Ultimatum dei Rolling Stones a Trump, non usi le nostre canzoni

I Bush non appoggeranno il magnate - Da minoranze ad "assedio" Cleveland, 5 incognite per Trump

Ultimatum dei Rolling Stones a Trump, non usi le nostre canzoni
I Rolling Stones si esibiranno per la prima volta all'Avana il 25 marzo

Los Angeles - Dopo ripetute sollecitazioni, i Rolling Stones hanno diffuso un comunicato con cui hanno chiesto a Donald Trump di smetterla di usare le loro canzoni durante la campagna elettorale. Lo riferisce un media specializzato, Billboard. La storica band di Mick Jagger e Keith Richards lancia un ultimatum al magnate, unico candidato repubblicano alla casa Bianca. "I Rolling Stones - ha precisato un rappresentante del gruppo - non hanno mai dato il loro consenso per usare le loro canzoni alla campagna di Trump". Il tycoon, prima di partecipare a un evento elettorale, usa far intrattenere il pubblico con una cinquantina di minuti di musica scelta personalmente.

I Bush non appoggeranno Trump

"Start Me Up" non è l'unica canzone usata dal miliardario neyorkese. The New Yorker ricorda che in eventi elettorali della sua campagna sono già state usate "You Can't Always Get What You Want", "Sympathy For The Devil" e "Brown Sugar". Ma Trump ha già usato anche "Tiny Dancer" di Elton John e nella sua playlist sono comparsi anche i R.E.M, Neil Young e altri classici del rock.

Da minoranze ad "assedio" Cleveland, 5 incognite per il magnate 

Nel 1989 Keith Richards minacciò Trump con un coltello nel corso di una conferenza stampa per un evento sponsorizzato dal Trump Plaza Hotel, dopo la band aveva chiesto di non avere assolutamente rapporti con il magnate.

I Rolling Stones inoltre non sono i primi artisti ad aver negato a Trump di usare le loro canzoni. I precedenti riguardano la cantante inglese Adele, il canadese Neil Young, gli House of Pain, ma prima ancora, nel 2015, gli Aerosmith. (AGI)