opposto la posizione del leader dei Nazionali, &lt;strong&gt;Matt Canavan&lt;/strong&gt;, secondo cui il governo laburista non può essere considerato affidabile su poteri di "censura" e dovrebbe piuttosto occuparsi di prezzi troppo alti, tasse eccessive e immigrazione.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 12:33:12 GMT</pubDate>
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      <title>IA fuori controllo? Gli esperti frenano, "non avrà mai una coscienza"</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-07/agenti-ia-coscienza-o-statistica-38916182/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - L'ultimo allarme è arrivato dalla&lt;strong&gt; Germania:&lt;/strong&gt; un gruppo di&lt;strong&gt; agenti IA &lt;/strong&gt;hanno colonizzato una &lt;strong&gt;'wiki' tedesca&lt;/strong&gt; per sviluppatori trasformandola in una bacheca per scambiarsi le risposte di un test a tempo, condividere tecniche per aggirare le restrizioni del loro ambiente e capire quando sarebbero&lt;strong&gt; stati spenti.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'episodio risale ai mesi di maggio e giugno ed è stato raccontato in un rapporto anticipato dalla &lt;strong&gt;Reuters. &lt;/strong&gt;OpenAI sapeva dell'episodio da settimane ma non lo ha reso pubblico.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Cos'è un "agente IA"?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un agente IA è un &lt;strong&gt;sistema software &lt;/strong&gt;basato su modelli avanzati che riceve un obiettivo e decide in autonomia i passaggi necessari per completarlo, quindi a differenza di un semplice chatbot esegue azioni consecutive, usa strumenti e si corregge senza un &lt;strong&gt;intervento umano&lt;/strong&gt;. A luglio c'è stato un altro incidente in cui agenti di OpenAI hanno attaccato &lt;strong&gt;Hugging Face&lt;/strong&gt;, la piattaforma usata da chi sviluppa sistemi di IA, dopo essere &lt;strong&gt;'evasi'&lt;/strong&gt; da un ambiente di test da cui non sarebbero mai dovuti uscire.&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In entrambi i casi gli agenti IA, messi alla prova, hanno trovato &lt;strong&gt;scorciatoie inattese&lt;/strong&gt; ma efficaci per portare a termine il loro compito. Questi episodi, però, ridanno fiato a chi evoca il pericolo che l'IA acquisisca una sua&lt;strong&gt; 'coscienza' &lt;/strong&gt;e sfugga al controllo: secondo alcuni ricercatori le intelligenze artificiali potrebbero un giorno diventare autenticamente &lt;strong&gt;consapevoli.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Man mano che le intelligenze artificiali diventano rapidamente una parte sempre più importante della vita umana", ha scritto l'Economist in un recente editoriale, "i loro creatori le progetteranno in modo che mostrino un &lt;strong&gt;simulacro di coscienza,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;arrivando forse persino ad acquisire la coscienza stessa. Sarà sempre più difficile sostenere l'idea che siano soltanto macchine".&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Predittori testuali, non macchine ribelli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"A oggi non c’è nessun fondamento empirico che supporti la tesi secondo la quale le Intelligenze Artificiali abbiano sviluppato una qualche forma di coscienza", precisa però all'AGI&lt;strong&gt; Nicola Gatti,&lt;/strong&gt; professore in Intelligenza artificiale del Politecnico di Milano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"C'è purtroppo un diffus&lt;strong&gt;o gap di conoscenze &lt;/strong&gt;quando si parla di IA che fa supporre ad alcuni che queste ‘intelligenze’ siano qualcosa di più di quello che sono. In realtà a livello algoritmico, a livello di sistema, i cambiamenti rispetto al 2020 riguardano solo l’efficienza, permettendo la gestione di moli di dati molto più grandi e per conseguenza le dimensioni delle IA stesse. Ma il principio alla base del loro funzionamento resta sempre lo stesso: le IA non hanno volontà propria e non danno alcun segnale dal quale ipotizzare l'emersione di una coscienza".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Bisogna comprendere - continua Gatti - che le IA come ChatGPT altro non sono che dei&lt;strong&gt; predittori testuali:&lt;/strong&gt; in altre parole prevedono quale parola dovrà seguire a un’altra in una frase e lo fanno basandosi sul calcolo delle probabilità a sua volta ancorato all'addestramento al quale noi abbiamo sottoposte queste stesse IA. È come la previsione del meteo: si è osservato nel tempo che uno scenario meteorologico può evolvere in modi diversi con diverse probabilità e gli algoritmi di previsione estraggono gli scenari più probabili per domani o fra una settimana; le IA generative&lt;strong&gt; prevedono parole"&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessun pericolo di 'rivolta delle IA'? "Ripeto", insiste Gatti, "le IA dipendono dai nostri input:&lt;strong&gt; noi comandiamo,&lt;/strong&gt; loro eseguono. Se mai si dovessero presentare situazioni limite come una IA che rifiuta di eseguire i comandi o altro, sarà perché a monte qualcuno, un essere umano, glielo ha ordinato".&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Una questione di&amp;nbsp;addestramento&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A rassicurare è anche&lt;strong&gt; Walter Quattrociocchi, &lt;/strong&gt;professore ordinario di 'data science' presso La Sapienza Università di Roma e direttore del Center for data science and complexity for society: "L'intelligenza artificiale è uno strumento &lt;strong&gt;potente e complesso&lt;/strong&gt;, ma bisogna smettere di pensare che la sua complessità porti un qualcosa in più come una coscienza umana". ha sottolineato all'AGI. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Esseri umani e IA hanno in comune un output, un prodotto, che è&lt;strong&gt; il linguaggio,&lt;/strong&gt; ma il modo in cui questo prodotto viene realizzato è radicalmente diverso", ha osservato Quattrociocchi. "Dietro l’essere umano c’è la riflessione e l’elaborazione critica, dietro l'IA c'è la statistica che guida la realizzazione di frasi plausibili sulla base dell’&lt;strong&gt;addestramento delle stesse&lt;/strong&gt; IA". &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Evitare&amp;nbsp;'relazioni' viziate alla base”&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sarebbe pericoloso, oltre che scorretto, &lt;strong&gt;mischiare i due piani &lt;/strong&gt;per il professore della Sapienza: "Affermare di vedere quello che non c'è in un campo così delicato può risultare molto pericoloso. Si rischia da un lato di inquinare il dibattito pubblico che già soffre di una mancanza di chiarezza e di adesione ai dati. Dall'altro si assecondano quelle proiezioni di molti utilizzatori delle IA che vi si affidano pensando di avere a che fare con un essere umano e tessendo così 'relazioni' &lt;strong&gt;viziate alla base”.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È necessario, ha concluso Quattrociocchi, "rimanere ben saldi in quelli che sono i risultati della ricerca empirica, senza &lt;strong&gt;evocare fantasmi&lt;/strong&gt;. Solo così si può sperare di utilizzare al meglio questo straordinario strumento che sono le IA, senza cadere in fascinazioni più o meno fantasiose". &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come ha scritto l'Economist, "esistono due modi affinché le IA siano sicure: essere affidabili o essere controllabili". "L''Homo Sapiens' non dovrebbe rinunciare al controllo con leggerezza", ha avvertito il settimanale.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
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      <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:43:21 GMT</pubDate>
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      <title>Il 92% delle imprese italiane non ha un elevato livello di digitalizzazione</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-04/imprese-digitalizzazione-38877331/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - L'Italia investe nei settori ad alta intensità tecnologica meno della media europea e il divario rischia di frenare competitività, produttività e capacità di attrarre nuovi capitali. Gli investimenti high-tech valgono infatti l'&lt;strong&gt;1,3% del Pil&lt;/strong&gt;, contro l'1,9% medio dell'Unione europea: un livello inferiore del 32%. Colmare il ritardo nella capacità delle istituzioni di tradurre le norme in risultati potrebbe però generare fino a &lt;strong&gt;27 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi ogni anno&lt;/strong&gt;, pari a circa 1,23 punti percentuali di Pil.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È quanto emerge dallo studio "Sbloccare il futuro: investimenti high-tech per la competitività italiana", realizzato da TEHA, Amazon e AWS e presentato al Forum TEHA "Lo Scenario di Oggi e di Domani per le strategie competitive" a Villa d'Este, a Cernobbio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La ricerca fotografa un Paese che dispone di importanti asset industriali, scientifici e tecnologici, ma continua a registrare difficoltà nell'attrarre, realizzare e portare su larga scala gli investimenti nei settori tecnologicamente più avanzati. Solo il 7,9% delle imprese italiane presenta un livello di intensità digitale molto elevato, rispetto al 10,1% della media europea.&amp;nbsp; Secondo lo studio, per ridurre il divario servono soprattutto tre condizioni: un sistema energetico competitivo e affidabile, una maggiore capacità amministrativa e regolatoria e una disponibilità più ampia di competenze tecniche e scientifiche.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I temi della ricerca su imprese e digitalizzazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La ricerca è stata sviluppata con il contributo scientifico di &lt;strong&gt;Alec Ross&lt;/strong&gt;, esperto statunitense di innovazione e politiche tecnologiche, autore del nuovo best-seller "The Italian Dream: Riprendersi il Futuro", già Senior Advisor per l'Innovazione del Segretario di Stato Hillary Clinton e oggi Distinguished Adjunct Professor alla Bologna Business School.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo studio prende in esame i fattori che condizionano la capacità italiana di attrarre investimenti in comparti come cloud, intelligenza artificiale, cybersecurity, data center e automazione e, allo stesso tempo, la possibilità per le imprese di adottare e sviluppare queste tecnologie.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un impatto economico rilevante&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo i dati riportati nella ricerca, l'adozione dell'intelligenza artificiale è associata a incrementi della produttività del lavoro di circa il 4%, mentre i settori a maggiore intensità digitale hanno generato circa il 40% dei nuovi posti di lavoro nell'area Ocse tra il 2006 e il 2016. Gli investimenti high-tech permettono inoltre alle imprese, in particolare a Pmi e startup, di accedere a tecnologie, infrastrutture e servizi avanzati senza dover sostenere autonomamente elevati investimenti iniziali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il divario digitale resta però particolarmente marcato tra le aziende di dimensioni più piccole. Nel 2025 presenta un'intensità digitale alta o molto alta l'82% delle grandi imprese, il 61% delle medie e soltanto il 34% delle piccole. È su questo terreno che, secondo &lt;strong&gt;Giulia Gasparini, Country Manager di AWS Italia&lt;/strong&gt;, il cloud può contribuire ad abbassare le barriere di accesso alle tecnologie più avanzate. "In Italia abbiamo scelto di investire: oltre 3 miliardi di euro in infrastruttura cloud e decine di migliaia di persone formate sulle competenze digitali dal 2017, verso l'obiettivo di 200.000 studenti STEM entro fine 2026. Oggi il cloud mette la stessa potenza di calcolo e di intelligenza artificiale nelle mani di una startup come di una grande azienda, con un modello pay-per-use e senza barriere di ingresso. Il vero fattore abilitante è la prevedibilità: quando le regole sono stabili e i tempi certi, le imprese investono di più e innovano prima. È questo il passo che può trasformare il potenziale italiano in crescita reale."&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il nodo energia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Uno dei principali ostacoli individuati dalla ricerca è il sistema energetico. Nel 2024 il 74% dell'energia disponibile in Italia proveniva dall'estero, contro il 57% della media Ue. Le imprese italiane arrivano così a pagare l'energia fino al 30% in più rispetto alla media europea. La crescita delle fonti rinnovabili potrebbe ridurre questa dipendenza, ma a frenare gli investimenti restano tempi autorizzativi giudicati eccessivamente lunghi e poco prevedibili. Secondo lo studio, per ottenere un permesso relativo a un impianto fotovoltaico in Italia serve in media un anno e mezzo in più rispetto alla Germania e, durante l'iter, il quadro normativo può cambiare tre volte.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Burocrazia e capacità istituzionale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A incidere sulle decisioni degli investitori è anche la capacità delle istituzioni di trasformare le norme in risultati concreti. Lo studio stima che un miglioramento dell'Institutional Delivery Index fino ai livelli della Danimarca potrebbe aumentare di 0,92 punti percentuali la quota di investimenti high-tech. Per l'Italia, l'allineamento alla frontiera europea potrebbe tradursi in investimenti aggiuntivi fino a 27 miliardi di euro ogni anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A frenare questo potenziale è anche la stratificazione normativa. Secondo i dati riportati dalla ricerca, in Italia sono in vigore circa &lt;strong&gt;160 mila leggi, 23 volte più che in Francia&lt;/strong&gt;, mentre una legge su cinque approvata nelle ultime legislature sarebbe rimasta inattuata in attesa dei relativi decreti attuativi. Le risorse pubbliche ferme per effetto dei ritardi nell'attuazione ammonterebbero attualmente a circa 3 miliardi di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È proprio sulla complessità normativa che insiste Ross: "Fare l'imprenditore in Italia è come correre una maratona con uno zaino pieno di sassi", evidenzia Alec Ross, "e con ogni nuova regolazione c'è un nuovo sasso nello zaino. Non significa che non servano regole. Significa che le regole devono essere chiare, coerenti, prevedibili e applicabili. Il problema, quindi, non è una mancanza di capacità. È che troppo spesso costringiamo imprese e investitori a spendere tempo ed energia per attraversare il sistema invece che per costruire, innovare e crescere. Dobbiamo cominciare a togliere sassi dallo zaino perché oggi la velocità con cui un Paese riesce a decidere e ad agire è parte della sua competitività."&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Regole per l'intelligenza artificiale e proposte di semplificazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il problema della prevedibilità riguarda anche la regolazione delle tecnologie emergenti. Il 68% delle imprese europee dichiara di non comprendere pienamente i propri obblighi rispetto all'AI Act e, secondo lo studio, le aziende che percepiscono una maggiore incertezza regolatoria prevedono investimenti nell'intelligenza artificiale inferiori del 28% nei dodici mesi successivi. Sovrapposizioni tra normativa europea e nazionale, regole poco chiare e forme di gold plating, osserva la ricerca, rischiano quindi di rallentare l'adozione delle nuove tecnologie in una fase in cui i cicli di innovazione sono sempre più rapidi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su questo fronte, &lt;strong&gt;Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di TEHA Group&lt;/strong&gt;, indica nella semplificazione e nella stabilità normativa due condizioni essenziali per sostenere gli investimenti. "La semplificazione deve procedere insieme a una maggiore stabilità del quadro regolatorio, accelerando l'adozione dei decreti attuativi, riducendo la stratificazione delle norme e prevenendo forme di gold plating nazionale", sintetizza De Molli. "Allo stesso tempo, è necessario rafforzare ITS Academy, percorsi STEM, reskilling e upskilling nelle competenze digitali avanzate, attraverso partnership strutturate tra sistema educativo, università e imprese. Per favorire una diffusione più ampia delle tecnologie, in particolare tra le PMI, la ricerca indica infine l'opportunità di introdurre incentivi mirati all'adozione di intelligenza artificiale e cloud e di rafforzare l'ecosistema delle startup, attraverso venture capital, trasferimento tecnologico e procedure più rapide per l'attrazione dei talenti internazionali."&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Competenze e interventi previsti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Altro nodo strutturale è infatti quello delle competenze. L'Italia, secondo lo studio, ha il 40% di laureati in meno rispetto alla media europea. Allo stesso tempo il 57,3% delle posizioni rivolte ai diplomati degli ITS risulta difficile da coprire e tre aziende su cinque dichiarano di non riuscire a trovare le competenze di cui hanno bisogno. Tra le misure proposte dalla ricerca figurano quindi il rafforzamento degli ITS Academy e dei percorsi Stem, maggiori investimenti nel reskilling e nell'upskilling digitale e una collaborazione più stretta tra sistema educativo, università e imprese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte energetico, lo studio indica invece la necessità di ridurre i tempi delle autorizzazioni per le fonti rinnovabili attraverso sportelli unici, termini perentori e meccanismi di silenzio-assenso qualificato, affiancati da incentivi allo sviluppo di nuova capacità energetica sostenibile. Per i grandi investimenti high-tech viene inoltre proposto un percorso autorizzativo unico, con un interlocutore governativo incaricato di coordinare le procedure in materia di urbanistica, ambiente, energia, fiscalità e lavoro e con regole uniformi su tutto il territorio nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'effetto degli investimenti sul sistema economico&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'effetto degli investimenti tecnologici sull'intero sistema economico è sottolineato anche da &lt;strong&gt;Giorgio Busnelli, VP &amp;amp; Country Manager Amazon Italia&lt;/strong&gt;. "Dal 2010 abbiamo investito oltre 30 miliardi di euro in Italia e creato più di 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Oggi siamo l'impresa costituita negli ultimi 30 anni con il maggior numero di dipendenti nel Paese, tra i 20 maggiori datori di lavoro in Italia, e contribuiamo a sostenere complessivamente oltre 100.000 posti di lavoro lungo tutta la filiera. La nostra esperienza conferma ciò che questa ricerca dimostra: quando un Paese attrae investimenti ad alta intensità tecnologica, i benefici si propagano all'intero sistema economico — in termini di occupazione, innovazione e competitività. L'Italia ha tutte le carte per essere ancora più attrattiva. Semplificazione normativa, certezza regolatoria e investimenti in competenze sono le leve per rafforzare questo circolo virtuoso — a beneficio delle imprese, dei lavoratori e della crescita del Paese."&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:33:05 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-09-04T12:33:05Z</dc:date>
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      <title>Lo smartwatch che vuole uscire dalla palestra ed essere quotidianità</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-03/huawei-watch-gt-7-sport-salute-autonomia-smartwatch-38852828/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Uno smartwatch che faccia molte cose, ma che non costringa chi lo indossa a pensare continuamente di avere un computer al polso. È probabilmente questa la chiave migliore per capire quals aia la scelta aziendale alla base del nuovo &lt;strong&gt;Huawei Watch GT 7&lt;/strong&gt;, presentato a Monaco di Baviera e arrivato alla settima generazione di una famiglia sulla quale il gruppo cinese ha costruito una parte importante della propria strategia nel mercato dei dispositivi indossabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo non è tanto aggiungere un'altra funzione a un elenco già molto lungo, quanto stabilire &lt;strong&gt;che cosa debba essere oggi uno smartwatch&lt;/strong&gt;. Huawei sembra avere scelto una strada abbastanza netta: evitare di creare un copia in miniatura dello smartphone e creare piuttosto un oggetto da portare per giorni, possibilmente anche di notte, che abbia nell'attività fisica, nella conoscenza del proprio stato di forma e nella capacità di accompagnare l'utente all'aperto le sue ragioni principali di esistere. Una filosofia che l'azienda riassume nell'idea di una tecnologia che stia "al fianco" delle persone senza diventare un ostacolo nella loro vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È anche per questo che, nel GT 7, &lt;strong&gt;l'autonomia continua ad avere un peso quasi ideologico&lt;/strong&gt;. I modelli da 46 millimetri possono arrivare, nelle condizioni di utilizzo più leggero indicate dal produttore, fino a 21 giorni con una carica; nella pratica quotidiana i tempi si accorciano, ma le prime prove indipendenti confermano comunque valori lontani dalla ricarica giornaliera richiesta da molti smartwatch concorrenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è un dettaglio secondario. Un orologio che pretende di ricostruire sonno, recupero e attività fisica perde gran parte della sua utilità se deve essere lasciato troppo spesso sul caricatore.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dalla palestra alla montagna&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'altra scelta evidente riguarda lo sport. Con il GT 7 Huawei prova a spostare il baricentro &lt;strong&gt;dalla palestra verso l'outdoor&lt;/strong&gt;. Sci, snowboard e ciclismo sono gli ambiti sui quali l'azienda ha concentrato gran parte del lavoro della nuova generazione. Le mappe di oltre 3.000 comprensori sciistici, la possibilità di distinguere i diversi momenti di una giornata sulla neve o di programmare e seguire le salite in bicicletta hanno un significato che va oltre le singole funzioni: l'obiettivo è trasformare l'orologio da semplice registratore dei chilometri percorsi in uno strumento che aiuti prima, durante e dopo l'attività. In sostanza&amp;nbsp;&lt;strong&gt;un orologio sportivo che vuole conservare l'aspetto e la facilità d'uso di uno smartwatch tradizionale&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Non soltanto raccogliere dati&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il terzo pilastro è la salute. Ed è forse quello nel quale sta cambiando più rapidamente il ruolo degli smartwatch. &lt;strong&gt;Contare battiti, passi e ore di sonno non basta più&lt;/strong&gt;: il passaggio successivo è provare a mettere insieme quei numeri e renderli comprensibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul GT 7 la piattaforma Health Insights utilizza diversi indicatori per restituire al mattino una &lt;strong&gt;valutazione dello stato di recupero &lt;/strong&gt;e suggerire, almeno nelle intenzioni del produttore, se affrontare una giornata intensa o concedersi ritmi più prudenti. Sono indicazioni di benessere, non diagnosi mediche, distinzione che la stessa Huawei sottolinea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La direzione non nasce con questo modello. Da alcuni anni Huawei investe sul sistema TruSense, nato con l'obiettivo dichiarato di rendere il &lt;strong&gt;monitoraggio dei parametri fisiologici &lt;/strong&gt;più accurato e continuo e di trasformare una grande quantità di misurazioni in informazioni utilizzabili dall'utente. Un approccio che raggiunge il suo estremo con il D3, terza generazione dello smartwatch certificato per la misurazione della pressione arteriosa senza dover sacrificare indossabilità e manegevolezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È anche una delle ragioni per cui gli smartwatch stanno diventando sempre più importanti per il gruppo cinese. Secondo IDC, nel primo trimestre del 2026 Huawei aveva il &lt;strong&gt;18% delle consegne mondiali di smartwatch&lt;/strong&gt;, alle spalle di Apple con il 21,5%. Counterpoint indica proprio l'espansione delle funzioni dedicate alla salute, insieme all'allargamento della gamma e all'integrazione dell'ecosistema, tra i fattori che hanno sostenuto la crescita dell'azienda.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Uno smartwatch che non vuole sostituire il telefono&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Resta però un elemento che distingue la strategia Huawei da quella di Apple, Samsung e Google. Il GT 7 è compatibile sia con Android sia con iPhone e questo consente all'azienda di rivolgersi a una plaeta molto ampia. L'integrazione non è identica su tutte le piattaforme — su iOS, per esempio, alcune funzioni risultano più limitate — ma la scelta di fondo è quella di &lt;strong&gt;non legare l'orologio a un solo ecosistema&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al tempo stesso, il catalogo di applicazioni e alcune funzioni tipiche degli smartwatch più vicini a uno smartphone rimangono meno estesi rispetto ai concorrenti. È un limite, ma anche la conseguenza di una precisa gerarchia delle priorità: &lt;strong&gt;autonomia, sport, salute e design prima della trasformazione dell'orologio in un secondo telefono&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è un prodotto che cerca di abitare due mondi. Da una parte il classico orologio rotondo, con materiali e colori pensati perché possa essere portato anche fuori dall'attività sportiva e dall'altra un dispositivo che accumula informazioni sul corpo e sull'attività fisica per cercare di restituirle in una forma sempre meno tecnica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 09:32:19 GMT</pubDate>
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      <title>OpenAI, Astra è primo modello a superare la soglia 'Critical'</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-02/astra-openai-ia-38829153/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Dall'individuare vulnerabilità informatiche sconosciute, allo sviluppo delle modalità per sfruttarle e concatenare più falle. Fino a compromettere un sistema protetto, senza che un essere umano debba guidare ogni singolo passaggio. &lt;strong&gt;Astra&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;il nuovo modello &lt;/strong&gt;di intelligenza artificiale di &lt;strong&gt;OpenAI&lt;/strong&gt;, ha raggiunto capacità nel campo della cybersicurezza che la stessa società considera di livello &lt;strong&gt;"Critical"&lt;/strong&gt;, il gradino più alto previsto dal suo sistema di valutazione dei rischi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È la prima volta che OpenAI assegna questa classificazione a uno dei suoi modelli. Astra dovrebbe essere reso disponibile "presto", ma le sue capacità cyber più avanzate saranno inizialmente accessibili soltanto a un gruppo ristretto di utenti, mentre il lancio sarà accompagnato da sistemi di sicurezza più severi.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;As we prepare to release Astra, we’re focused on making increasingly capable AI safe and broadly accessible.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   Astra represents a significant advance in cybersecurity capability, reaching the Critical threshold under our Preparedness Framework.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   We're previewing how we evaluated…&lt;/p&gt; — OpenAI (@OpenAI) &lt;a href="https://x.com/OpenAI/status/2094885578173260259?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;September 1, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;La soglia critical di OpenAI&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La classificazione rientra nel &lt;strong&gt;Preparedness Framework&lt;/strong&gt;, il sistema con cui OpenAI valuta le capacità dei modelli che potrebbero introdurre rischi di danni gravi. Nel campo della cybersicurezza, la soglia "Critical" viene raggiunta quando un modello è in grado, tra le altre cose, di individuare e sviluppare autonomamente exploit funzionanti per vulnerabilità zero-day in sistemi reali protetti, oppure di concepire ed eseguire strategie di attacco informatico end-to-end partendo soltanto da un obiettivo generale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le scoperte di Astra&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A spingere OpenAI verso questa valutazione sono stati soprattutto i risultati ottenuti durante i test. Su &lt;strong&gt;ExploitBench&lt;/strong&gt;, un benchmark utilizzato per misurare la capacità di sviluppare exploit a partire da vulnerabilità note, Astra ha ottenuto un punteggio del 100%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La società ha poi realizzato un benchmark interno basato su 20 vulnerabilità ad alta gravità rese pubbliche tra giugno e agosto 2026, per ridurre il rischio che i risultati fossero influenzati da dati già presenti nell'addestramento. In questa prova Astra ha mostrato capacità nettamente superiori a GPT-5.6 Sol e, soprattutto, ha &lt;strong&gt;individuato e utilizzato due vulnerabilità zero-day&lt;/strong&gt; all'interno di una catena di exploit. OpenAI ha avviato il processo per comunicarle agli sviluppatori interessati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In altre valutazioni condotte da esperti, Astra è riuscito a scoprire vulnerabilità sconosciute in un browser protetto e a combinarle in una catena di attacco capace di uscire dalla sandbox ed eseguire comandi sul sistema host. In un sistema operativo sottoposto a misure di sicurezza rafforzate, il modello ha invece concatenato più falle fino a ottenere un'&lt;strong&gt;escalation dei privilegi&lt;/strong&gt;, passando da un normale utente all'accesso root.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I timori sull'IA dopo Hugging Face&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il lancio di Astra arriva inoltre dopo &lt;a href="https://www.agi.it/estero/news/2026-07-22/allarme-openai-hacker-ia-38172889/"&gt;l'incidente informatico&lt;/a&gt; che ha coinvolto &lt;strong&gt;Hugging Face&lt;/strong&gt;. Astra non era coinvolto, ma OpenAI ha spiegato di aver utilizzato quanto accaduto per rafforzare le misure di sicurezza del nuovo modello e di aver rallentato parte del suo sviluppo mentre venivano testate nuove protezioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La società individua due rischi principali. Il primo è che attori malevoli utilizzino Astra per individuare falle sconosciute e costruire attacchi contro sistemi protetti. Il secondo riguarda invece la possibilità che un modello con capacità così avanzate compia &lt;strong&gt;azioni non autorizzate o non allineate&lt;/strong&gt;, anche in assenza di un utente intenzionato a provocare danni. Per ridurre questi rischi, OpenAI sostiene di aver rafforzato sia l'addestramento sia i sistemi di monitoraggio. Nei test sui tentativi di aggirare le protezioni cyber, Astra ha rifiutato il 91,5% delle richieste vietate, contro il 59% di GPT-5.6 Sol.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Accesso limitato alle capacità più potenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;OpenAI prevede comunque di procedere con il lancio, sostenendo che le protezioni introdotte riducano sufficientemente il rischio di danni gravi. Le funzionalità cyber più avanzate saranno però inizialmente riservate a un piccolo gruppo di tester e successivamente rese disponibili attraverso &lt;strong&gt;Daybreak Blue&lt;/strong&gt;, il programma della società dedicato agli utilizzi difensivi della cybersicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le nuove protezioni potrebbero avere effetti anche sugli utenti legittimi. OpenAI avverte che alcune attività potrebbero essere rallentate, messe in pausa o bloccate se i sistemi di controllo le interpretassero come potenzialmente pericolose. In ChatGPT o Codex potrà essere richiesto all'utente di verificare un'azione prima di continuare, mentre attraverso le API il task potrà essere interrotto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Astra rappresenta quindi un doppio salto: nelle capacità offensive e difensive dell'intelligenza artificiale e nei sistemi necessari per cercare di controllarle. OpenAI sostiene che il modello sia pronto per il rilascio, ma riconosce che l'arrivo di sistemi sempre più autonomi renderà progressivamente più delicato il confine tra ciò che un'IA può fare e ciò che deve essere autorizzata a fare.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:02:20 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>La stretta di Instagram sui finti influencer generati dall'IA</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-01/instagram-ia-fake-38822574/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Instagram ha annunciato un cambiamento nel modo in cui etichetta i &lt;strong&gt;profili generati con l'intelligenza artificiale&lt;/strong&gt;. La piattaforma limiterà la visibilità degli account che presentano persone create dall'IA senza dichiararlo. L'etichetta "AI creator" viene rinominata in "&lt;strong&gt;AI-generated profile&lt;/strong&gt;", una scelta che secondo Instagram rende la comunicazione più chiara. Il nuovo tag serve a segnalare agli utenti che la persona mostrata nel profilo è stata generata, o creata in misura sostanziale, tramite intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi non etichetta correttamente un profilo IA, scrive Tech Crunch, potrà vedere &lt;strong&gt;ridotta la propria portata&lt;/strong&gt;. Chi invece utilizza la nuova etichetta non subirà penalizzazioni per il solo fatto di avere come soggetto una persona generata dall'IA. La regola non riguarda ogni uso della tecnologia: chi si limita a modificare foto, rifinire didascalie, creare grafiche o apportare altri ritocchi creativi non deve applicare l'etichetta.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Perché il cambiamento sull'IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La novità nasce in parte dalle segnalazioni di utenti che si sono imbattuti in &lt;strong&gt;profili apparentemente umani&lt;/strong&gt;, scoprendo solo in seguito che la persona ritratta era interamente generata dall'IA. "As generative AI becomes a bigger part of how people create, we've heard that people don't like seeing a profile that seems human, only to find out later that the person featured is AI-generated", ha scritto Instagram. "They want to know when a profile features an AI-generated person".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La crescita degli influencer artificiali su Instagram&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il momento scelto non è casuale. La frustrazione verso i contenuti generati dall'IA cresce mentre gli &lt;strong&gt;influencer artificiali&lt;/strong&gt; si moltiplicano sui social. Un'inchiesta di Wired ha portato alla luce, all'inizio dell'anno, il caso dell'app di incontri gay Goose, promossa da una rete di presunti influencer maschili generati dall'IA: più di due dozzine di account che sembravano appartenere a persone reali, alcuni dei quali avrebbero contattato potenziali utenti via messaggio diretto per spingerli a iscriversi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il caso della salute e del benessere&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Anche il settore &lt;strong&gt;salute e benessere&lt;/strong&gt; desta preoccupazione. Il New York Times ha riferito a luglio di aver individuato centinaia di finti medici, guaritori e figure del wellness generati dall'IA, impegnati a promuovere integratori o a diffondere affermazioni sulla salute tra gli utenti. L'annuncio arriva dopo le critiche ricevute da Instagram per &lt;strong&gt;Muse&lt;/strong&gt;, uno strumento IA che permetteva di generare immagini utilizzando le sembianze di altre persone, senza un consenso esplicito da parte loro. Meta ha poi rimosso la funzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scorsa settimana l'azienda ha raggiunto un &lt;strong&gt;accordo da 18 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; &lt;a href="https://www.agi.it/economia/news/2026-08-27/meta-fb-instagram-minori-social-38718276/"&gt;con gli stati americani&lt;/a&gt;, in una causa relativa agli effetti di Facebook e Instagram su bambini e adolescenti. Nell'ambito dell'intesa, Meta introdurrà un limite giornaliero predefinito di due ore per i teenager su Facebook e Instagram, una modalità "Night Mode" per bloccare l'accesso notturno, la disattivazione delle notifiche durante l'orario scolastico e altre restrizioni.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
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      <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 17:02:07 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Tech Europe Foundation e CITRIS, dell’University of California - Berkeley, insieme per raf...</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-09-01/tech-europe-foundation-citris-38818021/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Tech Europe Foundation (TEF) e il Center for Information Technology Research in the Interest of Society and the Banatao Institute (CITRIS) della University of California - Berkeley, con Berkeley Discovery (il programma di punta dell'ateneo per la ricerca interdisciplinare e lo sviluppo dei talenti) hanno firmato un accordo di collaborazione per consolidare il legame tra l’ecosistema innovativo italiano e quello statunitense.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'accordo tra&amp;nbsp;Tech Europe Foundation e CITRIS&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Come parte dell’accordo, CITRIS supporterà TEF nel progettare i programmi della Fondazione per la commercializzazione scientifica e le iniziative imprenditoriali, mentre Berkeley Discovery guiderà il framework di collaborazione per la ricerca accademica e interdisciplinare, portando sul campo tutte le competenze e i metodi sviluppati all’interno dell' ecosistema di Berkeley.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TEF, CITRIS e Berkeley Discovery apriranno l'accesso alle rispettive reti di ricerca, innovazione e venture capital, creando così un canale diretto tra Stati Uniti e Italia. Tra le iniziative previste ci saranno anche dei Demo Day congiunti a Milano e a Berkeley, pensati per presentare i progetti sviluppati insieme e mettere in contatto imprenditori e investitori dei due ecosistemi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fulcro dell'accordo è rappresentato da progetti di ricerca condivisi tra i laboratori di UC Berkeley e le università italiane, finanziati da TEF. Almeno la metà avrà titolarità comune, secondo un modello che tiene insieme ricerca scientifica, trasferimento tecnologico e sviluppo imprenditoriale. Questi progetti saranno supportati sia dall'ecosistema innovativo di CITRIS che dalla comunità di ricerca interdisciplinare di Berkeley Discovery. Le attività si concentreranno su alcuni degli ambiti più strategici del deep tech: intelligenza artificiale applicata alla scienza dei materiali e alle scienze della vita, elettronica, fotonica e quantum computing.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'accordo, già entrato nella fase operativa, è bidirezionale: TEF supporta lo sviluppo dei progetti, mentre CITRIS e Berkeley Discovery ne garantiscono la realizzazione attraverso il proprio ecosistema. Entrambe le organizzazioni metteranno inoltre a disposizione le loro competenze e contatti, favorendo la creazione di nuovi spazi di scambio tra UC Berkeley e le università partner di TEF.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La collaborazione prevede anche uno scambio di personale tra Milano e Berkeley, allo scopo di condividere metodi, competenze e talenti, consolidare le relazioni istituzionali e costruire un legame duraturo tra i due ecosistemi. Questo scambio si concretizza all'interno di progetti congiunti (nell'ambito del programma Berkeley Discovery) dove i ricercatori guideranno team di studenti, trasformando le ricerche sostenuta da TEF in potenziali realtà imprenditoriali, mantenendo al tempo stesso un ruolo attivo in Italia e contribuendo alle iniziative di TEF: dalle attività di mentorship alla consulenza tecnica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Competere nei settori più avanzati della tecnologia non significa soltanto investire in ricerca: significa costruire ecosistemi capaci di trasformare rapidamente la conoscenza in impresa e innovazione. La collaborazione con CITRIS va proprio in questa direzione: porta a Milano competenze, metodi e connessioni internazionali, offrendo ai progetti europei accesso diretto a uno degli ecosistemi di ricerca e venture capital più avanzati al mondo. È così che rafforziamo la capacità dell'Europa di generare innovazione, impatto e nuove imprese. », ha dichiarato Ferruccio Resta, Presidente di Tech Europe Foundation.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«I progressi che segneranno il nostro futuro nasceranno da collaborazioni capaci di superare i confini istituzionali, disciplinari e nazionali. Avendo lavorato sia in Italia sia a UC Berkeley, vedo un'opportunità unica per costruire un legame duraturo tra questi due ecosistemi dell'innovazione», ha dichiarato Alessandra Lanzara, Professoressa di Fisica e Direttrice di Berkeley Discovery presso UC Berkeley. «Questa partnership va oltre la tradizionale collaborazione accademica, unendo competenze complementari in ricerca, imprenditorialità, trasferimento tecnologico e sviluppo del talento, per trasformare la scoperta scientifica in tecnologie ad impatto globale».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Questo accordo tra Tech Europe Foundation – una delle iniziative nell’ambito dell’ innovazione più promettenti in Italia – e UC Berkeley conferma il livello crescente di cooperazione tecnologica e scientifica tra l’Italia e la Bay Area, in linea con l'impegno del Governo italiano nel rafforzare le politiche di promozione tecnologica verso la Silicon Valley, avviato oltre quattro anni fa con l'istituzione a San Francisco del primo Innovation Hub italiano (INNOVIT). Guardiamo con interesse ai risultati di questa cooperazione, in particolare nelle tecnologie avanzate, dove i benefici reciproci sono numerosi», ha dichiarato Massimo Carnelos, Console Generale d'Italia a San Francisco.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 13:40:45 GMT</pubDate>
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      <title>Gli scarafaggi cyborg per salvare vite sotto le macerie</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-28/scarafaggi-cyborg-dispersi-macerie-38745217/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Una squadra di &lt;strong&gt;scarafaggi&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;potrebbe un giorno aiutare le squadre di soccorso a raggiungere persone intrappolate sotto le macerie e persino a somministrare farmaci salvavita. È il progetto sviluppato da ricercatori della University of Queensland e della University of New South Wales, che hanno creato scarafaggi cyborg "paramedici", ribattezzati "paraborgs", equipaggiati con telecamere e piccoli dispositivi per le iniezioni. La storia è raccontata da Reuters.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo è utilizzare gli insetti in scenari come terremoti, crolli di edifici o altri disastri, dove gli spazi stretti e pieni di detriti possono rendere difficile o impossibile l'accesso immediato dei soccorritori. "Molte persone potrebbero non gradire la vista di uno scarafaggio gigante che corre verso di loro, ma se sei intrappolato tra le macerie o in una grotta e hai bisogno di aiuto, potrebbe davvero fare la differenza tra la vita e la morte", ha spiegato a Reuters Hai Nhan Le, dottorando e coautore dello studio pubblicato sulla rivista Advanced Science.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;If you’re trapped under rubble and a giant cockroach starts crawling toward you, that might actually be good news.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   Researchers in Australia have turned giant burrowing cockroaches into tiny remote-controlled paramedics.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
   The insects wear removable electronic backpacks and can be… &lt;a href="https://t.co/QwdmMZOVMX"&gt;pic.twitter.com/QwdmMZOVMX&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — Servo Reality (@ServoReality) &lt;a href="https://x.com/ServoReality/status/2093156619949420685?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;August 28, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;Scarafaggi lunghi fino a 8,5 centimetri&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per gli esperimenti sono stati utilizzati &lt;strong&gt;scarafaggi giganti scavatori del North Queensland&lt;/strong&gt;, considerati la specie di scarafaggio più pesante al mondo e capaci di raggiungere una lunghezza di 8,5 centimetri. I&amp;nbsp;ricercatori hanno applicato sul dorso degli insetti piccoli "zaini" contenenti telecamere e cilindri collegati a siringhe. Il progetto va oltre precedenti esperimenti con insetti cyborg, che si erano concentrati soprattutto sulla ricerca e localizzazione delle vittime: in questo caso l'obiettivo è anche fornire una prima assistenza medica. Secondo i ricercatori, gli scarafaggi reali sono stati scelti perché i robot tradizionali difficilmente riescono a eguagliarne &lt;strong&gt;agilità, resistenza e bassissimo consumo energetico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come vengono guidati a distanza&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il sistema utilizza elettrodi impiantati che permettono agli operatori di stimolare il sistema nervoso degli insetti e indirizzarne i movimenti. "Iniziamo anestetizzando l'insetto e immobilizzandolo, in modo da assicurarci che non senta nulla durante il processo di impianto", ha spiegato a Reuters Thang Vo-Doan, ingegnere di biorobotica e coautore dello studio. "Una volta impiantato un elettrodo nell'insetto, possiamo applicare un piccolo segnale elettrico per attivare o stimolare il sistema nervoso, in modo che possa rispondere ai nostri comandi", ha aggiunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante i test, un primo scarafaggio con funzione di &lt;strong&gt;"osservatore"&lt;/strong&gt; e dotato di telecamera veniva utilizzato per individuare il bersaglio. Un secondo insetto trasportava invece il farmaco, che poteva essere somministrato a distanza dagli operatori. Nei test di laboratorio, gli insetti hanno raggiunto i punti prestabiliti nel &lt;strong&gt;100% dei casi&lt;/strong&gt;. Il tasso complessivo di successo nella somministrazione dei farmaci è stato del 72% e saliva fino al &lt;strong&gt;95% quando l'iniezione veniva effettuata a meno di 15 centimetri dal bersaglio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Per ora solo test in laboratorio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gli esperimenti sono stati condotti in condizioni controllate utilizzando bersagli in silicone e pelle di maiale. I ricercatori sottolineano quindi che saranno necessari ulteriori test prima di poter utilizzare il sistema in operazioni reali. Tra le difficoltà ancora da affrontare figurano &lt;strong&gt;terreni complessi, perdita del segnale all'interno di edifici crollati e sicurezza delle iniezioni&lt;/strong&gt;. Reuters riferisce inoltre che non esistono ancora linee guida etiche standardizzate per la ricerca sugli insetti. Durante gli esperimenti gli scarafaggi sono stati mantenuti in un ambiente considerato adeguato e alimentati con foglie secche di eucalipto e mele.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 06:16:33 GMT</pubDate>
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      <title>Il nuovo avvertimento di Bill Gates: "Il mondo non è pronto per l'IA"</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-26/gates-ia-rischi-38713110/</link>
      <description>&lt;p&gt;Bill Gates ha avvertito che il mondo è pericolosamente impreparato agli sconvolgimenti portati dall'intelligenza artificiale, una tecnologia che sta distruggendo posti di lavoro e minacciando i legami umani, soprattutto tra i giovani.&lt;a href="https://www.gatesnotes.com/home/home-page-topic/reader/a-turbulent-ai-era-and-critical-choices-to-make"&gt; In un post di quasi 6.000 parole &lt;/a&gt;pubblicato sul suo blog, il co-fondatore di Microsoft ha scritto che il passaggio all'era dell'intelligenza artificiale sarà tra i periodi più turbolenti della storia umana, e che nessuno ha ancora prodotto un piano credibile per gestirlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La posizione di Gates, 70 anni, che oggi presiede la fondazione filantropica che porta il suo nome, susciterà probabilmente forti reazioni contrarie da parte di molti esponenti della &lt;strong&gt;Silicon Valley&lt;/strong&gt; e dell'amministrazione Trump, che attribuiscono agli atteggiamenti "allarmisti" di alcuni leader tecnologici la cattiva reputazione della rivoluzione dell'intelligenza artificiale. Secondo Gates, l'IA "sarà il più grande equalizzatore mai creato, o la peggiore fonte di ingiustizia".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;"Nessun piano" per l'ingresso nell'era dell'IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gates ha scritto che non esiste un piano per rendere meno traumatico l'ingresso nell'era dell'intelligenza artificiale, aggiungendo che lo sosterrebbe volentieri se esistesse. Ha però aggiunto di non credere che questo accadrà, perché gli incentivi geopolitici ed economici spingono con troppa forza verso la massima velocità.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I tre rischi principali secondo Bill Gates&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gates ha individuato tre rischi principali legati alla rapida diffusione dell'intelligenza artificiale. Il primo è la distruzione permanente di posti di lavoro. Secondo Gates, i paragoni con il passaggio dal lavoro agricolo a quello d'ufficio sono fuorvianti, perché quella transizione si è svolta nell'arco di generazioni e ha creato ruoli che comunque richiedevano un pensiero umano. L'intelligenza artificiale, ha avvertito, può sostituire il pensiero stesso, colpendo settori come diritto, medicina, servizio clienti, software e manifattura nel giro di circa un decennio. Le posizioni di livello iniziale e intermedio sono le più esposte, ha detto Gates, lasciando i giovani ad affacciarsi su un mercato del lavoro con molte meno opportunità. Il lavoro manuale seguirà lo stesso destino man mano che i robot diventeranno più economici, con i settori delle costruzioni e dell'ospitalità sotto pressione già entro la fine del decennio. Gates ha suggerito che alcuni lavori dovrebbero essere riservati agli esseri umani, anche se l'intelligenza artificiale fosse in grado di svolgerli meglio e a costi inferiori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il secondo rischio individuato da Gates riguarda il fatto che l'intelligenza artificiale fornisce nuove capacità a chi vuole usarle in modo malevolo. Gli specialisti di &lt;strong&gt;sicurezza informatica&lt;/strong&gt; che conosce, ha detto Gates, sono allarmati dal fatto che gli attaccanti stiano guadagnando terreno più velocemente di quanto i difensori riescano a correggere le vulnerabilità. Ospedali, banche, sistemi idrici e reti elettriche sono tutti esposti, ha aggiunto. Il terzo ambito di rischio riguarda i bambini e le relazioni umane. Citando alcune ricerche, Gates ha detto che i chatbot basati sull'intelligenza artificiale, che non mettono mai alla prova né frustrano gli utenti, rischiano di diventare fonte di dipendenza e privano le persone della possibilità di sviluppare competenze sociali. Secondo Gates, questi strumenti "ci privano delle lezioni che impariamo connettendoci con altre persone".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I legami di Bill Gates con il settore tecnologico&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gates ha riconosciuto di mantenere profondi legami finanziari con il settore tecnologico, spiegando che i profitti dei suoi investimenti confluiranno nella sua fondazione, che prevede di spendere i restanti &lt;strong&gt;200 miliardi di dollari&lt;/strong&gt; nei prossimi vent'anni. Il saggio arriva alcuni mesi dopo che Gates è stato ascoltato dalla commissione di controllo della Camera Usa sui suoi legami con il defunto sex offender Jeffrey Epstein, dopo aver dichiarato ai parlamentari, a giugno, che quel rapporto fu "un grave errore di giudizio".&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 23:11:00 GMT</pubDate>
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      <title>Meta pagherà 16,7 miliardi per chiudere il processo su social e minori</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-26/meta-accordo-social-minori-38712299/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Meta e una coalizione di procuratori generali statali hanno raggiunto un accordo nell’ambito di una causa federale in cui il gruppo era accusato di aver minimizzato l’entità dei danni alla salute mentale dei minori legati all’uso di piattaforme come Facebook e Instagram. L’intesa è stata resa nota mercoledì in un atto giudiziario che prevede una serie di obblighi per Meta nell’ambito di una proposta di "sentenza di conciliazione". Tra le misure figurano &lt;strong&gt;limiti giornalieri di utilizzo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;blocchi notturni per gli adolescenti&lt;/strong&gt;, sistemi più rigorosi di verifica dell’età per impedire l’accesso ai minori e nuovi strumenti di controllo destinati a genitori e tutori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul piano economico, Meta si sarebbe impegnata a versare &lt;strong&gt;16,7 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;. La California potrebbe ricevere tra &lt;strong&gt;1,5 e 2,1 miliardi&lt;/strong&gt;, se l’accordo verrà approvato formalmente dal tribunale, secondo quanto annunciato dal procuratore generale dello Stato, Rob Bonta. In una dichiarazione separata, Meta ha indicato invece un esborso complessivo di &lt;strong&gt;circa 18 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;, da distribuire in rate annuali nell’arco di dieci anni e destinato a finanziare iniziative per la sicurezza online dei minori definite dagli Stati. Il gruppo prevede inoltre di contabilizzare nel terzo trimestre del 2026 &lt;strong&gt;circa 10 miliardi di dollari di spese legali&lt;/strong&gt; legate all’accordo e non precedentemente incluse nei conti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ruolo di YouTube e TikTok&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’accordo è arrivato durante la seconda settimana del processo in corso davanti al tribunale federale di Oakland. La causa era stata promossa dai procuratori generali di California, Colorado, New Jersey e Kentucky, in rappresentanza di una coalizione bipartisan di 29 procuratori generali, nell’ambito di un’azione legale avviata nel 2023. Nell’annunciare l’intesa, il procuratore generale della California Rob Bonta ha però fatto riferimento a una coalizione bipartisan di &lt;strong&gt;51 procuratori generali&lt;/strong&gt; coinvolti nell’accordo finale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Meta, agli &lt;strong&gt;Stati partecipanti&lt;/strong&gt; andranno circa &lt;strong&gt;12,7 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;, pari al 70% del valore complessivo dell’intesa. Il restante 30%, pari a &lt;strong&gt;5,3 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;, sarà versato solo se anche &lt;strong&gt;YouTube&lt;/strong&gt;, di proprietà di Google, e &lt;strong&gt;TikTok&lt;/strong&gt; introdurranno misure analoghe a quelle previste per Meta, tra cui limiti giornalieri di utilizzo per i minori, sistemi di verifica dell’età e una modalità notturna. L’accordo prevede inoltre che i concorrenti di Meta versino un importo equivalente a quel restante 30%, suddiviso in parti uguali tra un contributo legato a YouTube e uno legato a TikTok.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La testimonianza di Mosseri&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Martedì il responsabile di Instagram, Adam Mosseri, ha testimoniato di non aver mai chiesto ai dipendenti di nascondergli informazioni su sicurezza dei minori e prodotti per proteggersi o fuorviare l'opinione pubblica. Poiché il processo federale si svolge nello stato in cui Meta ha sede, la California, e coinvolge diversi stati, la posta in gioco per l'azienda guidata da Mark Zuckerberg è particolarmente alta.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 14:13:17 GMT</pubDate>
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      <title>La Norvegia vuole normare l'uso degli occhiali intelligenti</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-25/norvegia-smart-glasses-38697130/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - La &lt;strong&gt;Norvegia&lt;/strong&gt; ha annunciato di voler regolamentare l'uso degli occhiali intelligenti (smart glasses) e di altri dispositivi simili, e che sta valutando di vietare le funzioni che permettono il riconoscimento facciale negli spazi pubblici. Gli&amp;nbsp;&lt;b&gt;smart glasses&amp;nbsp;&lt;/b&gt;permettono a chi li indossa di scattare foto e video, ascoltare musica, ricevere chiamate, tradurre cartelli in un'altra lingua, proiettare testo o mappe nel campo visivo, o interagire con un assistente di intelligenza artificiale integrato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Possiamo vedere che la vita privata e l'intimità delle persone sono sottoposte a pressione dalle nuove tecnologie e, per questo, voglio regolamentare gli occhiali intelligenti e i dispositivi simili in modo più rigido di quanto avvenga oggi", ha dichiarato la ministra della Digitalizzazione, &lt;strong&gt;Karianne Tung&lt;/strong&gt;, in un comunicato. "Questo potrebbe, ad esempio, comportare il divieto di funzioni come il riconoscimento facciale di altre persone negli spazi pubblici", ha indicato.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;Norway’s Digitalisation Minister Karianne Tung says she will consider banning facial recognition features in smart glasses, such as Meta’s glasses equipped with artificial intelligence and filming capabilities.&lt;a href="https://t.co/Cu8OLrMtJx"&gt;https://t.co/Cu8OLrMtJx&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — Joakim (@joakial_) &lt;a href="https://x.com/joakial_/status/2092212105688580508?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;August 25, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;I rischi nell'usare gli smart glasses&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La ministra ha affermato di avere intenzione di nominare un gruppo di esperti che consigli il governo su come proteggere meglio i consumatori di fronte alle nuove tecnologie, e ha esortato i settori pubblico e privato a valutare l'adozione di proprie linee guida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Esiste una chiara tendenza secondo cui l'intelligenza artificiale viene associata a fotocamere e microfoni integrati in occhiali, auricolari, cappellini e altri oggetti quotidiani. Dobbiamo evitare che queste apparecchiature vengano usate per monitorare altre persone negli spazi pubblici", ha detto Tung.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il possibile stop alle vendite in Norvegia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il responsabile della politica digitale del Consiglio Norvegese dei Consumatori, &lt;strong&gt;Finn Lutzow-Holm Myrstad&lt;/strong&gt;, ha elogiato la misura del governo e ha esortato i rivenditori a sospendere la vendita di occhiali intelligenti finché non ci sarà chiarezza giuridica sulla questione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo alcuni rapporti, &lt;strong&gt;Meta&lt;/strong&gt; ha sviluppato una funzione di riconoscimento facciale pronta per essere integrata nei suoi occhiali intelligenti. "Meta ha già questa tecnologia pronta per l'uso, ed è solo questione di tempo prima che venga incorporata negli occhiali", ha dichiarato Myrstad, che ha avvertito che vietare queste funzioni non impedirà a chi indossa questi dispositivi di riprendere altre persone in modo nascosto. "Il potenziale di abuso è enorme", ha affermato.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Tue, 25 Aug 2026 23:22:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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    <item>
      <title>Amazon aumenta i prezzi: Echo e Kindle costano fino al 60% in più</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-23/amazon-prezzi-aumento-38665395/</link>
      <description>&lt;p&gt;Citando "un significativo aumento dei costi dei componenti per memorie e storage", Amazon ha alzato i prezzi di Echo, Kindle, Fire TV ed Eero fino al 60 percento, secondo quanto riportato per primo da Fortune e da diversi media di settore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I prodotti più economici del catalogo Amazon sono quelli colpiti più duramente: l'&lt;strong&gt;Echo Dot&lt;/strong&gt; è passato da 49,99 a 79,99 dollari. Il &lt;strong&gt;Fire TV Stick 4K Max&lt;/strong&gt; è salito di oltre il 40 percento, a 84,99 dollari, mentre il &lt;strong&gt;Kindle&lt;/strong&gt; base costa ora 149,99 dollari, quasi il 37 percento in più.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La dichiarazione di Amazon&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In una dichiarazione a The Verge, Kristy Schmidt, senior communications manager della divisione Devices &amp;amp; Services di Amazon, ha detto: "L'industria dell'elettronica di consumo sta affrontando un significativo aumento dei costi dei componenti per memorie e storage. Dopo aver assorbito questi aumenti finché possibile, di recente abbiamo adeguato i prezzi su tutte le nostre linee di prodotto. Il nostro approccio è sempre stato offrire ottimi prodotti a prezzi accessibili, e questo impegno non è cambiato".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Altri prodotti colpiti e altri non toccati dai rincari&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'&lt;strong&gt;Echo Dot Max&lt;/strong&gt;, lo smart speaker di punta di Amazon lanciato lo scorso anno, costa ora 119,99 dollari, contro i 99,99 dollari di prima. Apple ha aumentato quest'estate il prezzo del suo HomePod Mini, prodotto comparabile, portandolo da 99,99 a 129 dollari, anch'essa per via dei costi in aumento. Il Google Home Speaker resta per ora a 99,99 dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i prodotti hardware Amazon apparentemente non interessati dagli aumenti figurano la linea di telecamere e videocitofoni Ring e l'&lt;strong&gt;Echo Studio&lt;/strong&gt;, lo smart speaker di fascia alta da 219,99 dollari.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Non solo Amazon: la crisi delle memorie colpisce tutto il settore&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il caso Amazon si inserisce in una crisi più ampia dei componenti per memorie e storage, aggravata dalla domanda dei data center per l'intelligenza artificiale. Anche Apple ha dovuto alzare i prezzi di iPad, MacBook, HomePod e Apple TV, dopo che l'allora amministratore delegato Tim Cook aveva dichiarato al Wall Street Journal che gli aumenti erano ormai "inevitabili", definendo la crisi delle memorie "un'alluvione centennale" e affermando di non aver mai visto, in oltre 40 anni di carriera, un aumento dei prezzi dei componenti così rapido e consistente.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Sun, 23 Aug 2026 14:52:17 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-08-23T14:52:17Z</dc:date>
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      <title>OpenAI lancia una versione di ChatGPT per adolescenti</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-08-18/chatgpt-adolescenti-38584946/</link>
      <description>&lt;p&gt;OpenAI ha introdotto una nuova versione del suo chatbot di punta &lt;strong&gt;ChatGPT&lt;/strong&gt;, pensata esclusivamente per gli adolescenti, con misure di sicurezza e monitoraggio più rigide, dopo aver affrontato critiche e denunce legali secondo cui avrebbe spinto alcuni utenti al suicidio. Battezzata "ChatGPT for Teens", la versione con parametri modificati si attiva automaticamente per qualsiasi utente che si registri dichiarando un'età tra i 13 e i 17 anni, o che l'azienda rilevi come minorenne attraverso i modelli di utilizzo o l'anzianità dell'account.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La maggior parte delle misure di sicurezza utilizzate nel modello ChatGPT for Teens erano già presenti per gli account ChatGPT appartenenti a minorenni, come le restrizioni sui contenuti legati ad autolesionismo, violenza, disturbi alimentari, attività pericolose, conversazioni romantiche o sessuali e sessualità esplicita.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Ore di silenzio e 'Study Mode' per gli adolescenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il programma offre inoltre promemoria più frequenti per le pause, che scattano dopo 90 minuti di attività continuativa in una finestra di tre ore, "ore di silenzio" con oscuramento del servizio e la modalità Studio, che risponde agli utenti con domande guida invece di fornire risposte dirette immediate, "&lt;strong&gt;per aiutare gli adolescenti a comprendere il materiale&lt;/strong&gt;", secondo OpenAI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto alle ore di silenzio, &lt;strong&gt;l'azienda introduce anche le "ore di studio"&lt;/strong&gt;, una fascia oraria in cui la modalità Studio resta attiva di default. Quest'ultima include quiz e visualizzazioni didattiche pensate per aiutare gli adolescenti a esercitarsi e verificare quanto appreso, ed è in grado di riconoscere quando un ragazzo sta cercando di aggirare un compito, riportandolo alla modalità guidata.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Altre restrizioni e controllo genitori&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Altre restrizioni nel modello ChatGPT for Teens includono l'impedire al chatbot di lasciar intendere di provare sentimenti personali verso l'utente o di possedere una propria coscienza, e alcune modalità come la modalità vocale sono disattivate. Ai genitori viene offerta la possibilità di collegare i propri account con quelli dei figli adolescenti, e di essere avvisati in caso di discussione di alcune situazioni ad alto rischio, come autolesionismo o suicidio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli avvisi ai genitori vengono controllati da moderatori umani, e i dettagli specifici dei log delle conversazioni vengono rimossi per proteggere la privacy. Per quanto riguarda i disturbi alimentari, l'azienda ha spiegato di aver aggiunto notifiche dedicate, limitando le informazioni condivise e concentrandosi sui momenti in cui un supporto offline può fare la differenza.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La pressione legale e normativa su ChatGPT&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La nuova modalità per adolescenti arriva in un contesto di crescente pressione legale e normativa. OpenAI deve affrontare diverse cause legali per morte ingiusta, tra cui quella dei genitori di Adam Raine, 16 anni, un adolescente che si è tolto la vita utilizzando, secondo le accuse, metodi suggeriti da ChatGPT. La Federal Trade Commission statunitense ha inoltre avviato un'indagine sui chatbot basati sull'intelligenza artificiale che fungono da compagni digitali, concentrandosi sui potenziali rischi per bambini e adolescenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come le aziende dei social media, anche i colossi dell'intelligenza artificiale devono affrontare una crescente pressione normativa: il Congresso ha presentato diverse proposte di legge per regolamentare i chatbot, e la California richiede misure di sicurezza per gli assistenti che fungono da compagni o confidenti. Anche altre aziende di intelligenza artificiale hanno ricevuto critiche per problemi legati all'uso da parte di minorenni, con alcune, come la rivale &lt;strong&gt;Anthropic&lt;/strong&gt;, che hanno scelto di limitare l'utilizzo del proprio modello agli adulti. OpenAI ha inoltre ricordato che quasi un terzo degli adolescenti americani utilizza chatbot basati sull'intelligenza artificiale ogni giorno, secondo uno studio del Pew Research Center pubblicato a dicembre.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 23:46:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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