Sulla questione migranti in Germania Trump sbaglia di grosso. La verifica del NYT

I cronisti del quotidiano statunitense passano al setaccio i tweet del presidente

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Il presidente statunitense Donald Trump ha bacchettato la Germania per la sua politica della porta aperta ai migranti. Il problema, secondo Trump, è che un simile approccio produce un aumento del tasso di criminalità e la caduta politica della coalizione della cancelliera Angela Merkel. Ma cosa c’è di vero?

Il New York Times ha sottoposto a fact checking le teorie del presidente espresso attraverso i suoi tweet. Eccole una per una.

“Il tasso di criminalità in Germania è molto alto” - FALSO

Secondo le statistiche, il 2017 ha segnato il tasso di criminalità più basso da 25 anni. Nonostante ci siano stati attacchi da parte di militanti dello Stato Islamico, i grandi numeri confutano la tesi di Trump. Solo per fare qualche esempio, il tasso di criminalità generale è diminuito del 5,1% rispetto all’anno precedente, quello relativo ai crimini violenti è sceso del 2,4% mentre gli episodi di furto hanno segnato il -11,8%. Per quanto i reati commessi dai tedeschi sono scesi del 2,2% mentre quelli dei non tedeschi sono calati del 2,7%. Quanto agli ingressi clandestini nel Paese, i casi sono diminuiti del 79,9%.

I tedeschi si stanno rivoltando contro la leadership - FUORVIANTE

L’immigrazione è il cuore della crisi politica attuale della Germania che fatica ad assorbire più di un milione di migranti. Ed è anche la minaccia più grave che rischia di fare a pezzi la coalizione guidata dalla Merkel. Tuttavia non ci sono segnali precisi di una ribellione dei tedeschi nei confronti del governo. E’ vero però che i principali partiti - Democratici cristiani, Unione cristiano-sociale e Partito socialdemocratico - hanno perso voti dal 2015, anno in cui la cancelliera ha introdotto la politica delle frontiere aperte. Ma insieme i partiti godono ancora del 53% del consenso. E Angela Merkel nonostante qualche critica resta il politico più popolare del Paese.

Le migrazione stanno cambiando la cultura europea in modo forte e violento - VA CONTESTUALIZZATO

Non c'è dubbio che l'enorme ondata migratoria che ha colpito l'Europa nel 2015 ha messo a dura prova l'unità europea, con leader e funzionari incapaci di elaborare una strategia pratica e coesa per affrontare l'afflusso di una popolazione di migranti per lo più musulmani. Le tensioni hanno prodotto risultati in tutto il continente:

  • L’immigrazione ha svolto un ruolo cruciale nella decisione degli elettori britannici di uscire dall'Unione europea
  • Il primo ministro Viktor Orban, ungherese, è tra i leader nazionalisti che hanno usato i migranti come un ostacolo per rafforzare le loro posizioni politiche.
  • Solo pochi giorni fa l'Italia, che ora conta un partito di destra anti-immigrati all’interno della coalizione di governo, ha chiuso i porti alla  nave Aquarius che trasportava più di 600 migranti.

Eppure, nonostante tutto questo, la dichiarazione di Trump secondo cui la migrazione ha "fortemente e violentemente" cambiato la cultura europea non è condivisibile. Certamente, però, ha cambiato la politica europea. 



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