Expo Dubai
Fiori nel deserto, Expo 2020 è programmato per stupire
Expo Dubai

Fiori nel deserto, Expo 2020 è programmato per stupire

Da Milano 2015 a Dubai: l’esposizione universale, posticipata di un anno a causa della pandemia da Covid-19, inizierà il primo ottobre 2021 e si concluderà a fine marzo del prossimo anno. Il tema è Connecting Minds, Creating the Future: un elogio dei sistemi di connessione tra persone e idee. Scopriamo le novità del Padiglione Italia

Fiori deserto programmato per stupire

L'expo di Dubai

AGI - C’eravamo lasciati sotto l’Albero della Vita per festeggiare un’edizione milanese di successo e ci ritroviamo, dopo il rinvio di un anno, tra le scintillanti architetture di Dubai per un’Esposizione universale attesa, che ha il sapore del ritorno alla (quasi) normalità dopo il periodo pandemico. Si tratta inoltre della prima volta in un Paese arabo nell’area ME.NA.SA. (Medio Oriente, Nord Africa, Asia meridionale).

Sono ben 200 le nazioni che partecipano. Il centro della manifestazione è lo spazio Al Wasl (in arabo significa “connessione”) dove si trova l’edificio-icona caratterizzato da un’enorme cupola di acciaio. L’area espositiva è attrezzata per accogliere una media 150mila visitatori al giorno (possono essere fino a 300mila per gli eventi speciali) che potranno visitare ciascuno dei 192 padiglioni delle nazioni, oltre ai padiglioni tematici. Ci lavoreranno dalle 20 alle 35mila persone al giorno (la metà sono donne). E sono 39mila le organizzazioni e le imprese che, a vario titolo, opereranno all’Expo, metà delle quali sono piccole e medie imprese (PMI) che sono state privilegiate nei bandi di gara rispetto alle grandi.

I temi di Expo 2020 a Dubai

Il tema dell'esposizione è rimasto quello dell’edizione originaria Connecting Minds, Creating the Future (Connettere le menti, creare il futuro) declinato così:

  • liberare il potenziale dei singoli e delle comunità per creare un futuro migliore (Opportunità)
  • sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione di persone, beni e idee (Mobilità)
  • accessibilità e resilienza delle risorse ambientali, energetiche e idriche (Sostenibilità)

Il Padiglione dell’Italia a Expo 2020 Dubai

Un’architettura ideata per mettere in scena “la bellezza unisce le persone”, il Padiglione Italia è un progetto firmato da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria. Una delle tante sorprese per i visitatori da tutto il mondo è una copia stampata in 3D del David di Michelangelo: realizzata in resina acrilica e rifinita con polvere di marmo, per renderla il più simile possibile all'originale anche nelle imperfezioni, la copia stampata del David a grandezza naturale è alta più di 7 metri (basamento compreso) e composta da 14 pezzi assemblati ancora prima di intraprendere il viaggio da Firenze a Dubai.

Non passerà certo inosservata anche la presenza di Eni, che partecipa a Expo 2020 di Dubai in qualità di “Platinum Sponsor” del Padiglione Italia, con l’installazione Innovation means making things possible dedicata alle nuove modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare da materiali biologici. Sempre firmata dallo studio di architettura e innovazione CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota, interpreta in chiave artistica il processo di biofissazione intensificata della CO2 sviluppato nei laboratori del nostro Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara.