In Georgia fanno un esposto contro il voto elettronico. E i tecnici fanno sparire i voti

Il contenuto del server è stato misteriosamente cancellato in seguito alla denuncia

In Georgia fanno un esposto contro il voto elettronico. E i tecnici fanno sparire i voti

Il contenuto di un server impiegato nel sistema di votazioni elettroniche in Georgia è stato misteriosamente cancellato, in seguito alla denuncia fatta da un gruppo di cittadini che chiede allo Stato di rivedere il sistema di voto, considerato non sicuro.

Secondo Associated Press i dati conservati nel server, utilizzato in elezioni chiave sia locali che federali, sono stati cancellati il 7 luglio. A rimuoverne il contenuto sarebbero stati gli stessi tecnici incaricati di custodire il dispositivo, situato nel Centro per il Sistema Elettorale dell’Università di Stato di Kennesaw. Non è chiaro chi abbia ordinato di formattare il dispositivo.

La scorsa settimana i cittadini ricorrenti sono stati informati della manomissione della macchina tramite una mail inviata dal sostituto Procuratore incaricato del caso. Nella stessa comunicazione si precisa che il 9 agosto, quando la causa è stata trasferita alla Corte Federale, sono state eliminate anche le copie di backup dei server, rendendo probabilmente impossibile risalire a informazioni cruciali per verificare che negli ultimi quindici anni di impiego del medesimo sistema le elezioni non siano state truccate.

Come fu scoperta la falla

La denuncia per ottenere la riforma del sistema elettorale in Georgia ha origine dalla scoperta, fatta da un ricercatore ventinovenne di sicurezza informatica di Atlanta ad agosto 2016, che tutte le informazioni relative al sistema elettorale erano liberamente consultabili a causa di un errore di configurazione delle impostazioni di sicurezza del sito Internet del Centro per il Sistema Elettorale, responsabile per la programmazione e per i test sulle macchine di voto. In poche ore il ricercatore era riuscito a ottenere un database contenente 6,7 milioni di voti, la documentazione relativa alle macchine di voto e le password che consentono ai responsabili dei seggi di accedere ai server centrali del sistema elettorale. Il ricercatore aveva subito avvisato l’allora direttore del centro elettorale con una mail nella quale scriveva: “C’è una grande possibilità che il vostro sito sia già stato compromesso”.

I ricorrenti hanno chiesto che il sistema elettronico che gestisce le elezioni, composto anche di 27mila dispositivi touchscreen AccuVote (che non rilascia una ricevuta cartacea della preferenza espressa), venisse sostituito in quanto non sicuro. 



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