Che cosa si sono detti Mattarella, The Jackal e Michele Bravi?

Il Presidente ha incontrato dieci giovani youtuber per parlare di influenze (non influencer)  e delle responsabilità della rete

Che cosa si sono detti Mattarella, The Jackal e Michele Bravi?

La comitiva era ben strana. Un pugno di youtuber (di qualità) un vincitore di XFactor e... un presidente della Repubblica. La location, poi, ancora più inusuale: non un set attrezzato alla bell'e meglio - come quelli di molti youtuber - né quelli cinematografici di The Jackal, ma nientemeno che il Quirinale.

Tutto per un evento inconsueto: un incontro tra Sergio Mattarella e una decina di personaggi della rete. Ragazzi che, attraverso YouTube, sono riusciti a crearsi una larga popolarità tra i più giovani, e in molti casi un vero lavoro. Produttori di contenuti di qualità, non banali influencer trasformati in contemporanei uomini-sandwich per promuovere questo o quel prodotto. 

L'incontro 'I giovani e la rete' è stato moderato da Michele Bravi, cantante, classe 1994, vincitore di X-Factor nel 2013, che ha introdotto Mattarella nel mondo degli 'youtuber'. "Il vostro esempio racconta bene come si può utilizzare il web in modo attivo e consapevole, avete un grande seguito, ma anche una grande responsabilità perché il vostro messaggio arriva a molte persone", ha detto Mattarella in diretta streaming dall'account del Quirinale.

Ai ragazzi ha chiesto la loro storia, come si sono avvicinati alla rete, al digitale, come ne hanno fatto un lavoro. "Dai vostri racconti capisco che il web oramai è parte della nostra vita, della vita reale, ci consente di dialogare, di condividere esperienze ed emozioni e farle circolare senza ostacoli. Voi avete l'opportunità costante di parlare con i vostri coetanei di tutto il mondo, e Internet in questo senso è uno strumento di pace, permette la nascita di meccanismi di solidarietà che prima erano impensabili".

Il Capo dello Stato ha poi risposto alle domande dei ragazzi. Prima tra tutte quella sul suo rapporto con la tecnologia: "Io ho uno smartphone e un tablet che utilizzo molto, soprattutto quando viaggio, per leggere i giornali e le notizie. Ho anche un computer su cui lavoro e scrivo i miei discorsi. Ricevo e scrivo mail, navigo per aumentare le mie conoscenze. Sono consapevole che a voi sembrerà un uso un po' limitato, ma quando ero giovane Internet non esisteva: quando apparve un primo computer avevo 30 anni ed era grande come un armadio".

Chi c'era all'incontro

Rispondendo alle domande, Mattarella si è detto convinto che se è vero che le nuove tecnologie distruggeranno posti di lavoro, altrettanti ne creeranno: "E' stato sempre così, ogni volta che nella storia ci sono state novità tecnologiche ci sono sempre state domande e paure di questo genere, ma le forme del lavoro sono sempre cambiate di conseguenza, e chi lavora sul web come voi già lo sa".

Un passaggio del suo discorso sul web lo dedica anche al tema delle fake news: "Le false notizie ci sono sempre state, non nascono oggi nè nascono con Internet, le menzogne hanno sempre accompagnato l'umanità. Qualche giorno fa abbiamo celebrato la Giornata della Memoria e allora per far aumentare l'odio verso gli ebrei furono diffuse molte notizie false contro di loro. Le fake news ci sono sempre state, certo magari prima rimanevano confinate in una piazza, in una conferenza, in un salotto, oggi si diffondono molto più rapidamente", ha detto ancora Mattarella, che ha poi concluso ricordando l'importanza della politica e del fare politica attiva: "Tutti ci impegniamo in politica in qualche modo, farlo in maniera attiva richiede la percezione di far parte di una comunità. Da ragazzo ho letto un libro, si chiamava 'Nessun uomo e' un'isola'. Il suo messaggio è importante, perché non si vive nè si cresce da soli, ma sempre con gli altri. E la politica serve a prendere delle decisioni che riguardano tutti".



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