Grillo parla di situazione migranti fuori controllo, ma il totale è in calo da anni

Il 2016 ha comunque segnato un nuovo massimo per gli sbarchi in Italia. I dati a confronto, le provenienze, il trend

Grillo parla di situazione migranti fuori controllo, ma il totale è in calo da anni
Migranti Italia Sicilia (Afp)

Dopo l’uccisione del terrorista Anis Amri a Sesto San Giovanni Beppe Grillo, sul suo blog, ha scritto un duro intervento il 27 dicembre dal titolo “Ora è il momento di proteggerci”. Qui, tra le altre cose, si legge: “La situazione migratoria è ormai fuori controllo. Nel 2015 con gli sbarchi sono arrivati in 153.842, i richiedenti asilo sono stati 83.970, 71.000 sono stati esaminati e il 55% di questi hanno ricevuto diniego”.

Verifichiamo i numeri forniti da Beppe Grillo e proviamo ad approfondirli e a contestualizzarli: qual era la situazione negli anni precedenti, quale sia il trend, se si possa parlare di “situazione migratoria” nel suo complesso fuori controllo.

I dati a confronto

I dati sono pressoché identici a quelli riportati dal Ministero dell’Interno, dipartimento dell’Immigrazione, aggiornati al 31 dicembre 2015. Si discosta un poco solo il dato sui dinieghi (58% invece che 55%).
Come specifica il Viminale, il dato del 2015 era in calo del 9% rispetto al 2014, quando arrivarono via mare 170 mila migranti. Fu un anno di forte crescita, in effetti: il totale era maggiore di quello di  2013 (40 mila), 2012 (15.900), 2011 (64.300), 2010 (4.500) e 2009 (11.000) sommati, secondo le stime di Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.
Che cosa è successo poi nell’anno che si sta per concludere? Il 2016, in base ai dati forniti dall’Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati), pare abbia fissato un nuovo massimo per gli sbarchi in Italia, che sono vicinissimi a quota 180 mila. Più che in Grecia (173 mila), che beneficia degli effetti dell’accordo Ue-Turchia sui profughi siriani.

Le provenienze

I migranti arrivano principalmente dall’Africa: Nigeria (21%), Eritrea (12%), Guinea (7%), Costa d’Avorio (7%) e Gambia (7%). Arrivano soprattutto in Sicilia (122.367), Calabria (31.295) e Puglia (12.164), ma vengono poi redistribuiti: delle 103.792 presenze totali al 31 dicembre 2015, il 13% si trovava in Lombardia, il 12% in Sicilia, l’8% in Lazio, Campania, Veneto, Piemonte e via dicendo. Nel 2016 abbiamo avuto anche il triste record di morti nel Mediterraneo, oltre 5 mila.
Le richieste di asilo, in base all’ultimo aggiornamento dell’Unhcr sull’Italia al 31 ottobre 2016, erano 97.446. Più di quelle del 2015 (83.970) e del 2014 (63.456).

Istat, calo costante

Il grande aumento degli arrivi via mare è dunque nei numeri, ma c’è una cifra in base alla quale è difficile qualificare la situazione come “emergenza migrazione” in generale. Gli arrivi in Italia, nel complesso, sono infatti in calo.
In base ai dati Istat, risulta che il numero totale di immigrati in Italia è in costante diminuzione, -27% negli ultimi cinque anni: dai 386 mila del 2011 ai 280 mila del 2015. Il saldo migratorio nel nostro paese, cioè la differenza tra immigrati ed emigrati, è ancora positivo ma va riducendosi sempre di più, come abbiamo spiegato pochi giorni fa.

L’apparente contrasto tra i due fenomeni si spiega con un aumento dell’immigrazione via mare in percentuale rispetto alle altre vie, in particolare quella terrestre e quella via aereo. Se infatti nel 2008 il 73% degli immigrati irregolari in Italia erano over-stayers (cioè persone entrate con visto turistico e rimaste oltre la scadenza di questo), e solo il 12% era arrivato via mare, nel 2015 su 280 mila immigrati ben 153 mila sono arrivati coi barconi.
Pesano da un lato la crisi economica, che riduce il numero di persone che vengono in Italia in cerca di lavoro, e dall’altro fenomeni di instabilità politica e sociale in vari Stati che aumentano il numero di persone che fuggono da guerre e persecuzioni.