Clima: Ispra, l'Italia ha sete, calo precipitazioni a centronord

Clima: Ispra, l'Italia ha sete, calo precipitazioni a centronord
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Roma - In Italia si conferma il trend di aumento della temperatura accompagnato da numerosi eventi estremi di precipitazione. Significa anche che le precipitazioni cumulate annuali del 2015 in Italia sono state complessivamente inferiori alla media climatologica del 13% circa. Il valore medio di anomalia annuale presenta sensibili differenze tra diverse aree del territorio italiano. Al Nord e al Centro il 2015 e' stato nettamente meno piovoso della norma (rispettivamente -21% e -17%), al Sud e sulle Isole pressoche' nella norma. Dal punto di vista termico, il 2015 ha segnato il nuovo record della temperatura media annuale, sia pure appena al di sopra del precedente registrato nel 2014. Lo dice l'XI rapporto Ispra "Gli indicatori del clima in Italia": il report illustra l'andamento del clima nel corso del 2015 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia. Gli scarti rispetto ai valori normali sono stati particolarmente marcati nel mese di luglio e negli ultimi due mesi dell'anno, quando il clima mite ha accompagnato un lungo periodo di tempo stabile e secco su quasi tutto il territorio nazionale. Nuovi record di temperatura sono stati registrati soprattutto sulle regioni settentrionali e sulle stazioni in quota dell'arco alpino. A livello globale (terraferma e oceani) il 2015 e' stato l'anno piu' caldo dal 1880 ad oggi. Sulla terraferma, l'anomalia della temperatura media globale rispetto al trentennio climatologico di riferimento 1961-1990 e' stata di +1.23?C ed e' la piu' alta della serie a partire dal 1961; dal 1986 l'anomalia termica media globale sulla terraferma e' stata sempre positiva. Tutti gli anni successivi al 2000 ed il 1998 sono i piu' caldi dell'intera serie storica.

In Italia, il valore della temperatura media nel 2015 e' stato il piu' elevato dell'intera serie dal 1961, appena superiore a quello del 2014. L'anomalia media annuale e' stata di +1.58?C e va attribuita a tutte e quattro le stagioni, con l'anomalia piu' marcata in estate (+2.53?C). L'anomalia della temperatura media annuale del 2015 va attribuita leggermente di piu' alle temperature massime rispetto alle temperature minime. Il rapporto Ispra si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l'elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it), realizzato dall'Istituto in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Nel rapporto e' rilevato che per quanto riguarda le precipitazioni, esse sono state mediamente inferiori alla norma quasi ovunque, con la notevole eccezione della Sicilia che e' stata teatro di un numero significativo di eventi estremi, soprattutto nel mese di ottobre. Altri episodi di precipitazione molto intensa e spesso concentrata in poche ore hanno interessato, nel corso dell'anno, diverse regioni italiane, consolidando la percezione di una tendenza all'aumento della frequenza e della intensita' di eventi estremi. Resta tuttavia difficile identificare in modo inequivocabile la presenza di trend nei dati delle serie locali di intensita' pluviometriche su brevi intervalli di tempo. L'altra faccia delle anomalie di precipitazione e' rappresentata dai periodi di siccita', che nel 2015 si sono manifestati in particolare negli ultimi mesi dell'anno, avviando un periodo caratterizzato da gravi condizioni di deficit idrico soprattutto sulle regioni settentrionali. Complessivamente, nel 2015 gli indicatori di temperatura e precipitazione sono stati derivati da circa 1100 stazioni distribuite sull'intero territorio nazionale. Lo studio della variabilita' del clima presente e passato e' di fondamentale importanza per valutare gli impatti e definire le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Per questo motivo, anche questa edizione del rapporto riporta le stime delle tendenze climatiche nell'ultimo mezzo secolo, attraverso indicatori rappresentativi dell'andamento sia dei valori medi che degli estremi di temperatura e precipitazione. Dopo il 2014, anche il 2015 ha segnato nuovi record della temperatura media, sia a scala globale che in Italia.

Distinguendo tra macro-aree geografiche, l'anomalia della temperatura media annuale e' stata in media di +2.07?C al Nord, +1.70 al Centro e +1.28?C al Sud e sulle Isole. Tutti i mesi del 2015 sono stati piu' caldi della norma, ad eccezione di settembre al Nord e febbraio al Sud e sulle Isole; al Centro le anomalie sono state positive in tutti i mesi del 2015. Ovunque il mese piu' caldo rispetto alla norma e' stato luglio, con un'anomalia media di +4.31?C al Nord, +4.27?C al Centro e +2.88?C al Sud e sulle Isole. Il mese meno caldo rispetto alla norma e' stato settembre al Nord (-0.11?C), febbraio al Centro (+0.36?C) e al Sud e sulle Isole (-0.55?C). Anche gli indici degli estremi di temperatura caratterizzano il 2015 come uno degli anni piu' caldi dell'ultimo mezzo secolo. In particolare, il numero medio di notti tropicali, cioe' con temperatura minima maggiore di 20?C, ha registrato nel 2015 il secondo valore piu' alto dell'intera serie dal 1961 (dopo il 2003), con una anomalia di +26 notti rispetto al valore normale. L'indice rappresentativo delle onde di calore (warm spell duration index, WSDI) colloca il 2015 al 4^ posto della serie a partire dal 1961, con un'anomalia di +28 giorni nell'anno rispetto alla norma 1961-1990. Tra gli altri indici, il 2015 ha fatto registrare il secondo valore piu' basso di "notti fredde" (dopo il record registrato nel 2014) e il secondo valore piu' alto di notti calde dell'intera serie. Il 2015 si contraddistingue come l'anno piu' caldo dell'ultimo mezzo secolo anche per aver segnato il record della temperatura media annuale della temperatura superficiale dei mari che bagnano la nostra penisola: con un'anomalia media di +1.28?C, il 2015 si colloca infatti al primo posto dell'intera serie dal 1961, superando i precedenti record del 2014 e del 2012. Negli ultimi 20 anni l'anomalia media e' stata sempre positiva. A proposito di precipitazioni, il carattere mediamente "secco" dell'anno e' confermato dal dato dell'umidita' relativa media annuale nazionale, che colloca il 2015 al terzo posto nella classifica degli anni piu' secchi a partire dal 1961.

Al Nord e al Centro le precipitazioni sono state inferiori alla norma soprattutto nei mesi luglio, novembre e dicembre. Nel mese di dicembre, in particolare, e' stata registrata una quasi totale assenza di precipitazioni praticamente su tutto il territorio nazionale. Al Sud e sulle Isole il clima e' stato piu' piovoso della norma da gennaio a marzo, a giugno e da agosto ad ottobre, con un record di anomalia positiva pari a +85% circa a febbraio. Nell'intervallo 1951-2015 i valori medi delle precipitazioni cumulate annuali risultano in leggera diminuzione ma non risultano tendenze statisticamente significative. Come gia' nel 2014, anche nel 2015 la precipitazione massima giornaliera e' stata registrata dalla stazione di Linguaglossa (Catania, 590 m s.l.m.) della rete agro-meteorologica regionale della Sicilia, in occasione dell'evento estremo del 1 ottobre: 365 mm. Segue la stazione di Fiorino (Genova, 236 m s.l.m.) della rete regionale della Liguria che ha registrato 302.8 mm il 16 giugno. I valori piu' elevati del numero di giorni asciutti, cioe' con precipitazione inferiore o uguale a 1 mm, sono stati registrati a Libertinia (Catania) (330 giorni), seguita da Ventimiglia e Capo Mele (Liguria) con 326 giorni. Il valore piu' basso e' stato registrato dalla stazione di Passo Cereda (Trento, 237 giorni) seguito da Alagna (Vercelli, 242 giorni). L'indice di siccita' (numero massimo di giorni asciutti consecutivi, CDD) presenta nel 2015 valori distribuiti tra un minimo di 6 giorni per la stazione di Passo di Giovi (6 giorni) e un massimo per la stazione di Lampedusa con 135 giorni. Gli indici rappresentativi della frequenza, dell'intensita' e dei valori estremi di precipitazione, sono stati aggiornati utilizzando un numero di serie temporali sensibilmente piu' alto rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, le principali conclusioni che si possono trarre dall'analisi delle serie rimangono sostanzialmente invariate. L'andamento degli indici non mostra trend statisticamente significativi dal 1971 al 2015, con l'unica eccezione dell'indice R95p che rappresenta la somma nell'anno delle precipitazioni giornaliere superiori al 95o percentile della distribuzione normale delle precipitazioni giornaliere nei giorni piovosi. Al Sud e sulle Isole l'indice R95p risulta in aumento (+15.4 mm / 10 anni) e ha registrato nel 2015 il secondo valore piu' elevato dell'intera serie. In definitiva, dall'analisi degli indici non emergono segnali netti di variazioni significative della frequenza e della intensita' delle precipitazioni nel medio-lungo periodo. Si puo' tuttavia segnalare che l'indice SDII, che rappresenta l'intensita' di pioggia giornaliera, al Centro e al Sud e sulle Isole ha registrato nel 2015 il valore piu' elevato dell'intera serie. (AGI)