Farmaci: Farmindustria, investiremo 1, 5 mld nei prossimi tre anni

(AGI) - Roma, 3 lug. - Nei prossimi tre anni, Farmindustria e'pronta a investire almeno un miliardo e mezzo di euro, di cui470 milioni gia' dichiarati, e a creare duemila nuovi posti dilavoro per i giovani. L'annuncio e' venuto nel corsodell'assemblea pubblica dell'Associazione delle imprese delfarmaco di Confindustria, in corso questa mattina a Roma.Un'inversione di tendenza, rispetto alle attuali condizionieconomiche del Paese, quella annunciata da parte di un settorecompetitivo a livello internazionale, sottolinea Farmindustria,come dimostrano le aziende a capitale italiano, con 50acquisizioni e 300 insediamenti fuori dai confini nazionalinegli

(AGI) - Roma, 3 lug. - Nei prossimi tre anni, Farmindustria e'pronta a investire almeno un miliardo e mezzo di euro, di cui470 milioni gia' dichiarati, e a creare duemila nuovi posti dilavoro per i giovani. L'annuncio e' venuto nel corsodell'assemblea pubblica dell'Associazione delle imprese delfarmaco di Confindustria, in corso questa mattina a Roma.Un'inversione di tendenza, rispetto alle attuali condizionieconomiche del Paese, quella annunciata da parte di un settorecompetitivo a livello internazionale, sottolinea Farmindustria,come dimostrano le aziende a capitale italiano, con 50acquisizioni e 300 insediamenti fuori dai confini nazionalinegli ultimi quindici anni, e quelle a capitale estero, chehanno una forte presenza in Italia con poli mondiali per laproduzione e la ricerca. Complessivamente, il settorefarmaceutico conta 174 fabbriche; 62.300 addetti (il 90% deiquali laureati o diplomati), 5.950 dei quali impiegati nelsettore ricerca e sviluppo; 28 miliardi di euro di produzione(il 71% della quale destinato all'export) e 2,3 miliardi dieuro di investimenti (1,2 in R&S e 1,1 in produzione). Per ifarmaci, prosegue Farmindustria, lo Stato spende, in tutti icanali di distribuzione, 16 miliardi di euro l'anno, pari a 74centesimi procapite al giorno e al 15% della spesa sanitariaeffettiva nel 2013. Considerando quella territoriale e quellaospedaliera, la spesa pubblica per i medicinali in Italiarisulta piu' bassa che nella media dei grandi Paesi Ue del 27%(270 euro pro capite rispetto ai 370); diminuita dal 2006 al2013 del 4%, mentre il totale della spesa sanitaria e'aumentato del 7%, con punte di oltre +21% per altri beni eservizi acquistati dal SSN; diminuita anche in percentuale sulPIL, in controtendenza rispetto alle altre voci di spesasanitaria. Inoltre, da anni ormai, ha sottolineatoScaccabarozzi, "come dimostrato da analisi del Cergasdell'universita' Bocconi, i prezzi in Italia sono piu' bassiche nei Paesi europei, sia per i prodotti con coperturabrevettuale sia per quelli a brevetto scaduto. Dal 2001 al 2013- ha precisato - i prezzi dei medicinali rimborsabili sonoscesi del 44% (-3,2% nel 2013)". Il comparto e', inoltre, primotra i big Ue per produzione procapite e per contributo al PIL.Considerando, infatti, le imprese del farmaco e il loroindotto, il valore complessivo di investimenti, stipendi etasse pagate (13,7 miliardi di euro) supera il ricavodell'industria derivante dalla spesa pubblica per medicinali(12,1 miliardi). L'industria farmaceutica, ha ricordato infineil presidente di Farmindustria, puo' contare su un indottohi-tech molto competitivo, con 64mila addetti, che genera sulterritorio 14,7 miliardi di produzione, 4,6 miliardi di valoreaggiunto, 1,8 miliardi di stipendi e circa un miliardo diinvestimenti, che si sommano al contributo diretto dellafarmaceutica all'economia nazionale. Se si considera anche lafiliera, cioe' il segmento a valle della farmaceutica, emergeche nella distribuzione intermedia (compreso il suo indotto)lavorano oltre 12mila addetti e nelle farmacie 83mila. La sommadi occupati diretti, indotto e filiera e' quindi pari a222mila. Con questi presupposti, ha tenuto a sottolineareScaccabarozzi, "l'Italia potrebbe diventare l'hub farmaceuticod'Europa", ma per farlo e' necessario "velocizzare le procedureburocratiche riferite ai nuovi investimenti; accelerarel'accesso all'innovazione, frenato da troppi vincoli nazionalie regionali; aiutare le imprese a utilizzare i Fondi europeiper produzione e R&S; individuare sistemi premiali per iprodotti che contribuiscono agli investimenti; rendere piu'veloci le ispezioni ai siti produttivi. Interventi daaccompagnare a una revisione del Titolo V della Costituzione,per riportare 'al centro' e omogeneizzare la politicafarmaceutica "oggi suddivisa in 21 realta' territoriali - haricordato il presidente di Farmindustria - con pesanticonseguenze per i pazienti" in termini di qualita'dell'assistenza e di disponibilita' di farmaci. Il Premier,Matteo Renzi; il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e igovernatori di Lombardia e Lazio, Roberto Maroni e NicolaZingaretti, hanno dimostrato ripetutamente di credere nelsettore e di considerarlo un importante asset industriale adalta tecnologia. E' appena iniziato il semestre di presidenzaitaliano in Europa, un'ottima occasione - ha ricordato - perdimostrare quanto vale l'Italia e quanto valgono le industrie.Le imprese del farmaco, consapevoli della loro eccellenza alivello internazionale - ha concluso Scaccabarozzi - sonopronte a raccogliere la sfida". (AGI).