Istat: domani compie 90 anni, dal censimento ai Big data

Istat: domani compie 90 anni, dal censimento ai Big data
 sede Istat (Agf) 

Roma - L'Istituto nazionale di statistica compie domani 90 anni. Il 9 luglio 1926 assunse, con la legge n.1162, il mandato di coordinare le attivita' di rilevazione, elaborazione e diffusione dei dati. A guidare l'ente il Consiglio superiore di statistica presieduto da Corrado Gini, considerato uno dei padri della statistica italiana e inventore dell'indice di concentrazione per misurare la diseguaglianza nella distribuzione del reddito o della ricchezza, che ne diventera' il primo presidente. I compiti istituzionali prevedono una competenza esclusiva per la compilazione e l'illustrazione delle statistiche sull'amministrazione dello Stato e di quelle sulle attivita' disposte dal governo. Su questa base sono realizzati le prime indagini sul movimento della popolazione, il primo Censimento dell'industria e del commercio (1927) e il Censimento della popolazione (1936), il secondo dall'unificazione italiana. Il dramma del fascismo e del secondo conflitto mondiale frena l'attivita' dell'Istituto. Nel 1949, l'Istituto riceve dal Parlamento il compito di fornire le statistiche per la Relazione generale sulla situazione economica del Paese. Si apre cosi' una fase di intensa produzione: dati di contabilita' nazionale, statistiche sui matrimoni, sulle nascite e sulle morti, indagini sulla stima del valore aggiunto delle imprese, sui bilanci delle famiglie, sulla disoccupazione e le forze di lavoro e il primo Censimento delle abitazioni (1951). Con il boom economico la statistica pubblica riceve nuovo slancio dalla creazione della Comunita' economica europea e dall'istituzione dell'Ufficio di statistica comunitario. Nel decennio 1966-1975, oltre a rafforzarsi sul territorio con l'istituzione degli Uffici di corrispondenza regionali o interregionali, l'Istituto produce nuove statistiche sociali su condizioni di vita e comportamenti della popolazione, tempo libero, consumi, letture e vacanze delle famiglie e, contestualmente al dibattito sul divorzio, sui procedimenti di separazione personale dei coniugi. Tra il 1976 e il 1985 l'adeguamento alle nuove esigenze organizzative trova espressione nel progetto di Riordinamento del servizio statistico nazionale della Commissione internazionale "Moser", che portera' alla nascita di un network di produttori di statistica pubblica. In questi anni la statistica si avvicina sempre piu' ai cittadini affiancando alle informazioni di carattere scientifico pubblicazioni divulgative e aprendo al pubblico le banche dati dell'Istituto (1983). Inoltre, si aggiunge un nuovo tassello con l'avvio delle prime rilevazioni statistiche su tematiche ambientali (1984).
Nella seconda meta' degli anni Ottanta, l'Istituto ottiene riconoscimento della sua attivita' scientifica con l'inserimento nel comparto della ricerca (1986) e assume l'attuale denominazione di Istituto nazionale di statistica (decreto legislativo n. 322 del 1989, istitutivo anche del Sistan, Sistema statistico nazionale). Gli anni Novanta si aprono all'insegna di numerose innovazioni. Ha luogo nel 1992 la prima Conferenza nazionale di statistica (giunta nel 2016 alla sua dodicesima edizione) e si realizza un progressivo avvicinamento agli utenti grazie all'apertura su tutto il territorio nazionale dei Centri di informazione statistica (1995) e alla prima release del sito web istituzionale (1996). Negli anni piu' recenti l'utilizzo del web consente di migliorare quantita' e qualita' delle informazioni: si potenziano le indagini web-based, il data capturing, l'accesso a banche dati ed e' pubblicato I.Stat (2010), il datawarehouse di consultazione delle statistiche. Anche la nuova stagione censuaria (2011) per la prima volta fa ricorso alla possibilita' di compilare online i questionari. Sulla scia del dibattito sulle misure alternative al Pil e' avviato il progetto Bes (2010), per iniziativa congiunta di Cnel e Istat, con l'obiettivo di definire un sistema di indicatori del "Benessere Equo e Sostenibile" in Italia, che ha trovato una sua declinazione su scala territoriale con i progetti "URBes" e "Bes delle province". Nel mese di ottobre 2010, l'Istat partecipa alla prima Giornata mondiale della statistica. L'anno successivo viene istituita anche la Giornata italiana della statistica. Nel 2011 viene costituita la Cuis (Commissione degli utenti dell'informazione statistica). Confluiscono inoltre nell'Istat parte delle funzioni svolte dal soppresso Isae. Nel 2014, al termine del Semestre europeo di Presidenza italiana e del Council Working Party on Statistics (CWPS), guidato dall'attuale presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, e' approvata la nuova Legge statistica europea. Nel 2015, Alleva presiede la commissione tecnica che ha il compito di supportare il Governo nella determinazione dei 100 collegi plurinominali riferiti a tutte le circoscrizioni elettorali, laddove previsti. L'Istat arriva cosi' al 2016 avviando, anche in linea con la Vision 2020 europea e le buone pratiche internazionali, un importante progetto industriale, professionale e culturale che prevede la modernizzazione dei processi di produzione e di diffusione dell'informazione statistica, nell'ottica di una maggiore integrazione e dell'utilizzo dei Big Data. (AGI)