Da Foreign Policy al NYT, Hillary vince...sulla stampa

Ecco tutti gli endorsement dei media - Il punto Motori accesi in vista del secondo match -  Clinton vs. Trump, timeline dello scontro

Da Foreign Policy al NYT, Hillary vince...sulla stampa

Roma - Se a decidere il prossimo presidente degli Stati Uniti fosse la stampa, Hillary Clinton avrebbe gia' vinto. Tutti i grandi giornali Usa che in queste settimane hanno deciso di uscire allo scoperto, hanno dato il loro appoggio alla candidata democratica, usando nei confronti di Donald Trump toni durissimi. 'The Donald' non ha incassato il sostegno di nessun giornale, finendo addirittura terzo nella classifica della stampa che ha invece tributato ben sei endorsement al candidato del partito Libertario, Gary Johnson.

Dopo il clamoroso endorsement del magazine 'The Atlantic' della settimana scorsa, anche la prestigiosa rivista di politica internazionale 'Foreign Policy', per la prima volta in mezzo secolo di storia, si schiera per Hillary Clinton. La rivista apre il suo sito internet con una foto di profilo del volto dell'ex segretario di Stato e un titolo inequivocabile: 'Hillary Clinton presidente degli Stati Uniti'. Nel sommario l'attacco nettissimo a Donald Trump, la cui eventuale elezione rappresenta "una delle piu' grandi minacce cui l'America si trova di fronte". 

Ecco nel dettaglio come si schierano i principali giornali statunitensi a poco meno di un mese dal voto.

IL PUNTO - I due rivali scandano i motori in vista del secondo match

NEW YORK TIMES

L'endorsement del piu' grande giornale di orientamento liberal Usa per Hillary Clinton e' piuttosto scontato. Il Nyt dal 1960, anno in cui John Fitzgerald Kennedy fu eletto alla Casa Bianca, ha sempre dato il suo sostegno ai candidati Dem e ha pubblicato un editoriale il 26 settembre dal titolo inequivocabile: 'Ecco perche' Donald Trump non deve diventare presidente', in cui si elencano tutte le ragioni di natura etica e politica per cui l'arrivo del candidato repubblicano a Washington sarebbe un danno enorme per il paese. Il Times indica nell'"intelligenza, il coraggio e l'esperienza" di Clinton le principali ragioni per cui votarla.

WASHINGTON POST

La posizione del quotidiano che rivelo' lo scandalo 'Watergate' non e' stata definita. Il Post non ha dato il suo endorsement a nessuno dei due candidati, ma i segnali che sulle sponde del Potomac le simpatie maggiori vadano a Hillary e' abbastanza diffusa. Il quotidiano ha ospitato un editoriale di Robert Kagan, storico intellettuale 'neocon', il movimento che ispiro' la presidenza di George W. Bush, in cui il politologo attaccava Trump e dichiarava il suo sostegno alla Clinton.

USA TODAY

Una posizione in qualche modo storica e' anche quella di usa Today, terzo quotidiano statunitense, che per la prima volta in 34 anni di vita prende posizione, ma sposa una sorta di terza via che si potrebbe definire 'disendorsement'. Il giornale infatti non chiede esplicitamente di votare per la Clinton ma invita chiaramente i suoi lettori a non votare per Trump.

LOS ANGELES TIMES

"La sua grande forza e' il pragmatismo, la sua capacita' di costruire consenso e risolvere problemi". Con queste motivazioni, il Los Angeles Times si schiera a favore di Hillary Clinton. Posizione condivisa dall'altro grande giornale californiano, il San Francisco Chronicle, che definisce Trump un "demagogo con istinti autoritari" e invita a votare per l'ex segretario di stato.

CHICAGO SUN E CHICAGO TRIBUNE

La posizione dei due grandi quotidiani della capitale dell'Illinos e' piuttosto curiosa: 'siete contro Trump ma non vi piace nemmeno la Clinton? Allora votate Gary Johnson', scrivono il Chicago Sun e il Chicago Tribune, invitando provocatoriamente a votare per il candidato del partito Libertario, terzo incomodo tra i due sfidanti del partito Repubblicano e di quello Democratico. Non si tratta dell'unico endorsement ricevuto da Johnson, che e' stato indicato come candidato da votare anche dal Detroit news, dal Richmond Times

THE ATLANTIC

Si tratta di un endorsement storico. E' la terza volta in 159 anni di storia che la rivista prende chiaramente parte per uno dei due sfidanti. E usando toni allarmati e durissimi nei confronti di Trump. Per The Atlantic, 'The Donald' e' "il candidato di un grande partito piu' ostentatamente inadatto nei 227 anni di storia della presidenza americana", un "demagogo, ignorante, xenofobo, ignorante e bugiardo".

FOREIGN POLICY

'Hillary Clinton presidente degli Stati Uniti' è il titolo dell'editoriale di endorsement della rivista. Trump, per Foreign Policy, "e' il peggior candidato di un grande partito della storia degli Stati Uniti". "Nella storia di quasi mezzo secolo di Foreign Policy - si legge  - i redattori di questa pubblicazione non hanno mai appoggiato nessun candidato ad una carica pubblica. Abbiamo a cuore l'indipendenza di questa pubblicazione e la sua reputazione di obiettività e abbiamo una profonda considerazione del nostro rapporto con tutti i lettori, indipendentemente dal loro orientamento politico. Per tutti queste ragioni gli editori di Foreign Policy possono adesso rompere con questa tradizione e appoggiare Hillary Clinton come prossimo presidente degli Stati Uniti".

Nell'editoriale viene citato il "vile comportamento di Trump nei confronti delle donne, che evidenzia la sua inadeguatezza" a guidare il Paese. Fp entra nel merito di molte delle posizioni espresse dal candidato Repubblicano durante la campagna elettorale: dalla sua "denigrazione ingiustificata dei musulmani" fino alla "derisione con cui ha trattato l'esercito degli Stati Uniti, la sua leadership, i veterani e le loro famiglie, i servizi di intelligence". 

Al fianco di Clinton si schierano, tra gli altri, il Boston Globe, il Detroit Free Press, il Jewish Herald Voice, il Miami Herald, l'Orolando Sentinel. L'endorsement per la ex first lady infine, arriva anche da altri diffusissimi quotidiani Usa di tendenza conservatrice. Il Cincinnati Enquirer, il Dallas Morning News News e lo Houston Chronicle, spesso su posizioni vicine al Gop, hanno fatto sapere che il loro appoggio andra' alla candidata Democratica. (AGI)