Per pubblicitario meglio Trump, vincenti mimica e slogan

Casiraghi, Hillary troppo scolastica mentre Donald ha parlato a braccio e ha saputo piazzare le parole 'law and order'

Per pubblicitario meglio Trump, vincenti mimica e slogan
Dibattito Hillary Clinton - Donald Trump (Afp) 

Roma - Hillary troppo scolastica e 'aggrappata' ai suoi appunti, Donald bravo a piazzare le sue parole d'ordine, "law and order", e a parlare a braccio guardando la telecamera. E' il giudizio del noto pubblicitario italiano Cesare Casiraghi che - contrariamente alla maggior parte dei media - assegna la vittoria del primo duello tv tra i candidati alla Casa Bianca al magnate Trump. "Ho seguito attentamente il confronto tv tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti che, a leggere i media questa mattina, danno Hillary vincitrice ai punti. Ma io, da comunicatore, sono di parere opposto: il dibattito l'ha vinto Trump?" commenta Casiraghi.

"Trump - spiega il pubblicitario - e' stato bravo nel 'piazzare' due parole-chiave, 'law & order' un vero e proprio slogan che in due vocaboli sintetizza chiaramente la sua posizione. Oltretutto la scelta dei due termini e' stata molto furba perche' gia' cementata nel mnemonico degli americani grazie alla fortunata omonima serie tv. Hillary ad un certo punto ha ripreso lo slogan di Trump come per neutralizzarlo con uno suo alternativo, ("non direi law & order ma piuttosto?") ma non vi e' riuscita! Non aveva le sue parole chiave! - si sorprende Casiraghi - E questo e' stato un pessimo errore di pianificazione. Quindi al minuto 49 circa del confronto Hillary ha preso un vero e' proprio 'diretto' da Trump".

"Osservo ancora - continua l'esperto nella sua analisi - come a livello di gestione del corpo ed empatia Trump abbia condotto la sua oratoria pressoche' a braccio, guardando la telecamera e rivolgendosi al conduttore cosi' come ad un elettore da convincere, modulando la voce a condire di emozione quanto stava dicendo. Hillary invece, che e' apparsa molto scolastica, si e' notato come abbassasse frequentemente gli occhi per leggere gli appunti. Questo alla fine - commenta Cesare Casiraghi - ha trasmesso un senso di insicurezza. La mimica di quegli occhi rivolti continuamente in basso verso i fogli sul leggio, dava la sensazione di una persona in mare aggrappata ad un salvagente". (AGI)