Yemen: famiglia Somers critica raid Usa, "nessuno ci avverti'"

(AGI) - Londra - La famiglia di Luke Somers, ilfotoreporter americano ucciso sabato durante un raid Usa inYemen insieme a un  [...]

(AGI) - Londra, 8 dic. - La famiglia di Luke Somers, ilfotoreporter americano ucciso sabato durante un raid Usa inYemen insieme a un insegnante sudafricano, ha criticato ilfallito tentativo di liberare i due ostaggi dalle mani di AlQaeda. "Non eravamo stati informati della situazione", halamentato Penny Bearnman, seconda moglie del papa' di Somers,in una dichiarazione al "Times". La donna ha riferito che suomarito "e' piuttosto arrabbiato, perche' se non ci fosse statoil tentativo di liberarlo, suo figlio sarebbe ancora vivo". "Siamo certi", ha aggiunto la donna, "che Luke avrebbesostenuto i colloqui che erano in corso per la sua liberazionepiuttosto che l'impiego della forza". Oltre al fotoreporter di 33 anni rapito nel 2013 a Sanaa,durante il blitz dei Navy Seals e' stato ucciso dai qaedistianche Pierre Korkie, un insegnante sudafricano sequestrato nelmaggio 2013. Il suo corpo rientra oggi in patria dove sara'sottoposto ad autopsia prima dei funerali e della sepoltura. Lamoglie Yolanda, rapita con il marito in Yemen e liberata agennaio, ha voluto evitare le polemiche: "Oggi scegliamo diperdonare, scegliamo di amare", ha detto in un comunicato,"scegliamo di riconciliarci nel ricordo di Pierre e di tenerlovivo nei nostri cuori". Secondo l'Ong per cui lavorava Korkie, Gift og Givers, il57enne ostaggio sudafricano doveva essere liberato domenica,appena 24 ore dopo la sua uccisione. Per la sua liberazione erastato chiesto un riscatto di tre milioni di dollari. La mogliedi Korkie, Jolanda, rapita insieme a lui, era stata liberata agennaio. (AGI).