Ogm: M5s, vince no a coltivazione ma nostro pressing continua

(AGI) - Roma, 1 ott. - "Ieri il Movimento 5 stelle hadenunciato il ritardo dell'Italia nel comunicare alla UE il suono agli Ogm. Oggi finalmente il Governo ha inviato a Bruxellesla nota ufficiale che ribadisce il divieto di coltivazionedegli Organismi geneticamente modificati, come deciso dalParlamento, in attuazione della nuova Direttiva europea che, loricordiamo, consente agli Stati membri di decidere". Loaffermano in una nota congiunta i parlamentari del M5S delleCommissioni Agricoltura e Politiche Europee. "Meglio tardi chemai, vorremmo dire, ma il pressing del Movimento 5 stelle nonfinisce qui - proseguono i

(AGI) - Roma, 1 ott. - "Ieri il Movimento 5 stelle hadenunciato il ritardo dell'Italia nel comunicare alla UE il suono agli Ogm. Oggi finalmente il Governo ha inviato a Bruxellesla nota ufficiale che ribadisce il divieto di coltivazionedegli Organismi geneticamente modificati, come deciso dalParlamento, in attuazione della nuova Direttiva europea che, loricordiamo, consente agli Stati membri di decidere". Loaffermano in una nota congiunta i parlamentari del M5S delleCommissioni Agricoltura e Politiche Europee. "Meglio tardi chemai, vorremmo dire, ma il pressing del Movimento 5 stelle nonfinisce qui - proseguono i pentastellati -. E' stata avviata inSenato una indagine conoscitiva, co-assegnata al M5s ,sullenuove tecniche di Cisgenesi e Genome editing, rientranti traletecnologie del futuro alle quali ha fatto accenno anche ilministro delle Politiche Agricole, Martina. Ma anche sulla MAS,una tecnica di miglioramento genetico caldeggiata daassociazioni ambientaliste come Greenpeace". "Non ci sonostrumenti legislativi per delineare la differenza tra vecchi enuovi Ogm - spiegano i parlamentari - Con un cambio di nome,quindi, gli Organismi geneticamente modificati potrebberorientrare dalla finestra e aggirare la normativa vigente.Vogliamo poi approfondire strumenti biotecnologici checonciliano innovazione e rispetto dell'ambiente, e sollecitarela necessita' di legiferare in merito. Inoltre - concludono ipenta stellati - vorremo che la presenza sia specificata nelleetichette alimentari, visto che l'Italia, sebbene oggi si siarifiutata di coltivarli, comunque continuera' ad importarlidall'estero, in particolare attraverso i mangimi per gliallevamenti". (AGI).