Apple, Twitter, Wikipedia e eBay con Hillary Clinton

Lettera di endorsement alla candidata democratica. Anche Zuckerberg di Facebook si schiera con Hillary

Apple, Twitter, Wikipedia e eBay con Hillary Clinton
 usa 2016 trump clinton

San Francisco - I colossi della Silicon Valley, cuore dell'industria tecnologica statunitense, si schierano con Hillary Clinton. Steve Wozniak, Ev Williams, Jimmy Wales e Pierre Omidyar, rispettivamente co-fondatori di Apple, Twitter, Wikipedia e eBay, hanno firmato una lettera aperta in cui si sostiene che l'eventuale elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, sarebbe "un disastro per l'innovazione". I numeri uno dei giganti dell'high tech, sottolineano in particolare le parole di Trump sull'immigrazione e le minacce di 'The Donald' di "chiudere" internet per ragioni di sicurezza. La lettera arriva dopo l'implicito endorsement del fondatore di Facebook, Marck Zuckerberg, che ad aprile, senza citare direttamente Trump, aveva invitato i suoi concittadini a "scegliere la speranza anziché la paura e a costruire ponti anziché muri". Apple inoltre, aveva rinunciato a fornire finanziamenti e supporto logistico alla convenzione repubblicana, ribadendo la sua contrarietà alle posizioni di Trump sugli immigrati, sulle minoranze e sulle donne. Il numero uno della società, Tim Cook, e la vedova dello stesso fondatore di Apple, Steve Jobs, sono stati tra i finanziatori della campagna elettorale della Clinton

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Anche la stampa Usa fa la sua scelta. Ultimo in ordine di tempo tra i grandi giornali di opinione, anche il prestigioso 'New Yorker' esprime il suo endorsement per Hillary Clinton. Il settimanale newyorkese, in un editoriale pubblicato sulla sua pagina web e condiviso sui principali social media, scrive che l'8 novembre, "a meno di clamorose sorprese, dopo 240 anni una donna andrà alla Casa Bianca. L'elezione di Hillary Clinton è un evento che salutiamo per la sua importanza storica e con sollievo indescrivibile".

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"Sarà gratificante avere una donna come comandante in capo - aggiunge l'editoriale del New Yorker - dopo una campagna così disgustosamente sessista e razzista. La bassezza della retorica del suo avversario - conclude il New Yorker - è stata così evidente che possiamo solo sperare che Clinton sarà in grado di usare il suo ruolo e la sua impressionante determinazione per combattere i pregiudizi ovunque si trovino". (AGI)