Le foto del reporter ucciso nell'attentato in Afghanistan

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    SHAH MARAI / AFP
    Shah Marai, storico fotografo dell'Afp, è morto stamattina in un attentato a Kabul insieme ad altre 25 persone, di cui 9 giornalisti.
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    È la giornata più nera per l'informazione nel Paese asiatico, scosso da guerre e violenze da oltre 15 anni e che ora vede i media tra i nuovi bersagli del terrorismo jihadista. Nelle stesse ore un giornalista afghano della Bbc è stato assassinato a Khost, nell'est del Paese. 
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    Era il 1996 quando aveva cominciato a collaborare come autista con l'agenzia di stampa francese, in Afghanistan il potere era ancora nelle mani dei talebani.
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     Nel 2002 era diventato un fotografo a tempo pieno, facendo carriera fino a diventare capo fotografo dell'ufficio di Kabul. Lascia sei figli, l'ultima nata da poco.
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     "È un colpo devastante, per il coraggioso staff del nostro affiatato ufficio di Kabul e per l'intera agenzia", ha commentato il direttore Michele Leridon in una nota. "Possiamo solo onorare la straordinaria forza, il coraggio e la generosità di un fotografo che ha coperto eventi spesso traumatici e terrificanti con sensibilità e consumato professionismo", ha proseguito, esprimendo "condoglianze alla famiglie anche degli altri operatori dell'informazione" rimasti uccisi nell'attentato.
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    Nel 2016 in un articolo era stato lo stesso Marai a raccontarsi, dagli inizi, all'epoca dei tempi difficili sotto i talebani, agli "anni d'oro, gli anni della speranza" quando l'Afghanistan si era riempito di truppe straniere, soldi e giornalisti dopo la cacciata degli 'studenti di Dio', fino al ritorno dei terroristi, che negli ultimi anni si sono diffusi come un virus nel Paese.
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    Non c'è più speranza, la vita sembra essere addirittura più difficile di quella sotto i talebani a causa dell'insicurezza", scriveva il fotografo due anni fa. "Tutto quello cui riesco a pensare sono macchine che possono essere trappole esplosive o kamikaze che escono fuori dalla folla".
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    "Non ho mai sentito la vita avere così poche prospettive e non vedo una via d'uscita. E' un momento di ansia", concludeva. L'Afp ha pubblicato 18.000 delle sue foto di orrori e documenti di guerra, ma anche di vita quotidiana.
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    Fotoreporter Shah Marai (AFP)
30 aprile 2018,16:10




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