Google sfida la Cina sull'intelligenza artificiale. In casa sua 

Apre a Pechino il primo centro di ricerca in Asia, malgrado i blocchi imposti dalla censura del 'Great Firewall' 

Google sfida la Cina sull'intelligenza artificiale. In casa sua 
Foto:Jaap Arriens / NurPhoto
Google.cn (AFP)

Google si espande in Cina e apre a Pechino il suo primo centro di ricerca sull’intelligenza artificiale in Asia. Lo ha preannunciato la stessa Google prima dell’annuncio formale al Google Developer Days che si apre a Shanghai. Nel nuovo centro lavoreranno un ristretto gruppo di ricercatori, guidati da Jia Li, direttore della Ricerca e Sviluppo di Google Cloud Ai, e alcune centinaia di ingegneri.

La mossa rientra negli sforzi di Google di ricalibrare il proprio posizionamento nel Paese dove, dopo una disputa con il governo nel 2010, molti dei suoi servizi sono bloccati dalla censura del Great Firewall.

“L’umanità sta andando incontro a una enorme trasformazione grazie alla fenomenale crescita del computing e della digitalizzazione”, ha sottolineato Fei-Fei Li, Chief Scientist a Google Cloud Ai and Machine Learning, che farà parte del team di ricercatori del nuovo centro: “Mentre la tecnologia comincia a modellare la vita umana in modo più profondo, dobbiamo lavorare insieme per assicurare che l’Ai di domani sia di beneficio per tutti. Il Google Ai China Center è un piccolo contributo a questo obiettivo”.

Google sfida la Cina sull'intelligenza artificiale. In casa sua 
Foto: Shan he / Imaginechina

Gli agguerriti competitor 'Bat'

L’apertura del nuovo centro andrà incontro anche ai piani del governo cinese di fare dell’intelligenza artificiale una priorità sul piano dell’innovazione e di sviluppare un settore in grado di generare ricavi per quattrocento miliardi di yuan all’anno (sessanta miliardi di dollari) entro il 2025.

Nel campo dell’intelligenza artificiale, Google dovrà fare i conti con rivali agguerriti come il gigante dell’e-commerce Alibaba, il gestore della piattaforma di messaggistica WeChat, TenCent, e il gestore del maggiore motore di ricerca usato in Cina, Baidu. Insieme i tre gruppi compongono la sigla “Bat”, da cui il governo si attende in questo campo i maggiori progressi nei prossimi anni.



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