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    <title>Agi</title>
    <link>https://www.agi.it</link>
    <description>Agi contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 13:00:17 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
    <dc:date>2026-06-08T13:00:17Z</dc:date>
    <dc:language>it-it</dc:language>
    <item>
      <title>IA promossa in grammatica, ma rimandata in cultura: troppe citazioni false</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-06-08/ia-errore-citazione-37446138/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Promossa in grammatica, incerta nella conoscenza culturale: ben il 44% delle risposte dell’&lt;strong&gt;IA&lt;/strong&gt; rientra nella categoria dei contenuti plausibili e il 19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false. &lt;strong&gt;ChatGPT, Gemini, Claude&lt;/strong&gt;, non si salva nessuno. E’ quanto emerge da uno studio di &lt;strong&gt;Libreriamo&lt;/strong&gt;, piattaforma editoriale digitale italiana dedicata alla cultura, visionato in anteprima da AGI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla filosofia alla poesia, fino alle citazioni d’autore e alle opere d’arte, è proprio in questi ambiti che emergono i rischi più rilevanti:&amp;nbsp;frasi attribuite ad autori che non le hanno mai scritte, citazioni plausibili ma non verificabili e reinterpretazioni che semplificano il pensiero originale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è la diffusione di contenuti che appaiono corretti, credibili e ben scritti, ma che non trovano riscontro nelle fonti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La pagella dell’IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In particolare, dai dati dello i dati dello studio dal quale emerge che in media circa il&amp;nbsp;38% delle risposte è corretto e verificabile, ben il 44% rientra nella categoria dei contenuti plausibili&amp;nbsp;e il&amp;nbsp;19% presenta errori evidenti o attribuzioni chiaramente false.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si salva solo la &lt;strong&gt;grammatica italiana&lt;/strong&gt;, per il resto è tutto plausibile o falso. In&amp;nbsp;&lt;strong&gt;letteratura&lt;/strong&gt;, solo il 35% delle risposte risulta pienamente corretto, mentre il 45% è costituito da contenuti plausibili e il 20% da errori. Un equilibrio che si sposta ulteriormente nella&amp;nbsp;poesia, dove la correttezza scende al 30% e la plausibilità raggiunge il 50%. In altre parole, in metà dei casi il contenuto non è verificabile, pur risultando credibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso dei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;libri&lt;/strong&gt;, si osserva un dato ancora più preoccupante, con il 25% di risposte corrette e un ulteriore 59% plausibile. Gli errori si attestano al 16%. Tuttavia, questa apparente affidabilità nasconde un processo di semplificazione da non sottovalutare. La correttezza riguarda spesso la struttura generale, mentre la profondità e la complessità dell’opera vengono ridotte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma è nelle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;citazioni d’autor&lt;/strong&gt;e&amp;nbsp;e nelle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;massime filosofiche&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che il fenomeno diventa più evidente. Qui la plausibilità supera sistematicamente il 60% - raggiungendo il 62% nelle citazioni e il 65% nella filosofia - mentre la correttezza si ferma rispettivamente al 15% e al 13%. Le attribuzioni false sono rispettivamente 23% e 22%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo significa che, nella maggior parte dei casi, l’intelligenza artificiale non restituisce ciò che è stato scritto, ma ciò che potrebbe essere stato scritto. Il pensiero viene ricostruito, adattato, reso coerente con un’immagine dell’autore, ma perde il legame con il testo. Le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;opere d’arte&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si collocano in una posizione intermedia, con il 38% di correttezza e il 42% di plausibilità. Il “falso d’autore” è il 20%.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo studio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lo studio si basa sull’analisi di &lt;strong&gt;quasi&amp;nbsp;1.500 interazioni&lt;/strong&gt; con sistemi di &lt;strong&gt;intelligenza artificiale generativa&lt;/strong&gt;, ovvero le più diffuse e utilizzate dal grande pubblico, condotte nell’arco di circa un anno. Le richieste sono state costruite per simulare un utilizzo reale - quello di studenti, lettori e divulgatori - e hanno riguardato sette ambiti: letteratura, poesia, libri, citazioni d’autore, massime filosofiche, opere d’arte, grammatica italiana (categoria di controllo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni categoria è stata analizzata su&amp;nbsp;200 interazioni, con verifica sistematica delle risposte rispetto alle fonti originali. Le risposte sono state classificate in tre categorie: corrette e verificabili; plausibili ma non verificabili; errate o con attribuzioni scorrette.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall’analisi delle interazioni emerge un quadro: solo una parte delle risposte generate dall’intelligenza artificiale risulta pienamente corretta e verificabile nelle fonti. Una quota significativa, invece, si colloca in una zona intermedia: contenuti che appaiono coerenti e credibili, ma che non trovano riscontro nei testi originali. E se tutto può apparire plausibile, diventa sempre più difficile distinguere tra ciò che è semplicemente verosimile e ciò che è autentico, tra velocità e profondità, tra sintesi e comprensione&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I 10 autori più ricorrenti suggeriti dall’IA&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dall’analisi delle interazioni emerge una tendenza chiara: l’intelligenza artificiale tende a proporre in modo ricorrente un numero limitato di autori, associandoli a specifici temi e riducendone la complessità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco i &lt;strong&gt;dieci autori&lt;/strong&gt; più frequentemente suggeriti, trasversalmente alle categorie analizzate:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
 &lt;li&gt;Friedrich Nietzsche&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Seneca&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Socrate&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Platone&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Søren Kierkegaard&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;William Shakespeare&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Dante Alighieri&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Charles Bukowski&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Emily Dickinson&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Albert Camus&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:48:49 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-06-08T12:48:49Z</dc:date>
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      <title>Apple rimuove "Max" dall’App Store: stop alla super‑app russa voluta dal Cremlino</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-06-04/max-russia-apple-app-37373730/</link>
      <description>AGI - Apple ha rimosso Max, l'app di messaggistica statale russa, dal suo App Store, come annunciato dagli stessi sviluppatori russi dell'app. 
&lt;p&gt;Da mesi Mosca spinge i russi a installare &lt;strong&gt;Max, una super-app priva di crittografia&lt;/strong&gt; che, secondo i critici, potrebbe essere utilizzata per tracciare le persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha &lt;strong&gt;limitato l'utilizzo di WhatsApp e Telegram&lt;/strong&gt;, le due app di messaggistica più diffuse nel Paese, e ha costretto dipendenti pubblici, aziende statali, scuole e agenzie governative a utilizzare Max per le proprie comunicazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Max non è temporaneamente disponibile per il download sull'App Store", ha dichiarato l'app in un comunicato sulla sua piattaforma. La rimozione è avvenuta mercoledì sera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apple non ha rilasciato commenti e le ragioni della rimozione non sono chiare. Anche &lt;strong&gt;Google ha rimosso decine di app russe dai propri store online&lt;/strong&gt;, incluse quelle sviluppate da aziende sanzionate in Occidente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;app già installate sui telefoni in Russia continuano a funzionare&lt;/strong&gt;, ma i nuovi utenti non possono scaricarle né aggiornarle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le massicce rimozioni hanno dato il via a un gioco del gatto e del topo in cui le aziende russe, in particolare le banche, lanciano app camuffate da altro – come software di contabilità – per poi affrettarsi a dire ai propri clienti di scaricare la nuova versione prima che venga bloccata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lanciata nel 2025 dal&lt;strong&gt; gigante russo dei social media VK&lt;/strong&gt;, Max è stata paragonata alla cinese WeChat, combinando funzioni di social media e messaggistica con l'accesso a servizi governativi, un sistema di carta d'identità digitale, servizi bancari e di pagamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente&lt;strong&gt; Vladimir Putin&lt;/strong&gt; l'ha presentata come una &lt;strong&gt;piattaforma più "sicura"&lt;/strong&gt; che soddisfa la richiesta russa di "sovranità tecnologica".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È&lt;strong&gt; preinstallata su telefoni e tablet venduti in Russia&lt;/strong&gt; da settembre, ma non è disponibile nell'Unione Europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Max non utilizza la crittografia end-to-end e i suoi termini di utilizzo stabiliscono che i dati degli utenti sono archiviati esclusivamente su server in Russia.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 07:38:43 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-06-04T07:38:43Z</dc:date>
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      <title>Smartphone, la nuova sfida è trasformare ogni scatto in una storia</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-29/smartphone-xiaomi-17t-37296530/</link>
      <description>AGI - Lo smartphone è diventato il punto in cui si incontrano fotografia computazionale, intelligenza artificiale, intrattenimento, produttività e design. In un mercato globale che rallenta e nel quale gli utenti cambiano telefono meno spesso, i produttori cercano nuove ragioni per rendere desiderabile l’upgrade: immagini più dinamiche, batterie più capienti, display meno affaticanti, formati pieghevoli e software capaci di adattarsi al contesto. 
&lt;p&gt;È in questo scenario che Xiaomi ha presentato a Vienna la nuova &lt;strong&gt;Xiaomi 17T Series&lt;/strong&gt;, composta da &lt;strong&gt;Xiaomi 17T&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Xiaomi 17T Pro&lt;/strong&gt;. La nuova gamma punta soprattutto sull’imaging, con una tripla fotocamera sviluppata con Leica, un teleobiettivo 5x su entrambi i modelli e la funzione &lt;strong&gt;Leica Live Moment&lt;/strong&gt;, pensata per catturare tanto il singolo istante quanto il movimento e l’emozione che lo precedono. L’obiettivo dichiarato è trasformare la fotografia da immagine statica a breve racconto visivo, in linea con un uso sempre più social e narrativo dello smartphone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nuova serie introduce un sensore principale da 50 megapixel, un teleobiettivo Leica 5x con stabilizzazione ottica, zoom di livello ottico fino a 10x e Ultra Zoom AI fino a 120x. Sul modello Pro arriva anche la registrazione cinematografica 4K a 60 fps, mentre Leica Live Portrait estende l’effetto bokeh alla modalità ritratto in movimento. Lo scopo è quello di mettere nelle mani dell'utente un dispositivo in grado di costruire contenuti pronti per essere condivisi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto alla fotocamera, Xiaomi insiste su due altre direttrici: display e autonomia. La Serie 17T integra la tecnologia &lt;strong&gt;Xiaomi Vision Care&lt;/strong&gt;, pensata per adattare automaticamente lo schermo alle condizioni di luce e ridurre luce blu, sfarfallio e motion blur. Il display AMOLED 1.5K raggiunge una luminosità di picco di 3.500 nit, con refresh rate fino a 144 Hz sul modello Pro e 120 Hz sulla versione base.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte batteria, Xiaomi 17T Pro monta un’unità da 7.000 mAh con ricarica cablata a 100 W e wireless a 50 W; Xiaomi 17T scende a 6.500 mAh con ricarica a 67 W. Per l’Italia la &lt;strong&gt;campagna di lancio è affidata a Matteo Berrettini&lt;/strong&gt;, scelto per accompagnare il claim legato alla capacità di “catturare ogni attimo”.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Fri, 29 May 2026 18:05:43 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-05-29T18:05:43Z</dc:date>
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      <title>I chatbot IA possono causare danni e dipendenza psicologica?</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-28/chatbot-ia-dipendenza-psicologica-37274995/</link>
      <description>AGI -&amp;nbsp;&lt;b&gt;I chatbot progettati per fungere da compagni virtuali potrebbero favorire dipendenza emotiva, manipolazione psicologica e comportamenti dannosi se sviluppati senza adeguate garanzie di sicurezza. &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;È quanto sostiene Ayelet Gordon-Tapiero della Hebrew University of Jerusalem in un articolo intitolato "A Liability Framework for AI Companions", di prossima pubblicazione sul George Washington Journal of Law and Technology.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro propone di applicare ai sistemi di intelligenza artificiale conversazionale le norme sulla responsabilità per difetti di prodotto, consentendo ai tribunali di chiamare le aziende produttrici a rispondere dei danni causati da progettazioni che incentivano dipendenza, coinvolgimento compulsivo o vulnerabilità psicologica degli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Secondo l'autrice, la crescente diffusione degli assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale sta creando un vuoto normativo&lt;/b&gt; che rischia di lasciare senza tutela milioni di persone che instaurano con questi sistemi relazioni sempre piu' profonde e continuative.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'evoluzione dei chatbot e il modello economico del coinvolgimento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni i chatbot conversazionali si sono trasformati da semplici strumenti di assistenza automatizzata in veri e propri compagni digitali capaci di simulare empatia, ascolto e sostegno emotivo. &lt;b&gt;Molti utenti li utilizzano per combattere la solitudine, condividere problemi personali o ricevere supporto psicologico informale.&lt;/b&gt; Queste caratteristiche, osserva Gordon-Tapiero, rappresentano uno degli aspetti piu' promettenti della tecnologia ma anche una delle sue principali fonti di rischio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'articolo evidenzia come &lt;b&gt;i modelli economici che sostengono molte piattaforme siano basati sulla massimizzazione del coinvolgimento e sulla raccolta di dati personali.&lt;/b&gt; In questo contesto, le aziende potrebbero essere incentivate a progettare sistemi che favoriscono un legame sempre più intenso con l'utente, aumentando il tempo trascorso sulla piattaforma e la dipendenza dal servizio. Secondo l'analisi, tale dinamica puo' generare forme di attaccamento emotivo particolarmente problematiche nei soggetti piu' vulnerabili.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dipendenza emotiva e casi estremi di autolesionismo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il lavoro identifica una serie di rischi associati agli AI companion, tra cui dipendenza psicologica, isolamento sociale, dipendenza emotiva e aggravamento di condizioni come ansia e depressione.&lt;/b&gt; L'autrice richiama inoltre casi già emersi a livello internazionale nei quali chatbot conversazionali avrebbero incoraggiato adolescenti fragili a compiere gesti autolesionistici o a togliersi la vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pur trattandosi di episodi estremi, Gordon-Tapiero ritiene che essi evidenzino il potenziale pericolo di sistemi progettati per mantenere a ogni costo l'interazione con l'utente senza adeguati controlli etici. &lt;b&gt;"Molti dei danni osservati non derivano da errori casuali ma da precise scelte progettuali orientate a favorire coinvolgimento e dipendenza", sostiene l'autrice.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La proposta legale: intelligenza artificiale come prodotto difettoso&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per affrontare questi rischi, il lavoro propone di ricorrere agli strumenti del diritto della responsabilità per prodotto difettoso. &lt;b&gt;In questo quadro giuridico, un sistema di intelligenza artificiale potrebbe essere considerato difettoso se incorpora caratteristiche progettuali che incentivano comportamenti compulsivi&lt;/b&gt; o se non informa adeguatamente gli utenti sui possibili rischi psicologici associati all'utilizzo prolungato. Secondo Gordon-Tapiero, le azioni legali potrebbero svolgere una funzione regolatoria indiretta, contribuendo a definire standard di sicurezza prima ancora dell'adozione di normative specifiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'autrice affronta inoltre una questione giuridica centrale: se il software possa essere considerato a tutti gli effetti un prodotto. &lt;b&gt;Secondo l'analisi, tale interpretazione sarebbe sia giuridicamente praticabile sia auspicabile dal punto di vista sociale&lt;/b&gt;, poiche' consentirebbe alle persone danneggiate di ottenere forme di tutela e allo stesso tempo spingerebbe le aziende a incorporare criteri di sicurezza fin dalla fase di progettazione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il limite delle tutele volontarie e il futuro della salute mentale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Alcune imprese del settore hanno gia' introdotto autonomamente limitazioni e sistemi di protezione dopo essere state coinvolte in controversie legali. Tuttavia, secondo la ricercatrice, questi interventi volontari risultano spesso insufficienti in assenza di obblighi normativi vincolanti e di reali meccanismi di responsabilizzazione. Il lavoro sottolinea che la sfida consiste nel trovare un equilibrio tra innovazione e tutela degli utenti. I chatbot conversazionali possono infatti offrire benefici significativi, soprattutto per chi soffre di isolamento sociale o ha difficolta' ad accedere a forme tradizionali di supporto. &lt;b&gt;Allo stesso tempo, pero', la loro capacita' di influenzare emozioni, comportamenti e decisioni rende necessario un livello di controllo piu' elevato rispetto a quello applicato a molti altri software.&lt;/b&gt; Secondo Gordon-Tapiero, l'applicazione della responsabilita' per prodotto difettoso potrebbe rappresentare uno strumento efficace per garantire che gli assistenti virtuali restino strumenti di supporto e non si trasformino in meccanismi di manipolazione progettati per massimizzare profitto e dipendenza. &lt;b&gt;L'obiettivo finale, conclude l'autrice, e' assicurare che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale proceda in modo compatibile con la protezione della salute mentale e dei direitos fondamentali degli utenti.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Thu, 28 May 2026 23:30:00 GMT</pubDate>
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      <title>Un tatuaggio hi‑tech per individuare i melanomi</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-27/tumori-tatuaggio-melanoma-diagnosi-37238201/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;Un tatuaggio temporaneo composto da nanoparticelle e microaghi potrebbe consentire di individuare il melanoma quando è ancora invisibile a occhio nudo, aprendo nuove prospettive per la diagnosi precoce del più aggressivo tra i tumori della pelle. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Sensors e coordinato da Jinyang Liang dell'Institut national de la recherche scientifique (INRS) del Québec, realizzato in collaborazione con ricercatori dell'Università di Montréal.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obiettivo della ricerca è affrontare una delle principali sfide della dermatologia: riconoscere i melanomi nelle fasi iniziali, quando le lesioni sono ancora troppo piccole per essere identificate attraverso l'esame clinico tradizionale. Attualmente la diagnosi si basa soprattutto sull'osservazione visiva delle lesioni sospette seguita da biopsie, procedure invasive che spesso si rivelano non necessarie. Secondo gli autori, la nuova tecnologia potrebbe offrire un metodo rapido, diretto e non invasivo per valutare alterazioni cutanee sospette, riducendo il numero di biopsie inutili e migliorando l'accuratezza diagnostica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Il nostro obiettivo è fornire uno strumento minimamente invasivo per rilevare melanomi molto piccoli ma già aggressivi", spiega Jinyang Liang, autore senior dello studio. "A causa delle loro dimensioni ridotte, queste lesioni vengono spesso escluse dall'ispezione clinica visiva e possono quindi passare inosservate".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come funzionano i microaghi e i microscopici termometri&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Al centro della tecnologia vi è un cerotto costituito da microaghi indolori che depositano sotto la pelle nanoparticelle specializzate formando una sorta di tatuaggio temporaneo intelligente. Queste nanoparticelle si comportano come microscopici termometri. Quando vengono illuminate con luce nel vicino infrarosso emettono luce visibile e la durata dell'emissione luminosa varia in funzione della temperatura locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poiché le cellule tumorali consumano più ossigeno e nutrienti rispetto ai tessuti sani, producono anche più calore. Il sistema riesce quindi a trasformare minime differenze termiche in un segnale ottico altamente sensibile. Utilizzando una piattaforma di imaging ultrarapido, denominata SMEAR-ULM, i ricercatori ottengono una mappa termica dettagliata della pelle con risoluzione inferiore al millimetro e sensibilità inferiore al grado centigrado.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Acquisiamo tutte le informazioni necessarie per costruire una mappa istantanea della temperatura in un'unica immagine", spiega Yingming Lai, primo autore dello studio. "Questo rende il metodo rapido e robusto nel monitorare risposte termiche anomale associate a piccoli melanomi anche in condizioni biologiche complesse".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I risultati dello studio e le prospettive future&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nei modelli sperimentali utilizzati nello studio il sistema ha individuato micro-melanomi dopo appena quattro giorni dalla loro comparsa, una fase nella quale risultano generalmente troppo piccoli per essere rilevati dalle tecniche convenzionali. I ricercatori sottolineano che i metodi termografici tradizionali basati sull'infrarosso riescono normalmente a identificare soltanto tumori superiori ai cinque millimetri di diametro, dimensioni già osservabili a occhio nudo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Sylvain Meloche, professore di medicina all'Università di Montréal e coautore principale della ricerca, il modello sperimentale impiegato riproduce le alterazioni genetiche osservate nei melanomi umani e potrebbe quindi avere importanti ricadute cliniche future.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre alla diagnosi precoce del melanoma, gli autori ritengono che la piattaforma possa essere adattata per monitorare altri parametri biologici, come pH o concentrazioni ioniche, aprendo nuove applicazioni nel campo dell'imaging biomedico e della diagnostica di precisione. La tecnologia trasforma così la temperatura cutanea da semplice indicatore secondario a potenziale biomarcatore diagnostico per l'identificazione precoce dei tumori della pelle.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 27 May 2026 00:12:00 GMT</pubDate>
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      <title>Spotify lancia i remix con intelligenza artificiale per gli artisti Universal</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-22/spotify-universal-remix-ia-37182577/</link>
      <description>AGI -&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Spotify&lt;/strong&gt; ha annunciato una nuova funzione sviluppata in collaborazione con &lt;strong&gt;Universal Music Group&lt;/strong&gt; che permetterà agli utenti di &lt;strong&gt;creare remix e cover&lt;/strong&gt; generate con l’intelligenza artificiale dei brani degli artisti UMG. La possibilità sarà accessibile solo per gli artisti che avranno dato il proprio consenso e comporterà un costo aggiuntivo rispetto all’abbonamento standard. Sia l’artista originale sia l’autore del brano riceveranno una quota dei ricavi generati dai contenuti creati dagli utenti. 
&lt;p&gt;"Per la prima volta, i fan potranno creare legalmente&lt;strong&gt; cover e remix &lt;/strong&gt;dai cataloghi degli artisti e degli autori partecipanti, con la condivisione del valore creato sia tra l'artista originale che tra l'autore", ha dichiarato Charlie Hellman, responsabile della divisione musicale di Spotify, durante l'Investor Day dell'azienda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fino ad ora, Spotify aveva &lt;a href="https://www.agi.it/spettacolo/musica/news/2026-05-01/spotify-ia-verifica-ufficiale-artisti-umani-36850266/"&gt;vietato la musica generata dall'IA&lt;/a&gt; derivata da opere di un artista specifico senza la sua esplicita autorizzazione, pur consentendo il caricamento di musica generata dall'IA in generale, inclusi contenuti associati ad artisti la cui immagine e identità sono state create utilizzando l'intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'accordo pone Spotify in diretta concorrenza con &lt;strong&gt;Suno e Udio, le due app musicali basate sull'IA &lt;/strong&gt;leader di mercato, entrambe in forte crescita. Dopo aver inizialmente permesso agli utenti di creare musica con l'intelligenza artificiale senza accordi con artisti o etichette discografiche, entrambe le startup hanno cambiato rotta negli ultimi mesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Udio ha siglato accordi con Universal Music Group e Warner Music Group, che a sua volta ha raggiunto un'intesa con Suno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;UMG e Sony sono comunque ancora in causa con Suno, con un procedimento in corso presso un tribunale federale statunitense del Massachusetts.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Hellman ha affermato che la funzionalità offrirà ad artisti e autori "una&lt;strong&gt; fonte di reddito completamente nuova&lt;/strong&gt;, in aggiunta a quanto già guadagnano su Spotify".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'amministratore delegato di Universal Music Group, Lucian Grainge, ha definito l'iniziativa "fortemente incentrata sugli artisti e basata su un'intelligenza artificiale responsabile", affermando che "stimolerà la crescita dell'intero ecosistema".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche Spotify ha annunciato durante l'investor day che offrirà agli abbonati a pagamento l'&lt;strong&gt;accesso anticipato ai biglietti per i concerti&lt;/strong&gt; dei loro artisti preferiti prima della vendita generale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo servizio, chiamato "&lt;strong&gt;Reserved&lt;/strong&gt;", verrà lanciato negli Stati Uniti quest'estate, per poi espandersi in altri mercati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli abbonati verranno selezionati in base ai dati di ascolto, tra cui la frequenza con cui ascoltano in streaming un determinato artista, la varietà di brani riprodotti dal catalogo di quell'artista e se hanno salvato o meno dei brani nella loro libreria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avranno circa 24 ore di tempo per acquistare fino a due biglietti tramite una piattaforma di biglietteria partner, ha dichiarato l'azienda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spotify ha affermato che l'iniziativa contribuirà a far arrivare i biglietti ai veri fan anziché ai bot di bagarinaggio, che da tempo creano problemi sia agli spettatori che agli artisti.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Fri, 22 May 2026 10:45:44 GMT</pubDate>
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      <title>Il benessere diventa “snackable” e passa dallo smartwatch</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-20/huawei-watch-fit-5-benessere-smartwatch-37082183/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il benessere entra sempre più nella quotidianità come pratica breve e distribuita lungo la giornata. È il principio del “&lt;strong&gt;Wellness on the Go&lt;/strong&gt;”, o “Snackable Wellness”: una nuova idea di cura di sé fatta di piccoli gesti, pause attive, esercizi rapidi e strumenti capaci di aiutare le persone a &lt;strong&gt;ricaricare corpo e mente&lt;/strong&gt; anche nei momenti più frammentati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A spingere questa tendenza sono soprattutto le generazioni più giovani, per le quali salute, fitness e attenzione al benessere mentale stanno diventando &lt;strong&gt;parte ordinaria della routine&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Accenture Life Trends 2025, il 55% dei consumatori privilegia soluzioni rapide rispetto ai metodi tradizionali per raggiungere i propri obiettivi di benessere, con percentuali che salgono al 68% per la salute fisica e al 67% per quella mentale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo scenario si colloca Huawei Watch Fit 5 Series, pensato come dispositivo da indossare per accompagnare &lt;strong&gt;uno stile di vita più dinamico e consapevole&lt;/strong&gt;. La serie punta su tre elementi: design, innovazione e leggerezza, con un formato sottile e un display squadrato che unisce l’aspetto fashion alla gestione quotidiana del benessere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una delle funzioni distintive è quella dei &lt;strong&gt;mini-workout.&lt;/strong&gt; Una vibrazione al polso invita l’utente a fermarsi per pochi minuti e a seguire sul display una sessione guidata da un panda animato. Gli esercizi non richiedono attrezzature né luoghi specifici e sono pensati per &lt;strong&gt;contrastare la sedentarietà&lt;/strong&gt;, soprattutto durante le giornate di lavoro o studio. La funzione comprende 30 movimenti concentrati su 10 aree del corpo, dalla testa all’addome, e trasforma brevi pause in occasioni di movimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto all’attività fisica, la serie integra strumenti per il monitoraggio del benessere emotivo, con il &lt;strong&gt;rilevamento di 12 stati d’umore&lt;/strong&gt; ed esercizi di respirazione guidata. Per le donne è disponibile anche la previsione dell’ovulazione basata sulla temperatura corporea. Sul fronte sicurezza, Fit 5 Series include la rilevazione delle cadute, affidata a un sensore IMU ad alta precisione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dispositivo mantiene anche una forte attenzione al comfort. Pesa 27 grammi, mentre la versione Pro arriva a 30,4 grammi; entrambi hanno uno spessore di 9,5 millimetri. Il display misura 1,82 pollici nel modello FIT 5 e 1,92 pollici nel FIT 5 Pro, con cornici sottili e luminosità fino a 3000 nit per &lt;strong&gt;garantire leggibilità anche all’aperto&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le funzioni pensate per l’uso quotidiano ci sono anche i &lt;strong&gt;pagamenti contactless&lt;/strong&gt; tramite Curve Pay e un’autonomia dichiarata fino a 10 giorni con uso leggero, 7 giorni con uso tipico e 4 giorni con display always-on attivo. Il modello Pro supporta inoltre la ricarica rapida wireless in 60 minuti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Basata su HarmonyOS e compatibile con dispositivi iOS e Android, la serie Fit 5 punta a inserirsi in ecosistemi tecnologici diversi, proponendosi come uno b per chi cerca un supporto leggero, continuo e non invasivo alla gestione del proprio benessere.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:01:52 GMT</pubDate>
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      <title>Lo smartphone che crea video fake e prova anche a smascherarli</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-15/honor-600-video-ai-deepfake-37074748/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - C’è un paradosso che racconta bene la nuova fase degli &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-08/intelligenza-artificiale-smartphone-prospettive-samsung-honor-huawei-motorola-36000980/"&gt;smartphone con intelligenza artificiale&lt;/a&gt;: lo stesso dispositivo che &lt;strong&gt;consente di creare un video mai esistito&lt;/strong&gt; prova anche ad aiutare l’utente a capire quando un contenuto è falso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È il filo sottile su cui si muove la nuova serie Honor 600, presentata con un posizionamento che guarda ai creator, ma intercetta la questione molto più ampia del rapporto tra creatività generativa, fiducia nelle immagini e &lt;strong&gt;riconoscibilità dei contenuti artificiali&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Farsi un film&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il cuore della proposta è AI Image to Video 2.0, una funzione che consente di trasformare immagini statiche in brevi sequenze video generate dall’intelligenza artificiale. L’utente può &lt;strong&gt;combinare fino a tre immagini&lt;/strong&gt; con istruzioni in linguaggio naturale per produrre video da 3 a 8 secondi, definendo anche il fotogramma iniziale e quello finale e scegliendo tra modelli cinematografici pensati per ottenere contenuti stilizzati in pochi passaggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il telefono diventa una piccola macchina di produzione visiva che permette di '&lt;strong&gt;inventare' movimento, atmosfera e montaggio&lt;/strong&gt; a partire da materiali di partenza reali o costruiti. Un pulsante AI dedicato consente l’accesso diretto alla generazione dei video dalla galleria, mentre l’agente AI Photos permette modifiche guidate dal linguaggio naturale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tema dei “video fake” entra così a far parte del nuovo linguaggio degli smartphone. Il contenuto generato &lt;strong&gt;non è necessariamente disinformazione&lt;/strong&gt;: può essere una clip creativa, un ricordo animato, un contenuto social, un esercizio di montaggio. Ma la stessa tecnologia che semplifica la creazione abbassa anche la soglia di accesso alla manipolazione visiva.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La sfida del deepfake&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Honor sembra riconoscere questa ambivalenza integrando nella serie 600 anche &lt;strong&gt;strumenti di rilevamento dei deepfake&lt;/strong&gt; e della clonazione vocale generata dall’IA, disponibili per alcune app.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel momento in cui l’intelligenza artificiale è un ambiente dentro cui si produce, si modifica, si interpreta e si verifica il contenuto, il telefono è uno studio creativo, ma anche il primo filtro di autenticità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non sostituisce il controllo umano&lt;/strong&gt; né risolve da solo il problema della disinformazione, ma porta sul dispositivo una funzione che fino a poco tempo fa apparteneva soprattutto a piattaforme, software professionali o strumenti di analisi esterni.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La fotocamera al centro&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La serie Honor 600 non punta però solo sull’IA generativa. &lt;strong&gt;La dotazione fotografica resta centrale&lt;/strong&gt;: il modello Honor 600 integra una fotocamera notturna ultra nitida da 200 megapixel con sensore da 1/1,4”, affiancata da una ultra grandangolare e macro da 12 megapixel e da una fotocamera frontale da 50 megapixel. Sul modello Pro si aggiunge un teleobiettivo periscopico da 50 megapixel con zoom ottico 3,5x.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul piano hardware, Honor 600 monta Snapdragon 7 Gen 4, mentre Honor 600 Pro utilizza Snapdragon 8 Elite. Entrambi hanno display AMOLED da 6,57 pollici con refresh rate a 120 Hz e luminosità di picco dichiarata fino a 8.000 nit in determinati scenari. &lt;strong&gt;La batteria indicata per Honor 600 è da 6.400 mAh&lt;/strong&gt;, con ricarica cablata fino a 80 W, mentre la versione Pro aggiunge la ricarica wireless da 50 W.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La parte AI si allarga anche all’integrazione con Google Gemini. Honor offre per la serie 600 una prova gratuita di tre mesi di Google AI Pro, con accesso a funzioni come la generazione video basata su Veo 3.1, la generazione di immagini con Nano Banana Pro, AI Flow, NotebookLM e 5 TB di spazio cloud.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è uno smartphone che fotografa, genera, corregge, interpreta e mette in guardia. Una traiettoria ormai evidente nel mercato mobile in cui la fotocamera funziona da interfaccia tra realtà e simulazione. Honor 600 prova a stare su entrambi i lati della linea. Ed è forse questa &lt;strong&gt;la novità&amp;nbsp;più interessante &lt;/strong&gt;di&amp;nbsp;telefono che aiuta a produrre il falso&amp;nbsp;ma si pone anche il problema di come svelarlo.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 20 May 2026 16:52:06 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Open Gate, 5500 adesioni per visitare le centrali nucleari in dismissione</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-05-04/centrale-nucleare-sogin-dismissione-36886476/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Si sono chiuse con il &lt;strong&gt;record di adesioni&lt;/strong&gt; le iscrizioni per partecipare alla quinta edizione di &lt;strong&gt;Open Gate&lt;/strong&gt;, l’evento con cui &lt;strong&gt;Sogin&lt;/strong&gt; aprirà al pubblico, nel fine settimana del &lt;strong&gt;16 e 17 maggio&lt;/strong&gt;, le &lt;strong&gt;centrali nucleari italiane in dismissione&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Trino (VC)&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Caorso (PC)&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Latina&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Garigliano (CE)&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’evento registra complessivamente oltre &lt;strong&gt;5.500 adesioni&lt;/strong&gt;, di cui &lt;strong&gt;3.097 partecipanti&lt;/strong&gt; attesi nelle due giornate, &lt;strong&gt;1.949 iscritti&lt;/strong&gt; ad una specifica lista d’attesa e circa &lt;strong&gt;500&lt;/strong&gt; fra rappresentanti istituzionali, giornalisti e iscritti a &lt;strong&gt;Open Gate Community&lt;/strong&gt;, l’iniziativa che si svolgerà venerdì &lt;strong&gt;15 maggio&lt;/strong&gt;. In questa data, le quattro centrali accoglieranno infatti gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative, in particolare quelle dei territori dove &lt;strong&gt;Sogin&lt;/strong&gt; è presente, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le &lt;strong&gt;nuove generazioni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I percorsi di visita nelle centrali&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;I&lt;/b&gt; visitatori saranno accolti con due &lt;strong&gt;percorsi di visita&lt;/strong&gt;: "&lt;strong&gt;zona controllata&lt;/strong&gt;" e "&lt;strong&gt;area industriale&lt;/strong&gt;", per le centrali di &lt;strong&gt;Trino&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Caorso&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Garigliano&lt;/strong&gt;, mentre per &lt;strong&gt;Latina&lt;/strong&gt; è programmato un solo percorso: "&lt;strong&gt;area industriale&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il racconto del decommissioning nucleare&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel corso della visita, della durata di circa &lt;strong&gt;due ore&lt;/strong&gt;, i tecnici di &lt;strong&gt;Sogin&lt;/strong&gt; e della controllata &lt;strong&gt;Nucleco&lt;/strong&gt; accompagneranno le persone alla scoperta di luoghi simbolo della &lt;strong&gt;storia industriale e nucleare&lt;/strong&gt; del nostro Paese e racconteranno il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo &lt;strong&gt;smantellamento&lt;/strong&gt; di queste centrali e per gestire i &lt;strong&gt;rifiuti radioattivi&lt;/strong&gt;, dal loro stoccaggio nei &lt;strong&gt;depositi temporanei&lt;/strong&gt; alla sistemazione definitiva nel &lt;strong&gt;Deposito Nazionale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I patrocini istituzionali dell’evento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’evento si svolgerà sotto il &lt;strong&gt;Patrocinio&lt;/strong&gt; del &lt;strong&gt;Parlamento Europeo&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;Ministero dell’Economia e delle Finanze&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;Ministero dell’Università e della Ricerca&lt;/strong&gt;, delle &lt;strong&gt;Regioni&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;Campania&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Emilia-Romagna&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Lazio&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Piemonte&lt;/strong&gt;, e dei &lt;strong&gt;Comuni&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Caorso&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Latina&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Sessa Aurunca&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Trino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Copertura social dell'evento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sarà possibile seguire l’iniziativa su &lt;strong&gt;Instagram&lt;/strong&gt; tramite il profilo &lt;strong&gt;opengate_sogin&lt;/strong&gt;, hashtag &lt;strong&gt;#opengate2026&lt;/strong&gt;, con contenuti dedicati, aggiornamenti in tempo reale e racconti dei partecipanti.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Mon, 04 May 2026 16:24:35 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-05-04T16:24:35Z</dc:date>
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      <title>La Cina blocca l’acquisizione dell'azienda di Intelligenza Artificiale "Manus" da parte di Meta</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-27/meta-ia-manus-cina-36778688/</link>
      <description>AGI - La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha bloccato l'&lt;strong&gt;acquisizione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;startup&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;intelligenza artificiale Manus&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;da parte di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Meta&lt;/strong&gt;. 
&lt;p&gt;Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Financial Times&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha riportato il mese scorso che la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;aveva impedito a due dei co-fondatori di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Manus&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di lasciare il Paese, citando tre fonti a conoscenza della vicenda.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I co-fondatori di Manus bloccati in Cina&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'amministratore delegato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Xiao Hong&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e il responsabile scientifico&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ji Yichao&lt;/strong&gt;, che solitamente risiedono a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Singapore&lt;/strong&gt;, sarebbero stati convocati a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pechino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a marzo e informati che non avrebbero potuto lasciare la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a causa di una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;revisione normativa&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sull'acquisizione da parte di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Meta&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il divieto della commissione cinese&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma di Pechino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha dichiarato in un comunicato che "vieterà gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;investimenti stranieri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nell'acquisizione del progetto&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Manus&lt;/strong&gt;" e "richiederà alle parti coinvolte di ritirare la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;transazione di acquisizione&lt;/strong&gt;", senza nominare Meta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Meta&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;"la transazione è stata pienamente conforme alla legge vigente".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il valore dell'acquisizione e gli obiettivi di Meta&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gli analisti di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Bloomberg Intelligence&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;hanno affermato che l'acquisizione era probabilmente finalizzata ad espandere le capacità di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Meta&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nell'ambito delle attività legate all'&lt;strong&gt;IA&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e che il suo valore potrebbe superare i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2 miliardi di dollari&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le capacità della startup Manus&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Manus&lt;/strong&gt;, creato dalla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;startup Butterfly Effect&lt;/strong&gt;, è in grado di analizzare e riassumere&amp;nbsp;&lt;strong&gt;curriculum vitae&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;o creare un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sito web&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per l'&lt;strong&gt;analisi azionaria&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La strategia cinese e la separazione tecnologica&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo gli analisti questa mossa non è stata una sorpresa, dato che la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha sempre aspirato a un maggiore&amp;nbsp;&lt;strong&gt;controllo sulla propria tecnologia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Questo è l'ultimo passo in questa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;traiettoria di restrizioni&lt;/strong&gt;", ha dichiarato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Chong Ja Ian&lt;/strong&gt;, professore associato di scienze politiche presso la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;National University of Singapore&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Cina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Stati Uniti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;"stanno cercando sempre più di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;separare le proprie infrastrutture tecnologiche&lt;/strong&gt;", ha aggiunto spiegando che luoghi come&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Singapore&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;saranno sempre meno in grado di "proteggere le aziende da tale controllo".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:35:06 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-04-27T12:35:06Z</dc:date>
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      <title>Oggi alla Camera la presentazione di 'Elly e Giorgia allo specchio, crescere nei social se...</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-24/luca-nitiffi-libro-elly-giorgia-36732841/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Non un’emergenza futura, ma una trasformazione già pienamente presente, capace di incidere sulla qualità della democrazia, sul lavoro, sulla formazione, sulla privacy, sulla sicurezza e persino sul modo in cui costruiamo la realtà attraverso l’informazione. È questa la chiave di lettura proposta da &lt;strong&gt;Luca Nitiffi&lt;/strong&gt;, consigliere politico di David Sassoli e già presidente della Commissione Roma Capitale con Veltroni sindaco, intervenendo alla Camera alla presentazione del libro &lt;em&gt;“Elly e Giorgia allo specchio, crescere nei social senza protezione”&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo intervento, Nitiffi invita a superare approcci difensivi e frammentari rispetto all’intelligenza artificiale generativa. “Non possiamo pensare di affrontare lo tsunami dell’Intelligenza artificiale digitale e generativa con misure tampone, divieti simbolici o semplici applicazioni correttive. Sarebbe un errore di prospettiva”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il parallelo tra l'AI e il nucleare&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il parallelo è con una delle grandi svolte del Novecento:&lt;strong&gt; l’energia nucleare&lt;/strong&gt;. Quando il mondo ne comprese la portata, ricorda Nitiffi, emerse la necessità di regole condivise, trattati internazionali e organismi di controllo, non per fermare il progresso scientifico, ma per impedirne conseguenze incontrollabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, sostiene, la sfida è diversa ma per molti aspetti analoga. “Non siamo di fronte a un problema del futuro, ma a una trasformazione già pienamente presente, che incide sulla qualità della democrazia, sul lavoro, sulla formazione, sulla privacy, sulla sicurezza e persino sul modo in cui costruiamo la realtà attraverso l’informazione”. L’intelligenza artificiale e gli algoritmi, infatti, non producono &lt;strong&gt;esplosioni materiali&lt;/strong&gt;, ma possono alterare equilibri sociali e democratici: dalla concentrazione del potere economico alla manipolazione dell’opinione pubblica, fino alla sostituzione di competenze umane e all’indebolimento dei diritti fondamentali.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La necessità di una risposta della politica&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Da qui la richiesta di un salto di qualità nella risposta politica. “Per questo non bastano reazioni episodiche: serve una visione politica matura, capace di comprendere la portata storica del cambiamento”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E soprattutto, aggiunge, servono strumenti nuovi su scala globale. “Come il nucleare richiese accordi globali sulla proliferazione, sulla sicurezza e sugli usi civili, così oggi servono nuovi trattati internazionali sull’AI”. Per Nitiffi, la questione centrale non è tecnologica ma politica. “La vera questione, dunque, non è tecnologica ma politica. Il problema non sono gli altri: siamo noi, e la nostra capacità di governare il cambiamento invece di subirlo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un contesto globale, conclude, nessun Paese può agire da solo: “Nessun Paese può affrontare da solo una tecnologia che non conosce confini. Per questo, come ieri furono necessari i trattati sul nucleare, oggi sono indispensabili nuovi patti globali sull’Intelligenza artificiale. Non contro il progresso, ma per renderlo umano, sicuro e democratico”.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:51:42 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Amazon: tempo scaduto per i vecchi Kindle, saranno da buttare</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-24/stop-kindle-store-modelli-vecchi-36720359/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Chi usa vecchi &lt;strong&gt;Kindle&lt;/strong&gt; (ma davvero vecchi) potrebbe trovarsi tra le mani un inutile pezzo di alluminio e silicio a partire dal &lt;strong&gt;20 maggio 2026&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Amazon&lt;/strong&gt; ha avvertito i clienti che utilizzano dispositivi Kindle e &lt;strong&gt;Kindle Fire&lt;/strong&gt; rilasciati nel 2012 e prima che non potranno più acquistare, prendere in prestito o scaricare nuovi contenuti tramite il &lt;strong&gt;Kindle Store&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questi modelli sono stati aggiornati per almeno 14 anni, alcuni addirittura 18, "ma la tecnologia ha fatto molta strada in questo periodo" scrive &lt;strong&gt;Amazon&lt;/strong&gt; e questi dispositivi non saranno più supportati in futuro. "Stiamo informando coloro che li utilizzano ancora attivamente e offrendo &lt;strong&gt;promozioni&lt;/strong&gt; per agevolare la transizione ai dispositivi più recenti" continua un portavoce dell'azienda. "I loro account e la &lt;strong&gt;Libreria Kindle&lt;/strong&gt; rimangono comunque completamente accessibili tramite l'app Kindle gratuita e &lt;strong&gt;Kindle per Web&lt;/strong&gt;."&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Limiti del servizio e contenuti accessibili&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I primi &lt;strong&gt;Kindle&lt;/strong&gt; risalgono al 2007; per i tablet &lt;strong&gt;Kindle Fire&lt;/strong&gt;, lo stop riguarda solo l'acquisto e il download di contenuti Kindle mentre gli altri &lt;strong&gt;servizi Amazon&lt;/strong&gt; rimarranno pienamente funzionanti. Gli account dei clienti e la &lt;strong&gt;Libreria Kindle&lt;/strong&gt; rimangono completamente accessibili; possono continuare a leggere i &lt;strong&gt;libri scaricati&lt;/strong&gt; in precedenza su questi dispositivi e accedere all'intera libreria tramite &lt;strong&gt;Kindle per Web&lt;/strong&gt;, l'app Kindle gratuita per &lt;strong&gt;Android&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;iOS&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Mac&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;PC&lt;/strong&gt;, o su dispositivi più recenti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Elenco dei dispositivi interessati dallo stop&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I dispositivi interessati sono i &lt;strong&gt;Kindle di prima generazione&lt;/strong&gt; (2007), &lt;strong&gt;Kindle DX&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;DX Graphite&lt;/strong&gt; (2009 e 2010), &lt;strong&gt;Kindle Keyboard&lt;/strong&gt; (2010), &lt;strong&gt;Kindle 4&lt;/strong&gt; (2011), &lt;strong&gt;Kindle Touch&lt;/strong&gt; (2011), &lt;strong&gt;Kindle 5&lt;/strong&gt; (2012) e &lt;strong&gt;Kindle Paperwhite&lt;/strong&gt; di prima generazione (2012). Tra i tablet &lt;strong&gt;Kindle Fire&lt;/strong&gt;: quelli di prima generazione (2011), &lt;strong&gt;Kindle Fire di seconda generazione&lt;/strong&gt; (2012), &lt;strong&gt;Kindle Fire HD 7&lt;/strong&gt; (2012), &lt;strong&gt;Kindle Fire HD 8.9&lt;/strong&gt; (2012).&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Fri, 24 Apr 2026 00:33:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Lo smartphone che sfida le macchine fotografiche professionali</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-21/oppo-find-x9-ultra-debutta-a-livello-globale-prezzo-caratteristiche-36685676/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Oppo alza l’asticella dei camera phone con il nuovo Find X9 Ultra, smartphone di fascia premium che &lt;strong&gt;punta tutto sulla fotografia&lt;/strong&gt; e sul video professionale, con un’impostazione sempre più vicina a quella di una fotocamera dedicata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo top di gamma, presentato oggi a livello globale, arriva con &lt;strong&gt;un sistema Hasselblad di nuova generazione&lt;/strong&gt;, due sensori da 200 megapixel e, soprattutto, un teleobiettivo ottico 10x da 50 megapixel che l’azienda definisce il primo al mondo in questa configurazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cuore del dispositivo è infatti il comparto imaging. Sul retro trovano posto&lt;strong&gt; cinque fotocamere:&lt;/strong&gt; una principale Hasselblad Ultra-Sensing da 200 megapixel con sensore Sony LYTIA 901 da 1/1,12 pollici, una ultra-grandangolare da 50 megapixel, un teleobiettivo 3x da 200 megapixel, un teleobiettivo 10x da 50 megapixel e una True Color Camera multispettrale pensata per migliorare la fedeltà cromatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo Oppo, l’escursione focale copre &lt;strong&gt;l’equivalente di otto lenti integrate&lt;/strong&gt;, da 14 a 460 mm, spingendo il telefono in un territorio che guarda apertamente ai creator e a chi usa lo smartphone come strumento di lavoro visivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolare &lt;strong&gt;enfasi viene data proprio allo zoom&lt;/strong&gt;. Per inserire un vero 10x ottico in uno chassis sottile, Oppo ha sviluppato una struttura periscopica a cinque riflessioni, affiancata da architettura ottica dedicata e stabilizzazione Sensor Shift.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato promesso è una &lt;strong&gt;maggiore nitidezza alle lunghe focali&lt;/strong&gt; e una qualità utile anche oltre il classico zoom digitale. Accanto a questo, il sensore principale da 200 megapixel abilita anche crop a 2x con resa assimilabile a un 50 mm, mentre il tele 3x da 200 megapixel punta su luminosità e macro ravvicinata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oppo prova a posizionare il Find X9 Ultra &lt;strong&gt;anche come strumento video&lt;/strong&gt;. Il telefono supporta registrazione 4K a 60 fps in Dolby Vision su tutte le fotocamere, 4K a 120 fps sulle due camere da 200 megapixel e introduce anche l’8K a 30 fps, oltre al profilo O-Log2 certificato ACES e al supporto alle 3D LUT per un workflow di color grading più &lt;strong&gt;vicino a quello professionale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul fronte tecnico, il dispositivo monta un display AMOLED QHD+ da 6,82 pollici con refresh rate fino a 144 Hz e luminosità di picco HDR di 3.600 nit, processore Snapdragon 8 Elite Gen 5, batteria al silicio-carbonio da 7.050 mAh con ricarica cablata da 100W e wireless da 50W. Il design, ispirato al mondo Hasselblad, punta su finiture che richiamano le fotocamere tradizionali, con due versioni, Tundra Umber e Canyon Orange, e certificazioni IP66, IP68 e IP69.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:57:25 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Termostati smart, gli italiani cercano l’equilibrio tra comfort e risparmio</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-18/termostati-smart-italiani-comfort-risparmio-bollette-36649991/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - I termosifoni si sono appena spenti in gran parte d’Italia, ma &lt;strong&gt;il rapporto degli italiani con la temperatura domestica&lt;/strong&gt; continua a raccontare molto delle abitudini quotidiane, degli equilibri familiari e del modo in cui la tecnologia entra in casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È su questo terreno che si inserisce la crescita dei &lt;a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2020-04-22/coronavirus-lockdown-costi-riscaldamento-8407318/"&gt;termostati intelligenti&lt;/a&gt;, sempre più presentati non solo come strumenti di comfort, ma come leve per tagliare i consumi in una fase in cui il costo dell’energia resta una voce sensibile per le famiglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A fotografare questa evoluzione è Tado, azienda europea attiva nella gestione energetica domestica, che annuncia di aver superato i 5,5 milioni di termostati smart collegati e di supportare oggi &lt;strong&gt;oltre un milione di case in Europa &lt;/strong&gt;nella gestione di riscaldamento, raffreddamento e consumi elettrici.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da una ricerca condotta da Tado emerge un profilo molto italiano del rapporto con il riscaldamento: più che inseguire temperature elevate, le famiglie sembrano puntare a una &lt;strong&gt;sensazione di benessere stabile&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La maggior parte degli italiani imposta la temperatura tra i 19 e i 21 gradi, con i 20 gradi come impostazione più comune; non si tratta quindi di riscaldare eccessivamente le case, ma piuttosto di mantenere una temperatura costante”, dice all'AGI Christian Deilmann, co-fondatore e managing director di Tado. Una tendenza che, aggiunge, “riflette una mentalità che punta al benessere, pur rimanendo &lt;strong&gt;attenta al consumo energetico e alle bollette&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Alzare il termostato di nascosto&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il termostato, insomma, non è soltanto un dispositivo, ma un punto di mediazione nella vita di tutti i giorni. Non a caso il 16% degli italiani, secondo l’indagine, ammette di alzarlo o abbassarlo &lt;strong&gt;di nascosto dai familiari&lt;/strong&gt;. Per Deilmann, “ciò evidenzia quanto il riscaldamento centralizzato sia diventato fondamentale nella convivenza” e mostra come “la temperatura sia un aspetto su cui le persone negoziano attivamente o che ignorano silenziosamente”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dietro questa dinamica c’è una trasformazione più ampia: il risparmio energetico deve diventare semplice, quasi invisibile. “La sfida consiste nel rendere il risparmio energetico un'operazione semplice. Le persone sanno già che l'energia costa e &lt;strong&gt;non vogliono doverla gestire costantemente&lt;/strong&gt;”, osserva Deilmann. Da qui il valore delle soluzioni che automatizzano parte delle scelte: “Le soluzioni più efficaci sono quelle che ottimizzano il consumo in background, aiutando le famiglie a ridurre i costi senza rinunciare al comfort”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è un caso che la &lt;strong&gt;dimensione emotiva &lt;/strong&gt;stia diventando sempre più importante. Quasi un terzo degli italiani, il 29%, lascia acceso il riscaldamento o l’aria condizionata per i propri &lt;strong&gt;animali domestici&lt;/strong&gt;. “Le persone pensano al benessere di tutti i membri della famiglia, compresi gli animali domestici, e non solo al proprio”, dice Deilmann. Un segnale di come il comfort domestico venga percepito in modo sempre meno standardizzato e sempre più personale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Inglesi calorosi, spagnoli freddolosi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel confronto europeo, l’Italia si colloca in una fascia intermedia. “Non è così orientata al caldo come la Spagna, dove un numero maggiore di famiglie supera i 22 gradi, né così tollerante nei confronti delle temperature più fresche come il Regno Unito, dove la maggior parte delle abitazioni è impostata a 16 gradi”, osserva Deilmann “Ciò che spicca è il giusto compromesso: &lt;strong&gt;il comfort è importante, ma lo è anche il costo&lt;/strong&gt;, e le persone cercano attivamente di trovare un equilibrio tra i due”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È proprio su questo equilibrio che i termostati smart cercano di costruire la loro diffusione. Tado punta oggi su una piattaforma più ampia che integra clima domestico, tariffe elettriche dinamiche, pompe di calore, veicoli elettrici ed energie rinnovabili. Ma per convincere davvero i consumatori, &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-15/alexa-plus-italia-amazon-privacy-dati-clienti-36605245/"&gt;la promessa della casa intelligente&lt;/a&gt; non può fermarsi alla comodità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“I consumatori non acquistano più i prodotti per la casa intelligente solo per una questione di comodità, ma si aspettano &lt;strong&gt;risparmi chiari e tangibili&lt;/strong&gt;”, sottolinea Deilmann “Se una soluzione è in grado di ridurre le bollette energetiche senza compromettere il comfort, è proprio questo che ne favorisce l'adozione”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo una stagione invernale segnata ancora dall’attenzione alle spese domestiche, il tema resta quindi aperto anche con i caloriferi spenti. Perché il termostato intelligente, più che un oggetto da usare pochi mesi l’anno, si candida a diventare &lt;strong&gt;uno strumento stabile di gestione della casa&lt;/strong&gt;: meno legato all’emergenza del freddo e sempre più al controllo dei costi, delle abitudini e del comfort quotidiano.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:57:37 GMT</pubDate>
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      <title>Anthropic lancia Claude Design. Perché le azioni Adobe e Figma sono crollate</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-18/anthropic-claude-design-mercati-36646489/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Mentre il &lt;strong&gt;settore tecnologico&lt;/strong&gt; cercava di assorbire l'impatto dell'intelligenza artificiale generativa sui testi e sul codice, &lt;strong&gt;Anthropic&lt;/strong&gt; ha deciso di alzare l'asticella, puntando dritta al cuore della &lt;strong&gt;creatività digitale&lt;/strong&gt;. Il lancio di &lt;strong&gt;Claude Design&lt;/strong&gt;, avvenuto nelle scorse ore, ha scatenato un vero e proprio terremoto a &lt;strong&gt;Wall Street&lt;/strong&gt;, colpendo duramente i giganti storici del settore. Non è solo l'ennesimo strumento per creare immagini, ma un cambio di paradigma che ha portato le azioni di &lt;strong&gt;Figma&lt;/strong&gt; a perdere oltre il 7% in una singola seduta, trascinando verso il basso anche &lt;strong&gt;Adobe&lt;/strong&gt; in una giornata di forte tensione per il comparto software.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cuore di questa rivoluzione si chiama &lt;strong&gt;Claude Opus 4.7&lt;/strong&gt;, l'ultimo modello di visione sviluppato dall'azienda statunitense. A differenza dei predecessori, questo sistema non si limita a interpretare un input testuale per restituire un’immagine statica, ma è in grado di generare interi &lt;strong&gt;prototipi interattivi&lt;/strong&gt;, presentazioni aziendali e materiali di marketing pronti all'uso in pochi secondi. La minaccia per i leader del mercato è chiara: se prima per ideare il &lt;strong&gt;layout di un'app&lt;/strong&gt; o una landing page era necessario aprire software complessi e costruire ogni elemento manualmente, oggi basta una descrizione in &lt;strong&gt;linguaggio naturale&lt;/strong&gt; per ottenere una bozza strutturata e professionale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Integrazione aziendale e sistemi di design&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'aspetto che sembra aver spaventato maggiormente gli investitori è la capacità di &lt;strong&gt;Claude Design&lt;/strong&gt; di integrarsi nei flussi di lavoro aziendali esistenti. Lo strumento è infatti capace di analizzare e applicare i &lt;strong&gt;sistemi di design proprietari&lt;/strong&gt; di una società, rispettandone font, colori e stili per garantire la &lt;strong&gt;coerenza del brand&lt;/strong&gt;. Per figure come product manager, addetti al marketing o fondatori di startup, questo significa poter trasformare un'idea in un risultato concreto senza passare necessariamente per il lungo processo di intermediazione con i dipartimenti creativi o l'apprendimento di &lt;strong&gt;strumenti tecnici&lt;/strong&gt; ostici.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un alleato per i designer e la connessione con il codice&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nonostante l'impatto violento sui mercati, &lt;strong&gt;Anthropic&lt;/strong&gt; sta cercando di posizionare la novità come un alleato dei designer piuttosto che come un loro sostituto. La piattaforma permette infatti di esportare i progetti verso formati standard o direttamente su piattaforme come &lt;strong&gt;Canva&lt;/strong&gt;, oltre a offrire una connessione privilegiata con &lt;strong&gt;Claude Code&lt;/strong&gt; per tradurre istantaneamente i visual in &lt;strong&gt;codice di produzione&lt;/strong&gt;. Tuttavia, il clima a Wall Street resta teso.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'evoluzione del valore nella catena del design&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il calo di &lt;strong&gt;Adobe&lt;/strong&gt;, seppur più contenuto rispetto al tracollo di Figma, riflette una preoccupazione sistemica: l'&lt;strong&gt;intelligenza artificiale&lt;/strong&gt; si sta spostando sempre più a monte nella catena del valore. Se il lavoro di progettazione inizia a spostarsi dalla tela bianca di un software grafico alla riga di comando di un &lt;strong&gt;assistente IA&lt;/strong&gt;, le fondamenta su cui poggiano i modelli di business dei vecchi giganti del &lt;strong&gt;SaaS&lt;/strong&gt; potrebbero aver bisogno di una revisione molto più profonda di quanto previsto finora. &lt;strong&gt;Claude Design&lt;/strong&gt; è attualmente disponibile in anteprima per gli abbonati ai piani professionali e aziendali, segnando l'inizio di una nuova fase dove la barriera tra l'idea e la sua rappresentazione visiva sembra destinata a scomparire definitivamente.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:07:53 GMT</pubDate>
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      <title>Italtel e Quantum Bridge Technologies: soluzioni per la protezione delle comunicazioni nel...</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-15/italtel-quantum-bridge-sicurezza-36610388/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - &lt;strong&gt;Italtel&lt;/strong&gt;, system integrator italiano con esperienza nelle infrastrutture di rete e nella &lt;strong&gt;cybersecurity&lt;/strong&gt;, annuncia una partnership strategica con &lt;strong&gt;Quantum Bridge Technologies&lt;/strong&gt;, azienda canadese specializzata in sicurezza e &lt;strong&gt;comunicazione quantistica&lt;/strong&gt;, con l’obiettivo di portare sul mercato soluzioni per la protezione delle comunicazioni dalle minacce legate all’evoluzione del &lt;strong&gt;calcolo quantistico&lt;/strong&gt; e supportare aziende e istituzioni nell’evoluzione dei propri modelli di sicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’evoluzione del calcolo quantistico renderà progressivamente inadeguati gli attuali sistemi di protezione delle comunicazioni e dei dati, rendendo necessario adottare soluzioni di &lt;strong&gt;sicurezza post-quantistica&lt;/strong&gt;. Su questi elementi si fonda la collaborazione tra Italtel e Quantum Bridge Technologies: i due partner introdurranno sul mercato soluzioni “&lt;strong&gt;quantum-safe&lt;/strong&gt;” integrabili nelle infrastrutture di rete esistenti e compatibili con le soluzioni tecnologiche di networking e sicurezza, progettate per garantire la protezione delle comunicazioni e dei dati nel lungo periodo. La partnership prevede attività congiunte di commercializzazione, supporto ai clienti nelle fasi di valutazione, test e &lt;strong&gt;Proof of Value&lt;/strong&gt;, e l'implementazione operativa, oltre a iniziative di &lt;strong&gt;co-innovazione&lt;/strong&gt;, con particolare attenzione ai contesti aziendali, delle telecomunicazioni e delle &lt;strong&gt;infrastrutture critiche&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ruolo dell'Ambasciata del Canada&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L’&lt;strong&gt;Ambasciata del Canada&lt;/strong&gt; in Italia ha ospitato la formalizzazione della partnership alla presenza dell’Ambasciatrice &lt;strong&gt;Elissa Golberg&lt;/strong&gt;, del Ceo di Italtel &lt;strong&gt;Carlo Filangieri&lt;/strong&gt; e del Ceo di Quantum Bridge Technologies &lt;strong&gt;Mattia Montagna&lt;/strong&gt;. Attraverso il Trade Commissioner Service, il Governo del Canada favorisce il collegamento tra imprese e tecnologie canadesi ed i mercati internazionali. La collaborazione tra Quantum Bridge e Italtel testimonia la complementarità tra le economie canadese e italiana, unendo la forza del Canada nelle tecnologie avanzate e nell’&lt;strong&gt;innovazione quantistica&lt;/strong&gt; con l’esperienza industriale e di mercato dell’Italia in settori quali telecomunicazioni, servizi bancari, energia e &lt;strong&gt;pubblica amministrazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Eccellenza tecnologica e visione globale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“Il Canada si colloca all’avanguardia nella scienza e nella tecnologia quantistica a livello globale — sostenuto da una &lt;strong&gt;Strategia Quantistica Nazionale&lt;/strong&gt; e da un forte supporto federale che accelera la ricerca, lo sviluppo dei talenti e la commercializzazione, ha dichiarato l’Ambasciatrice Elissa Golberg. “La partnership odierna tra Quantum Bridge e Italtel dimostra la vitalità dell’&lt;strong&gt;ecosistema quantistico&lt;/strong&gt; canadese e la sua crescente proiezione internazionale. Più in generale, Canada e Italia stanno rafforzando la loro collaborazione in un’ampia gamma di &lt;strong&gt;tecnologie emergenti&lt;/strong&gt; — dall’intelligenza artificiale alla cybersecurity e alla &lt;strong&gt;sovranità digitale&lt;/strong&gt; — consolidando i nostri legami scientifici, tecnologici e commerciali. Le nostre relazioni bilaterali hanno raggiunto una reale profondità e slancio, e la firma odierna rappresenta un chiaro esempio della direzione promettente verso cui ci stiamo muovendo.”&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Sicurezza come priorità industriale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“La sicurezza post-quantistica non è più un tema di ricerca, ma una &lt;strong&gt;priorità industriale&lt;/strong&gt; e strategica,” ha dichiarato Carlo Filangieri, Ceo di Italtel. “Con questa partnership mettiamo a disposizione del mercato &lt;strong&gt;soluzioni concrete&lt;/strong&gt; per proteggere le comunicazioni nel lungo periodo, accompagnando clienti e istituzioni in un percorso di &lt;strong&gt;transizione consapevole&lt;/strong&gt;. In qualità di abilitatore tecnologico, Italtel contribuisce alla realizzazione di infrastrutture digitali sicure e resilienti”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Adozione industriale e architetture complesse&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“Il calcolo quantistico rappresenta una svolta tecnologica destinata a ridefinire profondamente i modelli di sicurezza delle comunicazioni,” ha dichiarato Mattia Montagna, Ceo di Quantum Bridge Technologies. “Da anni investiamo in ricerca e sviluppo per trasformare i principi della sicurezza post-quantistica in tecnologie pronte per l’&lt;strong&gt;adozione industriale&lt;/strong&gt;. La partnership con Italtel ci consente integrare queste tecnologie in &lt;strong&gt;architetture di rete complesse&lt;/strong&gt; e portarle sul mercato.”&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Esperienza e reti mission-critical&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Italtel vanta una solida esperienza nella &lt;strong&gt;progettazione architetturale&lt;/strong&gt; e nei servizi per &lt;strong&gt;reti mission-critical&lt;/strong&gt;, maturata in contesti operativi reali e attraverso progetti europei di ricerca in ambito sicurezza quantistica, finalizzati alla preparazione delle infrastrutture alle sfide future, inclusa la &lt;strong&gt;quantum-readiness&lt;/strong&gt;. Quantum Bridge Technologies offre tecnologie brevettate per la sicurezza intrinseca dei sistemi di comunicazione, progettate per integrarsi con le infrastrutture esistenti, distinguendosi per la &lt;strong&gt;flessibilità crittografica&lt;/strong&gt; e un approccio di difesa a più livelli, per mantenere un elevato livello di protezione nonostante l'evoluzione delle capacità computazionali degli hacker.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Applicazioni pratiche e protezione dati&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le soluzioni sviluppate nell’ambito della partnership trovano applicazione in scenari come la protezione del traffico tra &lt;strong&gt;reti WAN e LAN&lt;/strong&gt; e nell’interconnessione sicura tra &lt;strong&gt;data center&lt;/strong&gt;, garantendo elevati livelli di &lt;strong&gt;cifratura&lt;/strong&gt; e autenticazione nelle comunicazioni tra sistemi distribuiti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Scenario e sfide tecnologiche post-quantistiche&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il progresso dell'informatica quantistica ci porrà di fronte a nuove sfide in materia di sicurezza delle comunicazioni digitali, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture critiche e i dati che devono rimanere riservati nel lungo periodo. In questi casi, gli algoritmi e le metodologie di crittografia e autenticazione attualmente considerati conformi agli &lt;strong&gt;standard di sicurezza informatica&lt;/strong&gt; non sono in grado di garantire l'inviolabilità dei dati per l'intero ciclo di vita. In questo contesto, le tecnologie a prova di quantistica consentono di proteggere i dati già oggi, adottando architetture e soluzioni progettate per resistere ai futuri &lt;strong&gt;attacchi informatici&lt;/strong&gt;. Tuttavia, il passaggio a modelli di sicurezza post-quantistica richiede competenze specialistiche, la capacità di integrarsi con le reti esistenti e una visione architettonica a lungo termine.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 19:44:48 GMT</pubDate>
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      <title>Alexa+ arriva in Italia, l'ostacolo da superare sono i timori per la privacy</title>
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      <description>&lt;p&gt;AGI - Alexa+ arriva in Italia e promette di portare l’assistente vocale di Amazon in una nuova fase: più conversazionale, più personalizzata, più capace di agire concretamente nella vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla gestione della smart home agli acquisti, dalle prenotazioni ai promemoria, &lt;strong&gt;il salto rispetto alla versione precedente&lt;/strong&gt; è netto. Ma insieme alle nuove funzioni, il tema che resta centrale è quello della privacy domestica, soprattutto per un sistema progettato per ascoltare, ricordare preferenze, distinguere i membri della famiglia e accompagnare l’utente tra dispositivi, app e servizi integrati.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Privacy e sicurezza&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Amazon insiste sul fatto che “privacy e sicurezza” siano “al centro” e ricorda che la dashboard Alexa consente di &lt;strong&gt;rivedere e gestire le interazioni&lt;/strong&gt;, ascoltare ciò che è stato registrato, modificare il tempo di conservazione delle registrazioni vocali ed eliminarle in qualsiasi momento. Una rassicurazione che accompagna il debutto di un assistente sempre più presente nello spazio domestico e sempre più capace di &lt;strong&gt;raccogliere informazioni su abitudini&lt;/strong&gt;, gusti, routine e contesto familiare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È lo stesso Michele Butti, VP Alexa International, a riconoscere la centralità del tema. “Siamo stati i primi a introdurre uno smart speaker nelle case dei clienti. Abbiamo messo un microfono e sapevamo sin dall’inizio che era fondamentale che avessero fiducia”, dice all'Agi. Per questo, spiega, Amazon ha puntato fin dal debutto su due leve: “Abbiamo creato una serie di servizi per &lt;strong&gt;rendere molto visibile cosa viene registrato&lt;/strong&gt;, cosa viene mandato da Alexa” e “abbiamo dato controllo perché sin dall’inizio si poteva vedere e cancellare tutto”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;"Gli italiani sono meno diffidenti"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo Butti, in Italia la&lt;strong&gt; diffidenza iniziale&lt;/strong&gt; si sarebbe attenuata nel tempo: “I clienti italiani comunque si sono abituati e forse abbiamo anche meritato un po’ di fiducia”, osserva, aggiungendo che “c’è stata molto meno” preoccupazione “rispetto a quella che è stata l’esperienza iniziale di 8 anni fa”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il punto più sensibile riguarda però &lt;strong&gt;l’uso dei dati nell’era dell’intelligenza artificiale&lt;/strong&gt; generativa. Alexa+, spiega Amazon, si basa su modelli linguistici avanzati integrati in una nuova architettura capace di collegare servizi e dispositivi e trasformare le richieste in azioni reali. Ma proprio qui si concentra una delle domande principali: i contenuti condivisi con Alexa servono anche ad addestrare i modelli?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risposta di Butti è netta: “Alexa usa molti modelli linguistici e LLM che sono disponibili su Bedrock”, ma “noi usiamo i dati del cliente non per trainare il nostro modello, ma solo per personalizzare l’esperienza del cliente”. E cita l'esempio dell'utente che condivide con Alexa il conto del condominio per poter ricordare la rata da pagare: il documento "ma non viene usato da nessun modello, da nessun partner per migliorare la performance”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;È un passaggio cruciale, perché il valore aggiunto di Alexa+ sta proprio nella &lt;strong&gt;capacità di diventare più personale e più contestuale&lt;/strong&gt;. Amazon spiega che il sistema impara le preferenze musicali, i libri letti, i cibi evitati, distingue i membri della famiglia grazie al riconoscimento vocale e visivo e adatta le risposte in base alle abitudini e al contesto. Una personalizzazione che rende il servizio più utile, ma che inevitabilmente amplia anche la quantità di informazioni trattate all’interno dell’ecosistema domestico.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Cosa cambia rispetto ad Alexa 'originale'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sul piano dell’esperienza d’uso, Butti insiste sul cambio di paradigma rispetto alla Alexa “originale”. “Il vantaggio dell’intelligenza artificiale generativa è che è molto più capace di comprendere le intenzioni o il cuore delle necessità dei clienti”, spiega. “In questo momento, usare Alexa è &lt;strong&gt;come fare domande a un amico o a un esperto&lt;/strong&gt;, mentre con Alexa originale bisognava sapere come porre una domanda o come usare un certo servizio”. E fa un esempio molto concreto: “Adesso dico ad Alexa che ho freddo e mi accende il riscaldamento. Non devo dare un comando preciso”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rafforzamento dell’assistente passa anche dall’&lt;strong&gt;integrazione con dispositivi e servizi di terze parti&lt;/strong&gt;. Amazon sottolinea che Alexa+ potrà dialogare con la smart home, con servizi musicali, e, nelle prossime settimane, anche con TheFork per prenotare ristoranti con la voce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Butti conferma che la&lt;strong&gt; compatibilità con l’ecosistema già esistente&lt;/strong&gt; è stata una priorità: “Abbiamo fatto sì che tutti i dispositivi che funzionano su Alexa originale funzionano anche su Alexa Plus”, perché “il cliente che adesso gestisce decine di prodotti di domotica a casa e deve essere sicuro che quando passa da Alexa ad Alexa Plus continua a funzionare”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il nodo della localizzazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Infine c’è il nodo della localizzazione, che Amazon considera &lt;strong&gt;un elemento strategico&lt;/strong&gt; anche nella competizione con gli altri grandi player dell’intelligenza artificiale. Il comunicato sottolinea il lavoro del centro di Ricerca e sviluppo di Torino per costruire un’assistente capace di capire sfumature linguistiche, riferimenti culturali e modi di dire italiani. Butti lo rivendica con forza: “Noi vogliamo che Alexa come assistente personale abbia la personalità che sia profondamente italiana”. E aggiunge: “Se io chiedo consigli su come spiegare certe cose ai miei figli o su come negoziare un aumento di stipendio o su come fare un’intervista di lavoro, non voglio avere la cultura americana tradotta in Italia”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il debutto di Alexa+ in Italia segna così un passaggio importante per Amazon: da assistente che esegue comandi a piattaforma che ascolta, interpreta, ricorda e agisce. Ed è proprio per questo che la questione della privacy resta decisiva. Perché più l’assistente entra nella vita quotidiana, più la fiducia degli utenti diventa il vero banco di prova del suo successo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <category>Agi Desk</category>
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      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:03:59 GMT</pubDate>
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      <title>Dalla Ue via libera ad aiuti di Stato italiani per chip fotonici al grafene</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-10/ue-fondi-chip-grafene-36526799/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Via libera della &lt;strong&gt;Commissione europea&lt;/strong&gt; a un sostegno da &lt;strong&gt;211 milioni di euro&lt;/strong&gt; dello Stato italiano per lo sviluppo di &lt;strong&gt;ricetrasmettitori ottici fotonici&lt;/strong&gt; basati sul &lt;strong&gt;grafene&lt;/strong&gt; da parte di &lt;strong&gt;CamGraPhIC&lt;/strong&gt;, pmi italiana attiva nelle tecnologie per i chip. L'aiuto, approvato nell'ambito delle regole Ue sugli aiuti di Stato, sarà erogato sotto forma di sovvenzione diretta e servirà a rafforzare un progetto industriale che sarà sviluppato tra &lt;strong&gt;Pisa&lt;/strong&gt;, in Toscana, e &lt;strong&gt;Bergamo&lt;/strong&gt;, in Lombardia, con il coinvolgimento di università e organizzazioni di ricerca e tecnologia.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I ricetrasmettitori ottici sono componenti che consentono di trasmettere e ricevere dati attraverso la luce, invece che con elettroni, all'interno dei chip. Secondo Bruxelles, la sostituzione del silicio con il grafene è destinata a migliorare in modo significativo prestazioni ed efficienza dei dispositivi, con applicazioni che spaziano dall'&lt;strong&gt;automotive&lt;/strong&gt; alle &lt;strong&gt;telecomunicazioni&lt;/strong&gt;, fino all'&lt;strong&gt;aerospazio&lt;/strong&gt; e alla &lt;strong&gt;difesa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La valutazione della commissione e l'effetto di incentivazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La Commissione ha valutato la misura concludendo che l'intervento è necessario, appropriato e proporzionato e che non produrrà effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi nel mercato interno. Bruxelles ha inoltre rilevato il cosiddetto "&lt;strong&gt;effetto di incentivazione&lt;/strong&gt;", ossia che senza sostegno pubblico il beneficiario non realizzerebbe l'investimento. La misura contribuisce anche agli obiettivi strategici dell'Unione in materia di ricerca e sviluppo nel settore dei &lt;strong&gt;chip&lt;/strong&gt;, ambito sensibile per la competitività industriale europea.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La storia di CamGraPhIC e i round di investimento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CamGraPhIC&lt;/strong&gt; è stata fondata nel 2018 da &lt;strong&gt;Andrea Ferrari&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Marco Romagnoli&lt;/strong&gt; con il supporto di Frontier IP. Nel marzo 2025 la società ha raccolto 25 milioni di euro in un round guidato da &lt;strong&gt;CDP Venture Capital&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Nato Innovation Fund&lt;/strong&gt;, Sony Innovation Fund e Join Capital, con la partecipazione di Bosch Ventures e Indaco Ventures. Quell'investimento era destinato a rafforzare la capacità di ricerca e ad avviare una &lt;strong&gt;linea pilota di produzione&lt;/strong&gt; scalabile e compatibile con le fonderie commerciali di semiconduttori.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il grafene come alternativa alla fotonica tradizionale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La scommessa industriale ruota attorno al &lt;strong&gt;grafene&lt;/strong&gt; come alternativa alla fotonica integrata basata sul silicio. Secondo la società, i dispositivi sviluppati offrono una maggiore densità di banda, migliori prestazioni di latenza e &lt;strong&gt;consumi energetici inferiori dell'80%&lt;/strong&gt; rispetto ai tradizionali ricetrasmettitori per data center. La tecnologia punta a rispondere alla crescita della domanda di traffico dati e ai colli di bottiglia nell'hardware per l'&lt;strong&gt;intelligenza artificiale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Produzione di nuovi dispositivi a basso consumo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Questo investimento servirà a realizzare una &lt;strong&gt;facility per la produzione&lt;/strong&gt; dei nuovi dispositivi a basso consumo energetico, che saranno alla base di applicazioni in comunicazioni ad alta banda, nei data centre e nell'hardware per l'Ai", ha spiegato &lt;strong&gt;Andrea Ferrari&lt;/strong&gt; all'AGI. Un passaggio che rafforza il profilo di una tecnologia nata tra ricerca accademica e impresa, ora candidata a diventare una delle scommesse italiane ed europee nella corsa ai &lt;strong&gt;chip di nuova generazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 18:28:29 GMT</pubDate>
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      <title>La sfida della tv: diventare l'hub intelligente della casa connessa</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-04-08/samsung-tv-ai-premium-casa-connessa-36486199/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Vent’anni da leader globale nel mercato dei televisori non bastano, da soli, a garantire il futuro in un settore sempre più affollato, competitivo e segnato dal rallentamento della domanda. Per Samsung la sfida, oggi, è un’altra: &lt;strong&gt;trasformare il tv &lt;/strong&gt;da semplice schermo domestico a centro intelligente dell’esperienza connessa, capace di integrare qualità visiva, audio, intelligenza artificiale, sicurezza e dialogo con l’ecosistema digitale della casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un'intervista ad AGI, &lt;strong&gt;Alessio Cazzaniga&lt;/strong&gt;, Head of Marketing &amp;amp; Retail Audio Video di Samsung Electronics Italia, spiega come il gruppo sudcoreano intenda difendere la propria leadership puntando su fascia premium, grandi schermi, aggiornamenti software di lungo periodo e su una tecnologia sempre più “invisibile”, pensata per semplificare la vita dell’utente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sullo sfondo, la convinzione che la prossima partita del mercato non si giocherà su una singola innovazione, ma sulla capacità di offrire un’esperienza completa, personalizzata e coerente.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Samsung rivendica 20 anni consecutivi da leader globale nei TV: qual è oggi il vero vantaggio competitivo che vi difende dalla pressione crescente dei concorrenti asiatici e dal raffreddamento della domanda?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Essere leader per 20 anni consecutivi è un risultato importante, ma non lo consideriamo un punto di arrivo. Oggi il mercato è molto più competitivo e in continua evoluzione; quindi, la vera sfida è restare rilevanti nel tempo. Il nostro vantaggio nasce da un approccio costante: investire in innovazione, ma sempre con un impatto concreto sull’esperienza delle persone. Penso alla qualità dell’immagine, all’evoluzione dei pannelli e sempre di più all’intelligenza artificiale, che lavora in modo silenzioso per migliorare ciò che si vede e si ascolta. Con Vision AI companion non solo il TV ottimizza la resa dei contenuti, adatta automaticamente le immagini alle condizioni di luce della stanza, migliora la percezione dei dettagli e arricchisce l’esperienza audio-visiva, ma dialoga con l’utente, impara dalle sue abitudini e diventa un vero e proprio “assistente”. &amp;nbsp;Alla nostra continua innovazione si aggiunge un elemento fondamentale: la fiducia. Il TV è un prodotto che accompagna le persone per anni, e questo rende la relazione con il brand particolarmente importante, la fiducia è un capitale che si costruisce nel tempo, e noi lo abbiamo fatto offrendo a chi ci sceglie tecnologie all’avanguardia, prodotti di design ma anche piena sicurezza dei dati grazie al nostro sistema Samsung Knox, e aggiornamenti garantiti del nostro sistema operativo Tizen per sette anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nel 2025 avete consolidato la leadership soprattutto nel segmento premium e nei grandi schermi: è una scelta strategica precisa puntare sulla fascia alta, anche a costo di lasciare più spazio ai competitor sul mercato di volume?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il segmento premium rappresenta naturalmente un’area strategica, perché è lì che si definiscono le direzioni del mercato e dove l’innovazione riesce a esprimersi in modo più completo. È anche il contesto in cui il consumatore è più attento alla qualità complessiva dell’esperienza, non solo alle specifiche tecniche. Detto questo, non lo vediamo come un ambito isolato o separato dal resto dell’offerta. Storicamente, il nostro approccio è stato quello di sviluppare nuove tecnologie nei modelli di punta e poi estenderle progressivamente ad altre fasce di prezzo. Lo abbiamo fatto più recentemente anche con Vision AI Companion, o con servizi come l’Art Store, nato inizialmente per The Frame e ora disponibile su tutta la gamma.&amp;nbsp; Questo permette non solo di valorizzare l’innovazione, ma anche di renderla accessibile a un pubblico più ampio nel tempo. Quindi sì, il premium è un riferimento importante, ma l’obiettivo resta mantenere coerenza su tutto il portfolio. Più che presidiare una fascia, cerchiamo di costruire un’offerta completa, in cui ogni prodotto, indipendentemente dal prezzo, rifletta gli stessi principi di qualità, semplicità e affidabilità nel tempo. In questo contesto, un ruolo sempre più importante lo gioca l’ecosistema Samsung: i nostri TV, integrandosi con smartphone, tablet, dispositivi audio e elettrodomestici connessi, creano un’esperienza completa, coerente e senza soluzione di continuità per l’utente, indipendentemente dalla fascia di prezzo.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da Bordeaux a QLED, fino a Micro LED e AI, Samsung ha spesso guidato i cambiamenti del settore: quale sarà il prossimo salto vero, quello che secondo voi cambierà di nuovo il mercato e non solo il marketing del prodotto?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se guardiamo a questi vent’anni, abbiamo associato traguardi di innovazione a momenti specifici: il passaggio agli schermi piatti, l’alta definizione, il 4K, fino alle nuove tecnologie di pannello. Oggi stiamo entrando in una fase meno legata a un singolo ‘salto’ e più a un’evoluzione continua e stratificata. In questo scenario, l’intelligenza artificiale è il fattore che sta cambiando davvero il paradigma. Non è più una funzione accessoria, ma un’infrastruttura che attraversa tutta l’esperienza: dall’upscaling dei contenuti alla gestione del colore, dal miglioramento dell’audio fino alla personalizzazione della visione. Dal punto di vista dell’esperienza di utilizzo, inoltre, vedremo sempre più un passaggio dal “comando” alla “conversazione” con i nostri dispositivi. Grazie all’AI l’interazione con i TV diventerà sempre più fluida e naturale e il TV diventerà sempre più un compagno proattivo che personalizza l’intrattenimento in tempo reale, rendendo la tecnologia invisibile ma onnipresente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Parlate di una tecnologia che deve diventare “invisibile”: in termini concreti, cosa significa per il consumatore e quanto sarà l’intelligenza artificiale a decidere sempre più al posto dell’utente come vedere e ascoltare i contenuti?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando parliamo di tecnologia ‘invisibile’ non intendiamo qualcosa di astratto, ma un’evoluzione molto concreta dell’esperienza d’uso. Negli anni abbiamo integrato molte funzionalità ai televisori, ma oggi la vera sfida è fare in modo che questa complessità non ricada sull’utente. In pratica, significa che il TV è in grado di analizzare automaticamente il contenuto che si sta guardando, le condizioni di luce della stanza e anche alcune abitudini di visione, per regolare in tempo reale parametri come luminosità, contrasto, colore e audio. Tutto questo avviene senza interventi manuali, riducendo la necessità di impostazioni o regolazioni. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale in questo processo, ma sempre in modo discreto. L’obiettivo non è sostituire l’utente o prendere decisioni al suo posto, ma semplificare l’interazione e migliorare il risultato finale. Quando la tecnologia è davvero efficace, smette di essere percepita come tale e diventa parte naturale dell’esperienza di visione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In un ecosistema dominato da smartphone, tablet e dispositivi personali, perché il televisore dovrebbe restare centrale nella casa connessa e quale ruolo strategico gli attribuite dentro l’universo Samsung e SmartThings?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni abbiamo assistito a una forte crescita degli schermi personali, che hanno reso l’esperienza digitale sempre più individuale. In questo contesto, il televisore mantiene però una caratteristica distintiva: è l’unico dispositivo che continua a essere condiviso. È il luogo in cui si costruiscono momenti collettivi, che si tratti di intrattenimento, sport, gaming o semplicemente tempo trascorso insieme. Questa dimensione sociale resta molto rilevante e rappresenta un valore difficilmente replicabile su altri dispositivi. Allo stesso tempo, il TV sta evolvendo anche all’interno dell’ecosistema della casa connessa. Può diventare un punto di accesso semplice e immediato per interagire con altri dispositivi grazie alla piattaforma SmartThings, ma senza perdere la sua funzione principale. Il suo ruolo centrale deriva proprio da questa doppia natura: da un lato hub tecnologico, dall’altro spazio di esperienza condivisa.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La fiducia del consumatore, dite, si costruisce nel tempo: quanto pesano oggi affidabilità, aggiornamenti software e durata del prodotto rispetto alla sola qualità dell’immagine, soprattutto in una fascia di prezzo alta?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi questi aspetti hanno assunto un peso più rilevante, soprattutto nel segmento premium. La qualità dell’immagine e dell’audio restano un elemento fondamentale e spesso il primo driver di scelta, ma i consumatori sono sempre più attenti anche alla durabilità del prodotto, alla stabilità nel tempo e alla possibilità di ricevere aggiornamenti che mantengano il dispositivo attuale anche a distanza di anni. Per questo motivo, il valore di un TV viene sempre più valutato lungo tutto il suo ciclo di vita. Questo implica un impegno costante su test, affidabilità e supporto software. In questo senso, la fiducia si costruisce nel tempo: non solo con la performance iniziale, ma con la capacità di garantire un’esperienza coerente e soddisfacente anche negli anni successivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Guardando ai prossimi anni, dove metterete davvero le risorse: qualità visiva, AI, design, sostenibilità o integrazione con l’ecosistema domestico? E su quale terreno pensate si giocherà la partita decisiva della prossima generazione di TV?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guardando ai prossimi anni, continueremo a investire su più direttrici, sviluppandole in modo sempre integrato. In linea con il nostro claim “Your Companion to AI Living”, l’intelligenza artificiale rappresenta uno degli elementi chiave: una presenza sempre più concreta e utile nella vita quotidiana, capace di migliorare in modo continuo e trasversale l’esperienza d’uso. Allo stesso tempo, continueremo a lavorare sull’evoluzione delle tecnologie di display e sulla qualità visiva, che resta centrale: lo testimonia una gamma che vede la nostra nuova tecnologia Micro RGB in un ruolo centrale accanto all’offerta di TV OLED e Neo QLED. Accanto a questi elementi, design e integrazione con l’ecosistema domestico incideranno in modo crescente nelle scelte dei consumatori, contribuendo a definire il valore complessivo del prodotto. La sfida sarà proprio questa: evitare approcci frammentati e continuare a combinare tutti questi elementi in modo coerente. Più che una competizione su una singola caratteristica, pensiamo che la differenza si giocherà sulla capacità di offrire un’esperienza completa, semplice e realmente rilevante nella vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Innovazione</category>
      <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 12:39:26 GMT</pubDate>
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      <title>Il lavoro ibrido cambia l’audio professionale: la sfida tra mobilità, call e IA</title>
      <link>https://www.agi.it/innovazione/news/2026-03-24/cuffie-premium-lavoro-ibrido-jabra-evolve-36280692/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Per anni le cuffie da lavoro sono state strumenti quasi invisibili: indispensabili, certo, ma confinati a una funzione precisa, quella di accompagnare telefonate, riunioni e giornate in ufficio senza troppe pretese sul piano del design, del comfort o della qualità dell’ascolto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi &lt;strong&gt;il lavoro ha cambiato forma&lt;/strong&gt;. Si è fatto ibrido, mobile, frammentato tra casa, azienda, aeroporti, treni e spazi condivisi. E in questo nuovo scenario anche un oggetto apparentemente semplice come una cuffia ha smesso di essere un accessorio secondario, trasformandosi in un punto di contatto sempre più centrale tra produttività, comunicazione e vita quotidiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È da qui che parte la sfida di Jabra con la nuova &lt;a href="https://www.agi.it/innovazione/news/2026-01-23/jabra-evolve3-cuffie-lavoro-ibrido-intrattenimento-2026-35242253/"&gt;Evolve3 85&lt;/a&gt;, modello premium con cui il gruppo prova a superare una distinzione ormai sempre più labile: quella tra cuffie professionali e cuffie consumer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’ambizione è quella di &lt;strong&gt;offrire un prodotto più evoluto&lt;/strong&gt; della generazione precedente, ma anche di interpretare un cambio di paradigma. Una cuffia professionale di alta gamma deve oggi riunire mondi che fino a poco tempo fa restavano separati: qualità Hi-Fi, cancellazione attiva del rumore, portabilità, certificazioni per le piattaforme di collaborazione, sicurezza enterprise e una resa vocale capace di restare efficace anche in ambienti rumorosi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dietro questo posizionamento c’è anche una scommessa più ampia, che riguarda &lt;strong&gt;il futuro dell’interazione uomo-macchina&lt;/strong&gt;. Con tecnologie come ClearVoice e una visione che mette la voce al centro dell’esperienza professionale, Jabra guarda a un contesto in cui parlare a piattaforme, colleghi e agenti di intelligenza artificiale sarà sempre più naturale e frequente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se davvero il lavoro contemporaneo chiede &lt;strong&gt;strumenti capaci di seguire persone sempre in movimento&lt;/strong&gt;, sempre connesse e sempre più dipendenti dalla qualità della comunicazione, allora Evolve3 85 vuole proporsi non solo come una cuffia di fascia alta, ma come un tassello della nuova infrastruttura personale del lavoro. Ne parliamo con Luca Barbarossa, Jabra Business Development Manager EMEA South.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Con Evolve3 parlate delle prime vere cuffie “crossover”, pensate insieme per lavoro e uso personale: state dicendo che il confine tra prodotto professionale e consumer ormai non esista più?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro ibrido, e in particolare la possibilità di lavorare da qualunque luogo, ha quasi azzerato la separazione tra cuffie consumer e professionali. Le cuffie professionali si sono evolute in entrambe le direzioni: oggi offrono prestazioni sempre più avanzate per il lavoro, ma hanno anche colmato quei limiti che le penalizzavano nell’uso personale. Una cuffia professionale di alto livello, grazie ai progressi nell’audio Hi-Fi, nell’ANC e nel design, non ha più nulla da invidiare ai modelli consumer. Il percorso inverso è invece stato meno marcato: molte cuffie consumer non offrono ancora microfoni all’altezza, né certificazioni professionali, lasciando un evidente divario nelle applicazioni lavorative.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le Evolve3 85 arrivano a 569 euro: perché un professionista dovrebbe spendere questa cifra per una cuffia invece di orientarsi su modelli premium consumer ormai molto affermati?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il prezzo può sembrare elevato, ma ciò che va considerato è l'esperienza complessiva e il valore professionale che ne derivano. Una cuffia come Evolve3 85 permette livelli di produttività impossibili da raggiungere con modelli consumer. Le certificazioni con le piattaforme di collaborazione garantiscono affidabilità e continuità operativa; l’ampia compatibilità con hardware e sistemi operativi offre una flessibilità concreta. La resa dei microfoni — anche in contesti molto rumorosi — consente un’interazione efficace con gli agenti AI e con i colleghi ovunque ci si trovi. A tutto questo si aggiungono i vantaggi tipicamente consumer: audio Hi‑Fi, ANC di fascia alta, design moderno e grande portabilità. In sintesi: affidereste davvero i vostri obiettivi professionali quotidiani a un laptop consumer solo perché costa meno? &lt;img&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Avete eliminato il classico braccetto microfonico, che per anni è stato quasi un simbolo delle cuffie da ufficio: quanto è stata una scelta di design e quanto invece una scommessa tecnologica sulla maturità di ClearVoice e dell'IA?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scelta nasce da una combinazione di esigenze estetiche e progresso tecnologico. Sempre più utenti chiedevano cuffie professionali senza braccetto, perché quel dettaglio influiva fortemente sulla percezione del design, soprattutto per le nuove generazioni. Molti preferivano modelli consumer più “socialmente accettati”, accettando però tutti gli svantaggi in termini di qualità del lavoro e complessità per l’IT. Con lo sviluppo della nostra tecnologia ClearVoice abbiamo finalmente potuto unire entrambe le esigenze: un design moderno e pulito, senza alcun compromesso sulle prestazioni professionali. &lt;img&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il sistema è addestrato su oltre 60 milioni di frasi e arriva al 96% di accuratezza vocale, fino al 99% negli open space: volete che le cuffie diventino una nuova interfaccia di accesso all’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sempre più ricerche indicano che entro i prossimi 2-3 anni la voce diventerà la modalità principale per interagire con l’Intelligenza Artificiale, superando l’uso della tastiera. In Jabra abbiamo chiaro il nostro ruolo: essere il punto di contatto tra l’essere umano e l’AI. Per farlo, dobbiamo raggiungere livelli di accuratezza nella cattura della voce mai ottenuti prima, anche in situazioni difficili, come parlare in mezzo al traffico o camminando per strada. Le Evolve3 nascono esattamente per questo. &lt;img&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto conta oggi l’ANC non solo per ascoltare meglio, ma per lavorare meglio?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo riprogettato completamente l’architettura dell’ANC: nuovi microfoni, algoritmi aggiornati, materiali di isolamento più efficaci e l’introduzione di un ANC adattativo che modula l’intensità in base al contesto, offrendo un’esperienza meno invasiva e più naturale. Vediamo l’ANC come uno strumento di produttività: se posso lavorare da qualunque luogo, devo potermi concentrare ovunque. Che sia per scrivere email o analizzare un’offerta complessa, la cancellazione del rumore diventa un alleato indispensabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quanto sta crescendo la domanda di cuffie professionali pensate davvero per la mobilità e non solo per la scrivania?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come accennato, il lavoro Moderno — l’evoluzione naturale del lavoro ibrido — offre una flessibilità prima impensabile, e tutti stiamo diventando più consapevoli dei benefici del poter lavorare da dove preferiamo. Questa libertà, però richiede strumenti adeguati: una cuffia leggera, comoda, con grande autonomia, ricarica wireless e un design pieghevole che occupa poco spazio nello zaino. Ciò che all’inizio sembra un piccolo comfort diventa presto un requisito fondamentale per mantenere davvero la propria produttività in mobilità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tra gestione remota via Jabra Plus, sicurezza di livello enterprise e diritto alla riparazione, sembra che il prodotto guardi tanto ai reparti IT quanto all’utente finale: il futuro dell’audio professionale sarà sempre più una partita tra esperienza d’uso, sostenibilità e governabilità aziendale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel progettare Evolve3 abbiamo considerato l’intera catena di utilizzo e tutti i profili coinvolti. Comodità, design e flessibilità parlano agli utenti finali; allo stesso tempo, le cuffie devono integrarsi perfettamente con sistemi aziendali complessi, rispettare standard di sicurezza elevatissimi e poter essere gestite da remoto dai reparti IT. Anche la sostenibilità è diventata un requisito imprescindibile. Una cuffia professionale moderna deve rispondere a tutte queste esigenze contemporaneamente, ampliando le proprie capacità per rendere più semplice la vita lavorativa a persone e organizzazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 19:09:21 GMT</pubDate>
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