Vietnam, il "pantano" in cui l'America perse l'innocenza

Vietnam, il "pantano" in cui l'America perse l'innocenza
guerra elicottero (afp) 

Washington - Quello del Vietnam e' stato il piu' importante, emblematico e sanguinoso conflitto dell'epoca della Guerra fredda, otto anni in cui gli Stati Uniti persero 58.000 uomini (piu' gli oltre 70.000 reduci che si suicidarono) e spesero l'equivalente di mille miliardi di dollari al valore attuale. Un "pantano", come fu ribattezzato, che divise l'America e in cui gli Usa persero l'innocenza, tra i bombardamenti al napalm e orribili massacri come My Lai che contribuirono alla strage di quattro milioni di civili. Il conflitto contrappose le forze insurrezionali filo-comuniste al governo filo-statunitense costituito nel Vietnam del Sud. Iniziata formalmente nel 1955, la guerra assunse attenzione mediatica internazionale quando gli Usa decisero di inviare truppe a sostegno del governo di Saigon dal 1965 al 1972 (anche se gia' nel 1962 Kennedy aveva iniziato a inviare soldati e istruttori), con un picco di 550.000 soldati nel 1969. Per gli Usa la 'guerra del Vietnam', conflitto mai dichiarato ufficialmente (si parlo' di intervento a sostegno di alleati attaccati da rivoluzionari filocomunisti), fu un disastro in termini militari e di immagine, nel mondo ma anche all'interno del Paese. La guerra non interesso' soltanto il territorio del Paese asiatico, ma coinvolse progressivamente il Laos (ufficialmente neutrale) e la Cambogia, interessata massicciamente da attacchi aerei e terrestri americani (1969-1970) e infine invasa dalle forze nordvietnamite in appoggio ai Khmer rossi. La guerra del Vietnam degli Usa divenne presto un incubo anche per i presidenti. Lyndon Johnson, subentrato a Kennedy nel 1963 ed eletto nel 1964, intensifico' la presenza Usa in Vietnam. Il presidente successivo, Richard Nixon, in carica dal 1968, adotto' una strategia in cui coniugo' forza militare e diplomazia (con Henry Kissinger) senza ottenere i successi sperati. E cosi', spinto anche dal crescente malumore interno, nel 1972 ritiro' le truppe e nel gennaio 1973 firmo' gli accordi di Parigi dove si stabili' che le truppe nordvietnamite potevano rimanere nel sud ed in cambio Hanoi promise di liberare tutti i prigionieri statunitensi. Andati via gli Stati Uniti, la guerra nel Paese asiatico prosegui' ancora fino al 30 aprile 1975, quando ci fu la caduta di Saigon che sanci' il crollo del governo del Vietnam del Sud e la riunificazione politica di tutto il Paese sotto la dirigenza comunista di Hanoi. Gli Stati Uniti subirono la prima vera sconfitta politico-militare della loro storia e dovettero accettare il totale fallimento dei loro obiettivi politici e diplomatici. (AGI)