Obama a Cuba, l'ira di Cruz e Rubio. E il fattore 'C' irrompe nelle primarie

I due repubblicani, "non può andare da un dittatore"

Washington - Dopo l'annuncio della storica visita di Barack Obama a Cuba, il fattore "C" potrebbe diventare uno dei temi chiave della campagna presidenziale negli Usa. Per ora ha gia' fatto 'irruzione' nel dibattito dei candidati alla nomination repubblicana. Sono stati soprattutto i due 'cubani', Marco Rubio e Ted Cruz, ad attaccare la politica del disgelo voluta dall'inquilino della Casa Bianca.

"E' un regime oppressivo. Non ci sono elezioni a Cuba, non c'e' scelta", ha detto Rubio, che e' figlio di immigrati cubani, durante il dibattito tv organizzato dalla Cnn. "Io voglio che i rapporti tra Stati Uniti e Cuba cambino ma la cosa deve essere reciproca". E invece, ha proseguito, dopo oltre un anno dall'apertura di Washington, il governo dell'Avana "resta piu' oppressivo che mai".

Anche secondo Ted Cruz, Obama non dovrebbe andare nell'isola dei Castro. "Non dovrebbe fare questo viaggio finche' i Castro sono al potere", ha sottolineato. "Mio padre ha conosciuto di persona il male e l'oppressione a Cuba", ha aggiunto. Il padre di Cruz fu arrestato e incarcerato negli anni '40 dal regime di Batista ma fuggi' negli Usa dopo la rivoluzione castrista perche' si opponeva al comunismo.

I repubblicani hanno inizialmente alzato le barricate contro la nuova era nei rapporti tra Washington e L'Avana. Finora - malgrado la volonta' di Obama - il Congresso, dominato dal Gop, non ha votato per elimimare il cosiddetto 'bloqueo', l'embargo che dura da 54 anni, anche se l'Amministrazione ha gia' varato diverse misure che lo allentano di fatto. Tuttavia, come spiega Politico.com, il fronte del 'no' fra i repubblicani si sta incrinando e gia' due governatori - l'ultimo Greg Abbott del Texas - sono 'sbarcati' sull'isola per parlare di cooperazione economica. Mercoledi' inoltre un gruppo bipartisan alla Camera ha annunciato il lancio di un "Gruppo di lavoro su Cuba". Senza contare il panel nel Senato a guida Gop che a dicembre aveva votato per revocare il divieto di viaggi nell'isola. I sondaggi, del resto, parlano chiaro: la maggior parte degli americani, compresi i votanti repubblicani, sono a favore della svolta pro-Cuba.

Quanto al fronte democratico, Hillary Clinton e Bernie Sander appoggiano la svolta di Obama. L'ex segretario di Stato a luglio aveva esortato il Congresso a togliere l'embargo contro l'Avana e porre fine a una politica fatta attraverso "vecchie lenti da guerra fredda".

Il 'socialista' Sanders, dal canto suo, gia' nel 1985 aveva parlato "bene" di Castro. In un'intervista risalente a 31 anni fa e rispolverata dai media in occasione della sua candidatura, il senatore del Vermont aveva osservato che il Lider maximo, pur "non perfetto", "ha dato un'educazione ai bambini, ha fornito loro assistenza sanitaria e ha trasformato totalmente la societa'". (AGI)