Eni: Wsj, molti motivi per rivedere attivita' raffinazione

(AGI) - Roma, 21 lug. - "Eni ha molti motivi per doverrimettere in sesto le proprie attivita' di raffinazione. Gliinvestitori vogliono vedere le principali compagnie petroliferevivere dei propri mezzi. L'obiettivo e' coprire gliinvestimenti e le remunerazioni agli investitori con il flussodi cassa operativo ma nessuna delle grandi compagniepetrolifere europee sarebbe in grado di raggiungerloquest'anno". E' quanto scrive il Wall Street Journal. "Talemossa - si legge sul quotidiano finanziario - vista inprecedenza come quasi impossibile politicamente, potrebbe dareimpulso a un settore europeo della raffinazione da tempo indifficolta'. La domanda di

(AGI) - Roma, 21 lug. - "Eni ha molti motivi per doverrimettere in sesto le proprie attivita' di raffinazione. Gliinvestitori vogliono vedere le principali compagnie petroliferevivere dei propri mezzi. L'obiettivo e' coprire gliinvestimenti e le remunerazioni agli investitori con il flussodi cassa operativo ma nessuna delle grandi compagniepetrolifere europee sarebbe in grado di raggiungerloquest'anno". E' quanto scrive il Wall Street Journal. "Talemossa - si legge sul quotidiano finanziario - vista inprecedenza come quasi impossibile politicamente, potrebbe dareimpulso a un settore europeo della raffinazione da tempo indifficolta'. La domanda di prodotti raffinati e' scesa del 15%in Europa dal 2008, e del 30% in Italia. La francese Total diceche i suoi margini di raffinazione sono diminuiti del 55% annosu anno nel secondo trimestre"."Nel frattempo - continua il quotidiano - il nuovoamministratore delegato, Claudio Descalzi, nominato dal governoe gia' a capo della divisione E&P di Eni, ha fretta diintervenire e vuole spostare il focus della societa' sulleoperazioni upstream a piu' elevato ritorno. Eni sta inoltrerinegoziando i contratti gas in perdita. Una revisione dellaraffinazione potrebbe eliminare un altro peso. Il businessrefining & marketing di Eni ha perso una media di 106 milionidi euro al trimestre dal 2009, rileva Sanford C. Bernstein. Loscorso anno la divisione R&M ha avuto un cash flow negativo eha pesato per il 5% sugli investimenti complessivi". "In unsettore afflitto da un eccesso di capacita' - conclude il Wsj -le chiusure da parte di Eni potrebbero aiutare anche perche' laconcorrenza di nuove e piu' efficienti raffinerie estere stacrescendo". .