Gli italiani hanno fame di 5G (e sono disposti a pagarlo di più)

Le aspettative degli italiani, i più esigenti dell'Unione europea, raccontate all'interno del rapporto "5G Consumer Potential” curato dall’Ericsson ConsumerLab

futuro reti 5G italia

C'è una buona notizia per gli operatori: i clienti sono disposti a pagare di più per il 5G. C'è n'è anche una che dovrebbe allarmare chi arriverà in ritardo (o male): gli italiani si aspettano che le nuove reti abbiano un impatto entro il 2020 e sarebbero disposti a cambiare operatore pur di averle. Lo afferma il rapporto “5G Consumer Potential” pubblicato dall’Ericsson ConsumerLab.

Gli italiani hanno fretta

Il 45% degli italiani si aspetta che il 5G porterà vantaggi entro il prossimo anno. È un dato che sottolinea quanto l'attesa sia alta. Potremmo definire l'Italia il più esigente (o ottimista) tra i Paesi europei: nessun altro si aspetta un impatto così consistente, così in fretta. Per trovare così tanti clienti che ipotizzano un'adozione più precoce, bisogna andare in Cina, Sud Corea, Emirati Arabi, e Stati Uniti. Sono più cauti i britannici. E soprattutto i tedeschi e i francesi, che guardano a un'orizzonte di un paio d'anni. Il rapporto non spiega il perché delle risposte italiane.

Potrebbe trattarsi di un hype: aspettative eccessive. Di una speranza: la banda larga attuale non è al passo dei vertici europei e mondiali. Oppure di consapevolezza: secondo la Ctia (l'associazione americana che rappresenta il settore delle comunicazioni wireless), nella corsa globale al 5G l'Italia è ben messa. È quinta a pari merito con la Gran Bretagna. E davanti ha solo Paesi che il rapporto Ericsson indica tra gli ottimisti: Stati Uniti, Cina, Corea del Sud (oltre al Giappone).

Che si tratti di aspettative, speranza o consapevolezza, gli italiani non sembrano disposti ad aspettare troppo oltre. Se il proprio operatore non lancerà servizi 5G, il 40% degli intervistati attenderebbero al massimo sei mesi prima di cambiarlo. E uno su sette lo farebbe subito. Chi arriva prima, potrebbe conquistare un pezzetto di mercato. Anche perché quattro utenti italiani su dieci non sono soddisfatti del loro attuale fornitore di rete fissa. Chi è interessato a cambiare vede nel 5G l'occasione buona per farlo.

Pagare di più per velocità e sicurezza

Arrivare prima richiede investimenti notevoli. Rimanere fuori non è un'opzione, ma i costi per infrastrutture e frequenze potrebbero pesare per anni su un settore, quello delle tlc europee, nel quale la concorrenza ha assottigliato i margini. L'impatto positivo del 5G sul fatturato non sarà immediato, ma il problema potrebbe aggravarsi se gli utenti non dovessero mostrarsi propensi a pagare abbonamenti più costosi.

Dal rapporto di Ericsson arriva però un segnale positivo: il 69% degli italiani sarebbe disposto a pagare un extra per servizi innovativi e maggiore velocità garantiti dalle reti di nuova generazione. E non poco: il 30% in più. Una percentuale che sale al 45% tra gli “early adopter” (cioè quegli utenti che per primi hanno usato tecnologie come smart speaker e visori per la realtà virtuale).

Il valore non passa solo dalla capacità di caricare, vedere e scaricare velocemente: un italiano su tre è disposto a sborsare di più per la sicurezza della rete. Un dato che sembra confermare lo spunto del ceo di Ericsson Börje Ekholm. Durante la conferenza Viva Tech di Parigi, ha sottolineato che non c'è solo un tema di norme e bandi statali, vedi il caso Huawei, ma anche di “domanda di sicurezza”. Gli operatori potrebbero fissare vincoli più stringenti se richiesti dai clienti. In altre parole: la sicurezza (reale e percepita) è potrebbe essere un vantaggio competitivo.

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RICCARDO MILANI / HANS LUCAS
Viva Tech, presentazione potenzialità delle reti 5G

I servizi più attesi

Non tutto subito. Gli italiani si attendono che la maggior parte dei servizi arrivi entro due-tre anni. Credono che i più immediati siano connessioni più veloci e streaming più efficace. Il 39% pensa che il 5G aiuterà a risolvere la congestione della rete urbana. Le nuove reti, infatti, permettono di agganciare una quantità di dispositivi molto superiore, evitando rallentamenti anche in zone ad alta densità. Gli utenti sperano quindi che il 5G migliori l'accesso a internet soprattutto nelle situazioni in cui le reti attuali – a volte – balbettano: su autobus, treni e automobili in movimento (40%), vie commerciali, stadi e stazioni. Ma anche al lavoro (in un caso su quattro) e nel proprio appartamento (in uno su cinque).

Nelle case il 5G è particolarmente atteso. Gli italiani hanno in media sei oggetti connessi tra le mura domestiche. E il 30% ne ha almeno dieci. Piccole reti casalinghe che però posso attraversare “imbuti” di connettività. I consumatori si aspettano che il 5G non sia solo un acceleratore, ma che apra a nuovi servizi, dall'intrattenimento alla salute. e cambi il modo di utilizzare la tecnologia: saranno consumati più dati e aumenterà la fruizione di contenuti video (di circa 3 ore e mezza a settimana), soprattutto grazie al crescente utilizzo di dispositivi mobili e indossabili, come i visori per realtà aumentata o virtuale.

Nuovi smartphone per nuove reti

Nell'evoluzione tecnologica, l'efficacia delle reti ha orientato l'evoluzione dei dispositivi mobili. Il 3G ha dato slancio al passaggio dal telefonino allo smartphone. Il 4G ha spinto lo streaming, dato spazio ai contenuti visivi e allargato i display. Questo legame appare chiaro agli utenti italiani, che si aspettano che anche il 5G trasformi quello che hanno tra le mani. Il 43% degli intervistati dubita che design e funzionalità degli smartphone attuali siano adeguati a sfruttare appieno le nuove reti.

Il 60% vorrebbe una maggiore durata della batteria e il 31% una maggiore disponibilità di memoria. Per tre utenti su dieci, gli smartphone 5G sono destinati ad avere schermi pieghevoli, adottare proiezioni olografiche e integrare fotocamere a 360 gradi. E non manca chi si spinge oltre: il 42% degli italiani pensa che gli smartphone saranno affiancati, entro cinque anni, da smart glass per la realtà aumentata. Se nuovi dispositivi emergeranno, altri potrebbero scomparire. Per due italiani su tre, le piattaforme per videogiochi in streaming manderanno in pensione le console.   

 



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