Calenda ha ragione, industria italiana indebolita ma export record

Il sistema ai tempi della crisi ha  perso il 25% del suo potenziale ma le esportazioni hanno superato i 400 miliardi

Calenda ha ragione, industria italiana indebolita ma export record
Sviluppo Economico: Carlo Calenda, confermato nell'incarico (foto Imagoeconomica) 

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha dichiarato il primo febbraio, a margine della firma di un protocollo di intesa con GE Oil&Gas e Regione Toscana: “Il sistema industriale italiano [tra il 2007 e il 2014 ndr.] ha perso il 25% del potenziale”, aggiungendo poi che “mentre succedeva questo, il dato se vogliamo paradossale è che le esportazioni nel 2015 ed anche quest'anno faranno il record di sempre”.

I due dati forniti dal Ministro sono esatti: in effetti, la produzione industriale italiana è calata di circa un quarto negli anni della crisi, ma nel frattempo l’export ha raggiunto cifre record.

Secondo i dati OCSE estrapolati da Pagella Politica, e qui riportati per comodità di consultazione, tra il 2008 e il 2015 l’Italia ha perso il 22,4% della sua produzione industriale. Un calo confermato in misura simile (-23%) anche dall’Eurostat.

È dunque sostanzialmente corretto sostenere, come fa Calenda, che a partire dagli anni della crisi il sistema industriale italiano ha perso quasi un quarto della sua produzione.

Eppure è anche vero, come sostiene sempre il ministro, che le esportazioni italiane stiano facendo registrare nuovi record. Come evidenziato dalle serie storiche dell’Istat – qui si possono scaricare i dati dal 1970 al 2005 – l’export italiano è andato crescendo costantemente negli ultimi decenni, superando i 100 miliardi di euro per la prima volta nel 1990 (fatta la conversione dalle lire) e arrivano nel 2005 quasi a quota 300 miliardi.

Le elaborazioni del dicastero di Calenda, sempre su dati Istat, mostrano come siano cresciute anche tra il 2006 e il 2008, fino a toccare quasi quota 370 miliardi. Nel 2009 c’è stato un tracollo, che ha portato l’export nuovamente sotto quota 300 miliardi. Nel 2010 la situazione è tornata ai livelli pre-crisi e già nel 2011 le esportazioni avevano fatto segnare un nuovo record: 375,9 miliardi di euro.

L’asticella si è alzata poi ogni anno, a 390 miliardi nel 2012 e poco più nel 2013, 398 miliardi nel 2014 e nel 2015 è stata sorpassata la soglia dei 400 miliardi di euro.

Secondo le proiezioni del Ministero il 2016 dovrebbe vedere un nuovo record, considerato che nel periodo gennaio-novembre del 2015 si era arrivati a 378 miliardi di euro e nello stesso periodo del 2016 – a cui si riferiscono gli ultimi dati disponibili analizzati – siamo già sopra quota 380 miliardi.

Dunque i dati citati da Calenda sono corretti: la produzione industriale italiana si è significativamente contratta dal 2007 in poi ma, nonostante questo, le esportazioni stanno raggiungendo livelli mai toccati prima.