(Scheda) Sviluppo: le proposte Asvis per la sostenibilita'

(Scheda) Sviluppo: le proposte Asvis per la sostenibilita'
 Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

Roma - Ratifica dell'accordo di Parigi, piano nazionale di lotta alla poverta', incentivi fiscali per il pieno utilizzo delle materie prime, investimenti in capitale umano, strategia per lo sviluppo urbano sostenibile, aumento delle risorse per la cooperazione internazionale. Queste le aree di intervento per imboccare la strada di uno sviluppo sostenibile suggerite dal Rapporto dell'ASvis su "L'Italia e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile", prima analisi della situazione dell'Italia rispetto ai 17 Obiettivi e 169 Target dell'Agenda 2030. Il Rapporto formula numerose proposte, tra le quali: Cambiamento climatico ed energia. La priorita' assoluta per l'Italia e' quella di ratificare l'Accordo di Parigi, spingendo alla ratifica Vintera Unione europea. La legge di ratifica non dovra', pero', consistere in un puro atto formale, ma contenere indicazioni strategiche e un quadro finanziario pluriennale. Va poi definita quanto prima la Strategia Energetica nazionale, in linea con gli impegni dell'Accordo di Parigi per la decarbonizzazione del nostro Paese. Poverta' e disuguaglianze. Varo di un Piano nazionale di lotta alla poverte', basato su uno strumento universale e sulla razionalizzazione e armonizzazione degli altri sussidi esistenti, da attuare secondo un percorso pluriennale con il supporto degli enti locali, delle strutture pubbliche operanti sul territorio e del Terzo Settore. Economia circolare, innovazione, lavoro. Va definito un piano di incentivazione fiscale che incoraggi il pieno uso delle materie prime, la realizzazione di piattaforme di differenziazione, di riciclo e di valorizzazione dei rifiuti generati dalla produzione, confezionamento, distribuzione e vendita dei prodotti. Poiche' l'innovazione e la ricerca sono vitali per la transizione allo sviluppo sostenibile, l'Italia deve colmare al pitu' presto il ritardo esistente in questo campo rispetto ad altri paesi. Capitale umano, salute ed educazione. Portare l'Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile richiede un investimento significativo in capitale umano, la cui qualita dipende, in primo luogo, da un'adeguata alimentazione, una buona salute e un'educazione di qualita, ma nel campo dell'istruzione l'italia e' oggi dove i paesi europei erano all'inizio degli anni 2000. Fondamentale e', in questo campo, l'avvio di un programma di lifelong learning, assente nel nostro Paese. Capitale naturale e qualita' dell'ambiente. ll raggiungimento degli Obiettivi relativi a capitale naturale e qualita' dell'ambiente obbliga a una forte accelerazione degli impegni che l'Italia ha gia' assunto in sede internazionale ed europea, anche perche' molti degli obiettivi vanno raggiunti entro il 2020. Vanno attuate le normative esistenti - come quella che prevede il censimento e l'eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente - e i piani nazionali gia' disegnati. Citta', infrastrutture e capitale sociale. Definire, cosi' come fatto per le "aree interne", una Strategia per lo sviluppo urbano sostenibile, sulla quale sia incardinata l'Agenda urbana nazionale citata anche dal Rapporto italiano preparato per la Conferenza dell'0nu Habitat Ill del prossimo ottobre. Va approvata quanto prima la legge sul consumo di suolo, apportando le necessarie modifiche all'attuale testo per uniformare la sua definizione a quella europea. Cooperazione internazionale. L'Italia deve avanzare in maniera decisa verso il rispetto degli impegni internazionalmente assunti con riferimento all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) (0,7% del Pil), realizzando quel graduale ma costante aumento di risorse stabilito con l'ultima Legge di Stabilita. lnoltre, raccomandiamo di adottare gli SDGs come quadro concettuale per la scelta degli interventi e di assicurare la piena applicazione dei principi di efficienza e coerenza delle politiche per lo sviluppo adottati dalla comunita' internazionale. (AGI)