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L'intelligenza artificiale è già più intelligente di un avvocato. Un esperimento

Un test fatto da LawGeex e tre università ha messo a confronto macchina e 20 stimati professionisti del foro. E la macchina è più veloce, spesso più precisa, e più efficiente 

Intelligenza artificiale batte avvocati due a zero. Riesce ad analizzare contratti in modo più efficiente e (molto) più veloce. Lo afferma un test fatto LawGeex (una società che sviluppa soluzioni di AI in ambito legale), Stanford University, Duke University School of Law e University of Southern California.

L'esperimento ha preso cinque accordi di riservatezza (cioè contratti con i quali le parti si impegnano a non divulgare informazioni riservate) e ha chiesto a un software e a venti avvocati di individuare eventuali rischi e punti sensibili per i clienti. L'intelligenza artificiale ha battuto l'uomo: la sua accuratezza è stata pari al 94%.

Quella media degli avvocati si è fermata all'85%. Anche se, in quest'ultimo caso, ci sono state significative differenze: i professionisti migliori hanno saputo raggiungere livelli di accuratezza pari (ma non superiori) a quelli del software (94%). Mentre i peggiori si sono fermati al 67%. Non si trattava di novellini ma di avvocati con anni di esperienza, che in passato si sono occupati di accordi di riservatezza per società come Goldman Sachs e Cisco.

Se l'efficacia delle eccellenze umane non è poi distante dall'intelligenza artificiale, lo studio sottolinea la differente rapidità d'esecuzione. E qui le differenze sono enormi. Le 11 pagine e i 153 paragrafi dei cinque contratti sono stati esaminati dagli avvocati in 92 minuti.

Anche in questo caso si tratta di una media, che include i più rapidi (51 minuti) e i più lenti (che hanno impiegato più di due ore e mezza). Nessuno però si è avvicinato ai tempi del software, capace di ottenere l'accuratezza massima in appena 26 secondi. Forse perché, scherza LawGeek, i robot non hanno bevuto neppure un caffè. Mentre gli avvocati ne hanno consumati 12.

I risultati sanciscono la fine della professione. No, secondo gli autori dell'esperimento. Certo, forse saranno meno i dipendenti dei grandi studi legali. E di sicuro il loro modo di lavorare cambierà. Ma l'intelligenza artificiale non sostituirà l'uomo: sveltirà le procedure, soprattutto nella prima revisione dei contratti, lasciando agli avvocati la possibilità di concentrarsi sulla consulenza e su altri servizi per i clienti.

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