Energia: Erdogan, non c'e' sviluppo senza sicurezza energetica

Energia: Erdogan, non c'e' sviluppo senza sicurezza energetica
presidente turco Recep Tayyip Erdogan chiude 
cerimonia apertura lavori WEC - World Energy Council a Istanbul (Afp)

Istanbul - "Non e' possibile affrontare temi legati allo sviluppo, alla salute, alla crescita, senza risolvere il problema della sicurezza energetica". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, chiudendo la cerimonia di apertura dei lavori del World Energy Council, a margine del quale si svolgera' un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Argomento principale in agenda la realizzazione del gasdotto Turkish Stream, tema rispetto al quale il presidente turco ha assicurato che "i lavori vanno avanti". Gia' "in fase di costruzione" e' invece l'altro gasdotto sul quale Ankara punta molto per soddisfare il proprio fabbisogno di gas, il Trans Anatolian Project, che portera' gas in Turchia dall' Azerbaigian. Circostanza confermata poco prima dal presidente azero Ilham Aliyev, che ha definito "storico" l'accordo raggiunto tra Baku e Ankara per la realizzazione dell'infrastruttura. Il presidente turco ha quindi ricordato la centralita' della Turchia, Paese ponte "fondamentale" per garantire il soddisfacimento del bisogno di gas dell'Europa e rafforzarne il livello di sicurezza energetica. Una posizione geografica strategica che, secondo Erdogan, "deve essere di richiamo" per gli investitori stranieri. Il leader turco ha confermato anche la collaborazione con Russia e Giappone per la realizzazione di tre diverse centrali, due delle quali sono in via di realizzazione, mentre la terza e' ancora in fase di studio. "La produzione di energia nucleare e' una delle vie intraprese dalla Turchia sulla strada della diversificazione delle risorse energetiche. L'obiettivo e' ricavare il 10% della produzione totale dal nucleare e il 30% da energia solare, idroelettrica ed eolica". La cooperazione in ambito energetico, secondo Erdogan, deve spianare la strada a quella in ambito politico. "Affrontiamo e risolviamo insieme il problema del conflitto in Siria e Iraq. Dobbiamo sfruttare al meglio tutte le possibilita' che abbiamo per parlare di pace in queste regioni, obiettivo per raggiungere il quale e' innanzitutto necessario fermare gli scontri ad Aleppo". Parole particolarmente importanti, perche' pronunciate alla presenza di Putin, dinanzi al quale Erdogan ha ricordato il tentativo di colpo di Stato di neanche tre mesi fa e il "prezzo altissimo" pagato dalla Turchia. (AGI)