Ambiente: Wwf, 35% emissioni gas serra da agricoltura globale

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Ambiente: Wwf, 35% emissioni gas serra da agricoltura globale
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Roma - "Quello che collega i cambiamenti climatici con la produzione di cibo e che mette a rischio la sicurezza alimentare globale e' un vero circolo vizioso. Da un lato la prima causa del cambiamento climatico e' il sistema alimentare, visto che l'agricoltura globale contribuisce con il 35% delle emissioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto: solo l'allevamento zootecnico contribuisce per il 18% a tutte le emissioni di gas serra. Dall'altro lato, sono proprio i territori destinati alla produzione di cibo quelli piu' esposti ai cambiamenti climatici indotti proprio dai gas serra. Inoltre il sistema alimentare mondiale sottrae il 70% dell'utilizzo globale umano di acqua dolce". E' quanto scrive il Wwf in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione che si celebrera' domenica 16 ottobre. "Per garantire la salute a lungo termine dei sistemi naturali che sostengono l'intera vita sulla Terra e' un obiettivo prioritario ridurre drasticamente gli impatti negativi dell'agricoltura e della zootecnia, per un'agricoltura alleata della Natura. Nell'era del cambiamento climatico, la sfida piu' grande - continua l'analisi del Wwf -e' nutrire la popolazione della Terra, che e' in continua crescita (dagli attuali oltre 7,3 miliardi giungeremo nel 2050 ai 9,7 miliardi secondo la piu' recente e aggiornata stima ONU). Paradossalmente, l'agricoltura e' un settore dell'economia che contribuisce fortemente al riscaldamento globale, ma e' anche tra i piu' colpiti dal cambiamento climatico. Inoltre, considerato che larga parte della popolazione dei paesi in via di sviluppo si guadagna da vivere grazie all'agricoltura, un clima piu' instabile rischia di danneggiare gravemente sia gli approvvigionamenti di cibo sia lo sviluppo sociale ed economico di molte zone della Terra".
"L'obiettivo che il mondo si deve dare e' quello di creare sistemi alimentari fortemente integrati con la vitalita' dei sistemi naturali e della biodiversita' e che producano cibo con il minor danno per l'ambiente e il clima. Un'agricoltura alleata della natura, capace di soddisfare le richieste di cibo di una popolazione mondiale increscente crescita e un modo equo. Pensiamo all'agricoltura come opportunita' e non come minaccia dell'ambiente , come sino ad oggi e' avvenuto", ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia - "Nella COP22 che si terra' dal 7 Novembre a Marrakech, in Marocco, si parlera' anche di questo, perche' e' una delle grandi questioni da affrontare per applicare l'Accordo di Parigi, in vigore dal 4 Novembre". Il consumo di carne pro capite, per esempio, e' in continuo aumento (sorpassando nel 2014 i 43 kg pro capite) . Anche la dieta europea e' notevolmente cambiata nel corso degli ultimi 50 anni e molti di questi cambiamenti sono andati nella direzione di una maggiore assunzione di carne e derivati animali. Gli imputati principali per le emissioni di gas serra dalla produzione alimentare sono la deforestazione tropicale che cerca spazio per le coltivazioni, il metano prodotto dagli allevamenti di bovini e le risaie e il protossido di azoto prodotto in terreni eccessivamente fertilizzati. Con l'incremento della domanda alimentare dovuto alla crescita della popolazione, lo sviluppo dei paesi di nuova industrializzazione (in primis Cina, India) e l'espansione delle coltivazioni per ottenerne biocarburanti, e' prevista un'ulteriore pressione sui sistemi naturali. Secondo i piu' recenti studi sulla Human Footprint (la modificazione e trasformazione dei sistemi naturali dovuta alla pressione umana visibile dai satelliti che scrutano il nostro pianeta per questi scopi) il 75% della superficie delle terre emerse e' in qualche modo toccato da una presenza umana misurabile. (AGI)