Ictus: ecco nuovo sensore sottocutaneo che aiuta a prevenirlo

(AGI) - Roma, 25 giu. - Messo a punto un nuovo sensoresottocutaneo che aiuta a prevenire molti casi di Ictus. Ariuscirci un team di ricercatori dell'Universita' CattolicaPoliclinico A. Gemelli di Roma insieme a colleghi delPoliclinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e a 55centri in Europa, Canada e Usa che ne hanno dato notizia con unarticolo pubblicato sulla rivista ''New England Journal ofMedicine''. Si tratta di un sensore che messo sotto la cuteregistra aritmie invisibili ai metodi diagnostici tradizionalie asintomatiche quindi piu' subdole perche' non riconosciute.Non pochi casi di ictus casi

(AGI) - Roma, 25 giu. - Messo a punto un nuovo sensoresottocutaneo che aiuta a prevenire molti casi di Ictus. Ariuscirci un team di ricercatori dell'Universita' CattolicaPoliclinico A. Gemelli di Roma insieme a colleghi delPoliclinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma e a 55centri in Europa, Canada e Usa che ne hanno dato notizia con unarticolo pubblicato sulla rivista ''New England Journal ofMedicine''. Si tratta di un sensore che messo sotto la cuteregistra aritmie invisibili ai metodi diagnostici tradizionalie asintomatiche quindi piu' subdole perche' non riconosciute.Non pochi casi di ictus casi apparentemente senza una causasono collegabili a queste aritmie dette parossistiche perche'si risolvono spontaneamente e sono senza sintomi. Grazie allapparecchio, registrando questo tipo di vizio del battito intempo reale quando si verifica, il medico puo' procederetempestivamente a una terapia preventiva anti-ictus escongiurare il peggio. Lo studio rappresenta la piu' grossasperimentazione clinica a livello globale su questo fronte ede' stato condotto dal professor Tommaso Sanna, Cardiologopresso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari delPoliclinico A. Gemelli diretto dal professor Filippo Crea, incollaborazione con il Professor Vincenzo Di Lazzaro,attualmente responsabile dell'Unita' Operativa Complessa diNeurologia presso il Policlinico Universitario CampusBio-Medico di Roma. Il protagonista di questo successo dellaricerca multicentrica e' un sistema diagnostico gia' in uso intutto il mondo per altre tipologie di pazienti: si tratta di unmicrodispositivo, piu' piccolo di una 'penna' USB, per laregistrazione continua dell'attivita' cardiaca, impiantatosottocute in anestesia locale. Il minuscolo sistema dimonitoraggio puo' essere 'interrogato' direttamente dalpaziente, attraverso un telecomando dotato di una spia rossa.L'accensione della spia segnala che e' in corso un'aritmiacardiaca. Il soggetto puo' cosi' recarsi tempestivamente pressoun centro ospedaliero per ulteriori accertamenti. L'apparecchioe' in grado anche di trasmettere l'elettrocardiogramma delpaziente per via telefonica allo specialista. Quest'ultimo, seconfermata la diagnosi di aritmia, ha in mano gli elementi perintervenire con una terapia preventiva adeguata. In Italia siverifica un ictus ogni tre minuti. Questa patologia rappresentala terza causa di morte e la piu' frequente causa didisabilita' permanente negli adulti, perche' solo il 25% deipazienti sopravvissuti guarisce completamente e oltre il 50%resta colpito da un deficit che lo rende non piu'autosufficiente. Le principali cause d insorgenza dell'ictussono l'ipertensione arteriosa, le cardiopatie, il diabetemellito, l'ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta e lastenosi delle carotidi, cioe' delle arterie piu' importanti cheportano il sangue al cervello. Con il nostro studio spiegaSanna - abbiamo osservato che nell'arco di 3 anni da un ictusischemico senza causa nota, il 30% dei pazienti presenta almenoun episodio di fibrillazione atriale, che in quasi l'80 percento dei casi e' asintomatica. Questo significa che proprioquel tipo di fibrillazione atriale potrebbe essere alla basedel primo ictus, ma anche che il paziente rischia di averne unsecondo. "Nei tre anni di osservazione dei circa 500 pazienticon ictus senza causa definita arruolati per lo studio precisail Prof. Sanna e' stata riscontrata fibrillazione atriale al 30per cento dei pazienti cui era stato impiantato il dispositivo,contro il 3 per cento dei soggetti che non avevano ricevuto limpianto. Un dato che dimostra la netta superiorita' di questastrategia diagnostica rispetto all approccio tradizionale .Infatti il dispositivo registra la fibrillazione atriale in unnumero di pazienti 7,3 volte maggiore rispetto alle metodichetradizionali a 12 mesi di osservazione e 8,8 volte maggiore a36 mesi". (AGI).