Fecondazione: Gallo (Ass. Coscioni), Lorenzin cerca pretesti

(AGI) - Roma, 7 lug. - Dalle risposte del ministro dellaSalute, Beatrice Lorenzin, a proposito del futuro dellafecondazione eterologa nel nostro Paese, contenute inun'intervista pubblicata questa mattina, "sembra che ilministro Lorenzin stia trovando dei pretesti inutili conl'intenzione di voler ritardare l'applicazione della sentenzadella Corte Costituzionale, che invece di fatto e' gia'tecnicamente applicata". Lo sostiene Filomena Gallo, segretariodell'Associazione Luca Coscioni, in una nota nella qualeribatte a diverse affermazioni del ministro. A proposito dellanecessita', sostenuta da Lorenzin, che i centri aspettino lelinee guida e alcuni passaggi in Parlamento per partire, Gallo

(AGI) - Roma, 7 lug. - Dalle risposte del ministro dellaSalute, Beatrice Lorenzin, a proposito del futuro dellafecondazione eterologa nel nostro Paese, contenute inun'intervista pubblicata questa mattina, "sembra che ilministro Lorenzin stia trovando dei pretesti inutili conl'intenzione di voler ritardare l'applicazione della sentenzadella Corte Costituzionale, che invece di fatto e' gia'tecnicamente applicata". Lo sostiene Filomena Gallo, segretariodell'Associazione Luca Coscioni, in una nota nella qualeribatte a diverse affermazioni del ministro. A proposito dellanecessita', sostenuta da Lorenzin, che i centri aspettino lelinee guida e alcuni passaggi in Parlamento per partire, Galloricorda come con la sentenza della Consulta non si sia creatoalcun vuoto normativo e chiede come, invece, "il ministro nonstia rispettando l'obbligo previsto all'articolo 15 della legge40 che impone al ministro della Salute di presentare entro il30 giugno una relazione al Parlamento sullo stato di attuazionedella legge 40?". Quanto al numero di donazioni, il segretariodell'Associazione Coscioni ribadisce che la risposta e' gia'nella sentenza e nella legge 40. I giudici della Cortecostituzionale, spiega infatti Gallo, hanno scritto che "inrelazione al numero delle donazioni e', poi, possibile unaggiornamento delle Linee guida, eventualmente anche alla lucedelle discipline stabilite in altri Paesi europei (quali, adesempio, la Francia e il Regno Unito), ma tenendo contodell'esigenza di consentirle entro un limite ragionevolmenteridotto". Il riferimento a Francia e Regno Unito e' dovuto alfatto che in quei Paesi non si superano le 7 donazioni perdonatore. Inoltre, prosegue Gallo, "gia' prima dell'entrata invigore della legge 40 il massimo delle donazioni era 6. Ilministro - esorta - non confonda donazioni con gravidanze"."Non c'e' mai stato un catalogo dei donatori -assicura -L'abbinamento donatore/paziente e' fatto dal medico in basealle caratteristiche biologiche". Quanto, infine, alle originebiologiche dei figli nati da eterologa e all'adozione degliembrioni, il segretario dell'Associazione tiene a sottolineareche "la legge 40 - al capo terzo articoli 8 e 9 - prevede che ifigli nati da eterologa sono figli legittimi della coppia; nonhanno alcun rapporto giuridico con i donatori dei gameti; lacoppia che accede alla donazione dei gameti non puo'disconoscere il nato; il donatore e' anonimo. In questo modosono affermate le tutele per tutti i soggetti coinvolti nelletecniche di procreazione medicalmente assistita come previstodalla legge stessa. Il DLGS 191/07- 16/10 - inoltre - prevedeche i dati sanitari/genetici siano conservati presso i centrifecondazione medicalmente assistita oggi identificati comeistituti dei tessuti e siano conservati - conclude - per almeno30 anni dopo l'uso". (AGI) Rm9/Pgi .