Cristian vuole curare l'Alzheimer con un algoritmo. E vuole farlo in Italia

Per Forbes è tra gli under 30 più infuenti nel campo della scienza e della salute

Cristian vuole curare l'Alzheimer con un algoritmo. E vuole farlo in Italia
Foto: Cristian Salvatore
 Cristian Salvatore

Ha solo 30 anni - compiuti appena qualche giorno fa - ma Cristian Salvatore, ricercatore brianzolo del Cnr, ha già in mano la chiave per rallentare l'Alzheimer: un algoritmo da lui sviluppato che riesce a garantire una diagnosi precoce.

Un'idea da premiare

La sua intuizione ha conquistato le Fondazioni Accenture, Enrico Mattei e Feltrinelli, che hanno premiato il suo progetto, insieme a quelli di altri 18 under 30, nell'ambito del concorso 'Youth in Action for Sustainable Development Goals'. Scopo dell'iniziativa, permettere ai giovani di acquisire nuove competenze rivolte al raggiungimento degli "Obiettivi di Sviluppo Sostenibile" e di svilupparle all’interno di grandi aziende e realtà appartenenti al mondo del non profit. Come quella della Fondazione Bracco, dove Salvatore vedrà crescere la sua 'creatura'.

Prima del concorso, del ricercatore del Cnr, che non ci pensa proprio a fuggire dall'Italia, si era accorta la rivista Forbes che lo aveva inserito tra i 30 under 30 più influenti d'Europa nel campo della scienza e della salute.

Ma in cosa consiste il progetto?

TRACE4AD (The Radiologist's Cognitive Eyes for Alzheimer Deasease) è l'intelligenza artificiale applicata all'imaging medico. Detto in parole più semplici, "il radiologo si connette, invia l'immagine e in una decina di minuti ottiene il report", spiega Salvatore all'Agi. Questo perché "l'algoritmo da me sviluppato è in grado di apprendere le caratteristiche distintive della patologia dalle immagini del cervello di pazienti per i quali la diagnosi e il decorso sono noti", ha sottolineando il ricercatore illustrando il suo progetto. Queste stesse caratteristiche, poi, vengono utilizzate "per effettuare la diagnosi di un nuovo paziente e predire l'eventuale progressione della malattia".

Un approccio rivoluzionario

Conoscere prima la malattia significa combatterla meglio. "Poiché non esiste una cura, ottenere una diagnosi in anticipo aiuta a rallentare la progressione della malattia, in un momento in cui i danni a livello neurologico ancora sono contenuti. E ciò ha delle ripercussioni positive sulla vita del paziente". Non solo: il nuovo approccio contribuisce anche a perfezionare i clinical trial e i nuovi trattamenti.

I benefici sono anche economici

TRACE4AD non rivoluziona solo l'approccio terapeutico: "Questo metodo consente una forte riduzione dei tempi e costi per diagnosi e predizione di progressione del morbo di Alzheimer, con una forte ricaduta sulla spesa sanitaria e conseguente disponibilità potenzialmente universale e a prezzi accessibili. Nonché una riduzione di tempi e costi sui clinical trial.

Come nasce 

Dopo la laurea in Fisica all'Università Bicocca di Milano, l'Istituto Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr è diventato la seconda casa di Cristian Salvatore che, tra quelle mura, ha conseguito la magistrale e poi ha continuato con il dottorato. Il tema della diagnostica per l'Alzheimer è arrivato proprio sotto forma di proposta di tesi magistrali. "In quell'occasione ho sviluppato le mie competenze sull'argomento che mi hanno portato fino a qui". Quanto al futuro, Salvatore è concentrato sul suo algoritmo e "sullo sviluppo concreto della piattaforma grazie anche allo stage della Fondazione Bracco".