Ue-Canada, Vallonia cede e Belgio dirà sì a Ceta

L'annuncio del premier Charles Michel dopo incontro con le regioni. Il summit con Ottawa era stato rinviato per lo stop dei francofoni

Ue-Canada, Vallonia cede e Belgio dirà sì a Ceta
Ceta Vallonia (Afp) 

Bruxelles - La Vallonia fa un passo indietro dopo lo strappo co l'Ue che ha bloccato la ratifica Trattato di libero scambio con il Canada (Ceta). Il premier belga, Charles Michel, ha annunciato che è stato trovato con la regione francofona ribelle sul Ceta. L'annuncio è arrivato dopo che era saltato l'incontro per la firma previsto con il premier canadese, Justin Trudeau, previsto nella giornata di giovedì. Abbiamo "trovato un accordo", ha annunciato Michel, al termine di una riunione con le regioni e le comunità linguistiche del Belgio. L'intesa dovrà ora essere inviata all'Unione. 

Vallonia, il Golia che si ribella all'accordo tra i giganti Ue-Canada

Il premier canadese, Justin Trudeau, aveva annullato il previsto summit con la Ue a Bruxelles perché senza l'ok dello Stato federato il governo belga non può dare il proprio via libera al trattato su cui è necessaria l'unanimità nel Consiglio Ue. In pratica una regione di tre milioni e mezzo di abitanti ha potuto bloccare un accordo che riguarda 500 milioni di cittadini europei, probabilmente più per motivi di politica interna (tensioni nella maggioranza socialista vallone) che per il merito della contestazione riguardante gli investimenti esteri.  La clausola che tutela gli investimenti esteri , infatti. era già stata cambiata molto in modo che eventuali cause tra governi a multinazionali fossero giudicare non da corti arbitrali ma da veri tribunali internazionali. Questa proposta è stata accetata dal Canada a differenza degli Stati Uniti che per il Ttip non vogliono rinunciare agli Isds tenendo in stallo tutti i negoziati.
 
 
A convincere i valloni sarebbero state le promesse del premier  Michel, non ancora rese pubbliche. L'ultima parola spetterà comunque ai quattro Parlamenti del Belgio che si riuniranno per deliberare tra venerdì e sabato. Nel caso di una modifica dei testi già concordati con Ottawa sarebbe necessario un nuovo voto dell'Europarlamento, dei governi dell'Ue e del Canada. "Il Canada resta pronto a firmare l'accordo quanto l'Europa sarà pronta", ha fatto sapere il governo nordamericano. (AGI)