Energia: in Alto Adige studio su teleriscaldamento del futuro

(AGI) - Bolzano, 8 lug. - Una rete di teleriscaldamento eteleraffrescamento che lavora a temperatura ambiente ? anziche'intorno ai 90°C come avviene attualmente e permettera' infuturo di riscaldare o raffrescare gli edifici utilizzandoenergia distribuita a bassa temperatura e fornita da attivita'che solitamente rilasciano calore di scarto in atmosfera, comead esempio, dalle macchine frigorifere di supermercati emagazzini frutta, e da diversi processi industriali. Questatecnologia di nuova generazione verra' messa a puntodall'Istituto per le Energie Rinnovabili del centro di ricercabolzanino EURAC. Lo studio rientra nell'ambito di FLEXYNETS, progetto da 2milioni di

(AGI) - Bolzano, 8 lug. - Una rete di teleriscaldamento eteleraffrescamento che lavora a temperatura ambiente ? anziche'intorno ai 90°C come avviene attualmente e permettera' infuturo di riscaldare o raffrescare gli edifici utilizzandoenergia distribuita a bassa temperatura e fornita da attivita'che solitamente rilasciano calore di scarto in atmosfera, comead esempio, dalle macchine frigorifere di supermercati emagazzini frutta, e da diversi processi industriali. Questatecnologia di nuova generazione verra' messa a puntodall'Istituto per le Energie Rinnovabili del centro di ricercabolzanino EURAC. Lo studio rientra nell'ambito di FLEXYNETS, progetto da 2milioni di euro finanziato dal programma europeo di ricercaHorizon2020. Le attivita' sono state avviate a Bolzano ieri eoggi nel corso del kick-off meeting del progetto. Oggi le retidi teleriscaldamento lavorano ad alte temperature. Questo vuoldire che, per fornire calore agli edifici, devono essereconnesse a centrali di grande produzione, ad esempio centralidi cogenerazione termoelettrica o termovalorizzatori. Latecnologia in via di sviluppo all'Istituto per le EnergieRinnovabili dell'EURAC permettera' invece di lavorare con retia temperatura ambiente, dai 10?C ai 20?C, e consentira' inquesto modo di utilizzare anche fonti di calore meno pregiaterispetto a quelle usate attualmente. "L'idea e' quella disviluppare il teleriscaldamento e teleraffrescamento delfuturo. Un sistema che non va a sostituirsi ma a integrarsi conquelli attuali e che permettera' di sfruttare insieme al caloregenerato, ad esempio, dai termovalorizzatori anche quelloprodotto da processi diffusi nel tessuto cittadino esolitamente scartato - ha spiegato Roberto Fedrizzi,responsabile di FLEXYNETS - lavorando a basse temperature,infine, si riduce la dispersione di calore dai tubi collocatisotto terra, rendendo in questo modo l'intera rete piu'efficiente". Le stime sono positive: adottando questatecnologia il consumo di energia per il riscaldamento degliedifici e dell'acqua sanitaria si ridurrebbe dell'80 per centoe del 40 per cento per il raffrescamento, con un risparmio alivello europeo di 5 milioni di tonnellate in emissioni di CO2entro il 2030. (AGI) Red/mld .