In Giappone hanno assunto un robot come direttore creativo di un'agenzia pubblicitaria

Si chiama AI-CD β e lavora per la McCann Japan. La macchina, guidata dall’Intelligenza Artificiale, è in grado di analizzare milioni di dati e dare suggerimenti su quali campagne di advertising fare

In Giappone hanno assunto un robot come direttore creativo di un'agenzia pubblicitaria

In Giappone il direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria è un robot. Si chiama AI-CD β e lavora per la McCann Japan. La macchina, guidata dall’Intelligenza Artificiale, è in grado di dare suggerimenti su quali campagne di advertising fare, grazie alla capacità di raccogliere e analizzare un enorme database di pubblicità tra cui trovare i migliori esempi da cui prendere spunto.

Dalle indagini ai tribunali

Come un moderno oracolo, il robot ha solo il ruolo di esprimersi. Di trovare risposte nei dati e di soddisfare i dubbi dei colleghi in carne e ossa, indicando loro la via del successo.

 

Non a tutti piacerà essere subordinati a una macchina, probabilmente, ma guardate il lato positivo: se il capo è un robot, forse sarà un po’ più semplice non starlo ad ascoltare e far di testa propria sul posto di lavoro. Agli umani resta infatti la possibilità di valutare i suoi suggerimenti e decidere come agire. AI-CD β è uno dei dieci sviluppi dell’Intelligenza Artificiale che Springwise ha inserito nell’edizione 2018 dell’AI and the Future of Work Report, presentato la scorsa settimana al Digital Innovators' Summit di Berlino.

Leggere la parola robot a due passi da “futuro del lavoro” spaventa, questo sì. Ma il testo è rassicurante: uomini e macchine possono coesistere, queste ultime agendo “in maniera ripetitiva sugli aspetti di analisi dei dati”, i primi con la possibilità di deciderne le applicazioni. Un mix di competenze, alcune analitiche e altre più intuitive, come nel caso di Valcri, un software che promette di aiutare gli inquirenti nelle indagini scansionando database che contengono informazioni sociali e legali, trovando così “connessioni che l’uomo spesso si perde” e suggerendo quindi possibili strade da approfondire.

 

 

In Francia hanno sviluppato addirittura una app che suggerisce il modo per ottimizzare la strategia di un avvocato. Si chiama Predictice e funziona tramite analisi statistica di come erano stati giudicati i casi del passato. Insomma, prima ancora di iniziare il dibattimento, le parti in causa possono avere una stima piuttosto accurata di tempi, costi ed esito del caso. Dentons, il più grande studio legale al mondo, ha già stipulato un accordo con la start up francese.

Cuore matto

Da Amazon Go in poi, compresi i competitor asiatici, i supermercati stanno facendo a gara per chi è più innovativo. Dalla Nuova Zelanda arriva Imagr, un software collegato a un metodo di pagamento personale che consente di evitare code alle casse. In che modo? I prodotti vengono aggiunti nel carrello virtuale della app sul telefonino via via che il cliente li prende dallo scaffale. Una volta spuntata l’intera lista della spesa, è sufficiente uscire dal negozio: il pagamento avviene automaticamente.

Così come in maniera automatica opera Corti, un assistente virtuale che ascolta e analizza le telefonate che arrivano ai centralini di emergenza danesi. Tono di voce, respiro, e una serie di metadati – quelli cioè che si generano in ogni operazione digitale -: Corti registra e misura tutto, alla ricerca di eventuali sintomi che possano far pensare a un imminente attacco cardiaco di chi è alla cornetta del telefono. Perché, in questi casi, anche pochi minuti possono far la differenza tra sopravvivere oppure no. 



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