Ricerca: Lorenzin, cambiamo approccio mettendo in rete strutture

Ricerca: Lorenzin, cambiamo approccio mettendo in rete strutture
 beatrice lorenzin la giornata della ricerca ucbm - twitter

Roma - "Se quando metti insieme il top della ricerca italiana e internazionale non riesci ad andare in prima pagina, che devi fare? Devi andare in giro nuda per la strada con la scritta 'sono un gene' e forse qualcosa esce fuori". E' con questa provocazione che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha aperto il suo intervento nell'ambito della Giornata della Ricerca 2016 organizzata dall'Universita' Campus Biomedico di Roma. Quella del ministro e' stata una provocazione che e' servita a spiegare le difficolta' in cui muove il settore della ricerca scientifica in generale e di quello in particolare. Difficolta' che dipendono da un lato da uno scarso interesse da parte dell'opinione pubblica, ma anche da una non adeguata organizzazione delle risorse pubbliche. "Uno dei problemi principali e' quello - ha spiegato Lorenzin - di non riuscire a fare massa critica" cosa che riesce benissimo ad altri paesi, come per esempio la Germania. "Per questo motivo - dice il ministro - abbiamo deciso di affrontare questo problema cercando di cambiare la mentalita', l'approccio, e di assumere una visione globale. Per questo, abbiamo cercato di mettere in rete tra loro e riorganizzando le diverse strutture di riferimento, l'Aifa, che abbiamo potenziato, ma anche l'Istituto Superiore di Sanita' che abbiamo trovato in uno stato di difficolta' e che ora abbiamo commissariato e rilanciato e sono sicura che diventera' il pivot del sistema della ricerca medica italiana. Senza dimenticare poi la rete degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico che e' un patrimonio importante per la ricerca traslazionale che tutti ci stanno studiando". Poi c'e' il problema della cosiddetta fuga dei cervelli. "I cervelli fuggono - ha detto la Lorenzin - perche' tu non puoi pensare che un ricercatore sia uguale a qualsiasi altro lavortatore. E' un tabu' che va superato. Noi abbiamo fatto una proposta, che paradossalmente non costa, che prevede per i ricercatori dell'Irccs un percorso di carriera chiaro, molto simile al modello irlandese-americano che permetta anche di scegliere tra il profilo di top-scientist o quello che prevede di essere riassorbito all'interno del Servizio Sanitario Nazionale, come e' normale che sia dopo 15 anni di lavoro in un Irccs". (AGI)