Tornare alla carta per spiegare la tecnologia ai bambini: il caso Papier Machine

Lo scopo del progetto è mostrare in modo semplice e divertente il funzionamento dei dispositivi che usiamo tutti i giorni.

papier machine

Un viaggio elettronico racchiuso tra le pagine di un libro: Papier Machine, macchina di carta, è la scommessa di riportare i bambini a giocare e imparare divertendosi e mettendo per un attimo da parte i videogiochi e gli smartphone.

Un prodotto editoriale stampato con inchiostro d’argento che forma circuiti funzionanti, con sei esperimenti che combinano sensori, biglie metalliche, qualche piezo e componenti sonori. Obiettivo di questa impresa è mostrare in modo semplice e divertente il funzionamento di ciò che si nasconde all’interno dei dispositivi che usiamo tutti i giorni. Il tema del primo volume di Papier Machine è il suono, ma i suoi autori promettono che ne seguiranno degli altri.

“Se dovessi descrivere Papier Machine a un bambino di dieci anni, gli direi che è il gioco che vorrebbe trovare in una classe di tecnologia per appassionarsi definitivamente a questi temi”, ha detto ad Agi Agnes Agullo, portavoce della squadra di tre persone che ha ideato il libro.

“Abbiamo avuto molte occasioni di presentare questo progetto al pubblico, iniziando dal Museo di arti decorative di Parigi lo scorso Maggio”: il continuo confronto e tre anni di lavoro, ricerche e test sono serviti agli autori per realizzare il numero zero della collana, nel quale tutto stimola l’intuito e la creatività. A partire dalle istruzioni, esclusivamente fatte di immagini e quindi adatte a ogni lingua. Sfogliando gli inserti da staccare, le pagine da piegare e colorare danno vita ai circuiti stessi tramite un sistema di incastri.

Un crowdfunding di successo

Resistenze, giroscopi, suoni, sensori del vento, circuiti e interruttori compongono i sei giochi del numero di lancio della collana. E tantissimi sostenitori hanno deciso di crederci: la campagna su Kickstarter ha raccolto in ventiquattr’ore 47mila euro di donazioni. Duemila in più rispetto al traguardo minimo necessario per iniziare la produzione. “Arrivano finanziatori da tutto il mondo”, ha spiegato Agullo. “Ma le più importanti sono state Francia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Svizzera”.

“L'elettronica è ovunque, e Papier Machine è un'interpretazione di ciò che è nascosto nelle misteriose scatole nere che ci circondano”, spiegano i tre autori Raphael, Marion e Agnes. “Solitamente nascosti alla vista, i circuiti celano un potenziale narrativo sorprendente. Papier Machine ha scelto di raccontare le loro storie in un modo più attraente, giocando con colori e forme, ed estendendo le molteplici possibilità della carta grazie all’uso dell’inchiostro conduttivo”. 

Papier Machine rientra in quelli che in inglese sono chiamati “STEM toys” (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), e che sono realizzati per cercare di rendere l’apprendimento una scoperta divertente e interattiva. Un esempio noto? I Lego, considerati un modo incredibilmente efficace di aprire un occhio sul mondo dell’ingegneria in modo creativo. Giochi che rafforzano la pazienza, la capacità di risolvere problemi e la determinazione. Giochi un po’ più lenti e riflessivi, di cui forse oggi i bambini hanno davvero bisogno per (ri)scoprire che il gioco più bello di tutti è la fantasia.



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