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La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese. Foto: Oli Scarff/AFP 
  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Il piccolo Bradley si è spento il 7 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. Foto: Adian Dennis/AFP
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe. Foto: Scott Heppell/AFP
  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. Foto: Adian Dennis/AFP
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. Foto: Glyn Kirk/AFP
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si è trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che è sceso in campo prima di una partita. Foto: Glyn Kirk/AFP
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il più bel gol del mese.   Foto: Oli Scarff/AFP
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. Foto: Twitter
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto del mondo del calcio, un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori. Paul Greenwood Backpage Image /LTD DPPI  
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Foto: Scott Heppell/AFP
  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Nel caso del piccolo Bradley questo mondo ha saputo dare il meglio di sé anche con i suoi strapagati protagonisti. Foto: Scott Heppell/AFP
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Bradley se ne è andato in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Foto: Scott Heppell/AFP
  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordato a lungo. Foto: Adian Dennis/AFP
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    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
      Foto: Scott Heppell/AFP
  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
      Foto: Scott Heppell/AFP
  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
      Foto: Scott Heppell/AFP
  • La breve stagione del piccolo Bradley ha cambiato il calcio

    15 luglio 2017, 18:18

    E' durata come un campionato la breve stagione di Bradley Lowery: il bambino di sei anni malato di neuroblastoma, divenuto una sorta di mascotte del calcio inglese, si e' spento il 14 luglio dopo una coraggiosa battaglia contro un male che non prevede i tempi supplementari. La sua prima apparizione in campo risaliva al 12 settembre, quando era entrato sul terreno dello Stadium of Lights del Sunderland, la sua squadra del cuore, tenendo per mano il capitano Jermain Defoe.  Tre mesi prima gli era stato diagnosticato un tumore sotto al polmone, recidiva della malattia che sembrava sconfitta alla fine del 2015. La sua allegria contagiosa, con i sorrisi sdentati e la testa pelata a ricordare l'altra partita che stava giocando, hanno immediatamente conquistato i tifosi. E non solo quelli dei Black Cats: in breve tempo si e' trasformato in un idolo di tutti i sostenitori che hanno scandito il suo nome ogni volta che e' sceso in campo prima di una partita. A dicembre gli avevano fatto battere e segnare un rigore al portiere del Chelsea Begovic che era stato poi votato come il piu' bel gol del mese. Aveva fatto il giro del mondo la foto in cui dorme in un letto d'ospedale tra le braccia di Defoe, il suo idolo che lo aveva praticamente adottato in questi ultimi mesi. E lui a Defoe ha anche portato bene: a marzo erano scesi in campo per primi a Wembley per un'amichevole dell'Inghilterra contro la Lituania e l'attaccante era tornato a segnare in nazionale dopo tanto tempo. Da settembre a giugno, Bradley e i suoi genitori, Gemma e Carl, sono stati sommersi dall'affetto di un mondo spesso criticato per la sua perdita di valori ma che ha saputo dare il meglio di se' anche con i suoi strapagati protagonisti. Bradley se ne è andato  in una giornata estiva, con le squadre in ritiro e gli stadi chiusi in attesa della nuova stagione. Ma il miracolo di aver unito tutte le componenti del 'beautiful game' in un grande abbraccio sarà ricordata a lungo.
    Bradley Lowery, il giorno del funerale Foto Twitter