Ricerca: 'macchinetta' per proteggere piante da infezioni

(AGI) - Roma, 30 giu. - Le malattie infettive delle pianteprovocano ingenti danni alle colture agrarie, causando perditeeconomiche che sono stimate, a livello mondiale, intorno ai 60miliardi di euro annui. D'altro canto, e' noto come l'uso deipesticidi ponga purtroppo gravi problemi alla salute umana eall'ambiente. Un gruppo di ricercatori del dipartimento diBiologia e Biotecnologie "Charles Darwin" della Sapienza haideato una sorta di "macchinetta" proteica che puo' essereattivata nelle piante, inducendole a mettere in moto il sistemaimmunitario e proteggendole, in modo del tutto naturale, dalleinfezioni microbiche. La scoperta si basa sul

(AGI) - Roma, 30 giu. - Le malattie infettive delle pianteprovocano ingenti danni alle colture agrarie, causando perditeeconomiche che sono stimate, a livello mondiale, intorno ai 60miliardi di euro annui. D'altro canto, e' noto come l'uso deipesticidi ponga purtroppo gravi problemi alla salute umana eall'ambiente. Un gruppo di ricercatori del dipartimento diBiologia e Biotecnologie "Charles Darwin" della Sapienza haideato una sorta di "macchinetta" proteica che puo' essereattivata nelle piante, inducendole a mettere in moto il sistemaimmunitario e proteggendole, in modo del tutto naturale, dalleinfezioni microbiche. La scoperta si basa sul ruolo degli oligogalatturonidi,frammenti di pectina che sono generati autonomamente enaturalmente dalla pianta quando subisce l'attacco dimicroorganismi o danni meccanici. Nello studio pubblicato suProceedings of the National Academy of Sciences of the UnitedStates of America, i biologi della Sapienza hanno osservatocome le piante che attivino la "macchinetta" proteica, almomento di una tentata infezione, accumulino elevati livelli dioligogalatturonidi e siano piu' resistenti a patogeni didiversa natura come batteri e funghi. "Il sistema immunitario,sia negli animali che nelle piante, viene attivato attraversola percezione di segnali molecolari indicatori di unasituazione di pericolo - ha sottolineato Giulia De Lorenzo,docente di Fisiologia Vegetale - in particolare, frammentiprodotti dalla degradazione della pectina, un importantecomponente della parete cellulare che circonda ogni cellulavegetale, sono riconosciuti come segnali di pericolo". Questericerche mostrano come il controllo della pectina e dellapresenza degli oligogalatturonidi nei tessuti possa essereutilizzato per ottenere piante di interesse agronomicoresistenti a un gran numero di malattie infettive, senza l'usodi anticrittogamici pericolosi per la salute umana e perl'ambiente. (AGI) red/cav .

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