Chi sono Branchesi e Testa, i due italiani tra “i 100 più influenti” di Time

Astrofisica, 41 anni, originaria di Urbino lei, chirurgo originario di Padova lui: sono Marica Branchesi e Giuliano Testa, gli unici due italiani nella classifica delle cento persone più influenti del mondo stilata dalla rivista americana Time.

Chi sono Branchesi e Testa, i due italiani tra “i 100 più influenti” di Time

Astrofisica, 41 anni, originaria di Urbino lei, chirurgo originario di Padova lui: sono Marica Branchesi e Giuliano Testa, gli unici due italiani nella classifica delle cento persone più influenti del mondo stilata dalla rivista americana Time.

Nota per aver “ascoltato” le onde gravitazionali, Branchesi figura nella categoria “pionieri” della rivista per il suo lungo impegno all'interno della collaborazione internazionale di Ligo-Virgo​ per la rivelazione delle onde gravitazionali.

Chi sono Branchesi e Testa, i due italiani tra “i 100 più influenti” di Time
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 Marica Branchesi

Testa, che lavora al Baylor University Medical Center di Dallas, è a capo del team che ha realizzato il primo trapianto di utero negli Usa la cui ricevente ha dato alla luce un bambino nel 2017. "Facciamo trapianti di continuo, tutti i giorni. Ma questa non è la stessa cosa. Ho completamente sottovalutato ciò che questo tipo di trapianto significa per queste donne. Quello che ho imparato emotivamente non riesco a descriverlo a parole", aveva dichiarato allora il chirurgo. E oggi a scrivere l’articolo che presenta il medico è stata proprio quella donna. Poche le informazioni su Testa, se si esclude una mini biografia che ripercorre il suo percorso di specializzazione in trapianti da viventi tra Italia e Usa. Segue un lungo elenco di paper accademici

Chi sono Branchesi e Testa, i due italiani tra “i 100 più influenti” di Time
 Baylor Scott & White
 Giuliano Testa

“Ho letto l’email tre volte”

La mail di Time ha completamente colto Marica di sorpresa: “E’ arrivata del tutto inattesa. L’ho dovuta leggere tre volte per capire che non fosse spam. Ma ora mi sto organizzando e l’idea comincia ad affascinarmi”, ha detto a Repubblica. Quanto al galà che organizzerà la rivista, Branchesi è ancora “impreparata”: “Non ho nulla, né il vestito né i biglietti”.

Di cosa si occupa

Di lei si sa poco, ma il suo curriculum vitae parla da sé: presidente della commissione di Astrofisica delle onde gravitazionali della Unione Astronomica Internazionale e membro del Comitato internazionale per le onde gravitazionali, Marica Branchesi è entrata a far parte di Virgo nel 2009 ed è ricercatrice al Gran Sasso Science Institute e associata presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Da medico ad astrofisico

Prima del Time era stata la rivista Science ad accorgersi dell’astrofisica nel dicembre del 2017 inserendola, unico scienziato italiano, nella top ten internazionale dei dieci ricercatori più influenti del 2017. E pensare – ha confidato in un’intervista al Corriere – che “da studente era incerta se diventare medico o architetto”. Alla fine ha trovato la sua strada. Tra le stelle.

Dopo aver studiato radioastronomia a Bologna indagando buchi neri e ammassi di galassie, si è concentrata sui fenomeni più violenti dell’universo condividendo le ricerche in varie università straniere e approdando, infine, al mitico Caltech, il politecnico della California, dove ha trovato anche l’amore: un fisico tedesco, Jan Harms, con cui ha due bambini. “Ma nel 2013 — racconta — mi è stato assegnato un progetto di ricerca Firb del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di un milione di euro destinato ai giovani scienziati e anche se mi avevano proposto di rimanere in California ho scelto di rientrare. Era un sogno; potevo coordinare un gruppo tutto mio di ricercatori delle Università di Pisa, Padova e Urbino. Purtroppo queste opportunità nel nostro Paese sono poche”.

Lo studio delle onde

L’indagine riguardava proprio come studiare gli eventi cosmici utilizzando le onde gravitazionali e le onde elettromagnetiche, le uniche usate finora per guardare il cielo nelle diverse lunghezze d’onda: dal visibile ai raggi X. Ed è appunto il compito che ora la impegna coordinando i 1.200 ricercatori della collaborazione Ligo americana e del gruppo italo-francese di Virgo, più gli altri osservatori con telescopi diversi. “Scrutando in modi differenti riusciamo a decifrare fenomeni finora rimasti misteriosi. E presto puntiamo a fare queste analisi anche con i neutrini”.

Il prossimo passo

“Abbiamo molte novità in programma”, ha detto a Repubblica. “Le antenne gravitazionali, sia in Italia che negli Stati Uniti, sono in pausa per dei miglioramenti. Alla fine del 2018 o all’inizio del 2019 raggiungeranno una sensibilità molto più alta. Potranno rilevare le onde gravitazionali in un volume di universo quattro volte più grande. Un nuovo strumento verrà inaugurato presto in Giappone. Si sta lavorando anche per gli strumenti di prossima generazione che amplieranno il nostro orizzonte di mille volte. Sarà osservabile praticamente tutto il cosmo. Un ottimo sito dove posizionarli è in Sardegna, in una miniera di metalli dismessa. Costruire le antenne sottoterra aiuterà a ridurre i tremori sismici che disturbano le misurazioni”.



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