Farmaci: da italiani "nodi molecolari" per trasporto in cellule

(AGI) - Trieste, 10 mar. - Lo sanno bene velisti e alpinisti:ogni nodo ha una sua funzione. Ed e' vero anche nell'ambitodelle nanotecnologie: diversi tipi di "nodi molecolari"potrebbero essere sfruttati per realizzare "nano-gabbie" pertrasportare composti chimici, come farmaci, oppure perconfinare e controllare reagenti tossici, dannosi se liberiall'interno della cellula. Un team di scienziati, coordinatodalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa)di Trieste, ha studiato e catalogato che forma devono avere i"mattoncini" molecolari per potersi assemblare spontaneamentein nodi con forme specifiche, ognuna con una sua possibileutilita' e funzione. Lo studio

(AGI) - Trieste, 10 mar. - Lo sanno bene velisti e alpinisti:ogni nodo ha una sua funzione. Ed e' vero anche nell'ambitodelle nanotecnologie: diversi tipi di "nodi molecolari"potrebbero essere sfruttati per realizzare "nano-gabbie" pertrasportare composti chimici, come farmaci, oppure perconfinare e controllare reagenti tossici, dannosi se liberiall'interno della cellula. Un team di scienziati, coordinatodalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa)di Trieste, ha studiato e catalogato che forma devono avere i"mattoncini" molecolari per potersi assemblare spontaneamentein nodi con forme specifiche, ognuna con una sua possibileutilita' e funzione. Lo studio e' stato pubblicato sullarivista Nature Communications. "Lo abbiamo fatto usando lesimulazioni al computer e abbiamo stilato un 'catalogo' ditasselli per ogni uso", spiega Cristian Micheletti,coordinatore dello studio. I nodi possono trovare applicazioninel campo delle nanotecnologie per costruire nanodispositivicon diverse funzioni. "Per esempio - precisa Micheletti -frammenti di Dna potrebbero essere usati come mattoncinifondamentali per assemblare nodi, con cui creare gabbiettemolecolari per mimare le reazioni chimiche che avvengonoall'interno delle foglie e riuscire cosi' a estrarre in modoefficiente l'idrogeno, prodotto da queste reazioni, dautilizzare nelle celle a combustibile. Ambito che impegnadiversi gruppi di ricerca". "Il nostro studio - aggiunge GuidoPolles, primo autore - dovrebbe fungere da guida per glisperimentali che ora possono scegliere quali nodi molecolariprodurre tenendo conto della loro facilita' o difficolta' diassemblaggio spontaneo". In particolare e' stato individuato untipo di nodo con una forma tridimensionale particolarmentecomplessa "ma che, inaspettatamente - conclude Micheletti - sipuo' assemblare in modo molto efficiente a partire da soliquattro tasselli di forma elicoidale. Questo ne fa il candidatopiu' promettente e interessante per la realizzazione inlaboratorio". Alla ricerca hanno partecipato scienziatidell'Universita' di Edimburgo e dall'Universita' di Padova.(AGI)